Comore

In vendita società nazionale di telecomunicazioni

Il governo delle Comore ha reso noto l'intenzione di voler privatizzare attraverso un'asta internazionale la compagnia di telecomunicazioni nazionali, Comores Telecom (Comtel). In base al piano proposto dal governo, le parti interessate dovranno formulare un'offerta per l'acquisizione del 51% della proprietà di Comtel, includendo nella proposta informazioni sul proprio settore d'attività e le prospettive di sviluppo per la società. L'intenzione è quella di individuare un investitore strategico per ristrutturare la Comtel in una newco, di cui il governo manterrà il 34% della proprietà mentre il 15% sarà detenuto dai dipendenti. Non è stata indicata una data termine per la presentazione delle espressioni d'interesse. [MV]© Riproduzione riservata

Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Tanzania Free

    Sorgerà a Zanzibar la torre di appartamenti in legno...

    TANZANIA - Un punto di riferimento iconico non solo per l'intera Africa e una pietra miliare ambientale globale. Così viene definita il più alto edificio ecologico del mondo, una torre di appartamenti di 28 piani progettata con tecnologia ibrida in legno che verrà costruita a Zanzibar. Il progetto di Burj Zanzibar, lo spettacolare grattacielo progettato per raggiungere i 96 metri di altezza, negli scorsi giorni a Mascate, in Oman. La torre residenziale con 266 residenze sarà situata a Fumba Town, la città ecologica pionieristica dell'Africa orientale sviluppata dalla società di ingegneria tedesca CPS. "Burj Zanzibar sarà l’edificio clou e la naturale continuazione dei nostri sforzi per fornire alloggi sostenibili in Africa, rafforzando così l'occupazione e le imprese locali", ha elaborato il CEO di CPS Sebastian Dietzold durante l’evento di presentazione del progetto. Il progetto sarà eseguito da un consorzio di specialisti di primo piano provenienti da Svizzera, Austria, Germania, Sudafrica, Tanzania e Stati Uniti, ma soprattutto è destinato a promuovere il legno disponibile localmente come materiale da costruzione. "Un'industria forestale allargata potrebbe creare centinaia di migliaia di posti di lavoro in Tanzania", ha concluso Dietzold. [CN]
  • Kenya Free

    Via libera a colture geneticamente modificate

    KENYA - Il governo di Nairobi guidato dal neo-eletto presidente William Ruto ha approvato la commercializzazione di mais geneticamente modificato, revocando in questo modo il divieto in vigore in Kenya da circa un decennio di coltivare in campo aperto colture geneticamente modificate.

    Ad annunciarlo è stato lo stesso Ruto, precisando che la misura è pensata er aiutare a rinnovare la produzione agricola e i settori manifatturieri.

    "Grazie all'azione esecutiva, la coltivazione aperta e l'importazione di mais OGM è ora autorizzata", si legge in una nota diffusa dal governo.

    La decisione, secondo la dichiarazione, è stata raggiunta in conformità con la raccomandazione della task force per la revisione delle questioni relative agli alimenti OGM e alla sicurezza alimentare, e seguendo le linee guida dell'Autorità Nazionale per la Biosicurezza su tutti i trattati internazionali applicabili, compreso il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza.

    La mossa ora rende il Kenya il primo paese della regione dell'Africa orientale ad approvare la coltivazione e l'importazione di colture OGM.

    Il Kenya si unisce a Sudafrica, Sudan, Egitto e Burkina Faso, che in precedenza avevano già autorizzato la coltivazione di colture OGM tra cui mais, sorgo, fagioli e colture da reddito come cotone e soia. [MV]

  • Africa Orientale Free

    Deloitte, persi accordi di investimento a causa di dati...

