Africa

Banca Mondiale: è l’agroalimentare la vera immensa risorsa dell’Africa

Un mercato da 1000 miliardi di dollari entro il 2030: questo il potenziale che l’agribusiness del continente africano potrebbe raggiungere nell’arco di tre lustri se i governi e gli investitori concentreranno la loro attenzione sul settore e torneranno a mettere l’agricoltura in cima alle loro agende.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Covid, annullato Africa Investment Forum di Abidjan

    AFRICA - E’ stato rinviato a data da destinarsi l’Africa Investment Forum (AIF) della Banca Africana di Sviluppo (AfDB) che si sarebbe dovuto tenere a partire da mercoledì 1 dicembre e fino a venerdì 3 dicembre ad Abidjan.

    InfoAfrica lo ha appreso da fonti interne all’Afdb, le quali precisano che la decisione è legata ai timori di una nuova ondata internazionale di contagi alimentata dalla nuova variante Omicron, isolata in Sudafrica.

    Il rinvio è stato deciso  questa mattina e poi comunicato ai molti ospiti istituzionali previsti per la conferenza prima di essere reso pubblico.

    Confermando il rinvio, il presidente della Afdb Akinwumi Adesina ha spiegato, che al momento non è chiaro quando verrà nuovamente organizzata la manifestazione.

    "Sfortunatamente siamo obbligati a rinviare il Forum. Malgrado tutti gli sforzi siamo obbligati a mettere la sanità della popolazione prima del nostro evento. Dopo consultazioni stamani con il Consiglio d’Amministrazione abbiamo deciso di rinviare ad un avvenire futuro il forum" ha detto Adesina.

    All’incontro, giunto alla sua terza edizione, dovevano prendere parte una decina di capi di Stato e di governo africani e una nutrita delegazione mondiale di uomini d’affari e istituzioni finanziarie.

    L’African investment Forum è il più importante appuntamento globale per la facilitazione di investimenti nel continente africano.

    Nelle due precedenti edizioni ha chiuso un totale di accordi e transazioni per oltre 100 miliardi di dollari. 

  • Africa Free

    Africa Business Lab Seconda Edizione, “dare forma a...

    AFRICA - È sulla scia del successo della prima edizione del 2020 che l’Agenzia ICE ripropone quest’anno il suo progetto Africa Business Lab, mirato ad accompagnare il Made in Italy sui mercati del continente africano. Attraverso questo percorso di formazione gratuita rivolto alle PMI italiane delle filiere Agribusiness, Infrastrutture ed Energia, l’Agenzia ICE, in collaborazione con Sace e Confindustria Assafrica & Mediterraneo, intende fornire alle aziende iscritte gli strumenti utili a cogliere le sfide e le opportunità economiche dei mercati africani e a sviluppare solide reti di contatti commerciali con soggetti istituzionali e privati. Il percorso inizierà il prossimo 9 dicembre con un primo incontro informativo incentrato sull’Africa australe.
    Abbiamo chiesto a Tindaro Paganini, Direttore del Coordinamento Marketing dell’Agenzia ICE, di spiegarci meglio cosa ci si possa aspettare da questa seconda edizione di Africa Business Lab.
    Come è nata l’idea di Africa Business Lab

    L’idea di Africa Business Lab è nata nel 2019 da una doppia consapevolezza: da un lato la posizione del continente africano che, sebbene con differenze sostanziali, si presenta come un mercato attrattivo non solo in termini di dimensioni ma anche per la sua dinamicità demografica, l’emersione di classi medie e la volontà di affrancarsi da dinamiche donatore-beneficiario da sostituire con collaborazioni orizzontali e diversificate. Dall’altro, questo interesse spesso si scontra con la necessità di presentarsi preparati in questi contesti, superando vecchi pregiudizi   che possono sminuire le opportunità offerte da alcune regioni dell’Africa. Il ruolo di African Business Lab voleva e vuole quindi essere quello di promuovere un’immagine aggiornata del continente africano in modo che sempre più PMI italiane sappiano valutarne le sfide e le opportunità in maniera lucida e consapevole.

