Tunisia

Sidi Bouzid due anni dopo, deluse le aspettative della rivoluzione

TUNISIA – Sono stati accolti da sassate e da slogan ostili al governo il presidente Moncef Marzouki e il presidente dell’Assemblea nazionale Mustapha Ben Jaafar che ieri si erano recati nell’emblematica città di Sidi Bouzid per commemorare il secondo anniversario della “rivoluzione del gelsomino” che proprio a Sidi Bouzid ebbe inizio con l’immolazione, il 17 dicembre del 2010, del giovane Mohammed Bouazizi, venditore ambulante oppresso dalla miseria e dalla polizia.

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Algeria Free

    Annunciate elezioni legislative anticipate

    ALGERIA - Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha reso noto che, dopo il referendum costituzionale previsto il prossimo 1° novembre, si terranno nel Paese le elezioni legislative anticipate.

    A riportarlo sono i principali media locali e internazionali, ricordando che in occasione del referendum i cittadini algerini saranno chiamati alle urne per approvare o meno una riforma della Costituzione che assicura maggiori poteri al Parlamento e al primo ministro, oltre a garantire più ampie libertà a tutta la popolazione.

    Eletto lo scorso dicembre, Tebboune si è impegnato a portare avanti riforme politiche ed economiche per soddisfare le richieste sollevate durante le proteste che ad aprile 2019 hanno costretto l’ex presidente Abdelaziz Bouteflika alle dimissioni.

    L'attuale Parlamento è stato eletto nel 2017 per un mandato di cinque anni e in esso gli alleati di Bouteflika detengono la stragrande maggioranza dei seggi.

    "Organizzeremo le elezioni legislative subito dopo il referendum", ha detto Tebboune alla televisione di stato, senza tuttavia fornire maggiori dettagli su una possibile data. [MV]

  • Libia Free

    Petrolio, riprende la produzione. Prezzi in calo

    LIBIA - L'annuncio della ripresa della produzione dei giacimenti libici ha portato ieri, lunedì 21 settembre, a un crollo dei prezzi del petrolio, già bassi per effetto della pandemia di Covid-19. Il brent, petrolio di riferimento, era pagato poco più di 40 euro al barile. “(Il) mercato del petrolio è di fronte a un bivio. Se i prezzi saliranno o scenderanno dipenderà, in gran parte, da quanti progressi si realizzeranno nell'apertura dei pozzi libici”, ha detto l'analista di Bnp Paribas, Harry Tchilinguirian. Per il 2021, le previsioni rimangono prudenti. Secondo Goldman Sachs, il brent raggiungerà i 49 dollari al barile entro la fine dell'anno e i 65 entro il terzo trimestre del prossimo anno. Barclays, invece, stima 43 dollari per il 2020 e 53 dollari il prossimo anno. La stima di rialzi nel 2021, nonostante la ripresa della produzione in Libia, è legata a un possibile accordo sul taglio della produzione tra i membri dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) e dei suoi alleati. [EC]
  • Marocco Free

    Marrakech riapre al turismo

    MAROCCO - Per ridurre le perdite causate dalla pandemia di Covid-19, gli operatori turistici di Marrakech hanno deciso di aprire le porte della città ocra e scommettere sulla stagione invernale, a partire dalla festività di Ognissanti. È stato varato un piano che si muove attorno a tre “R”: riapertura, rilancio e rinnovo. “Si torna a vivere con il virus, un imperativo per rimettere in moto il sistema nel rispetto dei protocolli sanitari, bisogna agire di sponda con i partner internazionali per riconquistare la fiducia dei mercati e la confidenza dei clienti”, hanno spiegato i responsabili delle principali società che operano nel settore. Un segnale confortante arriva dal settore del trasporto aereo deciso a tornare in pista con 27 collegamenti settimanali e un alleggerimento delle condizioni di volo come per esempio la soppressione del tampone sierologico e il test Prc portato a 72 ore di validità invece delle 48 attuali. I grandi alberghi sono a favore del protocollo d'intesa, fianco a fianco delle migliaia di piccoli riad, le strutture più caratteristiche dell'accoglienza turistica marocchina. I ristoranti hanno già ottenuto l'autorizzazione a chiudere alle 23, invece che alle 22 delle ultime settimane. [EC]
  • Egitto Free

    Una fabbrica di treni per servire anche mercati arabi e...

