R.D. Congo

Nord-Kivu: reclutamenti forzati tra gruppi armati, stallo nei negoziati di Kampala

R.D. CONGO – Alunni e insegnanti dell’area di Mpati, nella provincia nord-orientale del Nord-Kivu, stanno disertando le scuole temendo il reclutamento forzato operato da alcuni gruppi armati della zona, nonostante la presenza di un battaglione dell’esercito a soltanto 20 chilometri di distanza.

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  • R.D. CongoUganda Free

    Al via lavori per rete stradale destinata a rafforzare...

    REP DEM CONGO / UGANDA - Le autorità congolesi hanno ufficialmente consegnato alla ditta ugandese Dott Services Limited i siti dei cantieri per l'avvio dei lavori di una rete stradale lunga 223 chilometri destinata a rafforzare i legami commerciali tra Uganda e Repubblica democratica del Congo.

    A renderlo noto è un comunicato diffuso dal governo di Kampala, in cui non viene però specificato il valore economico dell'incarico che prevede la costruzione di nuove arterie stradali per collegare l'Uganda alle città orientali del Congo di Beni, Goma e Butembo. L'Uganda aveva annunciato i piani per costruire tali strade in Congo nel 2019.

    Durante la cerimonia per la consegna dei cantieri stradali, il ministro delle Infrastrutture e dei Lavori Pubblici del Congo, Alexi Gisaro Muvunyi, ha affermato che le strade "porteranno lavoro e interconnessione con l'Uganda". [MV]

  • Camerun Free

    Niente inaugurazione, polemica sullo stadio Olembé

    CAMERUN - Ancora un ritardo per l’inaugurazione del complesso sportivo di Olembé, alle porte di Yaoundé capitale del Camerun; prevista venerdì scorso secondo l’ultimo aggiornamento di calendario, la cerimonia è stata rimandata sine die. Un comunicato del ministero dello Sport parla di operazioni tecniche e altri problemi di calendario. Con i suoi 60.000 posti, lo stadio di Olembé deve essere la vetrina della Coppa d’Africa delle nazioni (Can) a partire dal 9 gennaio prossimo. Fa parte di un grande complesso che comprende un albergo a cinque stelle, un centro commerciale, un cinema, una palestra, campi da tennis e da pallacanestro. Si moltiplicano le critiche per questa ennesima delusione legata al faraonico progetto ormai soprannominato “lo stadio della discordia”. Il leader del partito d’opposizione Fronte dei democratici camerunesi (Fdc) Denis Emilien Atangana, chiede che siano sanzionati i responsabili di questo fallimento. “L’attuale governo ha raggiunto l’impresa storica di costruire lo stadio incompiuto più costoso del mondo” ha commentato l’oppositore, ricordando gli scandali sovrafatturazione, l’appropriazione indebita e menzogna che circondano il progetto di stadio intitolato al presidente Paul Biya. “Il Camerun deve smettere di essere una vergogna planetaria”, ha scritto Atangana. Approvato il progetto di realizzazione di questo stadio, nel 2015 la costruzione era stata affidata al gruppo italiano Piccini, per una commessa da 163 miliardi di franchi Cfa, quasi 250 milioni di euro. Alla fine del 2019 Piccini viene sostituita dal gruppo canadese Magil, che ha chiesto altri 55 miliardi di Cfa, 82 milioni di euro. Fonti camerunesi informate sulla questione denunciano a InfoAfrica l’opacità che circonda il progetto e le somme di denaro astronomiche sprecate per la realizzazione dell’infrastruttura. Il Paese avrebbe già dovuto ospitare la competizione nel 2019, ma la Confederazione calcistica africana (Caf) aveva evidenziato ritardi nella costruzione di infrastrutture per rimuovere l’evento e, infine, rendere l’Egitto il Paese ospitante. Lo Stato camerunese questa volta ha previsto la costruzione o ristrutturazione di ristrutturati sei stadi da 20.000 a 60.000 posti, oltre a numerose strutture alberghiere. In un articolo di qualche settimana fa su AfriqueXXI, Laurent Duarte, segretario esecutivo del movimento Tournons la page (Tlp), ricorda che dal i conflitti sono susseguiti dal 2017 attorno alla realizzazione dello stadio. “Sfrattate senza mezzi termini, le popolazioni limitrofe del distretto si sono opposte alle autorità pubbliche durante lo scavo del sito da parte della società francese Razel-Bec. Il risarcimento per le famiglie danneggiate è stato ritardato. Superate le tensioni con le comunità limitrofe, è stato con l’operatore dei lavori che il Ministero dello Sport e dell’Educazione Fisica ha avuto un problema. A dicembre 2019 il ministero  ha rotto il contratto firmato Piccini e lo ha affidato al gruppo canadese Magil, a causa di ritardi e disaccordi sul prefinanziamento dei lavori”. Anche questa scelta fa discutere perché la Magil, già impegnata nella riabilitazione dello stadio di Douala – anche questo un progetto molto costoso – “compare nell’elenco Paradise Papers 4, con una holding registrata alle Barbados. Il suo vicepresidente, il francese Franck Mathière, è stato imprigionato in Ucraina alla fine del 2020, a seguito di una richiesta di estradizione emessa dalla Nigeria per riciclaggio di denaro”. I suoi legali, spiega Duarte, hanno ottenuto la sospensione dell’avviso rosso dell’Interpol che lo riguardava, che gli ha permesso di lasciare l’Ucraina e di seguire l’andamento del procedimento in Camerun. [CC]
  • Camerun Free

