Uganda

Museveni in Russia, idrocarburi al centro dei colloqui

UGANDA – Lo sfruttamento degli idrocarburi, l’energia elettrica e il commercio saranno al centro dei colloqui a Mosca tra il presidente Yoweri Museveni, in visita in Russia per quattro giorni, e il suo ospite Vadimir Putin.

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    Fondi da Banca mondiale per agricoltori

    SUD SUDAN - La Banca Mondiale ha donato 116 milioni di dollari al governo di Juba per finanziare due nuovi progetti volti a rafforzare la capacità degli agricoltori di migliorare la produzione agricola e ripristinare i mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare. Secondo la stampa nazionale, l’obiettivo è fronteggiare la minaccia che vedrebbe 7,2 milioni di persone dovere affrontare un’insicurezza alimentare acuta nei prossimi mesi. “Il South Sudan Resilient Agricultural Livelihoods Project fornirà una sovvenzione di 62,5 milioni di dollari che sosterrà gli investimenti nella formazione degli agricoltori per aiutarli a gestire in modo efficiente le loro organizzazioni, adottare nuove tecnologie e utilizzare pratiche di agricoltura intelligente per il clima per aumentare i loro raccolti” si legge in una comunicato della Banca Mondiale. A questo si aggiunge un’altra iniziativa: l’Emergency Locust Response Project, che consiste in una sovvenzione per 53,7 milioni di dollari che  aumenterà la risposta del Sud Sudan alle locuste del deserto ripristinando i mezzi di sussistenza per i più poveri. [GT]
  • Somalia Free

    Pentagono prepara piano per riportare truppe nel Paese

    SOMALIA - Il Pentagono sta definendo una proposta che prevede il dispiegamento di decine di addestratori delle Forze speciali a sostegno delle forze somale impegnate contro i jihadisti Shebab; lo riporta il New York Times, precisando che il piano non è ancora stato presentato al segretario della Difesa Usa, Lloyd J. Austin, e che non è chiaro se otterrà il via libera dell’amministrazione di Joe Biden. Il piano per “addestrare e assistere” le forze somale annullerebbe di fatto l’ordine della precedente amministrazione di Donald Trump, che ha ritirato quasi tutti i 700 militari presenti nel Paese del Corno d’Africa. Gran parte dei soldati sono stati trasferiti nelle basi dei vicini Kenya e Gibuti, dove si trovano i droni Usa usati contro gli Shebab. Sono meno di 100 ad oggi gli americani presenti in Somalia per coordinare le operazioni dei velivoli per individuare gli Shebab. Secondo un rapporto Usa della scorsa primavera citato dal Nyt, tra i 5.000 e i 10.000 combattenti Shebab “controllano vaste aree di territorio nel sud della Somalia, favoriti dalla libertà di movimento derivante dall’incapacità del governo di garantire in modo efficace la sicurezza del proprio territorio”. Riferendo di recente al Senato Usa, il generale Dagvin Anderson, che comanda le forze delle operazioni speciali americane in Africa, ha definito gli Shebab “il gruppo più grande, più ricco e più violento associato ad al Qaida nel mondo”. [SS]
  • Etiopia Free

    Economia attesa in crescita dell'8,7%

    ETIOPIA - L'economia nazionale etiopica è prevista in crescita a un tasso dell'8,7% durante il prossimo anno fiscale 2021/2022 che comincerà a luglio.

    A dirlo è stato il ministro delle Finanze Ahmed Shede, presentando in Parlamento le ultime stime di crescita contenute nella legge di bilancio statale, che prevede un aumento della spesa pubblica del 18% rispetto all'anno precedente.

    Secondo i dati comunicati da Shede, nel corso dell'anno fiscale 2020/2021 l'economia è riuscita a crescere del 6,1% nonostante le sfide imposte dalla pandemia di covid-19. [MV]

  • Tanzania Free

    Fondi francesi per la centrale solare di Kishapu

    TANZANIA - Un finanziamento da 137 milioni di euro: questo l’importo che l'Agenzia francese per lo sviluppo (Afd) concederà al governo della Tanzania per la costruzione di un impianto solare fotovoltaico da 150 MW. Lo si apprende dall'accordo di prestito recentemente firmato a Dodoma tra il Segretario Permanente tanzaniano del ministero delle Finanze e della Pianificazione, Emmanuel Tutub, l'ambasciatore francese in Tanzania, Frédéric Clavier, e la direttrice dell'Afd in Tanzania, Stéphanie Mouen Essombe.  Il braccio finanziario della politica estera francese sta convalidando un prestito di 130 milioni di euro per la costruzione della centrale e finanzierà con ulteriori sette milioni di euro lo studio di fattibilità dell’impianto che sarà ubicato nel distretto di Kishapu, nella regione di Shinyanga, nel nord della Tanzania. La costruzione della centrale solare dovrebbe durare un anno e iniziare a marzo 2022. Secondo Emmanuel Tutub, il progetto del futuro impianto solare mira a rafforzare la rete della Tanzania Electric Supply Company (Tanesco) nonché diversificare il mix elettrico nazionale. La Tanzania ha una capacità installata di 1504 MW, di cui 568 MW generati da centrali idroelettriche. La capacità idroelettrica sarà ulteriormente aumentata a 2668 MW con la messa in servizio della diga di Stiegler's Gorge e della centrale idroelettrica (2100 MW), in costruzione sul fiume Rufiji. Tuttavia, i crescenti periodi di siccità nelle regioni orientale e meridionale dell’Africa stanno riducendo i flussi dei fiumi, impattando così sul funzionamento delle centrali idroelettriche. Durante il giorno, nella stagione secca, l'impianto solare di Kishapu prenderà il posto delle dighe, che verranno addebitate per entrare in funzione dopo il tramonto. [CN]
  • Etiopia Free

