Camerun

A un anno dalla Fiera dell’imprenditoria, già 30 paesi annunciati

CAMERUN – Una trentina di paesi hanno già annunciato la loro partecipazione all’evento presentato come il più importante Salone internazionale dell’impresa, delle Pmi e del partenariato dell’Africa centrale, “Promote 2014”, che si terrà a Yaoundé dal 6 al 14 dicembre 2014.

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Ultimi articoli della sezione Africa Centrale

  • AngolaCapo VerdeGuinea BissauGuinea EquatorialeMozambicoSão Tomé e Príncipe Free

    A Malabo, primo Vertice degli imprenditori di lingua...

    GUINEA EQUATORIALE - Circa 250 imprenditori provenienti da Portogallo, Mozambico, Angola, Sao Tomé e Principe, Guinea Bissau e Capo Verde sono attesi per tre giorni fino a domani a Malabo, capitale della Guinea Equatoriale, in occasione del primo Vertice d'affari promosso dalla Confederazione delle imprese della Comunità dei paesi di lingua portoghese (Ce-Cplp). "Sono arrivati ​​uomini d'affari provenienti da Portogallo, Mozambico, Angola e Capo Verde", ha affermato Mário Simões, vice presidente della Commissione esecutiva della Ce-Cplp, aggiungendo che la delegazione più numerosa proviene dal Portogallo, con circa 70 aziende, seguito dall’Angola che parteciperà con circa 30 aziende, il Mozambico con oltre 20, e Capo Verde, che sarà rappresentato da una missione con "quattro o cinque società e la più grande camera di commercio del paese". “Le aziende non possono continuare a essere rinchiuse a casa e nei loro uffici. Questa apertura del mercato Cplp ha lo scopo di aiutare le aziende, dopo un anno di blocco, a essere in grado di uscire di nuovo e aprire le porte ad altre opportunità di business", ha ancora affermato a fonti di stampa locali Simões, spiegando che i partecipanti a questo vertice imprenditoriale valuteranno le opportunità di investimento esistenti nei settori di gas, turismo, agricoltura, pesca, valutazione patrimoniale, banche, formazione tra gli altri. Saranno anche presenti vertici istituzionali con la partecipazione dei capi di Stato di Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang, Sao Tome e Principe, Evaristo Carvalho, e Capo Verde, Jorge Carlos Fonseca, attuale presidente ad interim del Cplp che interverrà online all’incontro, nonché dei ministri dell'Industria e del Commercio di Angola, Victor Fernandes, Portogallo, Frederico Silva, Capo Verde, Alexandre Monteiro, del presidente della Ce-Cplp, Salimo Abdula, e del direttore generale della Cplp, Armindo de Brito Fernandes. Un secondo e un terzo vertice degli uomini d’affari dei paesi della Cplp sono già stati programmati in Angola a luglio e in Guinea-Bissau a novembre. [CN]
  • R. Centrafricana Free

    Auto salta su una mina, illeso missionario italiano...

