R.D. Congo

Nord-Kivu: segnalata presenza truppe straniere, la tensione sale ancora

Accesso Completo, Africa Centrale, R.D. Congo R.D. CONGO - Resta carica di tensione la situazione nella provincia nord-orientale del Nord-Kivu: se i combattimenti sul terreno sono di fatto cessati da alcune settimane, in questi giorni si stanno succedendo notizie di movimenti di truppe, anche straniere. Voci non ancora confermate ufficialmente riferiscono dell'arrivo in diverse aree del Nord-Kivu, ma anche nei pressi di Bukavu, nel vicino Sud-Kivu, di militari dello Zimbabwe. Secondo fonti ben informate potrebbe trattarsi dell'inizio del dispiegamento della forza di interposizione neutrale promossa dalla Comunità dei paesi dell'Africa australe (Sadc) e che dovrebbe operare sotto il comando della Tanzania. Alla missione hanno annunciato di voler contribuire i particolare i governi di Harare e di Pretoria, che in passato erano già intervenuti nell'ex Zaire a sostegno di Kinshasa. Nella parte settentrionale del Nord-Kivu sono invece segnalati movimenti di truppe ugandesi. Lo denunciano fonti della società civile del Nord-Kivu, precisando che i militari di Kampala hanno effettuato nei giorni scorsi vari spostamenti nell'area di Ruwenzori e in quella dei parco dei Virunga, a nord del Lago Edward. La società civile teme che l'obiettivo degli ugandesi sia quello di sostenere alleati della ribellione del Movimento 23 marzo (M23) e di favorire l'occupazione del territorio di Beni-Lubero da parte delle truppe antigovernative. Le stesse fonti avevano segnalato nei giorni scorsi anche movimenti di truppe ruandesi, entrate in Congo fino al territorio del Rutshuru, mentre alcuni combattenti dell'M23 sono posizionati non lontano da Goma, il capoluogo provinciale che i ribelli avevano conquistato il 20 novembre scorso, prima di ritirarsi sotto la pressione internazionale. Rwanda e Uganda sono accusati da più fonti, sia locali che internazionali, di appoggio alla ribellione nella ricca regione mineraria, agraria e petrolifera del Nord-Kivu. Da Kampala, dove si svolgono faticosi negoziati tra una delegazione del governo congolese e una delegazione dell'M23 sotto la mediazione del presidente ugandese Yoweri Museveni, il dialogo ha subito una nuova battuta d'arresto. Le due parti sono in disaccordo sulla richiesta di un cessate il fuoco avanzata dai ribelli prima di proseguire le trattative. [CC]

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    CAMERUN - Il Camerun ha importato riso per una cifra pari 5,4% della spesa di importazione del Paese, durante l’anno 2021. Questo dato, rivelato nel rapporto sul “Commercio estero del Camerun”, appena pubblicato dall’Istituto Nazionale di Statistica (Ins), dimostra ancora una volta quanto le massicce importazioni di questo cereale gravino sulla bilancia commerciale del Camerun, commenta il portale economico Invest in Cameroon. Le importazioni di riso non sono sempre state destinate al mercato locale, secondo gli osservatori del portale che parla di rifornimento fraudolento dei Paesi vicini. Oltre al riso, anche il grano e la miscela meslin hanno contribuito ad ampliare il disavanzo della bilancia commerciale del Camerun durante l’anno 2021. Secondo i dati Ins, il paese ha speso 182,7 miliardi di Fcfa nelle importazioni di questi prodotti, ovvero il 4,7% della spesa complessiva per le importazioni del Camerun nel 2021. [CC]
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    Cina principale partner export, Italia quarta

    CAMERUN - Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, la Cina rimane il principale cliente del Camerun nel 2021 con il 25,8% di quota di mercato. Ciò rappresenta 2700 tonnellate di merci esportate in questo Paese, “guadagnando così quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente” indica l’Istituto. La Cina è seguita da Paesi Bassi (12,4%), India (9,6%), Italia (7,1%), Spagna (6,1%) e Ciad (3,8%).

    I prodotti esportati in Cina sono costituiti principalmente da greggi di petrolio (66%), gas naturale liquefatto (19%), legno grezzo (10%) e legno segato (3%). Questi quattro prodotti da soli rappresentano il 98% delle esportazioni verso la Cina nel 2021.

