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Cooperazione tra Luanda e Algeri nell’industria e gli idrocarburi

ANGOLA/ALGERIA – Un gruppo di lavoro incaricato di identificare i prossimi ambiti di cooperazione a lungo termine tra l’Angola e l’Algeria è stato creato ieri a Luanda dai ministri dell’Energia dei due paesi.

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Egitto Free

    Il Cairo si conferma primo esportatore di arance al...

    EGITTO - Il Paese nordafricano si è confermato anche nel 2020 il primo esportatore di arance al mondo con vendite in 104 nazioni per un totale di 1,37 milioni di tonnellate.

    A segnalarlo è l'ultimo aggiornamento sulla produzione di agrumi diffuso dal servizio informativo estero del dipartimento statunitense per l'Agricoltura, in cui si sottlinea che lo scorso anno le esportazioni di arance dall'Egitto sono calate in volume rispetto a quello precedente a causa delle restrizioni legate alla necessità di contenimento della crisi sanitaria legata alla pandemia di covid-19.

    Secondo i dati resi noti, Arabia Saudita, Russia, Paesi Bassi, Cina, Emirati Arabi Uniti, Bangladesh, Regno Unito, Ucraina, Oman e Malesia sono le prime dieci destinazioni di esportazione dell'Egitto.

    In termini di produzione, si stima che quest'anno il raccolto di arance in Egitto aumenterà del 6,2% fino a raggiungere 3,4 milioni di tonnellate, rispetto ai 3,2 milioni di tonnellate della stagione precedente. [MV]

  • Algeria Free

    Italia-Algeria, più cooperazione sulle energie...

    ALGERIA - Le prospettive di sviluppo dei rapporti di cooperazione nel settore della transizione energetica tra l’Algeria e l’Italia sono state al centro di un incontro tra il ministro algerino della Transizione Energetica e delle Energie Rinnovabili, Chems Eddine Chitour, e l'Ambasciatore d'Italia in Algeria, Giovanni Pugliese. 

    Durante l'incontro svoltosi presso la sede del ministero ad Algeri, secondo quel che riportano i media ufficiali locali, "è stato analizzato lo stato dei rapporti tra l’Algeria e l’Italia nel settore delle energie rinnovabili”. Si è parlato anche dell'efficienza energetica e delle prospettive di sviluppo delle fonti di energia rinnovabili.

    Chitour ha proposto assi di collaborazione che l'Algeria "vuole approfondire" con il partner italiano in materia di geotermia, di energia solare, di locomozione elettrica, di ricerca scientifica, di idrogeno ‘verde’, nonché di sostegno ai laboratori di normalizzazione, attraverso la condivisione reciproca di competenza ed esperienza, di know-how, di capacity building, in particolare di formazione attraverso il sostegno alla creazione di istituti come l'Istituto per la Transizione energetica e le energie rinnovabili (Iteer).

    Il ministro ha colto l'occasione per invitare le aziende italiane a "investire di più" nel campo della produzione locale di attrezzature necessarie per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili. In questo contesto "le partnership sono fortemente incoraggiate” ha detto il ministro, citando uno spirito”win-win".

    In questo contesto – sottolinea  ancora la nota -  il ministro ha espresso la volontà di "instaurare una cooperazione bilaterale con l'Italia nel campo della geotermia e dell'idroelettrico".

    Da parte sua, Pugliese ha sottolineato "gli interessi comuni dei due Paesi nell’ambito delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica". Ciò consentirà di creare "un clima favorevole a nuovi partenariati, garantendo così uno sviluppo sostenibile".

    L'Ambasciatore ha inoltre rilevato la disponibilità delle imprese italiane a supportare il settore nei suoi vari progetti e ad agevolare e favorire la crescita di microimprese e start-up nonché piccole e medie imprese (Pmi).

    Dal colloqui è emersa la volontà di  adoperare misure concrete costruendo una partnership rafforzata nel campo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica per accelerare il percorso verso una transizione energetica "giusta ed equa". Emersa anche la possibilità di un nuovo protocollo d'intesa, nella scia di quello del 2016. [CC]