    AFRICA ORIENTALE - Gli investitori esterni in cerca di operazioni di fusione e acquisizione nell'Africa orientale incontrano ostacoli durante la conduzione della due diligence e la valutazione di potenziali obiettivi a causa di dati finanziari di bassa qualità, che potrebbero costare alla regione preziosi afflussi di investimenti diretti esteri. Questa l’osservazione espressa dalla società di consulenza Deloitte in una pubblicazione di prospettive macroeconomiche per la regione orientale del continente. “Le sfide chiave affrontate nella due diligence comprendono scadenze ravvicinate, inadeguatezza nelle competenze nella funzione finanziaria e scarsa qualità delle informazioni finanziarie. Una due diligence inadeguata presenta il rischio di una valutazione errata della continuità aziendale dell'obiettivo, risultando in una fusione o acquisizione non informata", ha affermato Deloitte nel suo East Africa Macroeconomic Outlook, che punta il dito tra le altre cose sulla mancanza di un quadro normativo armonizzato riguardo a fusioni e acquisizioni nella Comunità dell'Africa orientale (EAC). “Sebbene la regione dell'Africa orientale attraverso il blocco economico EAC abbia cercato di attuare un approccio armonizzato alla regolamentazione delle fusioni e acquisizioni attraverso i regolamenti EAC sulla concorrenza del 2010, i Paesi devono ancora attuare completamente il regolamento. Ciò rappresenta una sfida, in particolare per gli accordi transfrontalieri", precisa Deloitte, sottolineando che i private equity, i fondi di capitale di rischio e le istituzioni di finanziamento dello sviluppo (DFI) hanno ripetutamente espresso preoccupazioni per la qualità degli asset e la valutazione delle imprese locali, sottolineando la possibilità di pagare in eccesso per investimenti di bassa qualità. [CN]  
  • TanzaniaUganda Free

    TotalEnergies non si ritirerà dal progetto di...

    UGANDA/TANZANIA - La società francese di idrocarburi TotalEnergies, sulla scia delle richieste dei membri del Parlamento dell'Unione Europea di ritirarsi dall'oleodotto dell'Africa orientale, ha sciolto ogni dubbio sulla possibilità abbandonare il progetto. “Possiamo regolamentare ma non possiamo sbarazzarci dei combustibili fossili domani. Ci vorrà tempo. Abbiamo bisogno di decarbonizzare l'energia in tutto il mondo, ma non puoi saltare dallo 0 all'80%", ha dichiarato Philippe Groueix, Direttore Generale di TotalEnergies, durante il lancio della campagna di azione per la sostenibilità della compagnia petrolifera francese in Uganda, svolta in collaborazione con le autorità di regolamentazione locali e vari partner. “Sin dall'inizio delle nostre operazioni, ci siamo impegnati a sviluppare questo progetto in modo trasparente, socialmente e rispettoso dell'ambiente, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite", ha continuato il DG della compagnia, rispondendo alle preoccupazioni sollevate nelle scorse settimane da attivisti e parlamentari dell'Unione europea per presunte "violazioni dei diritti umani" in Uganda e Tanzania legate agli investimenti nel cantiere, nonché possibili ulteriori problemi all’ecosistema causati dalle emissioni di carbonio delle attività petrolifere. “Il progetto Tilenga è un progetto onshore che si colloca in un contesto sensibile sia dal punto di vista ambientale che sociale. Le nostre azioni fino ad oggi sono state guidate dal desiderio di raggiungere una prosperità condivisa e di conseguenza intraprendiamo continue consultazioni e dialoghi con le comunità, le parti interessate e il governo. Miriamo non solo a realizzare, ma anche a dimostrare il raggiungimento di un guadagno netto positivo sul progetto Tilenga, nel rispetto dei più severi requisiti internazionali. L'oleodotto dell'Africa orientale è stato progettato per garantire che non vi siano fuoriuscite, con possibilità che si verifichino molto basse", ha precisato Groueix sui timori di fuoriuscite di petrolio dall'oleodotto. Il capo di TotalEnergies ha anche parlato delle richieste di mancato risarcimento ai proprietari dei terreni dove passerà l'oleodotto, rilevando che il processo è ancora in corso. “Attraverso questa campagna, l'azienda presenterà le varie iniziative e azioni sui temi dell'ambiente e della conservazione della biodiversità, dei diritti sociali e umani, che sono stati tutti intrapresi in stretta collaborazione con le autorità governative competenti, le comunità e le OSC locali e internazionali e ONG”, ha concluso. [CN]
  • Sudan Free

    Regno Unito riprenderà relazioni solo con governo...