    Quella di quest’anno è la seconda edizione. Com’era andata la scorsa edizione? La scorsa edizione ha visto partecipare circa 200 aziende al percorso informativo e circa 70 aziende alla parte formativa settoriale. Le aziende che hanno seguito i percorsi settoriali hanno avuto accesso a incontri 1to1 con gli Uffici ICE all’estero, con SACE, Confindustria Assafrica&Mediterraneo e, per le più strutturate, ad una fase di coaching finale. In una successiva fase di follow-up del progetto sono stati organizzati circa 180 B2B tra aziende italiane e africane su piattaforma ICE Fiera Smart 365. La realizzazione del progetto integralmente da remoto ha sicuramente posto qualche sfida in più alla buona riuscita del progetto ma, nonostante questo, i risultati sono stati più che incoraggianti. In base alle nostre indagini di soddisfazione, è emerso un chiaro apprezzamento in merito sia alle tematiche trasversali che ai focus settoriali previsti dal percorso formativo. Quali sono le novità di quest’anno? La nuova edizione di Africa Business Lab vedrà per la prima volta affrontare il mercato del Nord Africa, molto diverso dai mercati dell’Africa Sub-sahariana, mercati che comunque verranno approfonditi anche tenendo conto della situazione generale di emergenza sanitaria. Verranno esplorati nuovi mercati quali il Sudafrica e il Senegal e verranno affrontati trasversalmente i temi della sostenibilità e della trasformazione digitale;  temi che cerchiamo di declinare in tutti i nostri progetti di formazione dato il grande potenziale di innovazione che rappresentano per il nostro tessuto imprenditoriale.

    Chi non dovrebbe perdersi Africa Business Lab 2?

    Il percorso formativo è indirizzato primariamente a piccole e medie imprese attive nei settori che andremo ad approfondire (energia, agribusiness, infrastrutture) e che sono interessate all’Africa per strutturare, ampliare o diversificare le loro attività all’estero. Questo non elimina il beneficio formativo che la nostra iniziativa può portare a realtà più grandi o a corpi intermedi coinvolti in strategie di internazionalizzazione che abbiano al centro il continente africano. Quali sono gli obiettivi del laboratorio? Obiettivo alla fine di tutto il percorso è di affinare gli strumenti per affacciarsi al settore africano di interesse. L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire alle imprese italiane strumenti di conoscenza ed operativi per affrontare i mercati africani con maggiore consapevolezza, preparazione e non ultimo con una strategia di internazionalizzazione più strutturata. Al fianco di questo obiettivo più puramente formativo ci piacerebbe che l’iniziativa rappresentasse anche un modo per sviluppare reti e contatti fidati tra imprese diverse ma anche tra le imprese ed il nostro sistema Paese. Perché l’Africa e perché adesso? L’iniziativa di Agenzia ICE si inserisce in un processo più ampio che sta prendendo piede sia a livello europeo che italiano e che punta a un rinnovamento dei rapporti tra i due continenti. Sul versante europeo questa volontà è apparsa chiaramente quando, a pochi mesi dalla sua elezione, la Commissione Europea ha lanciato una comunicazione intitolata “Towards a comprehensive strategy with Africa” con la quale si punta all’instaurazione di una rinnovata cooperazione all’insegna di relazioni vantaggiose per tutti gli operatori coinvolti. Anche sul versante italiano si è espressa in maniera altrettanto esplicita la necessità di coltivare ed ampliare i nostri partenariati con il continente africano: il documento strategico del MAECI “Partenariato con l’Africa” o la Conferenza Italia-Africa sono solo alcuni degli eventi che rilevano quanto il nostro Paese stia investendo in queste aree di rapido mutamento che per questo possono rappresentare fonti di benefiche collaborazioni e arricchimento reciproco. Risulta evidente che queste volontà sia italiane che europee sarebbero svuotate in mancanza di un settore economico e produttivo preparato ad affrontarle, e soprattutto ricettivo in merito alle opportunità da cogliere. Il ruolo a cui è chiamata la nostra Agenzia è quindi quello di realizzare e dare forma a queste strategie grazie all’aiuto di esperti qualificati e personale in loco.
  • AfricaKenyaSudafrica Free

    Partnership per una compagnia panafricana a partire dal...