    L’Istituto nazionale di statistica rileva che il peso del commercio del Camerun con i Paesi africani rimane piuttosto basso nelle statistiche doganali. Perché, nel 2021, le esportazioni verso i Paesi africani rappresentano solo il 9,7% del totale dei proventi da esportazione, di cui il 7,3% verso gli altri Paesi Cemac (Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e Ciad) e lo 0,8% verso la Nigeria. [GT]

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    Costruzione raffinera, accordo con Malabo

    REP DEM CONGO - La Guinea Equatoriale e la Repubblica Democratica del Congo (Rdc) collaboreranno alla costruzione di una raffineria di petrolio. Un memorandum d’intesa che concretizza questo progetto è stato siglato in occasione della conferenza Angola Oil and Gas 2022, svoltasi la scorsa settimana. L’accordo prevede il finanziamento congiunto del progetto, che sarà costruito nella Rdc. I due Paesi hanno in programma anche la creazione di strutture di stoccaggio per i prodotti petroliferi. Come osservano i media di settore, la realizzazione di questi progetti dovrebbe promuovere il trasferimento di competenze tra la Guinea Equatoriale e la Rdc. Non è però stato rivelato alcun calendario per la loro attuazione. Per Didier Budimbu Ntubuanga, ministro congolese degli Idrocarburi, questo accordo migliorerà la sicurezza energetica della Rdc, promuovendo al contempo la produzione di petrolio e gas del Paese. Questa opzione è in linea con la volontà espressa dal governo nelle ultime settimane di stimolare l’esplorazione e lo sfruttamento degli idrocarburi, considerati insufficienti. “Questo memorandum d’intesa, insieme agli accordi precedentemente firmati con Camerun e Nigeria, sostiene la nostra politica nazionale volta a facilitare la produzione e il commercio di prodotti petroliferi africani e a creare industrie ad alto valore aggiunto”, ha dichiarato il ministro delle Miniere e degli Idrocarburi della Guinea Equatoriale, Gabriel Mbaga Obiang Lima. [VGM]
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    In calo prezzi prodotti esportati dall’area Cemac

    AFRICA CENTRALE - Tra luglio e settembre, i prezzi dei prodotti agricoli esportati dai sei Paesi Cemac sono diminuiti del 4,9%, che corrisponde a un calo più pronunciato rispetto a quello del 3,5% registrato nel corso del trimestre precedente. “Questa tendenza si spiega con le migliori prospettive di ripresa della produzione a seguito della riduzione delle scorte di alcuni prodotti, in questo caso l’olio di palma, accumulate dalla cessazione delle esportazioni dall’Indonesia e dalla Russia”, sottolinea la Banca degli stati dell’Africa centrale Beac nel suo ultimo rapporto sul prezzo delle materie prime.

    Per prodotto, le diminuzioni di prezzo più significative sono state osservate per l’olio di palma (-39,0%), la gomma (-21,3%) e il cotone (-21,0%). D’altra parte, si apprende dalla stessa fonte, “ è stato registrato un aumento del prezzo dello zucchero (+5,6%), e in misura minore del tabacco (0,6%) e del caffè (0,3%)”.

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    Mais, a Batchenga un complesso per stoccaggio semi

    CAMERUN - Presentando al Parlamento il programma economico, finanziario, sociale e culturale del governo per il 2023, il primo ministro Joseph Dion Ngute, ha annunciato la costruzione di un complesso di stoccaggio per 5.000 tonnellate di sementi di mais a Batchenga, un zona situata a 60 chilometri da Yaoundé. “Sono stati realizzati gli studi tecnico-architettonici per il progetto di realizzazione ed allestimento di un complesso di stoccaggio e confezionamento per 5.000 tonnellate di sementi di mais in località Batchenga” ha dichiarato il ministro. Ma non ha dato maggiori informazioni sul progetto e tanto meno sul suo orizzonte di realizzazione. In uno studio sul posizionamento strategico del settore manifatturiero dei prodotti a base di cereali in Camerun, il Business upgrading office rivela che il Paese esporta in media, ogni anno, un carico di 500.000 tonnellate di mais verso i Paesi della zona Cemac (Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e Ciad). Queste esportazioni, sottolinea lo studio, rappresentano il 23% della produzione nazionale. [GT]