    SUDAN - Il Regno Unito riprenderà a sostenere e rafforzerà le relazioni bilaterali con il Sudan solo dopo il ripristino di un governo civile. Lo ha affermato in un un tweet l’inviato speciale del Regno Unito, Robert Fairweather, dopo un colloquio con il generale Abdel Fattah al-Burhan in cui si è parlato della necessità di un accordo per superare lo stallo politico. Al-Burhan ha confermato  che i militari sono pronti a cedere il potere a un governo inclusivo. Fairweather, nel suo tweet, ha sottolineato che il ripristino di un governo civile è la chiave per la ripresa del sostegno britannico al Sudan. “Solo un governo inclusivo a guida civile consentirà al Regno Unito di riprendere le relazioni bilaterali con il Sudan”, ha scritto. “Ho sottolineato la nostra aspettativa che i militari non ostacolino il processo politico in corso”, ha aggiunto. I paesi della Troika: Regno Unito, Norvegia e Stati Uniti, oltre ai paesi dell’Unione europea e le istituzioni finanziarie internazionali ripetono da mesi che solo la formazione di un governo credibile consentirà la ripresa del sostegno economico al Sudan. [TM]
  • Gibuti Free

    Inaugurato training camp cinese per imprenditori locali

    GIBUTI - È stato inaugurato la scorsa settimana il primo training camp del Centro d’eccellenza per l’innovazione marittima a Gibuti, programma sostenuto e finanziato da aziende cinesi: circa 30 tirocinanti provenienti da Gibuti, Etiopia, Kenya e Uganda sono stati selezionati per partecipare al programma di formazione di otto giorni, che si conclude sabato prossimo. Questi giovani impareranno il funzionamento di un’azienda attraverso lezioni, conferenze tematiche e seminari di esperti cinesi e africani, che potranno visitare il porto multiuso di Doraleh e la zona di libero scambio internazionale di Gibuti, realizzata da imprese cinesi. Il presidente del Gibuti, Ismail Omar Guelleh, in un messaggio letto in apertura dei lavori, ha parlato molto bene dell’importanza dell’istruzione e della formazione nella cooperazione tra Gibuti e la Cina. L’istituzione del centro “è senza dubbio un nuovo passo” nella cooperazione Gibuti-Cina, ha affermato il presidente in un videomessaggio. Il ministro dell’Istruzione superiore di Gibuti, Mohamed Ahmed Nabil, ha detto che il progetto offre ai giovani l’opportunità di padroneggiare strumenti innovativi per l’e-commerce, ragion per cui il training camp ha come tema l'”Innovazione digitale e l’e-commerce transfrontaliero”. L’ambasciatore cinese a Gibuti, Hu Bin, ha detto che la Cina sostiene con forza la promozione dell’imprenditoria giovanile africana e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, considerati “obiettivi prioritari”. In questo senso, ha precisato Hu, il centro fa parte di importanti misure per realizzare gli obiettivi di rafforzamento delle capacità e scambio umano previste nei nove programmi annunciati durante l’ottava Conferenza ministeriale del forum sulla cooperazione Cina-Africa, svoltasi a Dakar, capitale del Senegal, lo scorso novembre. Il Centro di Gibuti è un progetto di rafforzamento delle capacità dei giovani imprenditori, senza scopo di lucro da parte delle società finanziatrici e volto a rafforzare la leadership e l’imprenditorialità dei giovani di Gibuti e dell’Africa orientale, contribuendo inoltre alla “Djibouti Vision 2035” del governo locale, per promuovere le innovazioni del settore privato e il lavoro autonomo. Finanziata dalla China merchants foundation e gestita dalla Djibouti chinese enterprise association, il Centro dovrebbe diventare una piattaforma per fornire servizi come formazione, tutoraggio e networking. [ASB]