Mali

Guerra nel nord, Parigi interviene su richiesta di Bamako

MALI - È ormai guerra aperta in Mali, dov'è scattata venerdì pomeriggio l'operazione “Serval”, l'offensiva militare avviata d'urgenza con il sostegno attivo della Francia, ex potenza coloniale, alla riconquista del nord del Mali in mano a gruppi armati antigovernativi. Lo stato di emergenza è stato decretato su tutto il territorio nazionale. Tre giorni di raid aeri francesi, in appoggio alle truppe di terra maliana, hanno permesso di bloccare la ripresa dell'avanzata dei ribelli islamisti verso sud e la riconquista della città di Konna (o Kona), nel centro del paese. Bombardamenti aerei sono stati segnalati a Léré, 150 chilometri più a nord, nei pressi del confine con la Mauritania. Secondo il ministero della Difesa di Parigi l'operazione Serval è scattata su richiesta del governo di Bamako e dell'Onu, per “bloccare l'avanzata dei gruppi jihadisti e garantire la sicurezza di 5000 cittadini francesi nel paese”. Nell'offensiva sono coinvolti elicotteri da combattimento Gazelle, caccia Mirage e soldati francesi inviati come rinforzi alle truppe già presenti in Mali, dal Ciad dove sosta il contingente “Sparviero” e dalla Francia. Sebbene non sia disponibile un bilancio preciso e aggiornato, si contano già numerose perdite umane: una decina di civili maliani, tra cui tre bambini secondo l'organizzazione Human Rights Watch, 11 soldati maliani, un pilota francese e un centinaio di miliziani, secondo fonti ufficiali maliane. Gli Stati Uniti appoggiano l'offensiva contro “i terroristi che operano nella regione” e hanno annunciato l'invio di materiale logistico e di droni, aerei senza pilota. Anche la Gran Bretagna fornirà un appoggio logistico, con un primo aereo di trasporto militare partito già ieri. I governi del Togo, del Burkina Faso, del Senegal hanno ciascuno annunciato l'invio di 500 soldati, il Benin di 300, per costituire la forza africana di cui si parlava da mesi per intervenire nel conflitto, a sostegno di Bamako. A criticare l'intervento della Francia è stata la Russia, secondo la quale qualsiasi operazione militare in Africa può e deve essere condotta dalle Nazioni Unite e dall'Unione Africana, e solo gli africani devono risolvere i problemi africani. Se la guerra sostenuta da presidente socialista François Hollande ha suscitato una maggioranza di consensi tra la classe politica francese, l'ex primo ministro Dominique de Villepin ha invece emesso riserve, ritenendo che le condizioni per la riuscita dell'operazione non sono riunite. L'ex candiadato presidenziale Jean-Luc Mélenchon, capo del Fronte di sinistra, ha condannato l'intervento diretto di Parigi, deciso senza consultazione con il governo e con il Parlamento, allorché gli interessi francesi non sono direttamente minacciati e che una forza africana era già in preparazione. Tra le rare voci discordanti, anche l'eurodeputata francese Nicole Kill-Nielsen ha ricordato che la soluzione militare porta sempre grandi sofferenze per i popoli, ricordando le esperienze di Afghanistan, Iraq e Libia. Iniziata un anno fa ad opera dei ribelli a maggioranza tuareg e indipendentisti del Movimento nazionale per la liberazione dell'Azawad (Mnla), la crisi nel nord del Mali ha visto entrare come protagonisti gruppi armati di matrice islamica – Ansar al Din, Al Qaeda nel Maghreb islamico e il Mujao – che hanno estromesso il governo dall'intera metà settentrionale del paese. Nel sud, il governo di Bamako si è trovato indebolito e disunito da un inatteso colpo di Stato, il 22 marzo scorso, orchestrato a pochi mesi dalle elezioni a cui il presidente Amadou Toumani Touré non si sarebbe ricandidato. La situazione in Mali si è deteriorata in seguito alla guerra in Libia, che ha provocato il ritorno verso il Mali di ex combattenti e ha sconvolto gli equilibri alle frontiere, aprendo nuove rotte alle reti criminali. L'afflusso di armi e di munizioni portato dalla guerra libica si ritrova anche nelle mani dei ribelli che operano ora nel nord. [CC]            © Riproduzione riservata

