R.D. Congo

Nord-Kivu, ribelli M23 annunciano cessate il fuoco

R.D. CONGO - I ribelli del Movimento 23 marzo (M23) hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale alla vigilia di un secondo round di negoziati con il governo di Kinshasa nella capitale dell'Uganda, Kampala. Nei giorni scorsi i ribelli, che tengono in scacco il Nord-Kivu dallo scorso aprile, avevano chiesto al governo centrale di proclamare un cessate il fuoco, come condizione alla ripresa delle trattative per un'uscita di crisi. “Proseguiremo i negoziati anche se il governo di Kinshasa rifiuta di firmare un cessate il fuoco” ha dichiarato il segretario esecutivo del M23, François Rucogoza, durante una conferenza stampa ieri a Kampala. Resta comunque poco chiaro lo svolgimento dei negoziati, iniziati il 9 dicembre scorso sotto la mediazione del presidente ugandese Yoweri Museveni. Sul terreno la presenza di truppe straniere, in particolare ruandesi e ugandesi, segnalate da alcune fonti mantiene alta la tensione. [CC]© Riproduzione riservata

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    REP DEM CONGO - Le prossime elezioni presidenziali nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) si terranno il 20 dicembre 2023, secondo il calendario annunciato ufficialmente sabato dalla Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni). L’annuncio è stato fatto in un crescente contesto di insicurezza che vede la regione dell’Est del Paese interessata da scontri tra esercito e ribelli ed M23. Il presidente Félix Antoine Tshisekedi ha accusato nelle settimane scorse il Ruanda di “disegni espansionistici con l’interesse principale di appropriarsi dei nostri minerali”. Per fare questo, ha aggiunto, il Ruanda “sta attivamente destabilizzando il Congo orientale per creare una zona senza legge per soddisfare i suoi appetiti criminali”. Sconfitto dall’esercito congolese nel 2013, l’M23 ha ripreso le attività militari alla fine dello scorso anno, accusando le autorità congolesi di non rispettare gli accordi di pace. Dal 13 giugno, i ribelli hanno occupato la città di Bunagana, al confine con l’Uganda, e alla fine di ottobre hanno preso il controllo di due nuove città nel territorio di Rutshuru, a cui Bunagana appartiene. Mercoledì scorso è stato raggiunto, a Luanda, un accordo per un “cessate il fuoco immediato” a partire da venerdì scorso alle 18:00 nell’est della Rdc, al termine di un mini-summit organizzato dal presidente angolano Joâo Lourenço e dall’ex presidente keniano Uhuru Kenyatta, attuale mediatore della Comunità dell’Africa orientale (Eac), alla presenza del presidente burundese Evariste Ndayishimiye. I ribelli dell’M23 nell’est della Rdc hanno però dichiarato che il cessate il fuoco previsto per venerdì “non riguarda” il gruppo. Il portavoce dei ribelli, Lawrence Kanyuka, ha dichiarato all’Afp che, non avendo avuto rappresentanti al mini-vertice di mercoledì nella capitale angolana Luanda, non sono stati inclusi nell’accordo. Hanno quindi chiesto al governo della Repubblica Democratica del Congo un dialogo diretto. [VGM]
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    REP CENTRAFRICANA - Una delegazione dell’Alleanza Brics ha svolto una visita di diversi giorni a Bangui, in Centrafrica. La presidente russa di questa organizzazione di cinque grandi economie mondiali emergenti (Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica) ha annunciato che la capitale centrafricana ospiterà la sua futura sede centrale. Lo riferisce Radio France Internationale. Larissa Zelentsova ha inoltre conferito la “medaglia dei progetti strategici Brics” al presidente centrafricano Faustine Archange Touadéra, durante una cerimonia che ha riunito mercoledì le massime autorità centrafricane. Secondo lei, il capo di Stato vuole fare del suo Paese una “locomotiva per l’avvento dell’Africa”. Il giorno prima, la presidente dell’alleanza Brics era già stata ricevuta da Faustin-Archange Touadéra. Larissa Zelentsova ha annunciato l’apertura a Bangui di un ufficio Brics in Africa centrale. Ha inoltre menzionato la possibilità di finanziare progetti centrafricani, in particolare nel settore energetico. [VGM]
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    SUDAN - Il ministero delle Finanze del Sudan ha firmato un accordo con il Gulf Petroleum Group, con sede negli Emirati Arabi Uniti, per la costruzione di una ferrovia transnazionale che collegherà Port Sudan ad Adre, una città del Ciad orientale. Dalla stampa di settore si apprende che il progetto, del valore di circa 15 miliardi di dollari, prevede una rete a scartamento normale di 2.467 km che servirà il Ciad, senza sbocco sul mare, dal principale porto sudanese. Si tratta di un vecchio piano annunciato diversi anni fa con la Cina come partner iniziale, ma che non è mai decollato. L’infrastruttura sarà costruita secondo il modello Bot (Build-operate-transfer) e si prevede che avrà 134 stazioni che serviranno aree urbane e rurali. La rete ferroviaria avrà anche delle diramazioni verso la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan e l’Etiopia, tutti Paesi senza sbocco sul mare che avranno una via di approvvigionamento alternativa attraverso l’hub di Port Sudan. Insieme al nuovo progetto di porto in acque profonde recentemente annunciato dalle autorità, l’infrastruttura potrebbe rendere il Sudan un attore portuale chiave nella regione e incrementare il livello di commercio tra i Paesi. [VGM]
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    Oltre il 99% vota Obiang, denunciati brogli

