R. Centrafricana

La Francia teme una “somalizzazione”, ancora violenze a Bangui

R. CENTRAFRICANA – Il presidente francese François Hollande ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu e all’Unione Africana di considerare iniziative per stabilizzare la situazione nella Repubblica Centrafricana. Parlando davanti a decine di ambasciatori francesi convenuti a Parigi per il periodico incontro annuale, Hollande ha parlato della possibilità di una “somalizzazione” del piccolo paese africano, teatro di un’avanzata dei ribelli di Seleka che ha portato al potere Michel Djotodia in luogo del deposto François Bobizé.

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    ANGOLA/REP DEM CONGO - I ministri delle Risorse Minerarie, del Petrolio e del Gas dell'Angola e della Repubblica Democratica del Congo si sono incontrati questa settimana a Luanda per dare impulso a un progetto di esplorazione petrolifera in una zona di interesse comune (Zic) tra i due paesi. Lo riferisce Rádio Nacional de Angola (Rna), che precisa che il progetto deriva da un’intesa relativa alle acque del basso bacino del Congo firmata dai due governi nel giugno del 2003, servita a creare un corridoio comune per l'esplorazione petrolifera marittima. “Angola e Repubblica Democratica del Congo sono due paesi fratelli e l'esperienza che l'Angola ha nel campo degli idrocarburi ci consentirà di andare lontano. Per noi questo incontro è molto importante e ci aspettiamo buoni risultati”, ha sottolineato lo scorso giovedì Didier Ntubuanga, ministro congolese degli Idrocarburi, evidenziando l’importanza della cooperazione tra i due paesi. Il ministro angolano delle Risorse minerarie, del Petrolio e del Gas, Diamantino de Azevedo, ha peraltro precisato che oltre all'analisi del dossier della Zic nell'area degli idrocarburi, è in corso un lavoro, svolto da squadre composte da rappresentanti della compagnia petrolifera angolana Sonangol e la Société nationale des hydrocarbures du Congo (Sonahydro) sulla vendita di prodotti petroliferi tra i due paesi. Un'altra preoccupazione affrontata nell'incontro che si è conclusa venerdì riguarda il contrabbando di carburante dall'Angola al Congo, con l’obiettivo di creare una strategia comune. Angola e Repubblica Democratica del Congo condividono un vasto confine terrestre, marittimo e fluviale e negli ultimi anni è aumentato il contrabbando di carburante nelle aree comuni, costantemente denunciato dalle autorità. [CN]
  • Gabon Free

    Presto una centrale termoelettrica a gas da 120...

    GABON - È stato firmato qualche giorno fa un accordo di trasferimento sotto forma di partenariato pubblico-privato (Ppp) per la costruzione di una centrale termoelettrica a gas con una capacità di 120 MW nel sito portuale industriale di Owendo, nella periferia di Libreville, dal governo del Gabon dal consorzio Fgis (Fondo Gabonese per gli Investimenti Strategici)/Wärtsilä. “Questo accordo costituisce un passo importante nell'attuazione del Piano di Accelerazione della Trasformazione (Pat), che punta ad aumentare la capacità di produzione di energia elettrica di ulteriori 250 megawatt entro il 2023”, si è rallegrato durante la cerimonia per la firma il ministro di Stato incaricato dell'Energia e delle Risorse Idriche, Alain-Claude Bilie-By-Nze, ricordando inoltre che il progetto partecipa all'attuazione del Piano del settore elettrico, componente del Piano strategico emergente del Gabon (Psge) "al fine di ottenere un approvvigionamento energetico abbondante e accessibile al maggior numero di nostri connazionali che vivono in aree urbane, periurbane e rurali entro il 2025 e contribuire allo sviluppo dell'infrastruttura energetica necessaria per garantire la continuità e la qualità del servizio elettrico pubblico”. Secondo le prime stime, la costruzione dell’impianto avrà un costo totale di 137 milioni di dollari per un periodo di lavoro di 18 mesi. Inoltre, il progetto creerà oltre 250 posti di lavoro diretti e indiretti nella fase di costruzione e quasi 100 posti di lavoro nella fase di esercizio. [CN]
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    Operativa a novembre la centrale idroelettrica di...

