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Singapore punta sull’Africa Occidentale

GHANA – Avrà sede in Ghana il primo Centro per il commercio e gli investimenti in Africa Occidentale allestito dal governo di Singapore.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Togo Free

    Banca mondiale prevede tasso di crescita del 3%

    TOGO - L'economia togolese dovrebbe espandersi del 3% nel 2021, secondo le stime contenute nell'ultimo rapporto Global Economic Outlook della Banca Mondiale pubblicato questo mese. Con la proiezione, l'istituzione di Bretton Woods consolida le prospettive per un rimbalzo atteso per quest'anno. Tuttavia, il dato annunciato dalla Banca è inferiore al tasso di crescita del 4,7% che Lomé spera, "a condizione che la pandemia sia rapidamente posta sotto controllo". Il dinamismo economico atteso per il Paese dovrebbe essere guidato da un aumento degli investimenti nazionali pubblici e privati, nonché degli investimenti esteri, in linea con il Piano di sviluppo nazionale che punta su agricoltura, energia, porti, aeroporti e infrastrutture. Tra gli altri fattori che contribuiranno alla ripresa economica del Togo c'è l'acquisizione del settore del cotone da parte della società singaporiana Olam e l'impegno della sua controllata Arise nella costruzione dell'Adétikopé Industrial Park. A livello regionale, l'Africa subsahariana dovrebbe registrare una "moderata ripresa nel 2021, con un tasso di crescita del 2,7%", afferma il rapporto della Banca mondiale. [GT]
  • Guinea Bissau Free

    Andersen Tax e Legal apre a Bissau

    GUINEA BISSAU - Continua la rapida espansione in Africa dello studio legale e tributario internazionale Andersen Tax e Legal, che oggi ha annunciato l’apertura di una nuova sede in Guinea Bissau.

    Lo si apprende da una nota dello stesso gruppo nella quale si precisa che Andersen Global ha firmato un accordo di collaborazione con lo studio legale Pinto Pereira & Associados, in Guinea-Bissau.

    Fondato nel 1985 dal socio responsabile dell'ufficio Carlos Pinto Pereira e da due avvocati, Pinto Pereira & Associados, è uno studio legale a servizio completo specializzato in materia fiscale, lavoro, arbitrato internazionale e contrattualistica.

    Lo studio lavora con diversi investitori e società internazionali e fornisce una vasta gamma di servizi legali tra cui contenzioso, banche e finanza, insolvenza e ristrutturazione, M&A e commerciale, concorrenza e proprietà intellettuale.

    "Rimaniamo impegnati a fornire ai clienti i migliori servizi in quanto le loro esigenze legali trasversali aumentano attraverso la globalizzazione dei mercati", ha detto Carlos, aggiungendo che “la collaborazione con Andersen Global rafforza il nostro impegno e potenzia ulteriormente le nostre capacità globali”.

    "Con oltre tre decenni di esperienza e una lunga storia nel paese, lo studio di Pinto Pereira & Associados si è creato una reputazione per la propria presenza consolidata nel mercato", ha affermato Mark Vorsatz, Presidente globale di Andersen e CEO di Andersen. “La loro dedizione alla gestione e la vasta conoscenza locale ci consente di mantenere un vantaggio competitivo nel mercato”

    La presenza in Guinea Bissau è solo l’ultima di una lunga serie di accordi e di aperture del gruppo Andersen in Africa. Nel solo 2020, l’organizzazione ha annunciato nuove presenze a Gibuti, in Sudan, Sierra Leone, Marocco, Guinea Conakry e Tunisia.

    Ad oggi Andersen Tax e Legal conta oltre 40 uffici nel continente africano.

  • Togo Free

    Grande vivacità per il settore dell'ananas

    TOGO - Tra il 2017 e il 2019, la produzione di ananas nel Togo è cresciuta dell'11,6%, da 27.000 a 30.149 tonnellate. 

    Il settore, che impiega oltre 3.200 produttori, ha generato oltre 6 miliardi di franchi Cfa (pari a circa 9 milioni di euro) all'anno nel periodo in esame. 

    L'industria dell'ananas, orientata principalmente alla trasformazione e all'esportazione, produce più di un milione di litri di succo d'ananas, il 20% (200.000 litri) del quale è destinato al mercato biologico. 

    Come la soia, l'ananas togolese viene principalmente inviato al mercato biologico europeo (che acquista il 60% della produzione di ananas del paese dell'Africa occidentale, esportato fresco e trasformato). 

    Spinto principalmente dalla crescita dell'industria degli ananas e dalla crescente domanda di prodotti biologici, il numero di aziende che lavorano ed esportano la frutta in Togo è aumentato a doppia cifra nel periodo in esame. 

    In Togo, l'ananas (le varietà Cayenne e Brazzà) viene coltivato principalmente nelle regioni costiere e dell'altopiano (regioni meridionali e centrali). Oltre alla produzione di succhi, viene essiccato e utilizzato per fare marmellate. [GT]