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    GHANA - Il governo ghanese chiederà ai detentori dei suoi Eurobond di accettare tagli fino al 30% del capitale e di sospendere i pagamenti delle cedole ai detentori di obbligazioni nazionali nell’ambito dei negoziati con il Fondo monetario internazionale per la ristrutturazione del debito del Paese. Lo ha annunciato il viceministro delle finanze John Kumah, ripreso dai media locali. “Oltre alla sospensione degli interessi sul valore attuale netto degli Eurobond, stiamo negoziando tagli fino al 30% del capitale con investitori stranieri. I possessori di obbligazioni domestiche sono, a loro volta, chiamati a rinunciare al pagamento di alcune cedole”, ha detto Kumah in un’intervista a JoyFM, emittente radiofonica privata locale. Kumah ha precisato che tutti i dettagli relativi a queste negoziazioni con i detentori di titoli di debito emessi sul mercato locale e sul mercato internazionale dovrebbero essere resi noti “entro la fine di novembre”. L’annuncio contraddice una precedente dichiarazione del presidente ghanese Nana Akufo-Addo, che si era impegnato a garantire che il piano di ripristino del debito del Paese, richiesto dal Fondo monetario internazionale (Fmi) in cambio del rilascio di un finanziamento di 3 miliardi di dollari, non avrebbe comportato perdite per gli obbligazionisti. [ASB]
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La missione - si legge in una nota - che si inserisce nel quadro dell'azione della Farnesina volta ad accompagnare le imprese italiane in Africa e a rafforzare i partenariati per la crescita tra l'Italia e il continente africano, è dedicata alla memoria dell'Ambasciatore Luca Attanasio, caduto vittima di un attacco mortale nella Repubblica Democratica del Congo nel febbraio 2021, che durante tutto il suo mandato aveva attivamente sostenuto lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali con i Paesi africani. La delegazione italiana era composta da rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, dell'Agenzia per il Commercio Estero, della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), di Simest, di Assafrica & Mediterraneo (anche in rappresentanza di Confindustria), di Federunacoma e di Ucima (anche in rappresentanza Acimac – Associazione dei costruttori di macchinari per la ceramica, e Amaplast – Associazione dei costruttori di macchinari per plastica e tubi). Con l’Ambasciatore italiano in Senegal, Giovanni Umberto De Vito, la missione è stata ricevuta dal Ministro dell'Agricoltura, dell'Attrezzatura Rurale e della Sovranità Alimentare, Ali Ngouille Ndiaye, con il quale sono state discusse le esigenze di modernizzazione del settore rurale locale e acquisizione di macchinario agricolo, l'impegno italiano nello sviluppo dell’agricoltura e della trasformazione agroalimentare in Senegal e il ruolo della diaspora senegalese in questo stesso campo. Molto promettenti anche gli incontri con il Segretario Generale del Ministero del Commercio e delle PMI, con particolare attenzione alle prospettive nel packaging e la partecipazione a fiere e saloni specializzati nel nostro Paese, con il Consigliere Diplomatico del Primo Ministro, per un inquadramento della rafforzata collaborazione economica e commerciale nel contesto delle relazioni bilaterali Italia-Senegal, e con la Delegazione dell’Unione europea a Dakar.  In collaborazione con APIX (l’Agenzia senegalese per la promozione degli investimenti e grandi lavori), la delegazione italiana si è presentata al Consiglio Nazionale del Patronato (CNP) e a più di cinquanta rappresentanti di associazioni imprenditoriali e di imprese, in occasione di un seminario d'affari cui sono intervenuti i Rappresentanti di UNIDO, Banca Africana di Sviluppo, Banca Mondiale e International Finance Corporation. Le associazioni imprenditoriali italiane hanno poi tenuto diversi incontri BtoB con ditte e PMI senegalesi, organizzati dall'Ambasciata d’Italia e dall'ICE, nonché durante un’ulteriore sessione presso la Camera di Commercio, Industria e agricoltura di Dakar. Nei diversi appuntamenti sono stati presentati alla delegazione i principali progetti di investimento del Governo senegalese in ambito infrastrutturale, agro-industriale e farmaceutico. Alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia e del Direttore Generale di APIX, è stata altresì suggellata la convenzione di finanziamento di CDP pari a 8 milioni di euro in favore dell'impresa di trasporti italiana “Germani” di Brescia, che sta realizzando una moderna piattaforma logistica della Zona Economica Speciale di Diass, secondo i più elevati standard ambientali, di sicurezza e con una significativa componente di formazione in favore delle maestranze locali.  Presso la sede di Dakar dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), la missione italiana ha infine incontrato le imprese italiane che beneficiano del sostegno di AICS e di CDP in Senegal. Con tutti gli interlocutori istituzionali ed economici l’Ambasciatore De Vito ha ripetutamente valorizzato la candidatura di Roma all’Esposizione Universale del 2030 e la prossima apertura a Dakar di un ufficio dell’Agenzia ICE, in linea con l’assistenza della Farnesina alle aziende italiane nelle loro strategie di internazionalizzazione per un rafforzato accompagnamento istituzionale in Africa subsahariana. “Accolgo con favore questa missione in Senegal, che si presenta come uno dei Paesi con più elevato potenziale di crescita in Africa anche grazie alla sua stabilità e consolidata democrazia. La visita testimonia la crescente attenzione che l'Italia riserva ai partenariati di sviluppo con il Senegal e la nostra volontà di aumentare le collaborazioni paritarie in tutti i settori. Grazie alla combinazione degli strumenti di internazionalizzazione e di accompagnamento finanziario, vogliamo rafforzare la capacità delle piccole e medie imprese di posizionarsi sui mercati globali, compreso quello assai promettente africano", ha dichiarato l'Ambasciatore d'Italia Giovanni Umberto De Vito.
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    Turismo, inaugurato un nuovo albergo a Nouakchott

