Africa Occidentale

Azienda del Ghana lancia due smartphone

A. OCCIDENTALE – Due nuovi modelli di smartphone, il Viva e il Fusion Ignite, sono stati commercializzati dall’azienda ghanese Rlg in Ghana, Nigeria e Gambia, dove la ditta è saldamente impiantata.

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  • Ghana Free

    Male le esportazioni di cacao lavorato

    GHANA - Il Paese dell'Africa occidentale dal 2016 detiene in media una quota del 3% delle esportazioni globali di cacao in polvere non zuccherato secondo i dati della Ghana export promotion authority (Gepa). La Gepa ha osservato che la quota di mercato globale del Ghana è stata fluttuante, registrando il 3,59% nel 2016, il 2,85% nel 2017 e il 3,48% nel 2018 mentre attualmente la quota sta scendendo al 3,14. Secondo la stessa Gepa, però, questi sono numeri che contraddicono invece i dati sulla produzione di fave di cacao, che attualmente si attesta al 20% a livello globale, con la Costa d’Avorio che ne controlla il 40%. I primi tre importatori di cacao in polvere non zuccherato dal Ghana negli ultimi quattro anni sono i Paesi Bassi, Stati Uniti d’America e Cina. Il Ghana intanto ha aumentato la lavorazione del cacao negli ultimi anni, raggiungendo le 400.000 tonnellate registrate nel 2019. L’obiettivo - secondo la stampa economica del Ghana – è di aumentare la quota di mercato di cacao lavorato. [GT]
  • Costa Avorio Free

    Afdb, 50 milioni a Nsia Bank per le pmi

    COSTA D'AVORIO - Il Consiglio di amministrazione della Banca africana di sviluppo (Afdb) ha approvato la concessione di un prestito di cinquanta milioni di euro alla Nsia Bank al fine di sostenere le piccole e medie imprese operanti nei settori dell’agricoltura e dell’energia e le imprese femminili della Costa d’Avorio. Lo rende noto Afdb in un comunicato stampa. Nel contesto di una ripresa economica segnata dall’impatto negativo della pandemia, questa operazione consentirà a Nsia Bank di rafforzare la propria solidità finanziaria: secondo Afdb questo prestito fornirà le risorse finanziarie necessarie per sostenere le esigenze di investimento delle imprese e delle pmi attive nei settori prioritari dell’economia ivoriana, agricoltura, agroindustria ed efficienza energetica in particolare. “Vogliamo sostenere e rafforzare i processi di trasformazione agroindustriale dei settori locali più promettenti al fine di aumentare le opportunità economiche per le popolazioni meno privilegiate” ha affermato Joseph Ribeiro, vicedirettore generale b per l’Africa dell’Ovest. Secondo Ribeiro finanziare lo sviluppo delle pmi e delle imprese ivoriane, soprattutto di proprietà femminile, “significa preservare e sostenere l’occupazione e promuovere la ripresa economica, indispensabile per uscire dalla crisi”. Si prevede che l’erogazione di questo prestito contribuirà alla crescita inclusiva poiché si rivolge a settori ad alta intensità di lavoro, migliorando nel contempo l’accesso ai finanziamenti per le imprese svantaggiate, in particolare le pmi, e quelle guidate da donne e giovani. Nel settore agricolo si prevedono forti risultati di sviluppo, compresa la creazione di 6.700 posti di lavoro per donne (36% del totale) e giovani (37%). [ASB]
  • Togo Free

    Porto di Lomè registra crescita a doppia cifra

    TOGO - Il porto di Lomé ha registrato una ripresa delle attività nel 2020, nel suo segmento container, con una crescita a doppia cifra, nonostante la crisi sanitaria che ha portato al rallentamento dell’economia mondiale. Secondo la rivista londinese Lloyd’s List, specializzata in questioni di trasporto marittimo dal 1734, la piattaforma portuale togolese ha movimentato 1.725.270 teu nel 2020 contro 1,5 milioni all’anno precedente, con una crescita del 15%. Grazie a questa performance, leggermente superiore ai dati recentemente comunicati dalle autorità portuali locali (+13%), Lomé viene considerato tra i motori di crescita a livello globale, seconda in Africa e settima al livello mondiale nel 2020. Per la prima volta, un porto togolese entra così nei “One Hundred Container Ports 2021”, la classifica mondiale dei 100 maggiori porti container. Questo slancio al rialzo è principalmente guidato dalle operazioni di trasbordo di Lomé Container Terminal (Lct), il terminal container di proprietà della Terminal Investment, la filiale portuale di MSC e China Merchants Port Holdings. [GT]
  • Senegal Free