    Oltre metà delle strade in cattive condizioni

    CAMERUN - Più della metà della rete stradale del Camerun è in cattive condizioni: lo ha ammesso il ministro dei Lavori pubblici (Mintp), Emmanuel Nganou Djoumess, durante una presentazione all’Assemblea dei deputati, legata alla presentazione del bilancio 2022. La rete stradale camerunese ha una lunghezza complessiva di 121.873,93 km, tutte le categorie combinate (asfalto, terra, strade nazionali, regionali, dipartimentali, comunali, ecc.) di cui il 51,14% è in cattive condizioni. Secondo la presentazione fatta dal ministro ai deputati, questa situazione è dovuta alla mancanza di mezzi finanziari per garantire la manutenzione delle strade. Anzi, secondo il ministro, negli ultimi dieci anni la lunghezza delle strade in Camerun è più che raddoppiata, ma sono mancati i mezzi per una buona manutenzione. Le strade non asfaltate rappresentano ancora il 93% delle strade sul territorio nazionale. [CC]
  • Camerun Free

    Fondi dalla Banca Mondiale per sicurezza idrica nella...

    CAMERUN - La Banca mondiale ha approvato un credito dell’International Development Association (Ida) per un importo di 200 milioni di dollari volto a sostenere la produzione agricola del Camerun nella Valle di Logone, nella regione dell’estremo nord e facente parte del bacino del lago Ciad. Lo riporta un comunicato stampa della Banca mondiale pubblicato ieri. Il progetto, denominato “Valorizzazione degli investimenti nella Valle del Logone (Viva Logone)”, intende sostenere la sicurezza idrica regionale e il buon governo delle risorse idriche, principalmente attraverso il ripristino delle infrastrutture di irrigazione e drenaggio e il supporto alle associazioni di utenti dell’acqua, promuovere l’agricoltura e la produzione agroalimentare, attuare un piano di trasformazione della Semry (Société d’expansion et de modernization de la riziculture de Yagoua) e rafforzare i servizi pubblici. Oltre a un beneficio per le fasce più povere della popolazione, una migliore gestione delle inondazioni andrebbe a beneficio dei residenti della Valle del Logone, sia in Camerun che in Ciad. Il progetto avrà tre componenti principali: la prima migliorerà l’infrastruttura e la gestione dell’acqua, la seconda promuoverà la produzione e sosterrà i servizi agricoli e la terza sosterrà lo sviluppo del settore e l’attuazione del progetto. [ASB]
  • R.D. Congo Free

