Somalia

Mogadiscio convoca congresso per creazione stato di Jubba

SOMALIA – Il ministro dell’Interno somalo, Abdikarim Hassan Guled, ha convocato una nuova conferenza per discutere la creazione dello stato di Jubba, previsto dalla Federazione somala che dovrebbe essere suddivisa complessivamente in sette stati membri.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Rwanda Free

    L’ispiratore di “Hotel Rwanda” in detenzione...

    RWANDA - È stato condannato a 30 giorni di detenzione provvisoria da un tribunale di primo grado di Kigali Paul Rusesabagina, il cittadino ruandese che ispirò il film Hotel Rwanda. L’imputato, diventato oppositore al regime di Paul Kagame, è incriminato per 13 capi d’accusa, tra cui terrorismo, omicidi e seguestri di persone,  finanziamento di gruppi ribelli, incendio doloso. La polizia ruandese aveva annunciato alla fine di agosto, con sorpresa di tutti, l’arresto di Rusesabagina, che vive in esilio negli Stati Uniti e in Belgio dal 1996. I giudici hanno respinto ieri una richiesta di libertà condizionale per motivi di salute. Paul Rusesabagina ha salvato la vita a più di 1.200 persone rifugiatesi presso l’Hotel Mille Colline durante i 100 giorni del genocidio del 1994. Il governo di Kigali contesta la versione edulcorata del film hollywoodiano. Alcuni sopravvissuti, passato il genocidio, hanno messo in dubbio l’eroismo del signor Rusesabagina, accusandolo di aver approfittato delle loro sofferenze. L’imputato ha fondato nel 2018 il Movimento ruandese per il cambiamento democratico (MRCD), sospettato di avere un’ala armata, il Fronte di liberazione nazionale (FLN), un gruppo considerato terrorista da Kigali.
  • Kenya Free

    USA chiedono autorizzazione a operare droni

    KENYA - Gli Stati Uniti hanno chiesto al governo di Nairobi di poter utilizzare i droni per difendere le proprie forze armate e quelle keniane all’interno dei confini del Kenya.

    Secondo quanto riporta il quotidiano New York Times di martedì, Africom, il comando statunitense in Africa, sta facendo pressioni per poter effettuare attacchi armati di droni contro i combattenti al-Shabaab, la milizia jihadista del network di al-Qaeda, nelle contee orientali, espandendo così la zona di guerra lungo tutto il confine dai loro santuari in Somalia e in Kenya.

    La richiesta di poter agire anche all’interno dei confini keniani è arrivata dopo l’attacco terroristico alla base militare statunitense di Lamu che fatto una vittima tra i militari statunitensi e due tra i contractor. In quel frangente le forze armate keniane non si erano dimostrate particolarmente efficienti e, secondo alcuni rapporti, avevano tardato molto a intervenire contro gli aggressori. Il pericolo di azioni di al-Shabaab è però dimostrato anche da numerosi attacchi mortali effettuati dai miliziani somali in Kenya per spingere Nairobi a ritirare le sue truppe keniane che sostengono il legittimo governo di Mogadiscio.

    In sostanza, le forze armate americane chiederebbero l’autorizzazione non solo per effettuare attacchi di droni in difesa delle truppe americane e di quelle keniane, ma anche per attacchi offensivi per prevenire minacce sospette: possibili autobombe, ordigni improvvisati ai lati delle strade, ecc. L’intesa proposta dagli Stati Uniti, prevede che le truppe Usa operino solo dopo aver avuto l’autorizzazione dello stato maggiore di Nairobi e solo in alcune e limitate zone del Kenya (le contee di Garissa e Lamu, che comprendono la pista di atterraggio di Manda Bay, luogo dell’attacco di al Shabaab e la regione di confine con la Somalia).

    Negli ultimi anni, la guerra con i droni è diventata uno strumento fondamentale nella guerra contro le organizzazioni terroristiche. Le forze armate statunitensi li impiegano in Yemen, Pakistan (per il teatro di guerra afghano), Niger (per il conflitto nel Sahel) e Somalia. I droni sono un’arma tecnologicamente avanzatissima. Possono osservare in silenzio un individuo, un gruppo o un luogo per ore e ore e agire immediatamente se si rende necessario un attacco, il tutto senza mettere a rischio un pilota. Gli Stati Uniti hanno tuttavia dovuto affrontare critiche sulla mancanza di trasparenza dei loro programmi di guerra con i droni e sugli effetti collaterali a volte devastanti (morti civili, distruzioni di abitazioni, ecc.).