  • Nigeria Free

    Gestione informale dei rifiuti come opportunità green

    NIGERIA - La gestione informale dei rifiuti a Lagos, anziché essere contrastata o ignorata dalle autorità, potrebbe essere presa in considerazione e valorizzata con ricadute economiche e sociali positive per le persone e per l'ambiente. È la conclusione di uno studio portato avanti da un pool di accademici nigeriani guidato dal professor Chidi Nzeadibe, docente di di Gestione Ambientale e Sostenibilità all’Università della Nigeria. Lagos, con i suoi 24 milioni di abitanti, è una megalopoli in crescita costante e che produce un’enorme quantità di rifiuti. Ogni giorno vengono generate 13.000 tonnellate metriche di rifiuti urbani. L'autorità statale di gestione dei rifiuti ne smaltisce circa 7.000 al giorno nelle quattro discariche dello stato. Ci sono stati in tempi recenti dei miglioramenti legati all'acquisto di 650 camion per la raccolta e alla costruzione di un impianto di termo compost costato oltre 20 milioni di dollari. Miglioramenti che riguardano il sistema formale di raccolta dei rifiuti, ma non tengono conto di quello informale. “Questa non è una novità”, scrivono gli accademici. “Il ruolo degli attori nell'economia informale è sempre stato ignorato”. Proprio per questo “abbiamo deciso di esaminare il settore dei rifiuti informali a Lagos. Abbiamo scoperto che è alla base di un fiorente commercio di materiale riciclabile nella regione e di un grande volume di scambi di materiali riciclabili tra le città nigeriane e quelle del Ghana, del Camerun e della Guinea Equatoriale.” Il commercio collega anche i commercianti di Lagos con luoghi lontani come l'Asia e l'Europa. La ricerca portata avanti da Chidi Nzeadibe e il suo pool mostra che recuperare valore dai rifiuti solidi può aiutare le persone che non hanno risorse e opportunità. “Riteniamo che la gestione informale dei rifiuti rappresenti un aspetto della nuova economia verde in cui si persegue la crescita economica oltre a garantire la sostenibilità ecologica”. Dati alla mano, l'economia informale di Lagos gioca un ruolo cruciale nell'economia dei rifiuti nella sottoregione. Gbenga Adebola, esperto nella gestione dei rifiuti, stima che all’interno della gestione informale “circa il 50% dei materiali recuperati dal flusso di rifiuti solidi urbani servano come materie prime sotto forma di carta, alluminio, plastica e metallo per le industrie di Lagos e in Nigeria”. Il restante 50% viene esportato in altri paesi africani come Ghana, Togo, Camerun, Mali, Repubblica del Niger e Sudan per usi industriali o personali. L'economia dei rifiuti elettronici a Lagos è organizzata intorno a sette cluster: il mercato di Westminster, il mercato dell'Alaba, il mercato di Lawanson, l'Ikeja Computer Village, il mercato dei rottami di Ojota, la discarica di Solous e la discarica di Olusosun. Sebbene ci siano anche tentativi di riciclaggio formale, il settore informale è nettamente prevalente. Nonostante questi numeri, la gestione informale resta esclusa dal programma di riforma dei rifiuti della megalopoli. “E coloro che sono coinvolti nel commercio non vengono mai consultati. Riteniamo che ciò richieda un ripensamento della politica sui rifiuti di Lagos per riconoscere e integrare l'economia informale”, scrivono gli accademici, rivolgendosi alla classe dirigente. [SR]
  • Nigeria Free

    Entro fine anno un mercato di pietre preziose a Ibadan

    NIGERIA - Entro fine anno nella città di Ibadan, nello stato di Oyo, sarà allestito e avviato un mercato regolamentato per la vendita delle pietre preziose. Lo ha dichiarato il ministro delle Miniere e dello sviluppo dell'acciaio, Olamilekan Adegbite. Per realizzare il mercato il Governo dello stato di Oyo ha messo a disposizione due ettari di terreno lungo la strada Ibadan – Oyo. “Questa è un'iniziativa del presidente Muhammadu Buhari”, ha specificato il ministro. “Fa parte delle misure di supporto post-Covid-19 che vengono messe in atto dal ministero delle Miniere e dello sviluppo dell'acciaio. Lo scopo è sviluppare le attività di settore in sei zone del Paese. Per la zona sud-ovest, abbiamo scelto di promuovere il commercio di pietre preziose”. La vendita di pietre preziose è un’attività molto praticata a Ibadan, ma attraverso canali informali. Il Governo Federale vuole regolamentarla anche per assicurare nuove entrate a tutti i livelli dell’amministrazione: federale, statale e locale. Il nuovo mercato "stimolerà le attività dei singoli, migliorerà il mercato, allo stesso tempo migliorerà l'economia locale e genererà anche entrate per il governo, sia a livello statale che federale", ha riconosciuto il ministro. I finanziamenti per il progetto sarebbero già disponibili. Per quanto riguarda la tempistica, l'inaugurazione è attesa entro la fine del 2021. [SR]
  • Benin Free

    Francia il primo investitore diretto in Benin

    BENIN - Sono la Francia e, con uno scarto significativo la Cina, i principali fornitori di investimenti diretti esteri in Benin. Lo riferisce la stampa locale, sulla base dell’ultimo rapporto sulla bilancia dei pagamenti e sulla posizione globale del 2019, elaborato dalla Banca centrale degli Stati dell'Africa occidentale (Bceao). Secondo i dati la Francia ha rappresentato il 78% degli investimenti diretti, seguita dalla Cina, col 10,8%, dalla vicina Nigeria, col 5,9%, e dalla Costa d’Avorio, titolare del 5% degli investimenti esteri. I principali settori che ne hanno beneficiato sono l'intermediazione finanziaria, le assicurazioni e le pensioni (il 47,5%), l’edilizia (il 24,5%), il comparto trasporti e magazzinaggio (il 18,7%) e il commercio all'ingrosso e al dettaglio (il 6,8%).Secondo il rapporto della bilancia dei pagamenti, gli afflussi netti di investimenti diretti nel 2019 hanno fatto registrare un aumento. [CC]