Africa

Sahel: Onu, oltre 500.000 tra rifugiati e sfollati

Accesso Completo, Africa Sono 350.000 i rifugiati che conflitti e cambiamenti climatici hanno contribuito a creare quest’anno nella regione africana del Sahel. A riferirlo è stato ieri l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur/Unhcr), precisando che a questo numero vanno aggiunte altre 200.000 persone ufficialmente censite come sfollati interni. Solo il conflitto in Mali, ha sottolineato Antonio Guterres capo dell’Unhcr durante una riunione sul Sahel tenuta davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ha portato 140.000 persone a fuggire dal Mali e cercare rifugio nei paesi circostanti.

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    Tlc, Ifc concede linea di credito ad Airtel

    AFRICA - Airtel Africa ha annunciato la firma di una linea di credito da 194 milioni di dollari con l’ International finance corporation. Secondo Nairametrics il nuovo strumento di finanziamento è in linea con la strategia di Airtel Africa a sostegno di una programma della durata di otto anni che verrà varato per supportare le operazioni e gli investimenti della società di telecomunicazioni in alcuni dei mercati africani in cui opera. I mercati interessati sono la Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Madagascar, Niger, Repubblica del Congo e Zambia. L’amministratore delegato di Airtel Africa, Segun Ogunsanya, ha affermato che la linea di credito da 194 milioni di dollari è in linea con la determinazione dell’azienda a rispettare i propri impegni ambientali, sociali e di governance.  Airtel Africa ha affermato di essersi impegnata a rispettare i requisiti applicabili degli standard di prestazione di Ifc sulla sostenibilità sociale e ambientale e ha messo in atto un piano di azione ambientale e sociale dedicato. [GT]
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    Crescono investimenti nell’Oil e Gas

    AFRICA - Le spese in conto capitale totali (capex) per le attività di esplorazione di petrolio e gas in Africa sono in crescita, essendo aumentate dai 3,4 miliardi di dollari del 2020 ai 5,1 miliardi di dollari del 2022. Lo sostiene un rapporto, che analizza i dati di Rystad Energy, pubblicato dal gruppo di ricerca ambientale Urgewald, in collaborazione con diverse organizzazioni in Africa ed Europa. Le attività, sostiene il rapporto, coinvolge le compagnie africane per meno di un terzo di questa somma poiché la maggior parte dell’esplorazione di nuove risorse di petrolio e gas è effettuata e finanziata da compagnie straniere. Secondo il rapporto 200 aziende stanno esplorando o sviluppando nuove riserve di combustibili fossili o sviluppando nuove infrastrutture fossili come terminali di gas naturale liquefatto (GNL), gasdotti o centrali elettriche a gas e carbone in Africa. Sulla base del rapporto delle ONG, queste società stanno perseguendo progetti di espansione dei combustibili fossili in 48 dei 55 paesi africani. [ES]
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    Rimesse dei migranti chiave per sviluppo del Continente

    AFRICA - Gli emigrati e la diaspora africana più in generale sono il primo finanziatore dell’Africa. Lo ha detto il presidente della Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Akinwumi Adesina, il quale ha evidenziato come Egitto e Nigeria “sono tra i primi 10 beneficiari di rimesse a livello globale”, con l’Egitto che ha ricevuto 31,5 miliardi di dollari e la Nigeria 19,2 miliardi di dollari nel 2021. Secondo Adesina gli africani nella diaspora sono fondamentali per lo sviluppo economico dell’Africa  perché costituiscono i maggiori finanziatori del continente attraverso le rimesse. “Il valore delle rimesse dalla diaspora africana è raddoppiato, passando da 37 miliardi di dollari nel 2010 a 87 miliardi di dollari nel 2019 e raggiungendo i 95,6 miliardi di dollari nel 2021” ha affermato Adesina. “L’assistenza ufficiale allo sviluppo (i soldi della cooperazione internazionale, ndr) in Africa nel 2021 è stata di 35 miliardi di dollari ovvero il 36% delle rimesse dalla diaspora”. Il presidente dell’AfDB ha sottolineato che  “la diaspora africana è diventata il più grande finanziatore dell’Africa, e non è debito”. Il presidente dell’AfDB ha poi ribadito l’urgenza di eliminare la “tassa Africa” che rende inviare i soldi in Africa più costoso (fino al doppio in certi casi) che inviarli in altre zone del mondo. Adesina ha poi invitato i governi a “sfruttare le enormi opportunità offerte dalle obbligazioni della diaspora perché le obbligazioni della diaspora sono strumenti efficaci per sfruttare le rimesse per lo sviluppo dell’Africa “. Secondo il capo di AfDB, nonostante il suo grande potenziale, solo quattro paesi africani, Etiopia, Kenya, Ghana e Nigeria, hanno finora emesso con successo obbligazioni della diaspora, spesso con risultati contrastanti. [ES]
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    Deforestazione, l’UE blocca le importazioni

