Africa

Gli ostacoli alla competitività africana

AFRICA – Scarsi livelli di integrazione regionale e il deficit nelle infrastrutture: sono questi gli elementi individuati come i principali ostacoli all’aumento della produttività, alla diversificazione, allo sviluppo del settore privato e all’inclusione in Africa.

(368 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Faki Mahamat si ricandida a presidenza Commissione Ua

    AFRICA - Il presidente della Commissione dell'Unione Africana (Auc/Cua), il ciadiano Moussa Faki Mahamat, ha annunciato la sua candidatura per un secondo mandato alla guida dell'organizzazione continentale. 

    Faki Mahamat, il cui mandato scade tra due mesi, ha pubblicato domenica la sua visione per un nuovo mandato 2021-2024, in cui ha esposto le sue priorità e il bilancio.

    “Il mandato che mi è stato conferito il 17 gennaio 2017 sta rapidamente volgendo al termine. Darei una valutazione esauriente all'Assemblea al prossimo vertice della nostra Unione previsto per il 6 e 7 febbraio 2021. Nel decidere di candidarmi per un secondo mandato, obbedisco alla tradizione secondo cui ogni candidato porta all’attenzione del pubblico le proprie priorità del mandato per il quale chiede i voti”, ha sottolineato il presidente della Commissione.

    Dalla sua elezione nel 2017, Moussa Faki Mahamat osserva che "il mondo è diventato profondamente complesso e le sue prospettive in gran parte oscurate"; cita "la pandemia di covid-19, la contrazione delle risorse, la moltiplicazione dei pericoli globali, l'egoismo nazionale e il declino del multilateralismo che ha ostacolato il progresso del continente”. 

    L’uomo politico, nato a Biltine nel 1960, ha deplorato "l'allentamento delle catene della solidarietà, l'indebolimento dei valori umanistici di generosità, rispetto per gli altri, il declino della spiritualità e l'importanza di considerazioni materiali e commerciali che hanno aggravato le difficoltà oggettive della vita in Africa, come nel resto del mondo”.

    L'Africa è un continente molto giovane, ha detto, osservando che la sua crescita demografica è sbalorditiva: “i giovani africani rappresentano il 60% della popolazione locale. Ogni iniziativa a favore dell'Africa deve essere ancorata su questo fatto cardinale".

    Mahamat ha anche parlato di cambiamenti positivi durante il mandato, sia in termini di sviluppo economico e sociale dei singoli Stati, che a livello globale.

    Le principali istituzioni dell'Unione Africana sono l'Assemblea dei capi di Stato e di governo (l'organo supremo dell'Organizzazione), la Commissione dell'Unione Africana, il Consiglio esecutivo e il Consiglio di pace e sicurezza (dal 2004), il Parlamento panafricano (inaugurato nel 2004) e il Consiglio economico sociale e culturale (Ecosocc). Il presidente della Commissione è il più alto funzionario, il rappresentante legale dell'Ua e il Direttore del bilancio della Commissione. È direttamente responsabile nei confronti del Consiglio direttivo nell'esercizio delle sue funzioni. Il Presidente è eletto dalla Conferenza per un mandato di quattro anni, rinnovabile una volta. L'elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi degli Stati membri aventi diritto di voto. Più volte ministro in Ciad (ha occupato tra l’altro la poltrona del dicastero degli Esteri), dove appartiene al partito del presidente Idriss Deby Itno, Mahamat parla correntemente arabo, francese e inglese. [CC]

  • Africa Free

    Africa 2021, le tendenze dell’anno nel continente in...

    AFRICA - La webconference del mensile economico Africa e Affari sulle principali tendenze economiche, politiche e sociali che caratterizzeranno il 2021 in Africa si terrà questo pomeriggio a partire dalle ore 15.00.  Quale sarà l’entità dell’entrata in vigore dell’Area di libero scambio continentale (AfCFTA)? Che ne sarà del debito dei paesi africani in tempi di covid? Quale ruole per il continente nelle catene di valore globali? Tutti temi che verranno affrontati dai vari ospiti all’incontro per fare il punto sulle sfide e le opportunità che attendono oggi il continente. Tra i relatori, Africa e Affari ospiterà Giuseppe Mistretta, Direttore per l’Africa subsahariana presso la Direzione Generale della Mondializzazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Marco di Liddo, del Centro Studi Internazionali (Ce.S.I), di Xavier Michon, Vice Segretario Esecutivo dello United Nations Capital Development Fund (UNCDF), Galileo Pozzoli, dello studio legale internazionale Squire Patton Boggs, Jean-Léonard Touadi, presidente del Centro Relazioni con l’Africa (Cra) della Società Geografica Italiana, e Alessandro Gerbino, direttore dell’Ufficio Ice di Accra. Per iscriversi: cliccare qui
  • Africa Free

