Kenya

Proseguono gli scontri nel nord, vittime tra forze di sicurezza

KENYA – Non si arrestano le violenze nelle regioni settentrionali del paese, vicino il confine con l’Etiopia, nonostante il Parlamento di Nairobi abbia deciso lo scorso fine-settimana di dispiegare l’esercito per evitare gli scontri tra opposte comunità locali.

(140 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Etiopia Free

    Guerra in Tigray: bombardamenti e combattimenti, una...

    ETIOPIA - “Le truppe federali sono intorno a Makallè e stanno combattendo contro le milizie del Tplf. L’aviazione bombarda i quartieri della città, anche zone civili. Al momento però l’esercito etiope non è ancora riuscito a entrare in città”. A testimoniarlo è Rosa Anna Mancini, italiana, docente di architettura all’università di Makallè, la capitale del Tigray, fuggita dai combattimenti pochi giorni fa. A ottobre, Rosa Anna era tornata in Tigray per riprendere i corsi dopo la sospensione a causa della quarantena imposta per la pandemia di coronavirus. “Sono tornata – sottolinea – perché la situazione era, tutto sommato, calma. Dopo le contestate elezioni regionali, lo scontro tra governo federale e regionale si limitava alla polemica politica, con rispettive invettive. Ma tutto si limitava allo scontro verbale e la stessa popolazione locale non credeva sarebbe scoppiato un conflitto”. La situazione, però, è precipitata il 3 novembre. All’aeroporto di Makallè si è verificato uno scontro tra forze fedeli ad Addis Abeba e le milizie del Tplf. “È stata a goccia che ha fatto traboccare il vaso – continua Rosa Anna -. Sono iniziati gli scontri e la vita per la popolazione civile ha iniziato a diventare sempre più difficile”. Fin da subito infatti sono iniziati i bombardamenti dell’aviazione fedele ad Addis Abeba. “Io stessa ho visto i velivoli militari sorvolare la città e sganciare le bombe – osserva -. Una situazione veramente difficile, gli obiettivi non erano solo i campi militari, ma anche i quartieri. Alcuni giorni prima che venissi via, un aereo è stato abbattuto dalla contraerea. Una moto ha portato in giro i resti per fare vedere che le forze etiopi non stavano prevalendo”. Tutte le vie di comunicazione, strade, ponti, ma anche le linee telefoniche, sono state bloccate. Il denaro ha iniziato a scarseggiare così come il carburante. «Cibo ce n’era – spiega -, ma la gente aveva paura di rimanere senza scorte e così accumulava derrate a casa. La corrente elettrica è stata tagliata per un certo periodo, poi è ripresa, ma non veniva fornita tutto il giorno». Intanto anche sul terreno lo scontro si è fatto più duro. Una battaglia si è accesa a Wukro, una località non lontana da Makallè. I federali non sono riusciti a sfondare perché la resistenza da parte dei miliziani del Tplf è stata molto dura. Il rischio è che l’offensiva riprenda con forza e la resistenza tigrina non riesca a opporsi. “Io, insieme a circa 200 persone di origine straniera – conclude Rosa Anna – siamo stati evacuati. Il viaggio è stato lunghissimo perché siamo dovuti passare dalla regione Afar e poi scendere ad Addis Abeba. Nel viaggio abbiamo assistito a una scena durissima. I soldati etiopi se la sono presa con alcuni tigrini con passaporto straniero. Se non fosse stato per l’intervento di alcuni mediatori, tra i quali un italiano, probabilmente per loro sarebbe finita male”. [Africa Rivista]      
  • Uganda Free

    Quasi ultimata la diga idroelettrica di Karuma

    UGANDA - La costruzione della centrale idroelettrica di Karuma, in Uganda, è entrata nella fase finale nonostante i rallentamenti subiti a causa della pandemia da covid-19. Deng Changyi, project manager della impresa cinese Sinohydro Corporation Ltd., ha dichiarato alla stampa internazionale che “i lavori della centrale hanno raggiunto circa il 98% di completamento”. La centrale sarà il più grande impianto di produzione di energia elettrica dell’Uganda. Situata nel distretto di Kiryandongo, nel Nord-Ovest del Paese, la diga di Karuma avrebbe dovuto essere inaugurata mesi fa. La chiusura dei confini dell’Uganda e dell’aeroporto internazionale di Entebbe a marzo per fermare la diffusione del virus, secondo Deng, hanno influito sull’avanzamento del progetto. L’impianto, dotato di 6 turbine di medesima potenza, avrà una capacità di 600 megawatt. La Karuma Hydro Power Plant è uno dei progetti di punta dell’Uganda supportato dalla cinese Export Import Bank (EXIM) che finanzia l’85% delle spese, mentre il resto è finanziato dal governo ugandese. Il costo del progetto è di circa 1,7 miliardi di dollari. L’elettricità prodotta sarà venduta alla compagnia di distribuzione nazionale, la Umeme. [VGM]
  • Sudan Free

