Mali

Primo ministro Diarra agli arresti, annuncia dimissioni

MALI – Un nuovo colpo di scena sta scuotendo il Mali: l’arresto, la notte scorsa, del primo ministro Cheick Modibo Diarra e l’annuncio delle sue dimissioni, non è chiaro se costretto, insieme con la sua squadra di governo.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Togo Free

    Dal governo luce verde a due nuove centrali solari

    TOGO - Il governo togolese ha dato ufficialmente il via alla realizzazione di due nuove centrali solari nel paese.

    Lo riferisce la stampa locale, precisando che la decisione è stata approvata dall’ultimo consiglio dei ministri e che a breve inizieranno i lavori preliminari per la costruzione dei due impianti solari, uno a Salimde (a Sokodé) e l'altro ad Awandjelo (Kara), entrambe nella zona centro-settentrionale del paese.

    Il consiglio ha affermato che l'adozione dei decreti "consentirà l'avvio di procedure di compensazione ed esproprio per mettere in sicurezza le aree necessarie per il progetto".

    Gli impianti avranno rispettivamente una potenza installata di 60 MWp e 80 MWp. Il governo, va ricordato, aveva lanciato nel marzo 2020 un avviso di prequalifica nell'ambito del progetto.

    Quest'ultimo, hanno sottolineato le autorità, consentirà al governo di completare la sua strategia di diversificazione e aumentare la produzione di energia nazionale. Questa strategia è stata recentemente attuata quando il paese ha commissionato l'impianto Kekeli Efficient Power e l'impianto solare Blitta.

    Il Togo vuole raggiungere una copertura energetica universale entro il 2030, avendo il 50% del suo mix energetico proveniente da fonti rinnovabili.

  • Africa Occidentale Free

    Ecowas: nuovo programma per la nuova moneta unica Eco

    AFRICA OCCIDENTALE - Una nuova road map per lanciare nel 2027 la nuova moneta unica Eco, che dovrà sostituire il Franco CFA, è stata adottata nel fine settimana dai leader dell'Africa occidentale riuniti ad Accra in Ghana per il loro vertice annuale ordinario.

    Lo riferiscono i media locali, ricordando che l’Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale, aveva pianificato di lanciare la nuova valuta comune quest'anno, ma ha rinviato il piano a causa delle sfide poste dalla pandemia di coronavirus.

    Il presidente della Commissione ECOWAS Jean-Claude Kassi Brou ha affermato che la pandemia ha sconvolto i piani per l'attuazione del patto di convergenza.

    "Abbiamo una nuova road map e un nuovo patto di convergenza che coprirà il periodo tra il 2022-2026 e il 2027 quando verrà ufficialmente lanciato l'Eco", ha affermato.

    La valuta, nota come ECO, mira a sostituire il franco CFA utilizzato nelle ex colonie francesi. I sostenitori dell'ECO affermano che aiuterà i paesi a rompere la dipendenza e lo sfruttamento da Parigi.

    Ma alcuni paesi come la Nigeria e la Costa d'Avorio sono stati accusati di aver ostacolato lo sviluppo del progetto.

  • Africa Occidentale Free

    Afr. Occidentale: continuano ad aumentare attacchi...

    AFRICA OCCIDENTALE - L’Africa occidentale a partire dal 2020 ha subito un totale di 700 attacchi terroristici che hanno provocato la morte di 2.000 tra civili e militari .

    Lo ha detto il presidente della Commissione della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), Jean-Claude Kassi Brou,  aggiungendo che l'insicurezza è ancora una delle principali preoccupazioni per la regione e l'estremismo violento minaccia la stabilità dell’intera area.

    "Nonostante i significativi sforzi compiuti dagli Stati membri, in particolare quelli in prima linea, gli attacchi terroristici sono raddoppiati tra i primi cinque mesi del 2020 e il 2021", ha affermato Brou nel fine settimana, durante il suo discorso di apertura alla 59a sessione ordinaria dei capi di stato dell'ECOWAS.

    "Questi attacchi si verificano in gran parte in Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria, ma si stanno diffondendo anche nei paesi costieri e aumentano il numero di sfollati nella subregione dell'Africa occidentale", ha affermato.

    "L'attuazione del Piano d'azione regionale per la lotta al terrorismo, che avete adottato nel settembre 2019, è iniziata e dovrebbe integrare gli sforzi significativi compiuti da ciascuno Stato membro per combattere questa minaccia", ha affermato ai capi di Stato.