    Pechino teme insicurezza nell’est del Paese

    REP DEM CONGO - Con un messaggio inviato su Wechat, il sistema di messaggistica istantanea più usato in Cina, l’ambasciata cinese di Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) ha informato ieri i suoi cittadini e le aziende presenti in Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri di evacuare il prima possibile le province orientali congolesi. In generale, entro il 10 dicembre, richiede l’ambasciata, i cinesi residenti nelle tre province dovranno dare alle autorità consolari una risposta e aver pianificato la partenza o, in alternativa, andare incontro alle “conseguenze”. Più in particolare invece coloro che vivono nelle città dei territori di Bunia, Djugu, Beni, Rutshuru, Fizi, Uvira e Mwenga dovrebbero “partire immediatamente”. La richiesta dell’ambasciata cinese ha diverse letture possibili: una è che la situazione della sicurezza nella Rdc orientale è fuori controllo per le autorità locali, l’altra è che nemmeno l’ambasciata cinese a Kinshasa può garantire la sicurezza all’organizzata e protetta diaspora cinese, che in quei territori è impegnata in particolare nell’industria mineraria e delle terre rare: “Chiediamo a tutti i cittadini cinesi e alle imprese di proprietà cinese in Congo di prestare molta attenzione alla situazione locale, aumentare il livello di allerta preparandosi alle emergenze ed evitare viaggi non necessari” ha detto l’ambasciata nella sua informativa. A novembre diversi cittadini cinesi sono stati aggrediti e rapiti nelle tre province, dove insiste la guerriglia di diversi gruppi armati: il mese scorso cinque cittadini cinesi sono stati rapiti da una miniera d’oro nel Sud Kivu, al confine con Ruanda, Burundi e Tanzania, altri due sono stati uccisi e almeno 8 sono stati rapiti da miliziani del gruppo armato Codeco. La crescente sfiducia tra le aziende cinesi e le comunità locali, che accusano le prime di non rispettare le normative ambientali, sullo sfruttamento e l’inquinamento dei fiumi e sullo sfruttamento della manodopera locale, ha reso la comunità cinese sempre più isolata, più esposta a rapimenti a scopo estorsivo, rapine a mano armata e azioni di violenza volte spesso anche solo a mostrare la forza militare da parte dei gruppi armati, il tutto in un contesto dove le autorità locali si sono dimostrate incapaci di una risposta concreta alla guerriglia. La situazione nella Rdc orientale è stata oggetto anche di un incontro, in occasione del vertice Cina-Africa appena conclusosi a Dakar in Senegal, tra il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il suo omologo congolese Christophe Lutundula, che hanno discusso proprio della sicurezza dei cittadini cinesi in Rdc: secondo l’agenzia di stampa Xinhua la parte cinese è “estremamente preoccupata per i recenti gravi crimini di rapimenti e omicidi dei suoi cittadini”, ed ha esortato Kinshasa di fare il possibile per ottenere “il rilascio dei rapiti” e creare “un ambiente sicuro e stabile per la cooperazione bilaterale”. A maggio il presidente congolese Felix Tshisekedi ha dichiarato lo stato d’assedio nell’Ituri e nella vicina provincia del Nord Kivu per combattere i gruppi armati. La misura ha incluso anche la sostituzione di alti funzionari civili con l’esercito e gli ufficiali di polizia. [ASB]
  • R. Centrafricana Free

    Fondi da AfDB per sviluppo infrastrutture

    REP CENTRAFRICANA - Il governo di Bangui e la Banca africana di sviluppo (AfDB) hanno firmato un memorandum d’intesa per una sovvenzione di 167 miliardi di franchi Cfa (circa 254 milioni di euro), nel quadro del progetto di sviluppo del corridoio di trasporto Pointe Noire-Brazzaville-Bangui-N’djamena. Questo progetto di finanziamento è “un integratore che contribuirà notevolmente all’apertura del Paese”, ha detto la presidenza centrafricana in un comunicato. Come riferisce la stampa locale, il direttore generale dell’AfDB per l’Africa centrale, Serge N’Guessan, che ha firmato il memorandum d’intesa, ha detto che il piano avrà un impatto diretto su 120.000 persone e permetterà di aumentare il volume delle merci che attraversano le frontiere centrafricane da 237.050 tonnellate a 276.140 tonnellate. Le autorità centrafricane hanno sottolineato che questo progetto d’integrazione è stato realizzato grazie all’assistenza della Repubblica del Congo, che ha ottenuto un finanziamento di 175 miliardi di franchi Cfa (circa 266 milioni di euro) dalla Banca di Sviluppo degli Stati dell’Africa Centrale (Bdeac) per la costruzione dei tratti Pointe Noire-Brazzaville e Brazzaville-Gouga al confine con il Centrafrica. [VGM]