    KENYA/SUDAFRICA - Migliorerà l'attuazione dell'Accordo sull'area africana di libero scambio continentale (AfCFTA) la partnership strategica firmata la scorsa settimana da Kenya Airways (KQ) e South African Airways (SAA) per la creazione di una compagnia aerea panafricana nel 2023. La firma è avvenuta a seguito di una visita ufficiale del presidente Uhuru Kenyatta in Sudafrica. "Questa cooperazione è in linea con lo scopo principale di Kenya Airways di contribuire allo sviluppo sostenibile dell'Africa e si basa su vantaggi reciproci", ha dichiarato il presidente di KQ Michael Joseph, prima di aggiungere: "Aumenterà la connettività attraverso il traffico passeggeri e le opportunità di carico, migliorando al contempo l'attuazione dell'Accordo sull'area africana di libero scambio continentale (AfCFTA)". La firma dell'accordo, che  vedrà le due compagnie aeree africane lavorare insieme per aumentare il traffico passeggeri, le opportunità di carico e il commercio generale, arriva appena pochi mesi dopo che le compagnie aeree africane hanno accettato di perseguire un modello di consolidamento in un workshop ospitato dall'African Airlines Association (AFRAA). Si prevede che la partnership migliorerà la sostenibilità finanziaria delle due compagnie aeree. I clienti beneficeranno inoltre di offerte a prezzi più competitivi sia per i segmenti passeggeri che merci. Sia Kenya Airways che South African Airways registrano perdite da anni: se il governo del Kenya ha nazionalizzato il vettore KQ acquistando gli azionisti di minoranza per ribaltare il declino del vettore, la compagnia nazionale sudafricana è appena uscita dalla bancarotta, a causa della quale non operava voli da marzo 2020. [CN]
  • AfricaSenegal Free

    A Dakar va in scena l’ottavo vertice Cina-Africa

    AFRICA - Si apre oggi a Dakar, in Senegal, l’ottava edizione del Forum sulla cooperazione Cina-Africa (Focac), un appuntamento organizzato ogni tre anni e molto atteso per conoscere le strategie economiche e geo-politiche di Pechino. Ormai da 10 anni la Cina è il principale partner commerciale del continente (Nel 2019 il valore del commercio era pari a 192 miliardi di dollari) e detiene la maggior parte del debito pubblico di molti paesi. Il tema di questa edizione sarà “Approfondire la partnership Cina-Africa e promuovere lo sviluppo sostenibile per costruire una comunità Cina-Africa dal futuro condiviso in una nuova era”. Non ci sarà il presidente cinese, Xi Jinping, che però pronuncerà un discorso programmatico a inizio lavori. Confermata invece la presenza del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, atterrato ieri a Dakar, quella del presidente senegalese Macky Sall, che farà gli onori di casa, e di altri capi di Stato come il congolese Félix Tshisekedi e l’egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Ci sarà anche una rappresentanza della Commissione dell’Unione Africana (Ua) e il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Secondo quanto annunciato a inizio mese dalla ministra degli Esteri senegalese, Aïssata Tall Sall, durante il forum verranno probabilmente adottate alcune importanti risoluzioni: un piano d’azione per la capitale senegalese Dakar (2022-2024); la Vision 2035 per la cooperazione Cina-Africa; una dichiarazione sino-africana sui cambiamenti climatici; e una Dichiarazione finale sull’VIII Conferenza Ministeriale del Focac. Un vertice dalle grandi aspettative come sempre. Una delle caratteristiche delle precedenti edizioni del Focac è stato l’annuncio di significativi obiettivi di finanziamento da parte della Cina. Nel 2012 si annunciarono 20 miliardi di dollari, poi 60 in quello che si è svolto a Johannesburg nel 2015 e infine ulteriori 60 miliardi di dollari tre anni dopo a Pechino. Quest’anno però la Cina potrebbe interrompere questa tradizione, perché la sua economia ha subito un rallentamento nell’ultimo periodo con l’aggiunta dell’incertezza legata alla pandemia e la recente crisi del gigante immobiliare Evergrande. Secondo molti analisti Pechino avrebbe intenzione di allontanarsi dal modello di investimenti su mega-progetti infrastrutturali applicato fino ad oggi per concentrarsi su progetti più piccoli e mirati che coinvolgano maggiormente il settore privato. Un tema importante del summit sarà sicuramente la lotta al covid-19. In Africa solo il 6% della popolazione ha completato la vaccinazione e si rischiano nuove varianti come avvenuto di recente in Sudafrica. Pechino potrebbe annunciare maggiori iniziative di distribuzione e produzione diretta nel continente. Tra gli altri punti importanti in agenda in questi due giorni ci saranno le nuove linee guida per i finanziamenti a progetti di sviluppo verde in Africa, dato che la Cina ha annunciato di non voler più finanziare la costruzione di centrali a carbone all’estero. Si parlerà inoltre di cyber-governance, perché Pechino ha collaborato molto sullo sviluppo di sistemi di sicurezza informatici di molti Stati africani oltre ad aver finanziato smart city e data center Huawei. E infine di agricoltura con Pechino che punta a sviluppare una maggiore vendita dei prodotti agricoli africani in Cina, il che sarà possibile grazie alle piattaforme cinesi di trading online. Si punta così a ridurre il deficit commerciale annuo strutturale che l’Africa ha con Pechino pari a oltre 20 miliardi di dollari. [MSI]
  • Africa Free

