Africa Orientale

Banca mondiale e Austria investono nelle energie rinnovabili

AFRICA ORIENTALE – L’agenzia della Banca mondiale, la Società finanziaria internazionale (IFC) e la Banca di sviluppo dell’Austria hanno siglato un accordo per garantire sostegno economico a progetti legati allo sfruttamento delle energie rinnovabili in Kenya, Tanzania, Uganda e Rwanda.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Somalia Free

    Ultimato ritiro delle truppe USA

    SOMALIA - Gli Stati Uniti hanno ritirato ieri gli ultimi reparti rimasti in Somalia. Il ritiro è uno degli atti finali dell'amministrazione di Donald Trump e fa parte dell'ampio programma di disimpegno internazionale previsto dal presidente Usa uscente. Il numero del personale militare statunitense in Somalia è variato nel tempo da un minimo di 650 a un massimo di 800 persone. In questi anni, le truppe statunitensi hanno organizzato, armato e guidato un'unità d'élite somala conosciuta come la brigata Danab con la quale hanno condotto diverse azioni per contrastare al-Shabaab, milizia jihadista legata ad al-Qaeda. Secondo gli analisti militari, il ritiro delle truppe statunitensi avrebbe dovuto essere ritardato perché nelle ultime settimane al-Shabaab ha dimostrato la sua aggressività attaccando obiettivi militari in tutto il Paese, inclusa la capitale, Mogadiscio. Inoltre, secondo le valutazioni dello stato maggiore statunitense, le forze governative somale non sono ancora pronte ad assumersi la responsabilità della sicurezza del Paese. E la Somalia potrebbe rischiare di piombare nel caos nei prossimi mesi anche perché la forza multinazionale dell'Unione africana (19.000 militari) dovrebbe ritirarsi entro la fine di quest'anno. Gli Stati Uniti hanno promesso di continuare a impegnare le proprie forze in Somalia conducendo azioni contro al-Shabaab da Gibuti o dal Kenya dove verranno spostati i militari Usa. [EC]
  • Somalia Free

    Emirati aprono due ospedali in Somaliland

    SOMALIA - La Fondazione emiratina Khalifa bin Zayed Al Nahyan ha aperto due ospedali in Somaliland. Il primo, è lo “Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan Hospital”a Berbera, nel Nord-Ovest della Somalia; il secondo è a Burao, la seconda città dell'autoproclamata repubblica (non riconosciuta a livello internazionale) del Somaliland. Le strutture fanno parte delle iniziative umanitarie degli Emirati Arabi Uniti per alleviare le sofferenze delle persone svantaggiate. L'ospedale di Berbera ha 40 posti-letti su una superficie di 1.351 metri quadrati. Comprende un ufficio di accoglienza, una sala operatoria, otto stanze per i pazienti, sei ambulatori, tra cui una clinica odontoiatrica e tre sale di terapia intensiva, nonché un pronto soccorso. L'ospedale è inoltre dotato di moderni dispositivi medici e di un generatore di riserva. L’ospedale di Burao ha 40 posti-letto su un'area totale di 1.351 metri quadrati. Dispone di una sala operatoria, otto stanze dei pazienti, sei cliniche, tra cui una clinica odontoiatrica, tre sale di terapia intensiva e tre pronto soccorso. L'ospedale spera anche di ridurre il tasso di mortalità neonatale e materna. [EC]
  • Etiopia Free

    Nazioni Unite a corto di fondi per sfollati

    ETIOPIA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr/Acnur) ha fatto sapere di aver ricevuto solo il 39% dei 385,1 milioni di dollari necessari per soddisfare le esigenze degli sfollati interni (Idp) e dei rifugiati in Etiopia.

    L'Unhcr nella sua scheda informativa mensile ha affermato che sta lavorando per soddisfare i bisogni dei rifugiati e degli sfollati interni nonostante la carenza di finanziamenti e l'incidenza dei conflitti armati in alcune delle aree in cui opera.

    Al 31 dicembre 2020, l'Unhcr ha registrato 802.821 rifugiati e richiedenti asilo in Etiopia, la maggior parte dei quali sono ospitati in campi profughi in sei Stati regionali.

    L'Etiopia ospita attualmente la seconda più grande popolazione di rifugiati in Africa, dopo l'Uganda.

    I rifugiati in Etiopia provengono principalmente da Eritrea, Sud Sudan, Somalia e Sudan, secondo i dati del governo etiope.

    L'Etiopia ha anche diversi milioni di sfollati interni, tra cui 2,2 milioni di sfollati a causa del conflitto nello stato regionale del Tigray settentrionale lo scorso novembre. [EC]

  • Kenya Free

    Covid: Cina pronta a sospendere il debito a Nairobi

    KENYA - La Cina ha indicato la sua disponibilità a sospendere il debito del Kenya sostenendo che la decisione rientra nelle misure decise da Pechino per aiutare i paesi in via di sviluppo a superare la tempesta COVID-19.

