Algeria

Sequestro In Amenas: decine di occidentali coinvolti, notizie confuse

Accesso Completo, Africa Nord, Algeria ALGERIA - Notizie parziali e imprecise, prive di conferme ufficiali, si sono succedute nel pomeriggio di ieri sull'attacco, perpetrato ieri mattina, contro la base di residenza dei dipendenti di un sito d'estrazione di gas gestito dall'algerina Sonatrach, dalla British Petroleum e dalla norvegese Statoil, da parte di un non meglio precisato gruppo terrorista, forse legato ad Al Qaeda. A smentire le voci secondo cui i protagonisti dell'attacco e del sequestro di decine di impiegati sarebbero stati miliziani venuti dal nord del Mali (a oltre 1200 chilometri di distanza) è stato in serata Dahou Ould Kablia, ministro algerino dell'Interno. Secondo Kablia sarebbe un gruppo di una ventina di persone originarie della regione ad aver attaccato la base nel complesso di In Amenas, nei pressi del sito estrattivo di Tiguentourine, nel centro-est vicino al confine con la Libia. Poco chiare sono le notizie riguardo alle vittime e agli ostaggi coinvolti: si parlava ieri sera di due persone uccise, un algerino e un britannico, di un numero imprecisato di feriti e di 41 ostaggi di una decina di nazionalità diverse, tra cui statunitensi, giapponesi, norvegesi, irlandesi e forse un francese. La vittima sarebbe stata mortalmente colpita nell'attacco contro il pullman che usciva dalla base dove vive il personale per dirigersi verso l'aeroporto, precedente all'incursione nella base stessa. I dipendenti di nazionalità algerina sarebbero stati liberati dai rapitori a piccoli gruppi. Nemmeno le rivendicazioni degli assalitori sono ancora ben chiare: secondo alcune fonti il gruppo avrebbe agito in segno di rappresaglie per il via libera dell'Algeria alla Francia per l'utilizzo dello spazio aereo nazionale per compiere incursioni aeree in Mali. Altre fonti riferiscono che i rapitori avrebbero chiesto la liberazione di detenuti islamisti. [CC]