    Unione Africana condanna bando ai voli dal continente

    AFRICA - L’Unione africana (Ua) ha criticato le recenti decisioni di alcuni paesi, invitando a non imporre divieti di viaggio ai viaggiatori provenienti dal continente, sulla scia di una nuova variante del virus Covid-19 che si dice sia più contagiosa.

    John Nkengasong, direttore del Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), ha affermato che la storia della pandemia ha indicato che i divieti di viaggio non hanno avuto alcun effetto nella gestione della diffusione del virus. Invece, l’organismo continentale ha incoraggiato tutti i paesi ad una maggiore sorveglianza e condivisione dei dati, oltre a una maggiore vaccinazione delle popolazioni ad alto rischio”.

    “L’Africa CDC scoraggia fortemente l’imposizione del divieto di viaggio per le persone provenienti da Paesi che hanno segnalato questa variante. In effetti, per tutta la durata di questa pandemia, abbiamo osservato che l’imposizione di divieti ai viaggiatori provenienti da Paesi in cui è stata segnalata una nuova variante non ha prodotto un risultato significativo”, ha affermato Nkengasong in una nota. [ES]

  • AfricaKenyaMozambicoR.D. CongoTanzaniaZambia Free

    Nuovo programma per supportare espansione delle...

    AFRICA - Lancerà il suo primo round di finanziamento basato su Call of Proposals durante la prima metà del 2022 il nuovo programma Modern Cooking Facility for Africa (MCFA), istituito dall’istituzione finanziaria del Nord Europa, Nefco, e dalla Svezia, attraverso l'Agenzia svedese per lo sviluppo internazionale (Sida) e le ambasciate svedesi nell'Africa sub-sahariana, per supportare lo sviluppo e l'espansione delle tecnologie di cucina pulita e conveniente in Africa. Il programma svilupperà nuovi mercati per il settore della cucina pulita in Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Mozambico, Tanzania e Zambia attraverso finanziamenti basati sui risultati per gli attori privati del settore. ''Siamo molto lieti di poter sostenere ulteriormente la fornitura da parte del settore privato di accesso all'energia pulita in diversi paesi africani insieme alla Svezia. L'aumento delle soluzioni di cucina pulita avrà un impatto positivo significativo sull'ambiente. L'approccio al finanziamento basato sui risultati garantirà che sia economicamente sostenibile per le persone svantaggiate nell'Africa subsahariana'', ha affermato Trond Moe, amministratore delegato di Nefco, in relazione alla firma dell'accordo con Sida. Un esercizio di valutazione dettagliato è stato condotto tra il 2020 e il 2021, confermando la necessità di strumenti nuovi e innovativi dedicati a soluzioni di cottura di alto livello, come bioetanolo sostenibile, biocarburanti liquidi, biogas, soluzioni di cottura elettriche e biocarburanti solidi sostenibili, come pellet e bricchetti. L'obiettivo del MCFA è fornire tra 1,5 e 3 milioni di africani l'accesso a soluzioni di cucina pulita, migliorando la salute generale e aumentando la crescita economica, in un programma da 40 milioni di euro con la Svezia come primo donatore -  con un finanziamento iniziale di 27,8 milioni di euro - e Nefco come Facility Manager. I fornitori selezionati e convenzionati riceveranno un sostegno finanziario in base ai traguardi raggiunti.  [CN]