Rwanda

Rimpasto di governo, richiamati anche ambasciatori

RWANDA – Ha proceduto a un rimpasto di governo a sorpresa il presidente ruandese Paul Kagame. Lo riferisce il quotidiano governativo nazionale, New Times, precisando che Johnston Busingye è il nuovo ministro della Giustizia,  in sostituzione di Tharcisse Karugarama, mentre James Kimonyo, ex ambasciatore ruandese negli Stati Uniti, è da ieri il nuovo direttore di gabinetto dell’ufficio del Primo Ministro.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • KenyaRwanda Free

    Da Fortis Green un nuovo fondo di investimento per le...

    AFRICA - Si propone di contribuire a finanziare lo sviluppo di soluzioni legate alle energie rinnovabili in Africa il nuovo fondo di private equity Green Fund I sponsorizzato da Fortis Green Holdings. 

    A segnalarlo è uno dei fondatori del nuovo strumento di investimento, Benito Grimaudo, precisando come l'obiettivo sia riuscire a raccogliere 20 milioni di dollari prima della chiusura finale. La strategia del fondo, ha aggiunto Grimaudo, consiste nell'effettuare investimenti in asset greenfield e operativi, offrendo una combinazione di dividendi e rendimenti ai propri sottoscrittori.

    In base al mandato, Green Fund I può realizzare investimenti su tutto lo spettro delle risorse energetiche nel settore delle nuove rinnovabili, con un portafoglio iniziale costituito da progetti idroelettrici run-of-the-river, tre dei quali si trovano in Rwanda e due in Kenya . Una volta a regime, questi progetti avranno una capacità di generazione combinata di circa 30 MW e forniranno elettricità a circa 150.000 persone. [MV]

  • Kenya Free

    Governo cerca fondi per infrastrutture petrolifere

    KENYA - Il governo di Nairobi sta cercando attraverso un partenariato pubblico-privato fondi per un valore pari a circa cinque miliardi di dollari da destinare alla realizzazione di infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio del petrolio estratto dal bacino di Lokichar.

    A renderlo noto è stato il ministro keniano delle Risorse minerarie e petrolifere, John Munyes, evidenziando come l'inadeguatezza delle infrastrutture è tra le principali cause del ritmo lento della commercializzazione all'estero del greggio estratto nel Paese.

    “Abbiamo testato la risposta del mercato per il nostro petrolio e sappiamo che è di buona qualità - ha detto Munyes - Il Kenya però soffre di un problema: il nostro settore up-stream e quello mid-stream sono deboli al punto che con la nostra attuale capacità non possiamo commercializzare quanto viene estratto".

    Secondo quel che ha dichiarato Munyes, i fondi dovranno essere utilizzati per finanziare la costruzione di un oleodotto da Lokichar fino all'oceano Indiano, le strutture di stoccaggio e l'ammodernamento delle raffinerie di Lamu e Mombasa. Attualmente, il petrolio greggio viene trasportato su strada utilizzando camion dalla regione del Turkana fino alla costa. [MV]

  • Sudan Free

    Al lavoro con Fmi per cancellare il debito

    SUDAN - Il Fondo monetario internazionale (Fmi) sta lavorando “molto intensamente” con il Sudan per creare le condizioni per un alleggerimento del debito estero. A marzo, poi, l’organizzazione finanziaria valuterà i progressi del programma di ristrutturazione. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato del Fmi, Kristalina Georgieva che, nel corso di una conferenza stampa online, ha detto ai giornalisti che questo progetto di riduzione è sostenuto da Stati Uniti, Regno Unito e da altri Paesi membri e si inserisce nell'ambito dell'iniziativa dei Paesi poveri fortemente indebitati (Hipc). Le autorità sudanesi, sempre secondo quanto affermato dalla Georgieva, sono fortemente determinate a collaborare. Gli Stati Uniti, la nazione più forte all’interno del Fmi, hanno recentemente ripristinato le relazioni diplomatiche con il Sudan e hanno definitivamente rimosso il Sudan della lista degli Stati “sponsor del terrorismo” (nella quale era stato inserito una trentina di anni fa). Ciò permetterà a Khartoum di ricevere aiuti. Washington ha deciso di autorizzare la concessione di 111 milioni di dollari per ripagare parte del debito bilaterale del Sudan e 120 milioni per contribuire a saldare il debito con l'Fmi. Ha poi reso disponibili altri 700 milioni entro il 2022, che consentirà a Khartoum di cancellare gli arretrati con la Banca Mondiale. [EC]
  • MaroccoMauritius Free