    Wef 2021, a Davos anche il business dei dati

    Sette grandi temi e cinque giorni di dibattito, fino al 29 gennaio: si è aperto ieri a Davos il World Economic Forum, l’appuntamento annuale ospitato in Svizzera e che è dedicato all’analisi delle grandi sfide del mondo attraverso le parole e gli osservatori privilegiati di governanti, economisti, rappresentanti del mondo imprenditoriale e della società civile.

    Quest’anno Davos si articolerà in sette temi: come salvare il pianeta; economie più giuste; tech for good; società e futuro del lavoro; better business; healthy futures; oltre la geopolitica. L’Africa sarà presente, secondo diversi osservatori, perché i grandi numeri in grado di modificare la rotta del mondo dimorano nel continente, primo tra tutti quello relativo alla crescita demografica che in Africa è già un elemento visibile e ben presente a chi governa; ma anche quello dei cambiamenti climatici, fenomeno che già diversi Paesi africani stanno subendo.

    Temi globali come quello dei cambiamenti climatici alimentano questioni ma anche opportunità, si sostiene tra i documenti dell’agenda di Davos. Una di queste opportunità è rappresentata dai dati e dalla loro gestione che per l’Africa. 

    A Davos si parlerà infatti di Digital Earth Africa, un programma lanciato nel febbraio del 2019 che usa Open Data Cube e Amazon Web Services per rendere le immagini satellitari globali più accessibili e dimostrare come i dati possano colmare le principali disuguaglianze sociali ed economiche nel ventunesimo secolo. Un’opportunità, quella di Digital Earth Africa, quantificata in un business da 2 miliardi di dollari suddivisi tra sistemi di monitoraggio satellitari, miglioramenti nella produzione agricola e prevenzione dello sfruttamento minerario illegale. [MS]

  • Africa Free

    Vice ministra Del Re, stabilità del Sahel priorità...

    “La stabilità della regione del Sahel è una priorità strategica della politica estera italiana e rappresenta un nostro diretto interesse nazionale in ragione del suo ruolo geopolitico, quale ponte tra l’Africa subsahariana e l’area euro-mediterranea”: è questo il concetto ribadito dalla vice ministra degli Esteri italiana Emanuela Del Re nel corso di un intervento a un webinar organizzato da Africa Rivista in collaborazione con Tamat Ngo e dedicato al Sahel. “Il Sahel oggi vive una situazione complessa - ha aggiunto la vice ministra - su cui i fenomeni globali hanno grande impatto. Mi riferisco ad esempio ai cambiamenti climatici a cui bisogna aggiungere adesso la pandemia”. Secondo la rappresentante della Farnesina tutto questo è causa di una crisi umanitaria gravissima che “si è manifestata in un contesto già fragile sul piano economico, sociale e istituzionale” fornendo ulteriore spazio di manovra a gruppi criminali e terroristici. La vice ministra ha ricordato la prossima apertura di una ambasciata italiana a Bamako, in Mali, che dovrebbe essere pienamente operativa entro il primo semestre di quest’anno. L’Italia, ha poi detto, sta lavorando anche per aprire una propria rappresentanza in Ciad, “Paese dove mi recherò già nelle prossime settimane”. [MS]
  • Africa Free

