Nigeria

Siglato cessate-il-fuoco con Boko Haram

NIGERIA – Un accordo per un cessate-il-fuoco con un’importante fazione della setta islamica radicale ‘Boko Haram’ è stato siglato in Nigeria tra il governo federale ed il secondo in comando del gruppo armato.

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    Economia in crescita anche nel secondo trimestre

    GHANA - L’economia del Ghana è cresciuta del 3,9% nel secondo trimestre del 2021, secondo quanto riferito dal servizio pubblico di statistica, citato dalle agenzie internazionali. Il presidente Akufo-Addo aveva dichiarato, ieri durante una conferenza sugli investimenti, che il tasso di crescita del prodotto interno lordo del secondo trimestre è stato dell’8,9% ed ha aggiunto: “Nel primo trimestre di quest’anno l’economia è cresciuta del 3,1%. Nel secondo, dell’8,9%. Nonostante le devastazioni della pandemia, stiamo lavorando per far crescere l’economia a un ritmo molto più veloce quest’anno, il nostro obiettivo è un tasso di crescita del prodotto interno lordo del 5%”. L’ufficio di statistica, contattato da Reuters, non ha commentato la cifra fornita dal presidente. L’economia del Ghana è cresciuta dello 0,4% nell’intero anno 2020. [ASB]
  • Senegal Free

    Si teme impatto dei pozzi petroliferi sulla pesca

    SENEGAL - Il progetto d’estrazione degli idrocarburi offshore di Sangomar, al largo dalle coste del Senegal, preoccupa per l’economia marittima. Bayaty Babou, vicesindaco di Mbour, in Senegal, in una recente intervista a Wathi, ha espresso il timore che questa produzione porterà a una riduzione delle attività di pesca. “L’intera nostra economia inizia con la pesca. Quando ci sono molti pesci, la città si muove. Tassisti, ristoranti, venditori di verdura, venditori di vestiti al mercato, cemento, edilizia, tutto è in movimento”, ha spiegato. Ma il vicesindaco è convinto che i pozzi di petrolio rappresentino un pericolo perché l’area dei pozzi è quella dove si riproduce il pesce, ed è anche quella dove solitamente vanno i pescatori. “Il petrolio inquinerà l’area e i pesci fuggiranno. Sarà come la baia di Hann dove nessuno pesca più a causa dell’inquinamento”. Questa baia, situata vicino alla zona industriale di Dakar, è considerata una delle spiagge più inquinate al mondo. Le operazioni di perforazione del primo pozzo di sviluppo orizzontale del giacimento di Sangomar sono state completate con successo nei giorni scorsi, secondo la Société des pétroles du Sénégal (Petrosen). Il solo giacimento di Sangomar, uno dei quattro giacimenti di petrolio e gas del Paese, ha una riserva stimata di 630 milioni di barili. [CC]
  • Mali Free

    Scolarizzazione, firmato accordo con Qatar

    MALI - Il governo di Bamako ha firmato con il Qatar un accordo di finanziamento di 40 milioni di dollari, a favore della scolarizzazione dei bambini. Come si apprende dalla stampa locale, il ministro maliano dell’Economia e delle Finanze, Alousséni Sanou, e il direttore generale del Fondo del Qatar per lo sviluppo, Khalifa Al-Kuwari, hanno proceduto alla firma virtuale dell’accordo. Dell’importo totale 24,5 milioni di dollari sono un prestito e 15,5 milioni di dollari sono una sovvenzione, hanno spiegato le due parti. Alousseini Sanou, ministro dell’Economia del Mali, ha detto che questo programma, cofinanziato con la Banca islamica di sviluppo il cui contributo ammonta a 33,30 milioni di dollari, coprirà tutte le regioni accademiche del Paese, cioè Bamako Bougouni, Diola, Douentza, Gao, Kati, Kayes, Kidal, Koulikoro, Koutiala, Mopti, Segou, Sikasso e Timbuktu. “596.597 bambini fuori scuola, dai 7 ai 12 anni, con almeno il 50 per cento di ragazze, sono i beneficiari del programma del Fondo del Qatar per lo sviluppo”, ha detto la stessa fonte alla cerimonia virtuale di lancio. Da parte sua, il direttore generale del Fondo del Qatar per lo sviluppo ha sottolineato la sua volontà “di accompagnare le autorità del Mali al fine di migliorare la qualità dell’istruzione e di promuovere lo sviluppo socio-economico del Mali”. [VGM]
  • Liberia Free

    Crisi del riso preoccupa cittadini

    LIBERIA - La crisi del riso, un alimento base per la dieta quotidiana in Liberia, sta creando malumori nell’opinione pubblica liberiana: da martedì in tutta Monrovia si notano sempre più cittadini in coda per acquistare riso nel timore che le scorte possano esaurirsi presto e che possa aumentare il prezzo al dettaglio. Molti commercianti al dettaglio affermano di avere venduto tutto il riso che avevano accumulato nei magazzini per le prossime tre settimane. Una crisi di cui non è ancora chiara la dimensione e l’effettiva portata: il governo liberiano già la scorsa settimana aveva cercato di tranquillizzare la popolazione, affermando che non c’è alcun motivo di preoccuparsi perché c’è riso sufficiente per tutti nel Paese ma sostenendo anche che alcuni “uomini d’affari senza scrupoli” starebbero accumulando scorte di riso, creando “una carenza artificiale” sul mercato locale. “Non c’è bisogno di preoccuparsi perché il riso è disponibile a sufficienza nel Paese”, ha detto la scorsa settimana la ministra del Commercio e dell’Industria, Mawine Diggs, in una conferenza stampa al Complesso ministeriale di Congo Town. Secondo il quotidiano Front page africa in alcuni mercati il prezzo del riso è salito da 13 a 15 e anche 17 dollari al sacco e molti liberiani si dicono preoccupati dalla situazione, una preoccupazione che si unisce alle difficoltà dovute alle restrizioni antipandemiche: “Non si combatte il covid con la pancia vuota” affermano diversi cittadini intervistati dal quotidiano. La ministra aveva detto che sulla base dei dati in possesso del ministero ci sono 40.000 tonnellate di riso nel Paese, pari a 1,6 milioni di sacchi di riso da 25 kg, abbastanza per garantire le forniture per i prossimi tre mesi. La questione quindi non è chiara ma la preoccupazione della popolazione è palpabile: molti accusano il governo di non interessarsi abbastanza al problema. [ASB]
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    Limitazioni progetti gas violano principio di equità

