Marocco

Salone internazionale energia solare, tra due settimane a Marrakech

MAROCCO – Proseguono i preparativi in vista dell’inizio, mercoledì 13 febbraio, del Salone internazionale dell’energia solare, che per quattro giorni ospiterà a Marrakech rappresentanti delle principali imprese nazionali ed internazionali impegnate nello sviluppo del settore.

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    LIBIA / TUNISIA -Il direttore esecutivo della Federazione dell’industria libica, Ali Nasir, ha confermato la firma di oltre 550 accordi industriali congiunti tra Libia e Tunisia a conclusione della fiera Made in Libya in Tunisia. Nasir ha aggiunto che questi accordi mirano ad aprire prospettive di scambio e cooperazione tra le organizzazioni commerciali e industriali congiunte tra i due Paesi che lavorano insieme per entrare nei mercati africani. Il direttore ha indicato che sono state concordate 13 raccomandazioni congiunte tra cui lo scambio di dati e informazioni nel campo dell’industria e nei vari campi di rilevanza per i due Paesi. [TM]
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    Istituito comitato per sviluppare industria idrogeno

    ALGERIA - È stato istituito in Algeria il Comitato nazionale algerino responsabile dello sviluppo della strategia nazionale per l’idrogeno nel Paese nordafricano; lo si apprende da una nota del ministero dell’Energia e delle Miniere. “Seguendo le istruzioni del Primo Ministro e Ministro delle Finanze, Aimene Benabderrahmane, oggi, domenica 28 novembre 2021 presso la sede del ministero, si è tenuta una riunione di insediamento del comitato nazionale responsabile dello sviluppo della strategia nazionale per l’idrogeno”, ha affermato la stessa fonte. La riunione è stata presieduta dal ministro dell’Energia e delle miniere Mohamed Arkab e si è svolta alla presenza del commissario per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica Noureddine Yassaa. Il comitato è responsabile del coordinamento, con il Ministero dell’Energia e delle Miniere, dello sviluppo della roadmap per l’attuazione di una strategia nazionale per lo sviluppo dell’idrogeno in Algeria. [ASB]
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    Al via la partnership tra Eni e Snam sui gasdotti tra...

    ALGERIA - Eni e Snam hanno firmato venerdì un accordo per la cessione a Snam da parte di Eni del 49,9% delle partecipazioni detenute (direttamente e indirettamente) da quest’ultima nelle società che gestiscono i due gruppi di gasdotti internazionali che collegano l’Algeria all’Italia, in particolare i gasdotti onshore che si estendono dal confine tra Algeria e Tunisia fino alla costa tunisina (cd. gasdotto TTPC) e i gasdotti offshore che collegano la costa tunisina all’Italia (cosiddetto gasdotto TMPC) 1.

    A comunicarlo è stata la stessa Eni, precisando che l’operazione prevede il conferimento di tali partecipazioni da parte di Eni in una società italiana di nuova costituzione (NewCo), di cui Eni continuerà a detenere il 50,1%, mentre il restante 49,9%2 verrà ceduto a Snam per un importo di 385 milioni di euro. Snam finanzierà il pagamento del corrispettivo mediante mezzi propri.

    L’operazione consente di valorizzare in maniera sinergica le rispettive competenze di Eni e Snam su una rotta strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale in Italia, favorendo potenziali iniziative di sviluppo nella catena del valore dell’idrogeno dal Nord Africa.

    L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “Questa operazione ci consente di liberare nuove risorse da impiegare nel nostro percorso di transizione energetica, mantenendo nel contempo con Snam la gestione di un’infrastruttura strategica per la sicurezza delle forniture al Paese. Il gas avrà un ruolo fondamentale nell’accompagnare la transizione dei sistemi energetici verso modelli a zero emissioni, ed è importante mantenere disponibilità e diversificazione delle rotte di fornitura di questa fonte”.

    L’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, ha commentato: “Questo accordo consolida il ruolo centrale di Snam nella sicurezza degli approvvigionamenti dell’Italia e nel trasporto di energia dall’area mediterranea. Grazie all’operazione, Snam proietta la propria infrastruttura verso il Nord Africa, che rappresenta un’area chiave per le forniture di gas all’Italia e in prospettiva per lo sviluppo dell’idrogeno. In futuro, infatti, il Nord Africa potrà diventare anche un hub per la produzione di energia solare e idrogeno verde”.

    L’operazione rientra nella più ampia strategia di Eni che prevede l’ottimizzazione del portafoglio per accelerare la crescita nei settori relativi alla transizione energetica. L’acquisizione permette a Snam di posizionarsi su una rotta strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale in Italia e per le prospettive di sviluppo della catena del valore dell’idrogeno anche grazie alle risorse naturali del Nord Africa.  L’accordo prevede altresì un meccanismo di earn-in ed earn-out da calcolarsi sulla base dei ricavi che saranno generati dalle società target. Le società target hanno generato nel 2020 un utile netto (100% quota Eni) di circa 90 milioni di euro.

    Eni e Snam eserciteranno un controllo congiunto sulla NewCo sulla base di principi di governance paritetica e, pertanto, ne conseguirà per entrambe un consolidamento con il metodo del patrimonio netto.