    Marocco e Mauritius aggiunto ai Bloomberg African Bond...

    AFRICA - Marocco e Mauritius  sono stati aggiunti ai Bloomberg African Bond Indices (Ababi), una famiglia di indici obbligazionari africani lanciata a febbraio 2015 e calcolata dal fornitore di indici globale e indipendente Bloomberg. L’introduzione de è annunciata in un comunicato della Banca africana per lo sviluppo (Afdb), protagonista dell’iniziativa Ababi. L’aggiunta del Marocco e delle Mauritius segnano “un costante progresso negli sforzi della Banca per approfondire il mercato obbligazionario in valuta locale del continente” africano, sostiene l’istituto finanziario con sede ad Abidjan. . Al momento del lancio, gli indici includevano Egitto, Kenya, Nigeria e Sudafrica. Botswana e Namibia si sono uniti nell'ottobre 2015 e Ghana e Zambia nell'aprile 2017. A partire dal 1 ° gennaio 2021, Mauritius e Marocco sono diventati membri dell'Ababi. La Banca africana di sviluppo e Bloomberg riesamineranno periodicamente i Paesi per l'inclusione o la rimozione dall'indice e per garantire la rappresentatività. "Si tratta di uno sviluppo positivo in quanto l'inclusione di Mauritius e Marocco, due degli emittenti africani con un rating migliore, migliorerà la qualità creditizia complessiva dell'Ababi, che ora cattura quasi il 90% della quantità in circolazione di obbligazioni sovrane africane in valuta locale, "Ha affermato Stefan Nalletamby, direttore del dipartimento di sviluppo del settore finanziario della banca. Nalletamby ha osservato che nell'attuale contesto, gli indici Ababi sono uno strumento affidabile per gli investitori internazionali per misurare e seguire i mercati delle obbligazioni sovrane africane. "Ciò sarà ancora più rilevante dopo la crisi del Covid-19 in quanto i gestori del debito sovrano, che dovranno diversificare ulteriormente i loro strumenti di finanziamento in valuta locale, dovranno anche adeguare le loro strategie, migliorare la trasparenza e ampliare la loro base di investitori a reddito fisso, data la maggiore esigenza di finanziamento delle economie ". L’Afdb, si legge nel comunicato, lavora per approfondire i mercati obbligazionari in valuta locale del continente e creare un ambiente in cui i Paesi africani possano accedere a finanziamenti a lungo termine. Fornendo indici di riferimento trasparenti e credibili, la Banca e Bloomberg forniscono agli investitori uno strumento per misurare e seguire meglio la performance dei mercati obbligazionari africani. La Banca ha inoltre strutturato e investito in un exchange traded fund, l'African Domestic Bond Fund (Adbf), replicando l'indice e fornendo agli investitori uno strumento innovativo per ottenere un'esposizione al reddito fisso in valuta locale africana. L’Afdb è quotata in dollari Usa alla Borsa di Mauritius ed è gestita da Mauritius Commercial Bank Investment Management. L'obiettivo generale del gruppo Banca africana di sviluppo è di stimolare lo sviluppo economico sostenibile e il progresso sociale nei suoi paesi membri regionali, contribuendo così alla riduzione della povertà. [CC]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Khartoum sulla Gerd, valutiamo opzioni alternative