    NIGERIA - Sono attualmente in corso movimenti, sul piano internazionale, per “limitare lo sviluppo di progetti di gas in Africa, violando i principi di equità e giustizia” sanciti dagli accordi globali: lo ha denunciato ieri il vicepresidente della Nigeria Yemi Osinbajo, intervenuto al webinar “Clima, conflitto e demografia in Africa” organizzato dall’International Crisis Group, Royal African Society e African Confidential. Lo riportano i giornali nigeriani. Già in passato Osinbajo aveva sollevato la questione del finanziamento di progetti di gas nei Paesi in via di sviluppo, come la Nigeria, sostenendo una transizione giusta e impegni più efficaci verso l’obiettivo di emissioni nette zero entro il 2050. In tal senso Osinbajo ha sempre citato le restrizioni previste dagli accordi internazionali, come quello raggiunto alla Cop21 di Parigi, sul finanziamento dei progetti di gas nei paesi africani come un potenziale battuta d’arresto. Osinbajo ha spiegato l’importanza del gas per i Paesi in via di sviluppo, sottolineando “il ruolo del gas come combustibile ponte, per aumentare la quota di energia rinnovabile nel mix energetico e passare rapidamente dalla cucina a legna da ardere a una cucina a base di gas naturale, che produce benefici sia per l’ambiente che per la salute”. Il vicepresidente nigeriano ha sottolineato che, nonostante il contributo dell’Africa al cambiamento climatico sia trascurabile, “continuiamo ad essere i più colpiti dai cambiamenti climatici, tanto che le risorse pubbliche che potrebbero aiutare a modernizzare il mix energetico devono essere reindirizzate verso la spesa per l’adattamento”. Per quanto riguarda la quantità di investimenti necessari alla produzione di elettricità pulita e per le infrastrutture di stoccaggio della rete, Osinbajo ha affermato che portare il mondo sulla buona strada per l’azzeramento delle emissioni entro il 2050 costerà più di 1,6 trilioni di dollari all’anno entro il 2030, il che significa quattro volte di più rispetto a quanto investito in questi settori nel 2020. [ASB]
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    Azione anticorruzione nei servizi pubblici

    COSTA D'AVORIO - Si chiama operazione “coup de poing” (dare un pugno) l’iniziativa di lotta alla corruzione nei servizi pubblici in Costa d’Avorio, lanciata e dettagliata da Epiphane Zoro Ballo, ministro ivoriano per la Promozione del buon governo, il rafforzamento delle capacità e la lotta alla corruzione. L’operazione consiste nello svolgere indagini nelle strutture che erogano servizi pubblici. “Allevierà la vita quotidiana degli ivoriani frenando le più perniciose forme di corruzione “, ha affermato promesso il ministro. L’approccio ha tre componenti, ovvero la fase di preparazione delle operazioni, la fase di attuazione delle operazioni e la fase di attuazione di un sistema anticorruzione nelle strutture interessate. I settori dei trasporti, della sanità, dell’istruzione, dell’edilizia, della giustizia e della pubblica amministrazione sono nel mirino del ministero incaricato della promozione del buon governo e della lotta alla corruzione. La raccolta di informazioni da varie organizzazioni, in particolare Transparency International, dell’Ins (Istituto Nazionale di Statistica) e Afrobaremeter hanno permesso, secondo il ministro, di individuare i settori prioritari e le forme più comuni di corruzione più perniciose per le popolazioni. Tra le aziende pubbliche nel mirino dell’operazione, la Sicta, Société Ivoirienne de Contrôles Techniques Automobiles et Industriels, gli agenti di sicurezza (polizia e gendarmeria) che spesso chiedono denaro durante i controlli stradali, presso il ministero dell’Istruzione, presso strutture sanitarie, inclusi ospedali pubblici, e nell’ambito della giustizia. Fonti di InfoAfrica ad Abidjan, che lavorano nell’ambito del monitoraggio della corruzione, confermano che è molto alto il livello di corruzione nell’ambito giudiziario. Un elenco di sospettati sarà svelato venerdì 17 settembre, in una conferenza stampa ad Abidjan. Questo incontro con la stampa nazionale e internazionale sarà guidato dal Ballo, in collaborazione con il Commissario di governo. Il ministro promette conseguenze giudiziarie per i colpevoli di reati di corruzione. La corruzione costituisce una sfida importante per il buon governo, la crescita economica sostenibile, la pace e lo sviluppo dei paesi africani, ricorda l’agenzia di stampa ufficiale Aip, nel dare la notizia dell’operazione. La Banca africana per lo sviluppo stima che ogni anno in Africa si perdano 148 miliardi di dollari a causa della corruzione. [CC]