    Appello Ifad, senza investimenti agricoltori a rischio

    AFRICA - Se gli investimenti per aiutare i piccoli agricoltori ad adattarsi ai cambiamenti climatici non aumentano in modo sostanziale, rischiamo la fame diffusa e l'instabilità globale: è questo l’avvertimento lanciato oggi da Gilbert F.Houngbo, presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), alla vigilia del Climate Adaptation Summit in programma la prossima settimana.  L’appello segue un recente annuncio delle Nazioni Unite secondo cui il 2020 è stato uno degli anni più caldi mai registrati, con aumenti ulteriori della temperatura previsti per questo secolo. "È inaccettabile che i piccoli agricoltori che coltivano gran parte del cibo del mondo siano lasciati alla mercé di condizioni meteorologiche imprevedibili, con investimenti così bassi per aiutarli ad adattarsi", ha detto Houngbo. “Fanno poco per causare il cambiamento climatico, ma soffrono maggiormente i suoi impatti. I loro fallimenti sempre più comuni nei raccolti e la morte del bestiame mettono a rischio il nostro intero sistema alimentare. È fondamentale assicurarci che rimangano sulla loro terra e producano cibo nutriente in modo sostenibile. In caso contrario, la fame, la povertà e la migrazione diventeranno ancora più diffuse negli anni a venire". Dichiarazioni che lanciano un allarme in particolare per alcune regioni dell’Africa. Una recente ricerca sostenuta da Ifad mostra che la produzione di importanti colture di base come fagioli, mais e manioca potrebbe diminuire dal 50 al 90% entro il 2050 in alcune parti di Angola, Lesotho, Malawi, Mozambico, Rwanda, Uganda, Zambia e Zimbabwe a causa del cambiamento climatico, con un aumento sostanziale della fame e della povertà. “Se non cambia nulla - si legge in una nota di Ifad - il cambiamento climatico potrebbe spingere più di 140 milioni di persone a migrare entro il 2050”. [MS]
  • Africa Free

    Covid, al via ai preordini 270 milioni dosi vaccini  

    AFRICA - È iniziato il programma di preordine provvisorio di 270 milioni di dosi di vaccini contro il covid-19 per gli Stati membri dell’Unione Africana (Ua). Lo ha annunciato ieri il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc), che sulla questione vaccinale ha attivato la African Vaccine Acquisition Task Team (Avatt), una squadra nominata dal presidente di turno dell’Unione Africana, il presidente Cyril Ramaphosa. Il programma di preordine è stato avviato ieri  dalla piattaforma per le forniture mediche (Amsp). Sarà la African Export-Import Bank (Afreximbank) a facilitare i pagamenti fornendo garanzie anticipate sugli impegni di approvvigionamento fino a 2 miliardi di dollari ai produttori per conto degli Stati membri. “Mentre Avatt si è assicurata una dose provvisoria di 270 milioni di vaccini covid-19 da Pfizer, Johnson & Johnson e AstraZeneca, l’Amsp - la piattaforma online nata da un’iniziativa no profit -  ha aperto oggi i preordini, offrendo un accesso equo alle dosi di vaccini per i 55 Stati membri dell'Unione africana”, si legge nel comunicato dell’Africa Cdc. “Questi sono tempi storici. Per la prima volta nella storia, l'Africa si è assicurata l'accesso a milioni di dosi di vaccino nel mezzo di una pandemia come la maggior parte dei paesi occidentali ", ha detto l'inviato speciale dell'Ua Strive Masiyiwa. "C'è ancora un'enorme carenza di dosi di vaccino ed è per questo che questa collaborazione continentale ha progettato un'allocazione equa unita a un accesso tempestivo ed equo dei vaccini covid-19 in tutto il continente". Dal canto suo, Afreximbank si è detta “orgogliosa di espandere il proprio sostegno alle economie africane nel tentativo di contenere la pandemia”. Ha spiegato che la struttura di finanziamento dei vaccini si basa sul successo della Pandemic Trade Impact Mitigation Facility (Patimfa) per aprire l'accesso ai vaccini covid agli Stati africani sulla base di un approccio per tutta l'Africa favorito dall'Unione Africana. "Fornendo garanzie di impegno di approvvigionamento anticipato fino a 2 miliardi di dollari ai produttori di vaccini candidati, Afreximbank garantirà che gli Stati africani siano in grado di accedere rapidamente ai vaccini COVID-19, a prezzi competitivi e in modo tempestivo, contribuendo così a salvare vite e mezzi di sussistenza”, ha precisato Benedict Oramah, presidente dell’Afreximbank, un'istituzione finanziaria multilaterale panafricana con il mandato di finanziare e promuovere il commercio intra ed extra-africano. “Le maggiori sfide all'accesso al vaccino COVID-19 in Africa sono state il finanziamento dei vaccini e la logistica della vaccinazione su larga scala, ma siamo lieti che questa lacuna sia stata colmata dalla struttura di finanziamento Afreximbank. La decisione cruciale ora è come iniziare in modo che una volta avviato non ci siano interruzioni, ed è qui che Amsp giocherà un ruolo molto importante ", ha sottolineato  John Nkengasong, direttore dell'Africa Cdc. Secondo i numeri aggiornati al 21 gennaio, nei 55 Stati membri dell'Unione Africana, sono stati registrati 3.365.095 casi di covid-19, 82.891 decessi e 2.822.123 guarigioni. [CC]