Africa

Idrocarburi, compagnia turca punta all’Africa

AFRICA – La compagnia petrolifera turca Tpao è in trattative con il Niger, il Senegal, il Camerun, il Sudan, la Somalia e la Tanzania per operazioni di esplorazione e di sfruttamento di gas e di petrolio nei sei paesi africani.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Parte il 9 dicembre dall’Africa Australe la seconda...

    AFRICA - Inizia giovedì 9 dicembre alle 10 il nuovo Africa Business Lab (ABL), il programma realizzato da ICE Agenzia in collaborazione con SACE e Confindustria Assafrica e Mediterraneo che offre gratuitamente un articolato percorso informativo e formativo per  far conoscere alle PMI italiane i mercati del continente africano.

    Giovedì 9, ABL si apre con un approfondimento sull’Africa Australe. Il percorso informativo di quattro appuntamenti dedicherà specifici focus alle varie regioni e il 10 dicembre presenterà l’Africa Occidentale, mentre il 16 e il 17 dicembre, presenterà rispettivamente Nord Africa e Africa Orientale.

    Il webinar del 9 dicembre dedicato all’Africa Australe intende fornire una fotografia completa e aggiornata delle varie regioni, prevedendo un quadro geopolitico (che sarà curato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), un quadro economico a cura di SACE prima di passare in rassegna tutte le opportunità offerte dal mercato di questa regione alle aziende italiane che sarà curato dai responsabili dei vari uffici ICE nell’area.

    In questo caso, in particolare, interverranno i responsabili degli uffici ICE di Johannesburg, Maputo e Luanda. Il 9 sarà anche l’occasione per una presentazione del percorso settoriale formativo dedicato all’Energia, con particolare attenzione alle rinnovabili,  che si terrà a partire dal febbraio 2022. A chiudere la mattinata dei lavori saranno le testimonianze di alcune aziende italiane attive in Africa Australe e una sessione di domande e risposte. Questo il link per iscriversi al webinar https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdMPDBYb2vXri5LMsUoyvgXaz7fzKFuKXG2qkmmAfSN2pgW4A/viewform

  • AfricaAlgeria Free

    Una sola voce al Consiglio di sicurezza Onu, afferma...