    REP DEM CONGO - Rimedierà efficacemente alla carenza di elettricità subita dalla Sino-Congolaise des Mines (Sicomines) la centrale idroelettrica di Busanga, situata nel territorio di Lubudi, nella provincia di Lualaba, che sarà messa in esercizio il 20 novembre 2021. Lo hanno annunciato fonti dalla cinese Sicohydro S.A., firmataria insieme al ministero dell'Energia e delle Risorse Idrauliche della Repubblica Democratica del Congo di un contratto di concessione per un periodo di 30 anni relativo alla produzione di energia elettrica nel sito di Busanga, sul fiume Lualaba nella stess. "L'impianto sarà messo in funzione al più presto. Il problema del deficit energetico è un grosso problema per lo Stato. Busanga darà un grande contributo all'economia e al benessere sociale del paese. Abbiamo preso 3000 lavoratori locali durante la costruzione di questo impianto", ha garantito Zhao, Ceo di Sicohydro, precisando che sono stati investiti otto milioni di dollari per l'esecuzione di progetti di risanamento di strade e ponti e la costruzione di una scuola e di un centro sanitario nella regione. L'investimento complessivo del progetto idroelettrico di Busanga ammonta a 656 milioni di dollari. La capacità totale installata è di quattro turbine da 240 MW. La produzione media annua di energia elettrica è di 1320 miliardi di KWh. Dopo l'avvio della centrale di Busanga a novembre, la corrente della Societe Nationale d'Electricite (Snel) utilizzata da Sicomines sarà anche destinata ad altre società minerarie colpite dal deficit energetico nell'area del Katanga. L’impianto deriva da un "Accordo di collaborazione relativo allo sviluppo di un progetto minerario e di un progetto infrastrutturale nella Repubblica Democratica del Congo" firmato nell'aprile 2008 dal governo congolese e dal consorzio formato da China Railway Resources Group Co., Ltd e da PowerChina Resources Limited. [CN]
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    Approvata legislazione su scambio crediti di carbonio

    GABON - Il governo di Libreville ha approvato nei giorni scorsi una legislazione che consentirà al Paese, che ha la seconda superficie forestale più ampia al mondo, di istituire un mercato volontario per lo scambio dei crediti di carbonio e contribuire in questo modo a contrastare i cambiamenti climatici.

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    Obiettivo della nuova legislazione è offrire un meccanismo ad aziende e governi di tutto il mondo di poter bilanciare i loro registri delle emissioni pagando al Gabon i crediti basati sull'impegno del Paese africano a proteggere le sue foreste e utilizzare quei certificati per compensare per l'inquinamento causato nei Paesi di origine.

    Nelle intenzioni del governo gabonese, il Paese mira a mantenere il proprio stato attuale oltre il 2050, assicurando che le aree boschive assorbano più carbonio di quanto ne venga emesso nella nazione. [MV]

  • Africa CentraleGabon Free

    Verso creazione Osservatorio su clima degli affari in...

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    GABON - È pronta a partecipare al finanziamento del "Programma per l'accelerazione della trasformazione ”(Pat) dell'economia del Gabon la Banca Araba per lo Sviluppo Economico in Africa (Badea). Lo ha affermato la scorsa settimana il direttore generale di questa istituzione internazionale, Sidi Ould Tah, durante un colloquio con il Primo ministro del Gabon, Rose Christian Ossouka Raponda. "La Banca Araba per lo Sviluppo Economico in Africa è pronta a sostenere il Gabon nel finanziamento del suo programma, con l'impegno di fornire le risorse necessarie per contribuire al finanziamento e mobilitare altri fondi arabi al nostro fianco per il finanziamento del Pat", ha confidato Ould Tah al primo ministro gabonese, precisando che il programma governativo si adatterebbe alla strategia 2020-2030 della Badea, sviluppato attorno a quattro settori di investimento: infrastrutture; settore privato e commercio; sviluppo delle catene del valore; e sviluppo delle piccole e medie imprese (Pmi) guidate da giovani e donne. La Badea è stata istituita tramite un accordo del 18 febbraio 1974 firmato da 18 Stati membri della Lega degli Stati arabi con diverse istituzioni finanziarie arabe, tra cui Islamic Development Bank (Idb), Saudi Fund, Kuwaiti Development Fund, Abu Dhabi Fund. La Banca mira a contribuire allo sviluppo della cooperazione economica, finanziaria e tecnica arabo-africana. [CN]