    Scomparso leader storico opposizione

    SUDAN - E’ scomparso ieri all’età di 85 anni Sadeq al-Mahdi, capo del partito Umma, uno dei principali del Sudan. Esponente di una famiglia di grande prestigio che ha un grosso seguito in Sudan anche per motivi religiosi, al-Mahdi è deceduto negli Emirati Arabi Uniti dove era stato trasferito lo scorso 3 novembre dopo aver contratto il covid-19.  Due volte primo ministro, nel 1966 e nel 1986, al-Mahdi era stato rovesciato dal golpe guidato da Omar Hassan al-Bashir. Dopo un periodo trascorso in esilio, al-Mahdi era tornato nel 2017 a Khartoum e da allora presiedeva Nida’al Sudan, una coalizione di partiti politici e gruppi armati che aveva contribuito alla caduta di Bashir.  Di recente Sadeq al-Mahdi si era opposto alle aperture politiche verso Israele. Il governo ha decretato tre giorni di lutto nazionale. [MS]
  • Etiopia Free

    Ethiopian Cargo Logistics vola dalla Corea ad Atlanta

    ETIOPIA – L’Ethiopian Cargo and Logistics Services, il ramo dedicato al trasporto merci della Ethiopian Airlines, ha aperto un collegamento trans-pacifico tra la capitale sud-coreana Seul ad Atlanta, negli Stati Uniti, via Anchorage, in Alaska. Il collegamento è già iniziato a bordo di velivoli Boeing 777-200F. La compagnia etiope offre la possibilità di trasportare medicinali – si è resa disponibile per portare il vaccino anti-covid ovunque nel mondo – merci deperibili, prodotti che necessitano una conservazione al freddo, prodotti minerari o ancora prodotti industriali particolari. Quest’anno, la compagnia ha vinto l’Overall Excellence for Outstanding Crisis Leadership 2020 Award per la gestione di crisi multiple simultanee. La compagnia ha preso decisioni rapide, come quella di convertire aerei passeggeri in aerei di trasporto merci, ed è intervenuta tempestivamente per in rimpatrio di persone rimaste bloccate a causa delle restrizioni. [CC]
  • Rwanda Free

    Calano i tassi di interesse

    RWANDA - I tassi sui prestiti applicati delle banche ruandesi sono diminuiti. Secondo il Comitato di politica monetaria della Banca centrale, nel 2020, il tasso medio sui prestiti è sceso al 16,31%, rispetto al 16,47% del 2019 e al 17,07 del 2018. Lo stesso comitato prevede un ulteriore discesa nei prossimi mesi. “La cosa più importante è che vediamo una tendenza al ribasso - ha spiegato il governatore della Banca centrale, John Rwangombwa -. il calo sarà lento perché ci sono molti fattori che interagiscono nella formazione del tasso di interesse”. Il Comitato di politica monetaria ha osservato che i nuovi prestiti autorizzati sono comunque diminuiti a causa del calo della domanda di credito a seguito della pandemia Covid-19. “I nuovi prestiti autorizzati - ha spiegato il governatore - si sono ridotti dell'8,2% a causa delle condizioni economiche seguite alla pandemia. Il rischio di credito è aumentato a causa della sfida Covid-19 e le banche sono più prudenti nell'approvare nuovi prestiti”. Per aiutare le imprese locali a riprendersi dagli effetti della pandemia, il Governo sta modificando i termini e le condizioni per l'ammissibilità a ricevere il Fondo per la ripresa economica per aumentare il numero di imprese locali che ne possono fare richiesta. Il Fondo per la ripresa economica da 100 miliardi di franchi ruandesi (84 milioni di euro) è stato lanciato a giugno per aiutare la ripresa delle imprese locali significativamente colpite dalla pandemia Covid-19. Il fondo mette a disposizione capitale per le aziende più colpite dal Covid-19 per mantenerle operative ed evitare licenziamenti. [EC]      
  • Somalia Free

    Ciclone Gati, 70.000 le persone colpite

    SOMALIA - Almeno otto persone sono morte in Somalia a causa del ciclone Gati, che domenica sera ha raggiunto la Somalia provocando forti piogge e tempeste di vento. 70mila le persone colpite. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha fatto sapere che un numero imprecisato di persone è stato ferito, proprietà e infrastrutture sono state danneggiate mentre 15mila persone sono sfollate nei villaggi di Xaafuun e Hurdiya. L’OCHA ha riferito che il ciclone tropicale Gati è arrivato domenica intorno alle 22 nella regione del Puntland. «Le forti piogge e i forti venti hanno innescato inondazioni improvvise lungo le zone costiere e interne. I più colpiti sono stati 13 villaggi nel distretto di Iskushuban», ha riportato OCHA nel suo ultimo aggiornamento sul ciclone, «sono in programma valutazioni rapide per determinare le esigenze effettive e i partner umanitari stanno mobilitando scorte per assistere le persone colpite». L’OCHA ha stimato ingenti danni a proprietà e strade, rilevando che anche i servizi di telecomunicazione sono stati colpiti, soprattutto a Xaafuun, Hurdiya e Baarmadowe. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e Somalia Water and Land Information Management (SWALIM) avevano avvertito domenica che la gravità della tempesta potrebbe aumentare. Secondo SWALIM, la tempesta rappresenta una minaccia immediata per la rotta marittima che collega la Somalia e gli Stati del Golfo. [Africa Rivista]