    SUDAN - Dopo il fallimento dei colloqui con Egitto ed Etiopia, il Sudan ha dichiarato di essere “alla ricerca di opzioni alternative” sulla questione della diga del Grande rinascimento etiope. A dichiararlo è stato il premier Abdalla Hamdok. Il primo ministro ha affermato che nella riunione si è discusso di “opzioni alternative” a causa dello stallo dei negoziati tripartiti, ma non ha specificato quali opzioni siano sul tavolo. Nell'incontro si è anche discusso dell'impatto della diga e sulla “sicurezza e il funzionamento della diga Roseires - uno sbarramento sudanese non lontano dalla diga del Rinascimento - e su altre strutture idriche nel Paese”. “Il Sudan non accetta l'imposizione di una politica del fatto compiuto che minaccia la sicurezza di 20 milioni di suoi cittadini le cui vite dipendono dal Nilo Azzurro”, ha sottolineato il premier. Egitto, Etiopia e Unione Africana (che ha sponsorizzato i recenti negoziati trilaterali) non hanno rilasciato commenti in merito alla dichiarazione sudanese. Egitto, Sudan ed Etiopia sono impegnati da nove anni in colloqui sulla diga. L'Egitto si è sempre opposto alla realizzazione dello sbarramento affermando che il progetto ridurrebbe il flusso d'acqua a valle. L'Etiopia sostiene invece che la struttura è vitale per affrontare la grave carenza, domestica e industriale, di elettricità. Una carenza che mina la crescita economica e sociale del Paese. La costruzione della diga è ora quasi ultimata ma, al momento, non esiste un'intesa sui livelli di riempimento del bacino né sulle norme che dovrebbero regolare eventuali dissidi tra i tre Paesi. [EC]
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    Scarsa la risposta al pacchetto di aiuti per il turismo

    KENYA - Desta preoccupazione la scarsa risposta ricevuto dal pacchetto per prestiti agevolati varato dal governo a favore delle strutture turistiche e il cui 60% dei circa 22,6 milioni di euro messi a disposizione era destinato alla regione costiera, dove si trovano le principali stazioni balneari del Kenya.  "Le destinazioni sulla costa, da Diani a Lamu e allo Tsavo, sono le uniche destinazioni balneari e una delle regioni che ha sofferto di più per la battuta d’arresto al turismo imposta dalla pandemia", ha ricordato la Segretaria di Stato per il Turismo, Safina Kwekwe. Lo scopo principale dei fondi sbloccati dal governo consiste nell’aiutare gli operatori turistici a sostenere spese di restauro delle proprie strutture, con prestiti pagabili a un tasso di interesse del 5% all'anno, un periodo di grazia di 12 mesi e un tetto massimo di 375.000 euro per le strutture individuali e di 1,5 milioni per le catene alberghiere. Eppure le richieste di agevolazioni presentate dagli alberghi della regione costiera - tra le contee di Kwale, Kilifi, Taita Taveta e Mombasa - sono ammontate a solo 11,2 milioni di euro, sul totale dei 55 milioni di euro di richieste in provenienza da tutto il paese. La capitale Nairobi ha presentato richieste per un valore di 22 milioni di euro, nonostante le strutture della regione competessero per solo 9 milioni di euro di aiuti insieme a tutto il resto del paese. La regione costiera frutta la maggior parte degli oltre 750 milioni di euro che il settore turistico genera in Kenya. Nel 2019, i ricavi totali del settore erano anche cresciuti del 3,9%, raggiungendo quota di 1,2 miliardi di euro. Con il contesto pandemico, i guadagni del settore per il 2020 sono tuttavia diminuiti di quasi un milione di euro. Il governo del Kenya intende rilanciare il settore turistico nazionale e prevede di sbloccare altri pacchetti di aiuti, tra cui 15 milioni di euro per le iniziative di conservazione svolte dal Kenya Wildlife Service e 7,5 milioni per il Kenya Tourism Board. [CN]