    Lo riferiscono i media keniani, riportando le dichiarazioni dell’ambasciata cinese a Nairobi, nelle quali si precisa che “la Cina è pronta a rafforzare il coordinamento con il Kenya nei suoi sforzi per affrontare le sfide del debito”.

    Senza fornire ulteriori dettagli in merito a tempi o importi, l’ambasciata precisa solo che "entrambe le parti stanno ora mantenendo una comunicazione efficiente attraverso un canale  diretto".

    La Cina ha già firmato accordi di sospensione del servizio del debito con 12 paesi africani e ha fornito deroghe al prestito senza interessi maturato per 15 paesi africani nell'ambito del G20.

    Cumulativamente, scrive l’agenzia di stampa cinese Xinhua, “la Cina ha sospeso più interessi del debito di qualsiasi altro membro del G20”.

    La China International Development Cooperation Agency e la Export-Import Bank of China hanno implementato tutte le richieste di sospensione del debito ammissibili dei paesi in via di sviluppo.

    "La Cina attribuisce grande importanza alla sospensione e alle attenuazioni del debito nei paesi africani, incluso il Kenya, e si impegna a dare piena attuazione al G20 Debt Service Suspension Initiative (DSSI)", ha affermato l'Ambasciata.

    Il Kenya ha beneficiato di progetti di sviluppo infrastrutturale finanziati tramite prestiti dalla Cina, tra cui l'autostrada Thika, la ferrovia a scartamento standard Mombasa-Nairobi-Naivasha e la costruzione in corso della Express Way Westlands-Jomo Kenyatta International Airport (JKIA) che mira ad alleviare la congestione del traffico all'aeroporto principale del paese.

  • Tanzania Free

    Presto un nuovo gestore del transito urbano rapido a...

    TANZANIA - Un nuovo fornitore di autobus per il sistema Dar es Salaam Rapid Transit (Dart) inizierà le operazioni prima della fine di maggio, ha detto il governo nel fine settimana. “A febbraio del 2020, tramite Dart è stata indetta una gara d'appalto per la fornitura, il funzionamento e la manutenzione degli autobus et il vincitore della gara si è già procurato gli autobus. Ci sono alcuni processi interni e procedure legali che devono essere completati entro tre o quattro mesi da oggi”, ha dichiarato durante un talk-show televisivo il ministro di Stato nell'ufficio del presidente, Selemani Jafo, senza però divulgare il nome dell’azienda che entrerà in sostituzione di Usafiri Dar es Salaam Rapid Transit (Udart), attuale fornitore del servizio dei trasporti urbani Il nuovo operatore di autobus in concessione per 12 anni sarà responsabile delle fornitura, gestione e manutenzione degli autobus per il sistema Dart nelle sue 27 stazioni, quattro stazioni di alimentazione, tre stazioni di collegamento, tre ponti pedonali, un deposito e 21 chilometri di linee di autobus. “Il nostro progetto prevede la fornitura di 305 autobus di fronte a una domanda che è schizzata tra 350.000 e 400.000 pendolari al giorno. La sfida sarà presto un ricordo del passato”, ha concluso il ministro di Stato. [CN]
  • Uganda Free

    Presidenziali, Museveni confermato ma opposizione...

    UGANDA - Il capo di Stato uscente dell’Uganda, Yoweri Museveni, è stato dichiatato vincitore delle elezioni presidenziali svoltesi il 14 gennaio con il 58,64% dei voti.

    Ad annunciarlo è stato il presidente della Commissione elettorale, Simon Byabakama, seppure il principale rappresentante dell'opposizione, il 38enne musicista Robet Kyagulanyi meglio noto con il nome d'arte di Bobi Wine ha denunciato brogli.

    Secondo i risultati resi noti, Kyagulanyi avrebbe ottenuto il 34,83% dei voti.

    "L’esercito e la polizia in alcuni luoghi hanno fornito alle persone schede elettorali pre-votate, oltre a intimidire gli elettori con la loro presenza e influenzare l’elettorato a votare a favore del presidente in carica Museveni – ha detto Bobi Wine - Abbiamo raccolto prove a sostegno delle nostre accuse e saranno disponibili al pubblico una volta che Internet sarà ripristinato in tutto il Paese".

    Diversi osservatori hanno dichiarato che queste sono state tra le elezioni più contestate in Uganda, che ha messo in evidenza una netta frattura generazionale tra la popolazione, oltre ad aver registrato decine di casi di incidenti tra sostenitori di Museveni e quelli dell'opposizione nel periodo della campagna elettorale giovani contro la vecchia generazione. [MV]