    AFRICA - L’Africa “deve parlare con una sola voce” in Consiglio di sicurezza dell’Onu, per essere in grado di influenzare le decisioni di questo o qualsiasi organismo delle Nazioni Unite: lo ha detto ieri da Orano il ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamamra, all’apertura dell’VIII conferenza di alto livello sulla pace e la sicurezza in Africa. “Riteniamo che ci siano ancora più margini di miglioramento, per raggiungere il nostro obiettivo comune di un’Africa che parli con una sola voce in grado di influenzare il processo decisionale nel Consiglio di sicurezza dell’Onu”, ha precisato il capo della diplomazia algerina, il cui discorso è riferito dall’Aps. Questa voce deve essere “forte e decisa”, afferma Lamamra, che rileva la necessità per i Paesi africani di rinnovare il loro attaccamento ai valori e agli ideali del panafricanismo e di “agire collettivamente per evitare qualsiasi fattore che possa mettere in pericolo l’unità dell’Unione Africana”. Il seminario in corso in Algeria è un forum regolare per la riflessione collettiva, lo scambio di opinioni e la condivisione di esperienze, delle lezioni apprese e delle buone pratiche, “per dimostrare il vero spirito dell’unità africana e della solidarietà per la promozione di posizioni comuni africane sulla pace e la sicurezza”, ha sottolineato il ministro Lamamra. “Dobbiamo sempre puntare a rendere il multilateralismo più vantaggioso per l’Africa, sforzandoci di porre fine all’emarginazione del nostro continente all’interno del sistema internazionale, ha dichiarato. Il capo della diplomazia ha anche osservato che l’Africa ha bisogno di un ruolo “più importante” dell’Unione africana nella prevenzione e risoluzione dei conflitti, in un contesto segnato dal “deterioramento del panorama globale di pace e sicurezza”. Ha inoltre stimato che “l’impegno collettivo dei Paesi africani ha iniziato a dare i suoi frutti con il Gruppo A3 (Kenya, Niger e Tunisia, Ndr) che cresce notevolmente in statura e capacità diplomatiche, e anche in termini di composizione come attesta l’alleanza fondata dallo scorso anno con un nuovo membro della regione caraibica “Saint Vincent e Grenades”. “Questa impresa panafricana implica il riconoscimento delle nostre carenze e stiamo raddoppiando i nostri sforzi a monte e a valle per tradurre in fatti la visione sancita dall’Agenda 2063 di un’Africa integrata, prospera e pacifica portata dai suoi stessi cittadini e che rappresenti una forza dinamica sulla scena mondiale”, ha detto. Lamamra, d’altro canto, ha sottolineato che l’Algeria si prepara a sedere al Consiglio di sicurezza dell’Onu e a dare il suo contributo a nome dell’Unione africana nel periodo 2024-2025, coordinandosi con le controparti africane all’interno del Consiglio di sicurezza. Ha ribadito l’impegno del suo Paese a fare del suo meglio per adempiere al mandato continentale, esprimendo “la gratitudine dell’Algeria ai membri dell’Ua che hanno sostenuto la sua candidatura”. L’VIII seminario sulla Pace e la Sicurezza in Africa registra una partecipazione di alto livello di Paesi membri dell’Ua, membri africani del Consiglio di Sicurezza, esperti e rappresentanti di organismi internazionali (Onu, Lega Araba). [CC]
  • Africa Free

    Fondi da Afdb per le affiliate Ecobank

    AFRICA - Il Consiglio di amministrazione della Banca africana di sviluppo (Afdb) ha approvato a metà novembre uno strumento di condivisione del rischio non finanziato da 35 milioni di dollari per supportare le attività di finanziamento commerciale in Africa delle affiliate di Ecobank International. La notizia è stata data ieri da Afdb tramite un comunicato stampa: la struttura supporterà più di 50 banche emittenti che operano in 35 paesi africani e si prevede che catalizza transazioni commerciali per un valore di quasi 300 milioni di dollari in un periodo di tre anni. Stefan Nalletamby, direttore per lo sviluppo del settore finanziario presso Afdb, ha affermato che il rinnovo della partnership con Ecobank arriva in un momento in cui la maggior parte delle banche emittenti africane sta combattendo contro l’impatto negativo della pandemia. “Le istituzioni stanno affrontando gravi problematiche nell’ottenere strutture adeguate dalle banche internazionali per supportare le piccole imprese africane e le imprese locali coinvolte nel commercio internazionale”. La struttura si allinea alla crescente domanda del mercato per finanziamenti commerciali in Africa in agricoltura, trasporti, edilizia, sanità e produzione ed è coerente con le priorità strategiche High 5 della Banca, in particolare Industrializzare l’Africa, Integrare l’Africa e Nutrire l’Africa. È inoltre in linea con le priorità operative della Strategia di sviluppo del settore finanziario della Banca, che promuove un maggiore accesso ai finanziamenti per le piccole imprese e l’ampliamento e l’approfondimento dei mercati finanziari africani. [ASB]
  • AfricaCosta AvorioGhanaSenegalSudafrica Free