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    Algeria – Il complesso siderurgico Tosyali a Béthioua (regione di Oran, in Algeria) ha realizzato oltre 800 milioni di dollari di esportazioni durante i nove mesi dell'anno in corso. Lo riporta l'Algerie presse service (Aps), che cita il membro del consiglio di amministrazione Alp Topcuoglu. Il complesso Tosyali ha esportato più di 1,1 milioni di tonnellate di prodotti siderurgici, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con ricavi superiori a 800 milioni di dollari. Questi prodotti, tra cui barre di rinforzo, fili, sfere d'acciaio, tubi a spirale resistenti alla corrosione, sono stati esportati dai porti di Orano, Arzew e Mostaganem verso i paesi dell'Europa del nord, dell'America latina e dell'Africa. Tosyali mira a esportare 1,5 milioni di tonnellate di vari prodotti in ferro e a raggiungere 1 miliardo di dollari di proventi da esportazione durante l'anno in corso. L'anno scorso, secondo la stessa fonte, sono state effettuate esportazioni per oltre 700 milioni di dollari. Il complesso siderurgico di Béthioua ha l'obiettivo, per il prossimo anno, di esportare circa tre milioni di tonnellate di prodotti siderurgici rispondendo alle esigenze del mercato locale. [A S B]
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    Egitto – Il governo egiziano ha concesso diritti di usufrutto fino a 10 anni agli investitori che vogliono investire nel settore dell'ecoturismo nelle riserve naturali, a condizione che la popolazione locale sia impiegata nei progetti coinvolti. Lo riporta Arab news. Il numero totale di riserve naturali in Egitto è attualmente 31. Si stima che le riserve naturali costituiscano oltre il 15% della superficie totale del Paese. Yasmine Fouad, ministra dell'Ambiente, ha annunciato che il programma partirà dalle riserve di Nabq e Ras Mohammed, nel Sinai meridionale, dove sono stati allestiti ristoranti e caffetterie ed ha parlato di importanti sforzi da parte del suo ministero volti a sostenere la comunità locale e consentire loro di vendere prodotti artigianali e fornire servizi di ristorazione ai visitatori delle riserve naturali. Il numero di stazioni per monitorare gli inquinanti atmosferici è stato aumentato a 116 a livello nazionale, ha detto la ministra, aggiungendo che il ministero pubblica un rapporto ogni tre giorni sulla qualità dell'aria e invia avvisi se viene rilevata una concentrazione di inquinanti nel tentativo di proteggere la salute delle persone, in particolare quelli con allergie e problemi respiratori. Sottolineando "la piena trasparenza attraverso le informazioni e i dati pubblicati", Fouad ha anche parlato del programma di rimboschimento a livello nazionale del governo, che vedrà il numero di alberi raggiungere i 2 milioni l'anno prossimo ed ha annunciato dei piani per riabilitare i laghi egiziani e fermare il flusso diretto delle acque reflue in essi. [A S B]
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    Algeria – Il gruppo algerino di idrocarburi Sonatrach ha firmato ad Algeri, con la Honeywell, un memorandum d'intesa volto a promuovere la cooperazione tra le due parti e lo scambio di competenze, in particolare in termini di padronanza tecnologica degli impianti. Il protocollo è stato siglato martedì, presso la sede del gruppo, dal direttore centrale di "Procurement & Logistics" di Sonatrach, Daoud Mohamed e dal direttore generale di "North Africa, Honeywell Performance Materials and Technologies", Meziane Ghaoui, alla presenza del Ceo di Sonatrach, Toufik Hakkar e del Ceo di Honeywell per il Medio Oriente e il Nord Africa, Mohammed Mohaisen. Questa cooperazione dovrebbe "promuovere le prospettive per lo scambio di competenze ed esperienze, in termini di miglioramento delle prestazioni e padronanza tecnologica degli impianti di Sonatrach, attraverso una visione di partnership win-win", è stato spiegato durante la cerimonia della firma. L'istituzione di questo memorandum d'intesa con Honeywell, "uno dei fornitori più importanti" di Sonatrach, rientra nella strategia di sviluppo e ammodernamento delle strutture di Sonatrach attraverso l'identificazione delle migliori tecnologie che consentono la riduzione e la cattura del carbonio, la digitalizzazione destinata per migliorare l'efficienza operativa degli impianti di Sonatrach e la padronanza delle tecnologie informatiche. Attraverso questa collaborazione, la compagnia pubblica Sonatrach mira anche ad attuare uno dei suoi impegni legati alla sua politica di promozione del contenuto locale e dell'integrazione nazionale, ovvero "il contributo allo sviluppo delle capacità nazionali in termini di padronanza tecnologica nei business del gruppo, attraverso la collaborazione con partner esteri ". Le due parti, infatti, esamineranno la possibilità di istituire una partnership con l'istituto di formazione Sonatrach, al fine di creare un centro accreditato "Sonatrach-Honeywell" in Algeria per coprire le esigenze di certificazione dell'Algeria e dell'Africa. Secondo Hakkar, "questa firma rafforza il rapporto tra Sonatrach e Honeywell, che è un fornitore di sistemi a lungo termine" per l'azienda nazionale. Le due parti rafforzeranno la loro collaborazione, in particolare per quanto riguarda le migliori tecnologie utilizzate nell'industria petrolifera e del gas, nonché lo sviluppo e l'aggiornamento delle strutture di Sonatrach. Pertanto, le due parti lavoreranno insieme per determinare le strutture Sonatrach che richiedono sviluppo e aggiornamento, ha aggiunto, sottolineando che il gruppo algerino beneficerà, in questo contesto, dell'esperienza e della competenza di Honeywell nelle nuove tecnologie, in particolare nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio. È inoltre, attraverso questo memorandum d'intesa, consentire ai dirigenti di Sonatrach, ma anche a quelli delle aziende africane, di beneficiare della formazione nei campi delle tecnologie Honeywell. "Questa formazione, che sarà fornita in collaborazione con l'Algerian Petroleum Institute, rafforzerà la posizione dell'Algeria in Africa, in particolare in termini di nuove tecnologie", hanno affermato i firmatari. Mohaisen ha sottolineato che questa partnership con Sonatrach non è finalizzata solo al trasferimento tecnologico ma anche allo sviluppo del capitale umano. [C C]
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    MAROCCO - La capitale marocchina, Rabat, ha ospitato lunedì la firma di cinque Memorandum d’intesa tripartiti partiti sull’adesione al progetto di gasdotto Nigeria-Marocco. Gli accordi sono stati siglati rispettivamente e successivamente da Marocco e Nigeria, da un lato, con Nigeria, e Gambia, Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone e Ghana, dall’altro Secondo l’agenzia ufficiale Map, il primo protocollo d’intesa è stato concluso dall’Ufficio nazionale marocchino per gli idrocarburi e le miniere (Onhym) e dalla National Nigerian Petroleum Company Limited (Nnpc) con la Gambia National Petroleum Corporation (Gnpc-Gambia). Il secondo memorandum è stato firmato da i due soggetti con Petroguin-Guinea Bissau, mentre il terzo è stato concluso con la Sonap della Repubblica di Guinea. Il quarto memorandum è stato firmato con la Direzione Petrolio della Sierra Leone Pdsl. Il quinto MoU è stato concluso con la Ghana National Gas Company Gngc. L’Onhym e la Nnpc  hanno firmato, il 15 settembre a Rabat, un protocollo d’intesa con la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale. Il 15 ottobre a Nouakchott le due parti hanno raggiunto accordi simili con Mauritania e Senegal. La costruzione di questo gasdotto ha ricevuto un’attenzione speciale dal re Mohammed VI. Questo progetto è stato al centro del suo intervento il 6 novembre in occasione della commemorazione del 47° anniversario della Marcia Verde. “Dato il particolare interesse che nutriamo per la partnership con gli Stati dell’Ovest del continente, il gasdotto Nigeria-Marocco rappresenta per noi più di un progetto bilaterale tra due Paesi fratelli. Il nostro augurio è che sia più in generale un progetto strategico vantaggioso per l’intera regione dell’Africa occidentale, la cui popolazione supera i 440 milioni di abitanti”, ha sottolineato il sovrano. Questo gasdotto correrà lungo la costa dell’Africa occidentale dalla Nigeria, passando attraverso Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Liberia, Sierra Leone, Guinea, Guinea Bissau, Gambia, Senegal e Mauritania fino al Marocco. Sarà collegato al gasdotto Maghreb-Europa e alla rete europea del gas. Questa infrastruttura rifornirà anche gli stati senza sbocco sul mare di Niger, Burkina Faso e Mali. [CC]