  • AfricaMarocco Free

    African Youth Climate Hub seleziona 10 start-up

    AFRICA - Sono aperte le candidature per un programma di incubazione di start-up a favore del clima e la promozione dello sviluppo sostenibile promosso dall’African Youth Climate Hub (Aych). L’Aych è una piattaforma africana dedicata ai giovani e al clima, nata su impulso del Marocco durante il Climate Action Summit del 2019. Il lancio del nuovo programma dedicato alle giovani aziende impegnate a favore di progetti per il clima si è fatto a margine del Climate adaptation summit, un forum globale virtuale promosso dalle Nazioni Unite, tenutosi il 25 e 26 gennaio. Per questa prima edizione del programma d’incubazione delle start-up, l’Aych sosterrà dieci progetti guidati da giovani africani. L’iniziativa offrirà un programma di sei mesi personalizzato durante il quale le imprese beneficeranno di un supporto pratico e adeguato, di workshop tesi a dotarle di strumenti per la realizzazione dei loro progetti e per aiutarle a trasformare le loro idee in prototipi tecnologici operativi. Marketing, diritto e comunicazione saranno argomenti di formazione. “Si tratta di un'iniziativa per i giovani,  voluta da giovani. Vuole essere uno spazio positivo di scambio e di sostegno concreto per i giovani africani in termini di competenze e conoscenze, nonché in termini di imprenditorialità e opportunità di lavoro ‘verde’", precisano gli organizzatori. Ospitato presso il Centro internazionale di formazione ambientale Hassan II a Bouknadel (a 24 km a nord della capitale marocchina, Rabat), braccio accademico della Fondazione Mohammed VI per la protezione dell'ambiente, l'African Youth Climate Hub mette i giovani in rete su una piattaforma digitale e sostiene le loro iniziative. L’hub è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente, l’Università politecnica Mohammed VI, il gruppo Ocp e Youngo (Children and Youth Constituency to United Nations Framework Convention on Climate Change). I marocchini vivono in prima linea gli effetti del cambiamento climatico. In alcune regioni settentrionali, la costa sta già perdendo un metro ogni anno a causa dell'erosione. Altre conseguenze visibili sono l'aumento delle temperature, la progressione della sabbia del Sahara, che inghiotte oasi e fragili ecosistemi, attraverso la scarsità di precipitazioni o la crescente carenza d'acqua. Il governo di Rabat, sotto la guida del monarca,  si è impegnato a ridurre le emissioni di gas serra del 42% entro il 2030. È stata intrapresa una strategia energetica basata sullo sviluppo delle energie rinnovabili con l'obiettivo di aumentare la loro quota al 52% entro il 2030 nel mix energetico. L’impegno dimostrato fa del Marocco un pioniere nell’ambito dello sviluppo sostenibile e un modello a livello africano e internazionale. Da oltre mezzo secolo il Marocco opera sia in termini di conservazione delle risorse idriche, attraverso una politica di costruzione di dighe, sia in quella di sviluppo delle risorse naturali, attraverso il lancio del Piano Verde e di altri progetti.  [CC]
  • Tunisia Free

    Mechichi in Parlamento per la fiducia al nuovo governo

    TUNISIA - Il capo del governo tunisino Hichem Mechichi ha dichiarato ieri davanti al parlamento che "fintanto che la stabilità politica non è garantita e che le istituzioni costituzionali non rispettano le attribuzioni dello Stato e le sue regole operative, non saremo in grado di uscire fuori dalla crisi”.

    Intervenendo al parlamento durante la sessione plenaria dedicata al voto di fiducia a favore degli undici ministri proposto nell'ultimo rimpasto, Mechichi ha affermato che lo Stato soffre di una crisi strutturale che si è accentuata negli ultimi anni ostacolando gli sforzi per una riforma responsabile e aprendo la strada al populismo.

    Al termine di una lunga seduta conclusa nella notte, il Parlamento tunisino ha votato ieri la fiducia agli undici nuovi ministri proposti dal premier Hichem Mechichi: i parlamentari erano chiamati a esprimere un voto per ciascuno dei ministri. Secondo quel che viene riportato dai media tunisini, il più votato è risultato Abellatif Missaoui (ministero degli Affari di Stato che ha raccolto 144 preferenze; a Youssef Fennira (Formazione professionale e impiego), il meno votato, sono andate 118 preferenze, sufficienti comunque a superare la prova.

    Nel suo intervento Mechichi ha inoltre aggiunto di aver voluto il rimpasto per rendere più efficiente l'azione del governo. "La scena politica è stata segnata per dieci anni - ha aggiunto - da offerte politiche che hanno allargato il divario tra l'élite di governo e i tunisini causando in questi ultimi un sentimento di emarginazione e abbandono rispetto alle aspettative e richieste".

    Le dichiarazioni di Mechichi sono giunte all’indomani di un teso vertice con il capo dello Stato Kais Saied che ha criticato il governo per le modalità con cui ha disposto il rimpasto ministeriale. Nel corso di un Consiglio di sicurezza tenuto al Palazzo presidenziale di Cartagine, Saied ha detto che il rimpasto deciso dal primo ministro Hichem Mechichi non ha rispettato le disposizioni della Costituzione, in particolare dell’articolo 92 che prevede che la revisione della struttura governativa intervenga dopo una deliberazione del Consiglio dei ministri.

    Saied ha continuato le sue critiche a Mechichi, affermando di non aver gradito la decisione di quest’ultimo di rilevare l’interim del ministero degli Interni, di non aver gradito la presenza di personalità sulle quali pendono sospetti di corruzione e di conflitti di interesse e di non aver gradito l’assenza di donne tra le nomine.