    Verso le elezioni

    ETIOPIA - Il 21 giugno urne aperte in Etiopia: le elezioni, originariamente previste per agosto 2020, sono state ritardate a causa della pandemia di covid-19 con gli elettori saranno chiamati a scegliere i 547 membri del parlamento federale e il leader del partito vincitore diventerà primo ministro. Le ultime elezioni generali si sono svolte nel 2015. Questo è il primo test elettorale per il primo ministro Abiy Ahmed da quando nel 2018 si è insediato sulla scia delle proteste contro il governo di coalizione dominato dal Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf). In questi tre anni Abiy ha duramente represso la corruzione, rilasciato prigionieri politici, nominato più donne nel governo e ha siglato un’intesa di pace con la vicina Eritrea (con la quale esisteva una situazione di pace armata dal 2000 quando era terminata il conflitto tra i due Paesi). La sua azione gli è valsa il Premio Nobel per la pace 2019. Solo un anno dopo però ha lanciato un’operazione militare nel Tigray per reprimere il Tplf che aveva sfidato il potere centrale organizzando proprie elezioni regionali e le cui milizie avevano conquistato basi militari federali. Il conflitto, durato un mese, ha causato la morte di migliaia di persone, violenze diffuse e una carenza di cibo (che in alcune aree si è trasformata in vera carestia). Ai combattimenti hanno partecipato anche truppe eritree, milizie di etnia amhara e, probabilmente, anche reparti somali. Abiy, che ha annunciato la fine dei combattimenti a dicembre. Deve però far ora fronte a una guerriglia diffusa che sta logorando le sue truppe. Dal punto di vista politico, il premier ha sciolto il Fronte democratico rivoluzionario del popolo etiope (Eprdf), un’alleanza composta da quattro partiti a base etnica e dominata dal Tplf e ha creato il Partito della Prosperità. Il premier sostiene che questo partito unico aiuterà a forgiare l’unità nazionale e a ridurre le divisioni etniche. I suoi critici però sostengono che cercare di ignorare le differenze etniche genererà solo risentimento, con la rimozione del potere dalla popolazione locale e la concentrazione nella capitale, Addis Abeba. Al voto parteciperanno almeno 40 partiti, la maggior parte di essi formazioni regionali, con più di 9.000 candidati. Tuttavia, i partiti di opposizione si sono lamentati dell’eccessivo controllo sulla campagna elettorale da parte delle autorità. L’Oromo Liberation Front (Olf) a marzo ha dichiarato che boicotterà il voto, citando l’incarcerazione di alcuni dei suoi leader e la presunta chiusura dei suoi uffici da parte del governo. Anche l’Oromo Federalist Congress (Ofc), il partito di Jawar Mohammed, ha annunciato a marzo di essere “costretto” a ritirarsi dalle elezioni per motivi simili.Il Tplf, inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche, non potrà partecipare alle elezioni. Alcuni dei suoi leader sono stati arrestati, mentre altri sono in fuga o continuano a condurre una guerriglia nel Tigray. Berhanu Nega, che guida il partito Ethiopian Citizens for Social Justice, è l’unico leader dell’opposizione di profilo nazionale a partecipare alle elezioni. Il 62enne politico e accademico è stato eletto nel 2005 sindaco della capitale, Addis Abeba, ma la sua vittoria è stata annullata dal governo allora dominato dal Tplf. Dopo essere stato arrestato, poi libertato, si è recato all’estero. Dopo undici anni di esilio, Berhanu Nega ha ricevuto una grande accoglienza quando è tornato a casa nel settembre 2018. Il 21 giugno non si voterà ovunque. I seggi rimarranno chiusi in Tigray, dove i combattimenti continuano nonostante Abiy abbia dichiarato vittoria nel novembre 2020. Anche in altre 54 circoscrizioni del Paese le votazioni sono state rinviate al 6 settembre, con la commissione elettorale che cita difetti nelle schede elettorali. Anche se, probabilmente, Addis Abeba teme che le violenze etniche possano minare il processo elettorale. In totale, 78 dei 547 collegi elettorali non voteranno. [EC]
  • Kenya Free

    Avviata produzione commerciale di riso ibrido

    KENYA - E' stata avviata in Kenya la coltivazione su larga scala di riso ibrido nel tentativo di ridurre l'eccessiva dipendenza dalle importazioni, aumentare la sicurezza alimentare e i redditi degli agricoltori nelle zone rurali del Paese.

    Ad annunciarlo è stata la responsabile del programma per la promozione della coltivazione del riso presso il ministero dell'Agricoltura keniano, Mary Mutembei, precisando che gli agricoltori saranno incoraggiati a piantare le varietà migliorate al fine di ridurre il costo delle importazioni che attualmente ammonta a circa 230 milioni di dollari ogni anno.

    "Abbiamo stretto una partnership con il settore privato per aumentare la produzione di riso nel paese attraverso la coltivazione della varietà ibrida", ha detto Mutembei aggiungendo che l'introduzione di riso ibrido, che matura più velocemente ed è tollerante a malattie, parassiti e stress climatici, aiuterà a soddisfare la domanda locale.

    Secondo le informazioni a disposizione, il 90% del riso consumato ogni anno in Kenya viene importato dall'estero nonostante il Paese abbia un clima favorevole, terreni sani e acqua adeguata per coltivarlo. [MV]