Costa Avorio

In calo produzione di cacao

COSTA D'AVORIO - La Costa d'Avorio, primo produttore mondiale di cacao, prevede un calo del 13% della sua produzione per l'anno 2012/2013. Lo ha detto un rappresentante del Consiglio del caffè e del cacao in un'intervista all'agenzia Reuters. Al 30 dicembre, si erano registrate 624.000 tonnellate di fave nei porti ivoriani, contro 702 127 tonnellate l'anno precedente. Secondo la stessa fonte, il risultato negativo si spiega principalmente con i mancati investimenti nelle piantagioni più vecchie. A fine novembre, la prima Conferenza mondiale del cacao tenuta in Costa d'Avorio aveva evidenziato la fragilità del settore e sottolineato la necessità di un piano globale per stimolare l'industria del cacao, di investimenti da parte di partner privati e la consapevolezza che soltanto un miglior coordinamento tra i vari attori del potrà salvare il settore. [CC]© Riproduzione riservata

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    Sfruttamento gas in torcia, contratti entro dicembre

    NIGERIA - La Nigeria assegnerà contratti per il suo gas in torcia entro la fine di dicembre nell’ambito di un programma accelerato per sfruttare il gas rilasciato come sottoprodotto della produzione di petrolio. Lo si apprende da una dichiarazione dell’Autorità di regolamentazione del petrolio del paese. Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha lanciato per la prima volta il programma per mettere all’asta i diritti per la cattura e la vendita di gas combusti nel 2016: quattro anni dopo, nel 2020, il governo ha approvato 200 offerenti ma il processo è rimasto bloccato a causa dello scoppio della pandemia di coronavirus. L’amministratore delegato della Commissione nigeriana di regolamentazione del petrolio, Gbenga Komolafe, ha dichiarato alla stampa che l’asta è stata riavviata e si rivolge attualmente sia ai richiedenti precedenti che a nuovi offerenti. Il processo d’asta è stato semplificato per consentire un programma di consegna accelerato e l’annuncio dei vincitori previsto per dicembre 2022. Il governo nigeriano ha affermato che il flaring costa circa 1 miliardo di dollari all’anno in termini di mancato guadagno: questo tipo di gas può essere utilizzato nelle centrali elettriche, nell’industria o esportato. Il mese scorso, il ministro del petrolio nigeriano Timipre Sylva ha affermato che il piano della Nigeria per commercializzare il gas bruciato dai suoi giacimenti petroliferi “è in una fase avanzata” e contribuirebbe a ridurre 15 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio dall’atmosfera. La Nigeria, che ha le maggiori riserve di gas dell’Africa, pari a oltre 190 trilioni di piedi cubi, ha preso di mira per la prima volta il gas flaring alla fine degli anni Settanta e, attraverso vari schemi e regolamenti, lo ha più che dimezzato dal 2001. [ASB]
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    Cacao, Cocobod firma accordo con le banche

    GHANA - L’Autorità di regolamentazione del cacao del Ghana, Cocobod, ha firmato un prestito sindacato di 1,13 miliardi di dollari con le banche internazionali, volto a finanziare gli acquisti per la prossima stagione, che dovrebbe aprire entro la fine del mese. Lo si apprende in una nota di Cocobod diffusa ieri alla stampa. Cocobod ha aggiunto che il prestito, significativamente inferiore agli 1,5 miliardi di dollari ottenuti lo scorso anno, è stato sottoscritto in eccesso di 130 milioni di dollari: il Parlamento di Accra, alla fine di luglio, aveva approvato la possibilità di richiedere un prestito più ampio, fino a 1,3 miliardi di dollari. Il Ghana, il secondo produttore mondiale di cacao dopo la Costa d’Avorio, utilizza ogni anno prestiti di banche internazionali principalmente per finanziare gli acquisti di fagioli di cacao: questi due paesi dell’Africa occidentale rappresentano circa il 60% della fornitura mondiale di cacao. Le principali banche che erogheranno il prestito sono la cooperativa Rabobank, la Industrial and Commercial Bank of China (Icbc), la Dz Bank, la Mufg Bank, la Natixis, la Standard Chartered, la Arab Bank for Economic Development in Africa (Badea) e la Ghana International Bank. La produzione di cacao in Ghana è in forte calo quest’anno, con 689.000 tonnellate al 1 settembre, nonostante la previsione fosse di 800.000 tonnellate: il dato reale ha spinto l’Organizzazione internazionale del cacao (Icco) a rivedere al rialzo le sue previsioni per un deficit globale di cacao. Cocobod ha rinviato l’annuncio del nuovo prezzo garantito del cacao che pagherà agli agricoltori, che sarà reso atteso il prossimo sabato ma che potrebbe essere reso noto nella giornata di oggi: il prezzo attuale, 10.560 cedis (1.030 dollari) per tonnellata, è invariato da due anni. Il Ghana avrebbe dovuto rendere noto il suo prezzo rettificato insieme alla Costa d’Avorio, che venerdì ha aumentato il proprio prezzo rettificato di oltre il 9%, a 900 franchi Cfa (1,33 dollari) per chilogrammo. Il ritardo ha sorpreso gli addetti ai lavori del settore, tra i quali è iniziata a circolare la notizia che il nuovo prezzo resterà bloccato invece che adeguarsi all’aumento previsto dall’autorità ivoriana del cacao: “Il problema con il Ghana è che la valuta sta scendendo” di valore “ed è piuttosto volatile al momento”, ha detto il direttore di una società europea di cacao alla Reuters, in condizioni di anonimato. “L’inflazione riduce il prezzo del campo, quindi alla fine il prezzo in Ghana sarà inferiore a quello della Costa d’Avorio”. Il Cedi del Ghana è una delle valute con le peggiori performance dell’Africa quest’anno: dal 1 gennaio la valuta ghanese ha perso circa il 30% del suo valore rispetto al dollaro. [ASB]
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    Al via programma per l’imprenditorialità