    Ramaphosa da Abuja, contro restrizioni Omicron

    AFRICA - Proveniente da Abuja, in Nigeria, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa è atterrato ieri pomeriggio nella capitale economica ivoriana Abidjan. Il presidente del Sudafrica è impegnato in un tour di una settimana in quattro paesi dell’Africa occidentale, con proseguimento per Accra, in Ghana, e Dakar, in Senegal. Dalla capitale nigeriana Abuja, Ramaphosa ha espresso disappunto per quello che ha definito un divieto di viaggio “non scientifico e discriminatorio” imposto al Sudafrica e ad alcuni dei Paesi vicini, in merito alla variante Omicron del coronavirus. “Presidente [Muhammadu] Buhari, la solidarietà espressa da Lei e dal governo della Nigeria invia il messaggio più forte. Dice che come Paesi africani, siamo uniti contro l’imposizione di restrizioni arbitrarie e discriminatorie che non sono solo non scientifiche, ma contro- produttive a lungo termine”, ha detto Ramaphosa al termine dei colloqui di alto livello in Nigeria. “In effetti, i leader della Costa d’Avorio, così come del Ghana e del Senegal, hanno anche espresso la loro insoddisfazione per il divieto di viaggio contro il Sudafrica e i nostri Paesi fratelli dell’Africa meridionale. Ramaphosa e un gruppo di ministri hanno tenuto colloqui ad alto livello su una serie di temi, tra cui la facilità di fare affari, l’accordo sull’area di libero scambio continentale dell’Africa e altri accordi bilaterali di ampio respiro. Mercoledì, le autorità sanitarie nigeriane hanno annunciato di aver trovato anche la variante Omicron in campioni raccolti a ottobre. Ramaphosa ha affermato che il danno risultante dai divieti di viaggio sulle economie dei Paesi colpiti sarebbe “considerevole e di lunga durata”. [CC]
  • Africa Free

    Focac, Pechino teme il disincanto e corregge il tiro

    AFRICA - Un successo che ha “rafforzato lo spirito d’amicizia e di cooperazione sino-africana basata sull’uguaglianza, il mutuo vantaggio e la giustizia” che dovrà proseguire negli anni “generazione dopo generazione”: così il ministro degli esteri cinese Wang Yi, affiancato dall’omologa senegalese Aissata Tall Sall, ha definito questa edizione del Forum sulla cooperazione Cina-Africa 2021 (Focac), durante la conferenza stampa conclusiva dell’evento.

    Alla vigilia del vertice c’era grande attesa per nuovi annunci a effetto su finanziamenti da miliardi di dollari, come di solito era avvenuto nelle precedenti edizioni del Focac. Annunci che pure ci sono stati in vari settori, in particolare su quello sanitario con l’annuncio della fornitura di un miliardo di dosi di vaccini per combattere la pandemia di Covid 19 per arrivare al 60% di vaccinati nel continente entro il 2022. Tuttavia, dopo vent’anni di collaborazione economica che nel continente africano hanno generato molte speranze e aspettative, si sta attraversando forse un momento di disillussione. 

    La questione del debito, lo sviluppo di progetti infrastrutturali a beneficio di comunità limitate o che non hanno portato lo sviluppo sperato, gli squilibri commerciali, diritti del lavoro e ambientali non sempre rispettati hanno generato scontento nella società civile africana e la richiesta di un cambio di rotta arrivata fino ai vertici politici. Lo si è notato in questo vertice nei discorsi del Presidente senegalese Macky Sall e in quelli dei capi di Stato presenti (in diretta online) durante la cerimonia inaugurale. Tutti hanno chiesto un “riequilibrio” della relazione Cina-Africa.

    Pechino ha ascoltato e annunciato l’intenzione di aprire maggiormente i suoi mercati all’esportazione di prodotti africani con l’intenzione di portare il valore del volume annuale a 300 miliardi di dollari e favorendo l’importazione di prodotti agricoli e alimentari. Allo stesso tempo, ha rilanciato investimenti che favoriranno l’arrivo di imprese private nel continente spingendole a “investire almeno 10 miliardi di dollari nei prossimi tre anni”. E’ anche su questo che la Repubblica popolare intende puntare, con un approccio che sarà probabilmente più selettivo con progetti e investimenti più mirati a seconda di rischi e fattibilità.