    GUINEA EQUATORIALE - Il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ha ottenuto il suo sesto mandato presidenziale alle elezioni generali, tenutesi ieri, con una percentuale di voti che rappresenta un nuovo record assoluto: 99,7%. Il suo partito, il Partito democratico della Guinea Equatoriale (Pdge) ha anch’esso ottenuto la maggioranza assoluta. Questa mattina il vicepresidente Teodoro Nguema Obiang Mangue, figlio del presidente Teodoro, ha twittato giubilante per “la schiacciante” vittoria del padre e del partito al governo. Dopo 43 anni al potere, che lo rendono il leader di un paese non-monarchico più longevo attualmente in carica (il sesto nella storia), Obiang ha ottenuto l’ennesima e schiacciante, annunciata e piuttosto ovvia, vittoria elettorale nel piccolo paese africano. Le elezioni tenutesi ieri in Guinea Equatoriale, che hanno visto accorpare elezioni locali, legislative e presidenziali, si sono svolte in un clima che l’opposizione ha definito “intimidatorio”. Alla tv nazionale è stata mandata in onda la conferenza stampa di Faustino Ndong Esono Ayang, presidente del Consiglio elettorale nazionale, durante la quale ha annunciato la vittoria di Obiang. Tuttavia, i numeri dicono altro e sembrano dare ragione all’opposizione, che sostiene che le persone non sono andate a votare per paura di esprimere il proprio dissenso: la popolazione equatoguineana conta 1,54 milioni di abitanti e su un totale di 427.661 elettori registrati si sono recati alle urne solo in 67.196: “Il candidato del Pdge, Obiang Nguema Mbasogo, e la sua coalizione, hanno ottenuto 67.012 voti, pari al 99,7%, mentre Andrés Esono Ondó del Cpds (Convergenza per la socialdemocrazia) ha ottenuto 152 voti e Buenaventura Monsuy Asumu ha ottenuto con 32 voti”. Il principale partito di opposizione della Guinea Equatoriale, in un comunicato stampa diffuso da molti suoi attivisti sui social, denuncia diverse irregolarità nel processo elettorale: la Convergenza per la socialdemocrazia (Cpds) ha detto che non riconoscerà i risultati di queste “elezioni fraudolente” e che chiunque dichiari il presidente eletto sarà considerato “illegittimo” dal partito. In una dichiarazione di ieri sera, il partito ha detto che il voto “si è svolto tra flagranti e diffuse irregolarità” in tutto il Paese tranne che nella capitale, Malabo. Le autorità elettorali e il partito al governo non hanno commentato le accuse. Secondo la Cpds i suoi osservatori hanno visto molti elettori costretti a eleggere i candidati del Partito democratico della Guinea Equatoriale (Pdge) e all’opposizione è stato impedito di monitorare il processo di voto. In diversi seggi elettorali i funzionari pubblici hanno permesso alle persone di votare per conto dei familiari assenti e sui social è un proliferare di fotografie di persone dotate di due tessere elettorali mentre a molti elettori regolarmente registrati le autorità avrebbero sequestrato la tessera elettorale in sede di voto. Il candidato alla presidenza dell’opposizione, Andres Esono Ondo, ha denunciato “frodi e irregolarità in tutto il Paese, come il voto pubblico e i presidenti o i capi dei seggi elettorali che votano per conto di altri”. Ha anche detto che “alla gente veniva impedito di votare liberamente”. Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, che ora ha 80 anni, ha bandito tutti i partiti di opposizione tranne uno. La Guinea Equatoriale ha uno dei governi più corrotti e repressivi del mondo ed è un importante produttore di petrolio, ma ci sono poche prospettive che il denaro sollevi le persone dalla povertà. [ASB]
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    Olio di palma, accordo per sostenere progetto

    CAMERUN - Il Centro nazionale per la ricerca agronomica della Costa d’Avorio fornirà la propria esperienza nell’ambito di un progetto di palma da olio nel Camerun orientale, secondo un annuncio della Cooperativa di varietà agropastorali di Abong-Mbang (Covagro). L’azienda indica che si tratta di porre i primi passi di un accordo di collaborazione con lo stesso Centro nazionale nel campo della ricerca e sviluppo della coltivazione della palma da olio. “Questa collaborazione costituisce una reale opportunità nella ricerca di soluzioni palliative alle difficoltà che Cavagro incontra nella sua azione” si legge in una nota.

    Il Centro nazionale dovrebbe produrre per l’azienda camerunese semi di palma germinati resistenti all’appassimento di Fusarium. È una malattia delle piante causata da vari funghi che colpiscono molte piante, sia in giardino che nell’orto. Questi semi germogliati sono resistenti alle malattie e hanno una densità di 200 piante per ettaro. Entrano in produzione dopo tre anni. Se si chiude la partnership con l’Ivorian Center, l’azienda camerunense spera di concretizzare tutto il suo progetto di piantare 180 ettari di palma da olio in Oriente, di cui 100 ettari sono in fase di produzione. [GT]

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    Opportunità investimenti in Camerun, tre incontri in...

    CAMERUN - Tre tappe per raccontare il Camerun alle imprese italiane. Questo l’obiettivo di un tour organizzato dalla Camera di Commercio Italia-Camerun che prenderà il via da Milano, il 21 novembre, per poi proseguire a Pistoia e a Bologna. “Camerun, terra di opportunità”, questo il tema dei tre incontri, vedrà tra gli altri gli interventi di rappresentanti istituzionali camerunesi e si proporrà anche come momento di incontro fra imprese. L’appuntamento di Milano è in programma il 21 novembre alle ore 15 a Palazzo Visconti (via Cino del Duca, 8). A Pistoia, il 23 novembre alle ore 9:30, l’incontro si terrà presso la Sala Maggiore del Comune. A Bologna, il 24 novembre alle ore 15, presso la sede di Unioncamere, in via Aldo Moro, 62. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per prenotazioni scrivere a info@mccic.it oppure telefonare a 3511957702. [MS]