    COSTA D'AVORIO - Sarà ufficialmente lanciato oggi il Programma Economico per l’Innovazione e la Trasformazione delle Imprese in Costa d’Avorio, noto con l’acronimo Pepite. L’evento è previsto ad Abidjan-Plateau, e sarà presidiato dal primo ministro Patrick Achi. Pepite è considerato uno dei programmi chiave della “Vision 2030” del presidente della Repubblica, Alassane Ouattara. Mira a sostenere l’imprenditorialità e far emergere le aziende ivoriane. L’obiettivo principale del programma è supportare la trasformazione strutturale delle catene del valore dei 15 poli strategici settoriali individuati nella “Vision 2030”. A tal fine, il sostegno pubblico consisterà in particolare nel rafforzare e razionalizzare gli ecosistemi di business dei settori definiti e nel contribuire a rendere le aziende selezionate leader nei loro segmenti di business. [CC]
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    Riaprirà ad ottobre pista illuminata aeroporto Lagos

    NIGERIA - Il governo nigeriano ha annunciato che in questo mese di ottobre inaugurerà la nuova pista illuminata dell’aeroporto Murtala Muhammed di Lagos, destinata ai voli domestici e chiusa dall’8 luglio scorso per lavori di ammodernamento relativi proprio all’installazione dell’illuminazione. Lo si apprende da una nota stampa dell’Autorità aeroportuale federale della Nigeria (Faan), in cui si specifica che i lavori rientrano nell’ottica di diminuire i rischi per le compagnie aeree locali, facendo loro risparmiare anche in termini di costi sui carburanti. La riapertura della pista infatti snellirà il traffico in entrata e in uscita dell’aeroporto, diminuendo i tempi di attesa per l’atterraggio. [VGM]
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    Annunciata sovvenzione per i fertilizzanti

    MAURITANIA - Il governo di Nouakchott ha deciso di sovvenzionare i prezzi dei fertilizzanti del 65%. Il ministro dell’agricoltura Yahya O. Ahmed El Wagef lo ha annunciato, aggiungendo che lo Stato è determinato a sostenere gli agricoltori garantendo la disponibilità di fattori produttivi agricoli. Il ministro è intervenuto sabato durante un incontro con gli agricoltori a Boghe, aggiungendo che il suo dipartimento sta lavorando per appianare tutti gli ostacoli che impediscono lo sfruttamento delle aree coltivabili. Conferma l’esistenza a Boghr di 7.000 ettari che devono essere sfruttati dagli agricoltori. [CC]
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    Colpo di Stato, la versione dello sconfitto

    BURKINA FASO - È stato decisamente incruento come colpo di stato, quello avvenuto nel finesettimana in Burkina Faso: gli scontri tra i soldati rimasti fedeli al tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba e gli uomini del capitano Ibrahim Traoré hanno provocato due morti e nove feriti dalla parte di elementi vicini a Damiba. Lo ha detto lo stesso ex-presidente in un videomessaggio pubblicato ieri sui social, in cui spiega di di essersi dimesso “in buona coscienza e con piena responsabilità”. Damiba ha spiegato che nella notte tra giovedì e venerdì e nei giorni successivi un gruppo di soldati guidati dal capitano Traoré era “convenuto in maniera massiccia verso le aree sensibili nella presidenza del Faso, nella base aerea, nella televisione pubblica e in alcune sedi diplomatiche, con l’obiettivo dichiarato di interrompere la transizione”. Damiba ha spiegato che dopo una fase di dialogo e di fronte ai “rischi di divisioni e fratture” all’interno dell’esercito, “in tutta coscienza e con piena responsabilità, ho rinunciato alla mia funzione di capo dello stato, presidente della transizione”. La decisione di dimettersi è stata presa dopo una trattativa gestita da un cartello di associazioni rappresentanti le autorità consuetudinarie e religiose, che hanno mediato tra Damiba, il capitano Ibrahim Traoré e l’attuale presidente della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas), il presidente di Guinea Bissau, arrivando a un accordo in sette punti. Questi includono, tra l’altro, il proseguimento delle attività operative sul terreno, la garanzia della sicurezza e il non perseguimento delle Forze di difesa e di sicurezza impegnate a fianco di Damiba, il continuo rafforzamento della coesione all’interno delle Forze armate e il perseguimento della riconciliazione nazionale. Inoltre, una delle condizioni riguarda il rispetto degli impegni presi con la Ecowas e il proseguimento della riforma dello Stato, oltre a un salvacondotto per Damiba e i suoi più stretti collaboratori. Nel suo discorso Damiba ha anche inquadrato nell’attacco al convoglio a Gaskindé, lo scorso 26 settembre, il momento fatidico della rottura degli esponenti del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr, i militari golpisti al soldo di Traoré, costato la vita a 11 soldati, con una cinquantina di civili ancora dispersi. L’ex presidente della transizione burkinabè ha spiegato che è in questo contesto che “alcune unità delle nostre forze militari con simpatizzanti civili e politici” hanno condotto contro di lui questo colpo di stato. Alle nuove autorità del Burkina Faso, Damiba ha espresso i suoi migliori auguri di successo e le ha invitate a lavorare “soprattutto per unire piuttosto che per disperdersi”. Salito al potere con un colpo di stato il 24 gennaio contro Roch Marc Christian Kaboré, Damiba è stato rovesciato venerdì 30 settembre dai soldati a lui vicini, guidati dal capitano Ibrahim Traoré. [ASB]