    Ue finanzia piano per settore dei trasporti

    SENEGAL - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Terrestri del Senegal, Mansour Faye, ha illustrato alla stampa le attività del Programma di sostegno alla governance del settore dei trasporti terrestri. Si tratta, secondo le informazioni rese note, di un piano da più di 3 milioni di euro finanziato dall’Unione europea, che sarà attivato attraverso il Programma di infrastrutture regionali (Pir) e che riguarda l’area dell’Africa occidentale. “Il piano – ha spiegato il ministro – prevede anche il miglioramento della gestione della manutenzione stradale e la fluidità dei servizi di trasporto sul corridoio internazionale Dakar-Bamako. L’altra parte del progetto si concentrerà  sulla sensibilizzazione sui temi dei trasporti, della manutenzione stradale, della lotta alle pratiche anomale, dell’inquinamento e del coinvolgimento delle donne nel settore”, ha aggiunto Mansour Faye. [GT]
  • Costa Avorio Free

    Pesca sostenibile, azienda italiana scrive alla Fao

    COSTA D'AVORIO - “A livello internazionale la salvezza dell’ecosistema è ormai considerata di fondamentale importanza e questo tema è al centro di tutti i progetti che vedono in prima linea l’Organizzazione delle Nazioni Unite, la Fao, insieme alle loro importanti agenzie di settore; pertanto, anche noi vogliamo contribuire a tutti i livelli, con l’impegno del mondo imprenditoriale e produttivo, al raggiungimento dell’attuazione completa dei punti dell’Agenda 2030 dell’Onu”: ad affermarlo è l’amministratore delegato di Airone Seafood, Sergio Tommasini, in una lettera inviata al vicesegretario della Fao, Maurizio Martina. L’azione dell’azienda di Reggio Emilia, attiva nel settore delle conserve ittiche e alimentari a base di tonno, è volta al raggiungimento degli obiettivi del programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. Quella di Airone è la storia di una azienda italiana particolarmente attiva in Costa d’Avorio dove dà lavoro a 1600 persone, in prevalenza donne. Airone Seafood ha la propria unità produttiva e di trasformazione della materia prima ad Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio, con la pesca del tonno che avviene lungo la costa atlantica dell’Africa centro-occidentale. “I nostri metodi lavorativi si riconoscono pienamente nella cosiddetta pesca sostenibile – prosegue Tommasini nella sua lettera a Martina – nel senso che il pesce che viene pescato ha una vitalità a lungo termine, proprio degli stessi stock ittici, e tutte queste operazioni vengono attuate tenendo conto della prioritaria necessità di salvaguardare il benessere degli oceani e dei mari ove si concentrano le attività di pesca, nella fattispecie di tonni”. Le certificazioni di filiera sulla qualità e sulla tracciabilità del prodotto sono il punto di forza di Airone Seafood: “Noi possiamo garantire, anche attraverso le certificazioni Dolphin Safe e Friends of the Sea, che il tonno che utilizziamo è stato pescato in modo responsabile e trasformato in modo sostenibile, per arrivare sulle nostre tavole rispettando tutti i crismi della qualità”, aggiunge l’ad Tommasini secondo cui i valori e i principi che ispirano il lavoro della sua azienda “sono in piena sintonia con i valori e i principi globali che riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui”.
  • Nigeria Free

    Presto tassate le transazioni digitali

    NIGERIA - L’Agenzia delle entrate federale nigeriana (Firs) è stata incaricata di tassare le transazioni digitali in tutto il Paese. Lo ha annunciato Boss Mustapha, segretario del governo federale nigeriano, durante un discorso alla 17esima edizione del Forum West Africa Tax Administration, organizzato martedì ad Abuja. Mustapha ha affermato che il governo, su impulso del presidente Buhari, sta prendendo in considerazione la possibilità di tassare le imprese nell’economia digitale: “La nostra definizione di cosa riscuotere, sia che la chiamiamo imposta sul reddito, imposta sui servizi digitali o imposta sul valore aggiunto, deve affrontare il questione di ridefinire chi è un soggetto passivo o un’entità digitale vera e propria” ha dichiarato. Nello stesso contesto il presidente esecutivo della Firs, Mohammed Nami, ha affermato che l’economia digitale è senza confini e che l’Agenzia delle entrate nigeriana sta per generare entrate dai progressi tecnologici. [ASB]