    Il funzionario ha sollecitato che la prevista mobilitazione dei fondi per l'attuazione avvenga rapidamente al fine di accelerare il processo.

  • Niger Free

    Niamey riapre le frontiere terrestri chiuse per Covid...

    NIGER - Il governo nigerino ha annunciato la riapertura delle proprie frontiere terrestri chiuse il 17 marzo 2020 a causa della pandemia da Covid-19.

    Lo riferiscono fonti giornalistiche locali e  internazionali, precisando che la decisione è stata confermata nell’ultimo Consiglio dei ministri e che a partire da oggi i confini saranno nuovamente valicabili.

    Anche le frontiere aeree dovrebbero essere riaperte a partire dal prossimo 1 agosto, grazie allo "sviluppo favorevole" della pandemia sul territorio nazionale.

    Il Niger, che ha registrato il suo primo caso confermato di COVID-19 il 19 marzo 2020, ha totalizzato 5.455 infezioni, inclusi 192 decessi e 5.175 guarigioni, secondo gli ultimi dati diffusi dal governo.

    "L'analisi dell'andamento epidemiologico della malattia mostra che la situazione è ancora sotto controllo", ha detto, aggiungendo che nel Paese è attualmente in corso una campagna di vaccinazione di massa anti-COVID.

  • Togo Free

    Berlino e Lomé siglano accordo cooperazione economica...

    TOGO - Un accordo di cooperazione economica con la Germania è stato siglato dal governo del Togo.

    Lo riferiscono i media togolesi, precisando che l’intesa è stata siglata durante la visita in Togo di Gerd Müller, ministro tedesco per la Cooperazione e lo Sviluppo economico.

    L’operazione da 142 milioni di euro ruoterà attorno a tre assi che contribuiranno allo sviluppo socio-economico del Paese. 

    In dettaglio, secondo quanto riportato dai media togolesi, il primo asse dell’accordo mira a migliorare il contesto imprenditoriale del Togo, facendo leva su una formazione professionale di qualità.

    Il secondo asse sosterrà la trasformazione nell’agroindustria. Il terzo e ultimo asse si concentrerà sulla promozione del buon governo e dello sviluppo dei territori, utilizzandoli come leva per realizzare una crescita inclusiva.

    Commentando l’intesa, il presidente Faure Gnassingbé ha twittato: “Questa nuova partnership attesta il dinamismo della cooperazione bilaterale ed è un importante supporto alla trasformazione della nostra economia, in linea con la roadmap governativa”.

    Da parte sua, Müller ha affermato:  “Vogliamo collaborare con il Togo nell’area economica, per promuovere ulteriormente l’agroindustria, la formazione giovanile e la partnership relativa all’energia”.

  • Costa Avorio Free

    Gbagbo in patria dopo dieci anni

    COSTA D'AVORIO - L’ex presidente Laurent Gbagbo è tornato in Costa d’Avorio nel tardo pomeriggio di ieri dopo dieci anni di assenza. Gbagbo si è detto “felice di ritrovare la Costa d’Avorio e l’Africa”, in un discorso pronunciato ieri dopo il suo arrivo, presso la sede del suo partito, il Fronte popolare ivoriano (Fpi). Durante il periodo in carcere “tutta l’Africa mi ha sostenuto, sia i popoli che la maggior parte dei capi di stato. I capi di stato mi hanno aiutato a resistere, i popoli mi hanno aiutato a resistere”, ha detto Gbagbo. L’ex presidente ha chiesto al segretario generale del Fpi qualche giorno di tempo prima di mettersi a disposizione del partito. Gbagbo nel 2010 aveva rifiutato di concedere la vittoria alla elezioni presidenziali al suo sfidante, l’attuale presidente Alassane Ouattara; una decisione di Gbagbo che aveva portato a proteste e violenze che hanno provocato più di 3.000 morti. Per questo motivo Gbagbo era stato estradato nel 2011 alla Corte internazionale dell’Aja dove ha aspettato 8 anni l’esito del processo nei suoi confronti per crimini di guerra. Nel 2019 un giudice l’ha assolto e l’esito è stato confermato in appello a marzo di quest’anno, consentendogli di lasciare il Belgio, dove aveva vissuto negli ultimi due anni. Il suo ritorno in patria è stato approvato dal suo ex rivale, Ouattara, che però non ha accolto Gbagbo al suo arrivo all’aeroporto di Abidjan. L’ex presidente, che aveva ottenuto quasi il 46% dei voti nel 2010, ha ancora una solida base di sostenitori. [TM]