    Uno scontro istituzionale che ha dato vita oggi ad ampi dibattiti con l’opinione di diversi costituzionalisti rilanciati dalla stampa nazionale e riguardanti proprio le modalità del rimpasto.

    La seduta parlamentare si è tenuta all’interno di un Parlamento presidiato dalle forze di sicurezza che hanno formato un cordone all’esterno per evitare l’accesso alla piazza del Bardo a una manifestazione di protesta convocata da una trentina di associazioni e organizzazioni tunisine. [MS]

  • Marocco Free

    Tangeri Med, continua la crescita del traffico merci

    MAROCCO - Hanno registrato una crescita sostenuta durante il 2020 le attività legate al traffico merci presso il porto di Tangeri Med, che si afferma come il principale porto container nel bacino del Mediterraneo. Secondo dati definitivi sul traffico 2020 resi noti ieri dalla l'Autorità portuale di Tanger Med (Tmpa), il tonnellaggio complessivo movimentato durante lo scorso anno è stato di 81 milioni di tonnellate, in aumento del 23% rispetto al 2019. Il solo il porto di Tanger Med elabora il 47% del tonnellaggio portuale totale del Marocco. Il traffico container è aumentato del 20% rispetto al 2019, raggiungendo 5,77 milioni, mentre quello dei liquidi alla rinfusa è aumentato del 26%, di cui oltre 7,9 tonnellate di idrocarburi. Per quanto riguarda il traffico di rinfuse solide, ha registrato un aumento del 18% rispetto allo scorso anno, grazie principalmente al traffico di bobine di acciaio, di pale eoliche e di cereali. Il traffico passeggeri ha risentito del contesto sanitario poiché l'attività passeggeri è stata sospesa a marzo 2020 e ha ripreso leggermente nel giugno 2020 nel rispetto rigoroso delle misure sanitarie. Un totale di 701.599 passeggeri sono passati per il porto di Tanger Med nel 2020, un numero in calo del 75% rispetto al 2019. Il traffico marittimo, con 9.702 navi attraccate, ha registrato un calo del 32% rispetto al 2019. “I risultati raggiunti nel corso dell'anno 2020 dimostrano l'impegno e la continua collaborazione di tutti i partner di Tanger Med, in particolare dei concessionari, degli armatori, nonché delle amministrazioni e delle autorità interessate, nonostante un contesto sanitario eccezionale. Tutti sono rimasti pienamente mobilitati per garantire la continuità delle catene di approvvigionamento nazionali e internazionali nelle migliori condizioni possibili”, riferisce in un comunicato stampa la Tmpa. Il porto di Tangeri Med ha scalato la classifica dei principali scali marittimi mondiali con attività di container. L’hub marocchino, che nel 2020 è stato classificato  primo terminal container del continente africano per il terzo anno consecutivo, è passato in un anno dal 46° al 35° posto nella classifica mondiale di Lloyd’s List e di Container Management. Nel 2019 lo scalo aveva gestito 4,8 milioni di container, un volume in aumento del 38% rispetto al 2018. Un terzo terminal container inaugurato il 1° gennaio scorso lascia pensare che la progressione di Tangeri Med non si fermerà. A seguire Tangeri Med tra i porti africani nella classifica globale resa nota lo scorso settembre ci sono Port Said (45°mondiale), in Egitto, Durban (71° mondiale), in Sudafrica, Alessandria d’Egitto (90° mondiale), Lomé (99° mondiale), in Togo, Mombasa (106°mondiale), in Kenya, e Lagos (115° mondiale) in Nigeria. [CC]
  • Marocco Free

    Siglato accordo commerciale con Israele

    MAROCCO - I governi di Rabat e Tel Aviv hanno raggiunto un accordo sulla cooperazione economica e commerciale. 

    Lo ha annunciato domenica il ministero dell'Economia e dell'industria israeliano, precisando che l'accordo è figlio del riavvicinamento siglato tra i due Paesi il 22 dicembre 2020 e dovrebbe essere firmato formalmente entro due settimane.

    Secondo le informazioni rese note, l'intesa stabilisce un quadro per la cooperazione in materia di economia, commercio e innovazione. Intende inoltre rafforzare il commercio bilaterale e rimuovere una serie di barriere agli scambi.

    L'accordo prevede, in particolare, la cooperazione nei settori della ricerca e sviluppo, dell'innovazione e persino dell'agro-tecnologia. Riguarda anche la partecipazione delle due parti a mostre e convegni economici organizzati nei due Paesi, scambi di visite tra imprenditori e viaggi di studio. Prevede inoltre l'esenzione reciproca dalle tasse sull'importazione di merci utilizzate a fini espositivi e campioni a fini non commerciali.

    Oltre all’intesa, le parti prevedono di discutere, nel prossimo futuro, la creazione di un fondo comune per l'innovazione e un possibile accordo dedicato alla ricerca e sviluppo. [EC]