    L’esecuzione dell’operazione è subordinata ad alcune condizioni sospensive, tra cui l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie in relazione all’operazione ai sensi della normativa antitrust e della cd. normativa golden power, l’esame dell’operazione da parte delle ulteriori competenti autorità regolamentari, nonché l’ottenimento dell’autorizzazione da parte dello Stato tunisino e dei consensi e/o gradimenti da parte dei soci e dei consigli di amministrazione di talune delle società target. In ragione del differimento del closing per l’avveramento delle condizioni sospensive, sul corrispettivo pattuito maturerà dalla data della situazione patrimoniale di riferimento (30 giugno 2021) una ticking fee che sarà corrisposta da Snam a Eni al closing dell’operazione. Subordinatamente all’avveramento (ovvero, a seconda dei casi, alla loro rinuncia) delle condizioni sospensive previste dal contratto, si prevede che l’operazione possa perfezionarsi entro il terzo trimestre 2022.

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    Nuove tasse su import cellulari e fotovoltaico

    EGITTO - La Camera dei Deputati egiziana ha approvato alcune categorie di tariffe doganali tra cui l’introduzione di una tassa del 10% sui dispositivi di telefonia mobile e del 5% sui pannelli fotovoltaici. La filosofia del decreto presidenziale prevede che la tariffa doganale affronti i cambiamenti economici a livello internazionale e locale, ha spiegato in dichiarazioni riprese dalla stampa locale Fakhri al-Feki presidente della commissione bilancio, e lavori per raggiungere gli obiettivi dei progetti produttivi trovando un equilibrio tra fattori che stimolano il processo produttivo e commerciale attraverso la fissazione di tasse appropriate a categorie di merci importate dall’estero. L’obiettivo, ha aggiunto Feki, è quello di migliorare il contesto degli investimenti in Egitto e aumentare la competitività del Paese. [MS]
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    Datteri, una stagione da dimenticare

    TUNISIA - I produttori di datteri tunisini stanno attraversando una stagione difficile e stanno osservando un calo della qualità dei loro raccolti a causa del basso tasso di precipitazioni registrato nell’anno in corso. Lo riporta l’agenzia turca Anadolu, che riporta alcune interviste raccolte nel distretto di El-Jérid della provincia di Tozeur, luogo di cultura dei datteri freschi, meglio conosciuto sotto il nome di Deglet Nour, che occupa un posto d’elezione nel mercato dei datteri del Paese. Arif en-Naci, presidente dell’Unione degli agricoltori locali di Tozeur, ha dichiarato che a causa del calo dei prezzi dei datteri, i produttori non sono più in grado di coprire i costi di produzione: “La crisi nella produzione e vendita di datteri è peggiorata dal 2016 ed è peggiorata ulteriormente negli ultimi due anni con la pandemia. Nonostante tutte le difficoltà, quest’anno è stata prodotta una produzione di oltre 60.000 tonnellate di datteri, di cui 45.000 tonnellate di Deglet Nour e 15.000 tonnellate di altre specie: “Le oasi di Tozeur sono una delle aree di produzione di datteri più importanti del Paese. Solo in queste oasi ci sono circa due milioni di palme da dattero” ha detto en-Naci. “Stiamo vivendo una brutta stagione a causa della siccità e del cambiamento climatico” ha detto Salim bin Selam, uno dei coltivatori di palme della regione: “I datteri non hanno potuto svilupparsi completamente e la qualità del prodotto è diminuita”. Inoltre, ad aggravare la situazione nei raccolti tunisini, anche quest’anno il ragno della polvere, un parassita che colpisce le palme da dattero, sta danneggiando nuovamente le piantagioni. Salim Matouk, un attivista ambientale che monitora l’impatto del cambiamento climatico sulle oasi di datteri, ha sottolineato che le vendite nel mercato dei datteri sono stagnanti e che la qualità dei datteri è scarsa quest’anno. Il governo tunisino si è impegnato con gli agricoltori a migliorare le loro condizioni di lavoro: secondo i dati ufficiali del Centro di produzione di datteri affiliato al Ministero dell’agricoltura tunisino, 60.000 agricoltori sono coinvolti nelle varie fasi dell’industria del dattero in Tunisia. In tutto il Paese ci sono circa 5,5 milioni e 500mila palme da dattero la cui produzione dovrebbe raggiungere circa 370.000 ton quest’anno. La stragrande maggioranza del raccolto sarà esportata in 85 paesi. [ASB]
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    Intesa con Atene su forniture e infrastrutture del gas

    EGITTO - I governi del Cairo e di Atene hanno concordato di espandere la loro cooperazione nella fornitura di gas naturale liquefatto (GNL) ed esaminare la possibilità di costruire un gasdotto sottomarino tra i due Paesi.

    A segnalarlo è stato il ministero dell'Energia greco, rendendo nota la firma di un memorandum d'intesa in occasione della visita del ministro Kostas Skrekas al Cairo. Secondo le informazioni rese note, il memorandum è considerato un primo passo versola firma di ccordi specifici tra società greche ed egiziane.

    La Grecia, che importa principalmente gas da Algeria, Azerbaigian, Russia e Turchia, ha cercato di diversificare le proprie risorse e diventare un polo energetico nell'Europa sudorientale. Il mese scorso, Grecia ed Egitto hanno concordato un piano per costruire un cavo sottomarino che colleghi le loro reti elettriche. [MV]