    Schierare i droni in Africa orientale oltre a essere utile per contrastare i jihadisti, sarebbe un segnale alla Cina. È di questi giorni l’annuncio dell’intenzione di Pechino di aprire almeno 14 basi militari in altrettanti Paesi africani (tra i quali il Kenya e la Tanzania). Washington non vuole farsi trovare impreparata e perdere terreno nei confronti della Cina, nuova protagonista sulla scena africana. [Africa Rivista]

  • Uganda Free

    Attesa ripresa economica a partire dal prossimo anno...

    UGANDA - L’economia nazionale ugandese riprenderà a crescere nel prossimo anno fiscale, secondo le stime del governo, a un ritmo del 6%.

    A dirlo è stato il ministro delle Finanze del Paese dell’Africa orientale, Matia Kasaija, precisando che nell’esercizio fiscale 2019/2020 la crescita economica è rallentata al 3,1% a causa dell'impatto della pandemia di covid-19.

    Secondo quel che ha dichiarato Kasaija presentando in Parlamento la strategia di bilancio del governo, la crescita sarà guidata dall’aumento del gettito fiscale e dalla riduzione dell’indebitamento esterno, dando priorità ai finanziamenti agevolati e rivalutando le esigenze di investimento pubblico.

    Obiettivo del governo di Kampala è ridurre il livello di finanziamento interno dal 3 all’1% del prodotto interno lordo a fine di ridurre i costi del servizio sul debito e sostenere maggiormente il settore privato domestico, concentrando le attività soprattutto sull’aumento della produzione agricola e l’industrializzazione. [MV]

  • Kenya Free

    Verso aumento record debito pubblico

    KENYA - Il Kenya supererà gli 83 miliardi di dollari di debito pubblico entro i prossimi due anni a causa del previsto calo delle entrate. Il governo sta cercando di controllare meglio la spesa pubblica ma le costrizioni legate all’attuale fase economica globale (quindi agli effetti della pandemia) incideranno sulle azioni messe in campo.  Il tetto degli 83 miliardi di dollari sarà raggiunto secondo le stime del National Treasury nell’anno fiscale 2022/2023.  Il Parlamento nell'ottobre dello scorso anno aveva modificato la legge che in precedenza limitava il debito pubblico alla metà del prodotto interno lordo. Da allora il montante totale del debito è cresciuto rapidamente passando da 5,81 trilioni di sterline keniane nel giugno del 2019 ai 6,69 del giugno di quest’anno. [MS]
  • Gibuti Free

    Lanciato ufficialmente il Fondo sovrano

    GIBUTI - Sono state avviate ufficialmente le attività del ondo Sovrano di Gibuti (FSD), istituito lo scorso giugno per accelerare lo sviluppo del Paese dell’Africa orientale.

    A darne notizia sono i media locali, precisando che l’avvio delle attività è stato anche occasione per formalizzare la nomina di Mamadou Mbaye, già vicepresidente del Fondo sovrano per gli investimenti strategici del Senegal (Fonsis), a direttore generale del FSD.

    Istituito sotto forma di società per azioni di diritto privato, il cui unico azionista è e rimarrà lo Stato di Gibuti, il Fondo mira a “riunire” in un unico strumento la ricchezza nazionale al fine di aumentare la capacità di investimento del Paese.

    La sua missione prioritaria è la modernizzazione dell'economia di Gibuti, la crescita di un settore privato competitivo e la valorizzazione del settore produttivo pubblico.

    La creazione della FSD è una misura di punta della “Vision 2035”, la strategia di sviluppo a lungo termine del governo di Gibuti che mira a posizionare il paese come uno dei principali hub commerciali, logistici, portuali e digitali. [MV]

  • Etiopia Free

    Fondi dalla Banca Mondiale per l'agricoltura

    ETIOPIA – Con l’intento dichiarato di sostenere la produttività agricola e l’accesso ai mercati per i piccoli produttori, il gruppo Banca Mondiale ha approvato un finanziamento del valore di 80 milioni di dollari per l’Etiopia. I fondi saranno erogati dall’Associazione internazionale per lo sviluppo (Ida), nell’ambito del secondo progetto per la crescita agricola (AgpII). Gli esperti della Banca mondiale sostengono che tale progetto ha portato notevole contributi alla riduzione della povertà in Etiopia. L’AgpII è stato implementato in 167 distretti e secondo la Banca Mondiale, ha portato benefici a 1,6 milioni di piccoli agricoltori residenti nelle aree con il più elevato potenziale agricolo. Il settore agricolo è cruciale per l’economia dell’Etiopia e impiega circa l’80% della forza lavorativa. [CC]