    MAURITANIA - Il Tourist Hotel Sabah, nuovo albergo a Noualchott, è stato inaugurato da Mohamed Ould Abidine Ould Mayif, ministro della Pesca e dell’Economia marittima e ministro ad interim del Commercio, dell’Industria, dell’Artigianato e del Turismo. L’evento è stato inserito nell’ambito dei festeggiamenti commemorativi del 62° anniversario della Festa dell’Indipendenza Nazionale. L’hotel Tourist Sabah “si aggiunge all’offerta turistica della Mauritania”, ha affermato in questa occasione la direttrice del turismo nel dipartimento, Mariem el-Bechir, accogliendo con favore il livello dei risultati ottenuti nel settore commerciale ed evidenziando le strutture simili inaugurate al fine di migliorare e lo sviluppo delle prestazioni del settore turistico in Mauritania. Questa infrastruttura turistica fornisce vari servizi alberghieri e creerà 80 opportunità di lavoro diretto e 200 posti di lavoro indiretti. [CC]
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    Energia solare per le tenute agricole comunitarie

    SENEGAL - La società Tysilio Senegal, filiale dell’eponimo gruppo francese, ha appena inaugurato la stazione solare Tysilio (TSS, Tysilio Solar Station) da 39,68 kWp a Sefa, vicino a Sedhiou, in Casamance. L’impianto è dotato di un inverter bidirezionale e di un sistema di accumulo di energia. La centrale fornisce energia alla Tenuta agricola comunitaria di Sefa. La Tysilio ha infatti siglato un accordo di partnership con il Prodac (Programma delle Tenute Agricole Comunitarie) che definisce una collaborazione attiva al fine di promuovere un accesso sostenibile all’energia elettrica per il DAC di Sefa mediante soluzioni fotovoltaiche. Questa partnership è stata resa possibile grazie all’assistenza del servizio economico dell’Ambasciata di Francia a Dakar, che ha permesso di finanziare questo progetto pilota. L’impianto Tysilio, “innovativo nel suo concetto integrato, ecologico, modulare, mobile, replicabile e connesso” ha una durata di vita di 25 anni, con una sostituzione della batteria ogni decennio, spiega un comunicato stampa aziendale. Dovrebbe far risparmiare circa otto milioni di franchi Cfa (12.000 euro) all’anno sulla bolletta del gasolio. Il progetto pilota è finanziato al 100% dal Fondo per lo studio e l’assistenza al settore privato, il cui obiettivo è quello di attivare un modello successivamente duplicabile da altre aziende agricole comunitarie Il Prodac è stato creato nel 2014 e illustra la volontà delle autorità senegalesi di contribuire alla riduzione dell’insicurezza sociale nelle aree rurali e periurbane promuovendo l’imprenditoria agricola tra i giovani e le donne e, in ultima analisi, garantire lo sviluppo economico e sociale delle medesime zone. Queste tenute agricole sono centri di competitività economica, luoghi di integrazione dei giovani e di accoglienza di promotori privati ​​che intendono investire nel settore agricolo, nelle attività produttive, di trasformazione e di servizio. Tuttavia, alcune sono troppo lontane per essere collegate alla rete elettrica. Sono alimentate da generatori diesel la cui energia è costosa, il doppio del prezzo della rete elettrica pubblica. È in questo contesto che la Tysilio ha beneficiato del sostegno del programma Fasep Green Innovation della Direzione Generale del Tesoro del Ministero dell’Economia francese. Questo sistema promuove lo sviluppo delle tecnologie, in particolare nel campo dell’innovazione verde. [CC]