    EGITTO - L’Egitto ha in programma di aprire la prima fabbrica nel paese per la produzione di treni, che utilizzano trazione elettrica e diesel, per le sue ferrovie e una monorotaia a Port Said. Ad annunciarlo è stato il ministero della Pianificazione e dello sviluppo economico durante una riunione tenutasi alla presenza del ministro della Pianificazione e dello sviluppo economico Hala El-Said, del ministro dei Trasporti Kamel El-Wazir e del capo dell’Autorità della zona economica del canale di Suez Yahia Zaki. Nel corso della riunione si è discusso del programma di attuazione del progetto, dei suoi studi economici e del volume di produzione previsto. La fabbrica dovrebbe essere gestita dalla società di servizi e manutenzione delle ferrovie egiziane (Ermas) in collaborazione con il settore privato, la zona economica del Canale di Suez, il Fondo sovrano egiziano e una serie di società internazionali. Il ministro El-Wazir ha affermato che l’Egitto ha un piano ambizioso per stabilire un’industria ferroviaria locale, che fa parte di un progetto più ampio per localizzare l’industria ferroviaria e servire i mercati nazionali e africani alla luce di una crescente domanda. El-Wazir ha aggiunto che la creazione di fabbriche che producono treni a più unità andrà a vantaggio dell’economia nazionale egiziana, fornirà valuta forte e opportunità di lavoro, oltre a soddisfare le esigenze dei settori ferroviario e metropolitano. Ha anche affermato che l’industria dovrebbe esportare i suoi prodotti nei Paesi arabi e africani aprendo la strada alla creazione di altre industrie complementari. [MS]
  • Egitto Free

    Tagliati i dazi su importazione input industriali

    EGITTO - Il ministero delle Finanze egiziano ha annunciato l’intenzione di voler ridurre, in alcuni casi anche fino al 90%, i dazi doganali sull’importazione di input per l’industria manifatturiera.

    A darne notizia sono i media locali, dai quali si apprende che le aliquote saranno modulate su più fasce in base alla percentuale della componente locale prevista nel prodotto finale.

    La riduzione include quindi un un pacchetto di adeguamenti dell'attuale struttura tariffaria doganale con l’obiettivo di incoraggiare l’aumento della produzione industriale locale.

    In base alle informazioni rese note, la percentuale di produzione locale sarà calcolata in base alla percentuale del contributo della catena di montaggio determinata dal ministero del Commercio e dell’industria per ciascun settore.

    I tagli dei dazi doganali ammonteranno al 105% del valore degli input manifatturieri locali se la percentuale di produzione locale sul prodotto finito varia tra il 10% e il 20%.

    I tagli aumentano al 110% del valore degli input locali se la percentuale della componente locale varia tra il 20% e il 30% e al 115% se la componente manifatturiera oscilla tra il 30 e il 40%. I tagli, secondo quel che viene riportato, possono arrivare fino a un massimo del 90% dell’imponibile sul prodotto finale.

    La riduzione è destinata in particolare a sostenere la ripresa della produzione nei settori manifatturieri del mobile, dell’industria petrolchimica e degli elettrodomestici. [MV]

  • Libia Free

    Haftar: “Riprenderà la produzione di petrolio”

    LIBIA - La produzione e l'esportazione di idrocarburi riprenderà a breve. Lo ha annunciato il generale Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica che, nel gennaio scorso, aveva bloccato ogni attività nei principali giacimenti libici. I lavori riprenderanno, secondo il politico (prima uomo di fiducia di Gheddafi e poi suo acerrimo avversario), ma solo “ad alcune condizioni”. Al momento, però, non si sa quali siano queste condizioni. Un tweet della tv del gruppo media Al Arabiya riferisce: “Haftar: la leadership delle forze armate ha deciso di riprendere la produzione ed export di petrolio con condizioni», senza specificare ulteriormente. Secondo il sito Al Wasat, Haftar avrebbe invece affermato che i proventi “non debbano essere utilizzati per finanziare del terrorismo”. Il comandante generale dell'Esercito nazionale libico, come noto, considera “terroristi” i componente delle milizie che controllano gran parte dell'Ovest e sono legate al governo di Tripoli. [EC]