    Questo “cambio di rotta” è anche legato alla questione del debito che in alcuni Paesi africani ha raggiunto livelli elevati e di recente ha portato molti Stati ad essere considerati dal Fondo monetario internazionale (Fmi) a rischio indebitamento o in crisi. Secondo le autorità cinesi, la Cina ha prestato tra il 2000 e il 2019 almeno 153 miliardi di dollari a Stati e società africane ed è il più grande creditore del continente. Le incombenti ristrutturazioni del debito obbligate mettono Pechino in una situazione delicata. Deve riscuotere e far fronte a inadempienze seriali, ma se si impone la sua immagine rischia di deteriorarsi, come dimostrano le proteste avvenute in Zambia o più di recente in Uganda con il caso dell’aeroporto di Kampala. [MSI]

  • Africa Free

    Codeway: Sereni, il covid evidenzia importanza...

    AFRICA - “La pandemia da Covid-19 porta a rilanciare il concetto stesso della cooperazione. In un mondo globalizzato e con confini sempre più liquidi, nessuno può definirsi sano in un pianeta malato”: è Marina Sereni, vice ministra degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, ad aprire con queste parole l’edizione digitale di Codeway – Cooperation Development Expo, la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, con un focus specifico su aziende e realtà profit impegnate nel settore. L’appuntamento, organizzato da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Unioncamere Lazio, è cominciato oggi ed è in programma fino a venerdì (in modalità virtuale e gratuita). “Credo che questa pandemia ci abbia insegnato – ha spiegato Sereni, intervenendo sul tema della prima giornata di lavori “Covid, sostenibilità e Sdgs, i nuovi paradigmi della Cooperazione Internazionale” – ci sono sfide mondiali, che senza una cooperazione globale e strumenti multilaterali non possiamo risolvere. Non è possibile nemmeno per il Paese più potente e ricco del mondo. La cooperazione è dunque sì figlia di buoni sentimenti, ma anche di una scelta razionale: cooperare significa fronteggiare meglio minacce e pericoli”. La vice ministra ha sottolineato come per raggiungere gli obiettivi prefissati nell’Agenda 2030 sia necessario “un enorme sforzo umanitario” che chiama senz’altro a raccolta risorse pubbliche e donazioni dei cittadini, ma non solo. “I Paesi a basso e medio reddito – ha affermato Sereni – ci chiedono non solo di essere generosi con loro, ma anche di indirizzare sempre maggiori risorse verso lo sviluppo, la possibilità di creare posti di lavoro, impresa, formazione, innovazione tecnologica. È una faccia relativamente nuova della cooperazione, che può e deve mobilitare anche le risorse private del sistema economico”. La ministra ha quindi sottolineato come l’Italia sia un paese presente in molti contesti difficili e ha ricordato le molte imprese italiane che lavorano in Africa, dove l’Italia è uno dei principali investitori. Imprese che “possono essere impegnate non solo nell’aspetto business puro e semplice, ma anche ad accompagnare questo business con iniziative fatte assieme ai nostri partner africani, per creare condizioni di sviluppo sostenibile, che in qualche misura rendano migliore la prospettiva di vita per quelle popolazioni”. La cooperazione, secondo la rappresentante della Farnesina, deve affrontare di più questo tema. “La diffidenza che c’era inizialmente, quando abbiamo approvato la legge 125 nel 2014, di fronte all’idea di dare anche a soggetti profit un ruolo nella cooperazione allo sviluppo, oggi è culturalmente superata. E servono occasioni, proprio come questa offerta da Codeway, che consentano incontro e reciproca conoscenza tra universi diversi come quelli di profit e non profit. Noi, come Italia, dobbiamo migliorare nel fare sistema paese: se riusciamo a mettere insieme tutti i soggetti che a vario titolo si trovano in un determinato territorio, possiamo costruire progettualità di cooperazione certamente più ambiziose, efficaci e robuste”.