    AFRICA - Il Parlamento europeo e gli stati membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo per vietare l’importazione in territorio europeo di prodotti (come il cacao, il caffè e la soia) le cui colture contribuiscono alla deforestazione. Lo riporta un comunicato della Commissione europea. L’accordo, definito dalle istituzioni europee “senza precedenti”, vieta l’import di prodotti che contribuiscono alla deforestazione: non solo cacao, caffè e soia, ma anche olio di palma, legno, carne bovina e gomma, oltre a diversi altri prodotti lavorati e semi-lavorati come pelle, mobili, carta stampata, carbone, etc. Il presidente della commissione Ambiente al Parlamento europeo Pascal Canfin ha parlato di “un cambiamento radicale” che darà la certezza ai consumatori europei di acquistare e consumare prodotti più “etici”. All’origine del 16% della deforestazione globale attraverso le sue importazioni (principalmente soia e olio di palma, dati 2017), secondo il Wwf l’Ue è oggi il secondo distruttore di foreste tropicali dopo la Cina: l’importazione nell’Ue sarà vietata se questi prodotti provengono da terreni disboscati dopo il dicembre 2020. Le aziende importatrici, responsabili della loro catena di approvvigionamento, dovranno garantire la piena tracciabilità dell’origine dei loro prodotti e l’Ue elaborerà mappe delle aree e dei Paesi più o meno a rischio con obblighi di controllo. La norma si applicherà sia alla trasformazione di foreste primarie in campi o pascoli, ma anche alla conversione in silvicoltura di foreste primarie o che si rigenerano naturalmente. La Commissione è ora chiamata a studiare una possibile estensione ad altri prodotti (come il mais), ad altri ecosistemi ricchi di stoccaggio di carbonio e biodiversità (come le torbiere), ma anche al settore finanziario. L’Ue potrebbe quindi considerare di obbligare le istituzioni finanziarie a rifiutare servizi finanziari o crediti se questi rischiano di essere associati ad attività di deforestazione. [ASB]
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    Crescita export Gas naturale liquefatto

    AFRICA - Nigeria, Algeria ed Egitto guideranno l’esportazione di gas naturale liquefatto, GNL, dall’Africa a breve termine. Lo scrive stamani il quotidiano nigeriano Vanguard, che in un lungo articolo riporta i contenuti dell’ ultimo rapporto, “The State of African Energy 2023”, realizzato da Energy Vanguard, African Energy Chamber, AEC. Secondo il documento “l’Africa si trova in una posizione privilegiata per aumentare la sua produzione di gas naturale e beneficiare di un mercato di GNL in crescita come quello europeo”. Nel breve termine, tuttavia, non si prevede che molti grandi volumi arriveranno sul mercato e complessivamente Si prevede che la produzione di gas naturale dell’Africa subirà un calo marginale dal 2022 al 2025. “L’aumento – scrive il rapporto – è previsto per la seconda metà di questo decennio, poiché il Mozambico aumenterà la sua produzione di GNL e nuove startup di gas in tutto il continente entreranno in funzione e porteranno la produzione su una tendenza crescente”. Nell’aumento a breve termine delle esportazioni di GNL, il ruolo di guida sarà giocato da Nigeria e Algeria con flussi aggiuntivi provenienti da Egitto, Guinea Equatoriale, Mozambico e dalle acque al largo del Senegal – Mauritania. [ES]
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    Obiettivo Huawei, digitalizzare continente

    AFRICA - Il colosso delle telecomunicazioni Huawei ha tenuto ad Abidjan il suo primo vertice per l’Africa occidentale e centrale dedicato alla condivisione di esperienze tecnologiche, durante il quale ha espresso l’ambizione di contribuire al processo di digitalizzazione dell’Africa. “La nostra ambizione è creare sempre più connessione, promuovere la digitalizzazione per ogni persona, famiglia e organizzazione. Vorremmo contribuire allo sviluppo del digitale in Africa e ciò a beneficio delle popolazioni africane”, ha dichiarato il presidente e direttore generale di Huawei dell’Africa occidentale e centrale (WCA), Jean Sun. L’azienda ha anche mostrato ai suoi partner i suoi risultati di successo nel campo della sicurezza e dell’istruzione in Costa d’Avorio. “Abbiamo invitato i nostri partner dall’estero a vedere le buone esperienze di successo della digitalizzazione in Costa d’Avorio per accompagnarci a completare insieme la nostra missione”, ha aggiunto Sun. Fondata in Africa dal 1997, Huawei è presente in tutto il continente con oltre 5.000 dipendenti e quasi 400 partner. [GT]