Tunisia

Sidi Bouzid due anni dopo, deluse le aspettative della rivoluzione

Accesso Completo, Africa Nord, Tunisia TUNISIA - Sono stati accolti da sassate e da slogan ostili al governo il presidente Moncef Marzouki e il presidente dell'Assemblea nazionale Mustapha Ben Jaafar che ieri si erano recati nell'emblematica città di Sidi Bouzid per commemorare il secondo anniversario della “rivoluzione del gelsomino” che proprio a Sidi Bouzid ebbe inizio con l'immolazione, il 17 dicembre del 2010, del giovane Mohammed Bouazizi, venditore ambulante oppresso dalla miseria e dalla polizia. “Sento la rabbia di molte persone: è comprensibile, perché gli scopi principali della rivoluzione non sono ancora stati raggiunti: per esempio lo sviluppo e le giuste sanzioni ai corrotti del passato regime” ha detto il presidente Marzouki all'inizio del suo discorso davanti a una folla di 5000 persone, prima di essere portato via dalla scorta, quando alcuni individui hanno iniziato a lanciar pietre. Nelle regioni centrali e meridionali del paese, in particolare, è alta la frustrazione dei residenti che non hanno ancora toccato per mano i frutti della rivolta e della caduta del regime di Zine el Abidine Ben Ali. Tranne per la libertà di espressione, ritenuta una vittoria, in molti lamentano un tasso di disoccupazione elevato, in particolare tra i giovani qualificati, e una povertà maggiore con l'aumento generale dei prezzi. Altri accusano le amministrazioni locali di essere all'origine del fallimento dei progetti di sviluppo. La commemorazione a Sidi Bouzid è anche stata segnata dalle dimissioni di dieci organizzatori dell'evento per denunciare il dominio del partito di governo, Ennahda, sul comitato delle celebrazioni. Ennahda, dal canto suo, sostiene di aver rotto con la politica di Ben Ali che aveva privilegiato le regioni costiere, la vetrina della Tunisia. Il governo avrebbe sbloccato mezzo miliardo di euro per ridurre le disparità regionali ma i programmi tardano ad avviarsi, secondo l'esecutivo, a causa delle proteste sociali, dei sit-in e degli scioperi. Nelle scorse settimane il malcontento della popolazione si era tradotto in azioni di protesta nelle regioni di Sidi Bouzid, Kasserine, El Kef e Siliani, quest'ultima teatro di scontri tra manifestanti e polizia. [CC]  

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    MAROCCO - La capitale marocchina, Rabat, ha ospitato lunedì la firma di cinque Memorandum d’intesa tripartiti partiti sull’adesione al progetto di gasdotto Nigeria-Marocco. Gli accordi sono stati siglati rispettivamente e successivamente da Marocco e Nigeria, da un lato, con Nigeria, e Gambia, Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone e Ghana, dall’altro Secondo l’agenzia ufficiale Map, il primo protocollo d’intesa è stato concluso dall’Ufficio nazionale marocchino per gli idrocarburi e le miniere (Onhym) e dalla National Nigerian Petroleum Company Limited (Nnpc) con la Gambia National Petroleum Corporation (Gnpc-Gambia). Il secondo memorandum è stato firmato da i due soggetti con Petroguin-Guinea Bissau, mentre il terzo è stato concluso con la Sonap della Repubblica di Guinea. Il quarto memorandum è stato firmato con la Direzione Petrolio della Sierra Leone Pdsl. Il quinto MoU è stato concluso con la Ghana National Gas Company Gngc. L’Onhym e la Nnpc  hanno firmato, il 15 settembre a Rabat, un protocollo d’intesa con la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale. Il 15 ottobre a Nouakchott le due parti hanno raggiunto accordi simili con Mauritania e Senegal. La costruzione di questo gasdotto ha ricevuto un’attenzione speciale dal re Mohammed VI. Questo progetto è stato al centro del suo intervento il 6 novembre in occasione della commemorazione del 47° anniversario della Marcia Verde. “Dato il particolare interesse che nutriamo per la partnership con gli Stati dell’Ovest del continente, il gasdotto Nigeria-Marocco rappresenta per noi più di un progetto bilaterale tra due Paesi fratelli. Il nostro augurio è che sia più in generale un progetto strategico vantaggioso per l’intera regione dell’Africa occidentale, la cui popolazione supera i 440 milioni di abitanti”, ha sottolineato il sovrano. Questo gasdotto correrà lungo la costa dell’Africa occidentale dalla Nigeria, passando attraverso Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Liberia, Sierra Leone, Guinea, Guinea Bissau, Gambia, Senegal e Mauritania fino al Marocco. Sarà collegato al gasdotto Maghreb-Europa e alla rete europea del gas. Questa infrastruttura rifornirà anche gli stati senza sbocco sul mare di Niger, Burkina Faso e Mali. [CC]
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    ALGERIA - Il Piano esecutivo per l’attuazione congiunta della Belt and Road Initiative (o nuova via della seta) e il Piano triennale per la cooperazione in aree chiave 2022-2024 tra Algeria e Cina sono stati firmati ieri, in occasione di una videoconferenza tra il ministro degli Esteri algerino,  Ramtane Lamamra, e il presidente della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma in Cina, He Lifeng. Questa firma si inserisce “nel quadro del consolidamento del partenariato strategico globale in corso tra l’Algeria e la Repubblica popolare cinese e del rafforzamento delle relazioni storiche tra i due Paesi amici in vari campi”, precisa un comunicato del ministero degli Esteri algerino. Secondo la dichiarazione, “il piano esecutivo per la realizzazione congiunta della Belt and Road Initiative è un’altra pietra miliare per l’approfondimento della cooperazione nell’ambito della medesima strategia a cui l’Algeria ha aderito nel 2018. Per quanto riguarda il Piano triennale di cooperazione nelle aree chiave 2022-2024, si tratta di un altro pratico meccanismo tra i meccanismi bilaterali in grado di sviluppare la cooperazione nelle principali aree economiche prioritarie nella politica di sviluppo delle due parti. La firma di questi due importanti documenti arriva dopo la firma, l’8 novembre, del 2° Piano Quinquennale di Cooperazione Strategica Globale 2022-2026, a concretizzazione della rinnovata e forte volontà comune del Presidente della Repubblica , Abdelmadjid Tebboune e il suo omologo cinese, Xi Jinping, “con l’obiettivo di infondere nuova vita al partenariato bilaterale, che consentirà di ottenere maggiori progressi e prosperità e di rafforzare lo sviluppo economico e sociale sostenibile, al servizio di due popoli amiche”, si legge nella dichiarazione. “La firma di questi importanti testi giuridici, che avviene poco prima dello svolgimento della 1a sessione del Vertice sino-arabo, conferma la volontà comune dei due Paesi di vedere la cooperazione algero-cinese contribuire al consolidamento della cooperazione tra i paesi arabi mondo e la Repubblica popolare cinese, per costruire un futuro luminoso”, conclude la dichiarazione ministeriale, riportata dall’agenzia Aps. La Nuova via della seta è un ambizioso programma del governo cinese che vuole finanziare con oltre 1.000 miliardi di dollari in investimenti infrastrutturali in quasi ogni angolo del pianeta: Africa, Europa, India, Russia, Indonesia. L’iniziativa, fortemente voluta da Xi Jinping, Presidente della Repubblica Popolare Cinese, è stata lanciata nel 2013. [CC]
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