Mauritius

La banca della COMESA apre un ufficio a Port-Louis, sarà un hub regionale

MAURITIUS – La PTA Bank, la Banca per lo sviluppo e il commercio della COMESA – l’organismo regionale che riunisce 19 paesi dell’Africa orientale e meridionale – aprirà un suo ufficio regionale a Port-Louis, la capitale delle Mauritius. La notizia è stata confermata da un accordo firmato nell’arcipelago due giorni fa dal ministro delle Finanze Xavier-Luc Duval e dal presidente della banca Admassu Tadesse.

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    SOMALIA / UGANDA - I governi di Mogadiscio e Kampala hanno firmato un memorandum di intesa per la cooperazione commerciale, a margine della visita nella capitale ugandese del presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud. Lo ha reso noto il ministero del Commercio e dell’Industria somalo sul proprio account Twitter. “L’obiettivo principale di questo memorandum di intesa è stimolare i rapporti bilaterali attraverso la promozione di attività economiche e commerciali bilaterali e promuovere le relazioni commerciali bilaterali tra le parti sulla base del reciproco interesse – ha reso noto il ministero – nell’ambito di questo accordo, la Somalia offrirà all’Uganda l’opportunità di fungere da canale commerciale con Paesi vicini come Yemen, Etiopia, Gibuti, così come l’accesso all’Oceano Indiano e i contatti commerciali in Medio Oriente e Asia potranno essere incoraggiati. Allo stesso modo, l’Uganda offrirà l’opportunità alla Somalia di accedere alle stesse opportunità nella regione dei Grandi Laghi, nonché all’interno dell’Africa orientale e centrale”. [SS]
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    Blinken, cartellino giallo a Kigali

    REP DEM CONGO - Il capo della diplomazia statunitense, Antony Blinken, ha espresso forte preoccupazione per le notizie credibili secondo cui il Rwanda ha sostenuto l’M23. Lo ha detto martedì a Kinshasa durante una conferenza stampa organizzata insieme al vice primo ministro, ministro degli Affari esteri, Christophe Lutundula. Antony Blinken ha chiarito che la sua visita a Kinshasa e poi a Kigali doveva sostenere gli sforzi di mediazione in corso per porre fine alle violenze nell’est della Repubblica Democratica del Congo. “Vogliamo che questa violenza nell’est del Paese finisca. Rispettiamo la sovranità della Repubblica Democratica del Congo”, ha poi affermato, insistendo: “tutti i Paesi devono rispettare l’integrità territoriale dei loro vicini”. Ha poi chiesto a ciascuna parte in questa regione di essere in grado di fermare il sostegno al gruppo armato M23 e a tutti gli altri gruppi armati non statali. Il capo della diplomazia americana ha dialogato con il presidente della Repubblica, Felix Tshisekedi su diversi temi e oltre a quello delle tensioni tra Kinshasa e Kigali, quello dei blocchi petroliferi recentemente messi all’asta dal governo congolese, alcuni dei quali ubicati in aree sensibili e/o protette. Blinken ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro che esaminerà questo problema. La Repubblica Democratica del Congo, ha detto Blinken, “ha bisogno di risorse aggiuntive, supporto e finanziamenti per fare ciò che è necessario per proteggere la foresta pluviale e le torbiere, che sono già sottoposti a un’enorme sfida indipendentemente da qualsiasi esplorazione o sfruttamento energetico”. I due Paesi intendono lavorare “insieme, molto strettamente per assicurarsi che queste risorse siano protette e che ciò che è insostituibile non venga danneggiato, ma allo stesso tempo che ci sia il supporto necessario affinché la Repubblica Democratica del Congo per svolgere il lavoro di cui ha bisogno”. Il mese scorso il Congo ha lanciato una gara d’appalto per 30 blocchi di petrolio e gas, nonostante le proteste di gruppi ambientalisti che temono che qualsiasi esplorazione possa danneggiare la seconda foresta pluviale tropicale più grande del mondo, vaste torbiere e habitat animali protetti. [CC]
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    Elezioni, è testa a testa tra Ruto e Odinga

    KENYA - In una votazione segnata da una affluenza alle urne definita "storicamente bassa" dai media locali, i primi risultati non ufficiali mostrano come previsto tra i due candidati principali alle presidenziali keniani, il vice-presidente uscente William Ruto e Raila Odinga.

    Secondo i dati provvisori resi noti dalla Commissione elettorale indipendente (IEBC), poco prima della chiusura delle urne erano stati circa 12 milioni i cittadini che si erano recati alle urne per votare su un totale di 22 milioni di iscritti alle liste elettorali, pari a un tasso d'affluenza del 56%.

    I cittadini keniani sono stati chiamati al voto in 46.229 seggi per scegliere chi dovrà ricoprire 1.882 cariche elettive, tra cui il presidente, i governatori, i senatori, i rappresentanti delle donne, il Parlamento e i rappresentanti delle circoscrizioni.

    Le elezioni si sono svolte in un clima di calma, senza nessun particolare incidente da segnalare. Durante il giorno del voto sono state comunque vietate le manifestazioni in diverse contee del Paese, in particolare nella regione della Rift Valley, per impedire di disturbare il regolare svolgimento dell'esercizio di voto. 

    In quattro località - nelle contee di Mombasa e Kakamega e nelle circoscrizioni di Pokot Sud e Kacheliba - è stata sospesa invece la votazione delle elezioni governatoriali e legislative a seguito di un errore nella stampa delle schede elettorali e riconvocate per le prossime settimane.

    Il conteggio delle schede è iniziato subito dopo la chiusura delle elezioni con la raccolta delle preferenze per le presidenziali. L'agenzia elettorale ha sette giorni di tempo per dichiarare il vincitore dello scrutinio. Da tenere conto è anche il fatto che al voto partecipano anche gli elettori della diaspora di una dozzina di Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Germania, Sud Sudan, Uganda, Tanzania, Ruanda, Burundi e Sudafrica.

    Per succedere al presidente Uhuru Kenyatta, i candidati presidenziali devono ottenere più della metà dei voti validi espressi e almeno un quarto delle schede scrutinate in metà delle 47 contee del Kenya. Se nessun candidato raggiunge questa soglia, entro 30 giorni si terranno nuove elezioni in cui il vincitore si scontrerà con il secondo classificato. [MV]