    REP CENTRAFRICANA - Una vettura della missione cattolica di Niem, località nella provincia occidentale di Nana-Mambéré, in Repubblica Centrafricana, è saltata ieri mattina su una mina. Si contano due vittime, due collaboratori centrafricani della congregazione, mentre è rimasto illeso il conducente italiano, padre Arialdo Urbani, della Congregazione dei Preti del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram. A riferirlo a InfoAfrica è padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano in Centrafrica dal 1992, che riferisce che padre Urbani è illeso ma sotto shock . Secondo fonti locali i ribelli della Coalition des Patriotes pour le Changement (Cpc) da tempo piazzano mine ed ordigni improvvisati lungo la strada tra Niem e Kolo, quella dove è saltata la vettura dei missionari. I referenti della Congregazione hanno riferito a InfoAfrica che il missionario italiano si troverebbe ora nel piccolo centro sanitario di Niem dove lamenterebbe solo un dolore alla spalla e dove dovrebbe essere trattenuto per accertamenti. Padre Urbani è stato il primo missionario betharramita arrivato in Centrafrica nel 1986. La onlus descrive il Padre, valtellinese di origine, come "un vero missionario", di poche parole e di molte opere concrete, che da decenni "è in simbiosi con il luogo (in Centrafrica) in cui vive da anni". Dalla medesima fonte si apprende dei suoi oltre 50 anni di vita missionaria "in ogni angolo del mondo divisi tra Thailandia, Brasile, Costa d'Avorio e infine proprio Repubblica Centrafricana". Di Niem, si legge sul sito della fondazione, "conosce ogni pietra, ogni storia, ogni volto e ogni anima": come è arrivato nel Paese ha infatti vissuto in questo villaggio dove "non sta mai fermo e dove difende la sua gente con coraggio". Dinamico e impegnato, viene descritto come un uomo che non teme le situazioni di insicurezza. Si legge infatti che "nemmeno un fucile piantato sulla pancia gli ha fatto dare le chiavi della sua macchina a chi voleva derubarlo di quel mezzo prezioso che gli permette di portare libri ed istruzione, cibo e vestiti ai poveri che abitano più lontani dalle missioni". Purtroppo però questa vita al fronte oggi si è scontrata con un ordigno esplosivo costato la vita ai suoi compagni di viaggio. [VGM]
  • R.D. Congo Free

    Operazione “Kintoko” per liberare Kinshasa dalla...

    REP DEM CONGO - Raccogliere 50 tonnellate di bottiglie di plastica al giorno a Kinshasa: questo l’obiettivo del progetto “Kintoko”, recentemente lanciato dall'azienda congolese Ok Plast nella capitale della Repubblica Democratica del Congo, con il sostegno del governatorato locale. Nell’ambito del progetto, Ok Plast installerà almeno cinque container in tutti i comuni di Kinshasa e per ogni chilo di bottiglie di plastica, i cittadini partecipanti alla raccolta riceveranno 100 franchi Cfa, ovvero più di 0,15 euro. L'azienda prevede di riciclare i rifiuti raccolti nel suo futuro stabilimento, che dovrebbe presto essere operativo nel paese. Il progetto di Ok Plast è in linea con l'iniziativa quinquennale “Kin Bopeto” avviata nel 2019 dal capo di Stato Félix Tshisekedi per un costo di 363 milioni di euro con l’obiettivo di bonificare la città di Kinshasa.  La capitale del Congo produce una media di 7000 tonnellate di rifiuti di plastica al giorno, ossia quasi 260 chilogrammi per abitante ogni anno, secondo un rapporto della International Union for Conservation of Nature (Iucn).  [CN]
  • CamerunRepubblica Congo Free

    Ad azienda cinese costruzione diga idroelettrica di...

    CAMERUN / REP CONGO - I governi di Yaoundé e Brazzaville hanno deciso di affidare alla China Gezhouba Group Company (Cggc) la costruzione della diga e della centrale idroelettrica di Chollet, al confine tra i due Paesi. Lo hanno annunciato fonti di entrambi i governi, precisando che l'azienda cinese è stata scelta attraverso una gara internazionale “ristretta”, lanciata a dicembre 2019. Secondo l’accordo firmato tra funzionari della Cggc e i ministri dell’Energia e dell’Acqua dei due paesi, dopo la valutazione ambientale e sociale, l'azienda cinese sarà incaricata di costruire la una diga alta 108 metri e una centrale idroelettrica in grado di produrre 600 M, nonché strade di accesso, sottostazioni e linee di evacuazione per l'elettricità prodotta a Chollet. Il progetto, che richiederà un investimento di circa 700 milioni di dollari, potrebbe essere consegnato entro il 2025, secondo il comitato direttivo interstatale formato per gestire il progetto. L'elettricità generata a Chollet sarà evacuata tramite due linee in Camerun e Congo. I due paesi non escludono la possibilità di vendere parte dell'elettricità prodotta ai vicini Centrafrica e Gabon.  L’impianto in costruzione rientra nell'ambito del progetto di interconnessione subregionale Camerun-Congo-Gabon-Africa centrale, in parte finanziato dalla Banca africana di sviluppo (AfDB). [CN]
  • Gabon Free

    Al lavoro per rientrare in Iniziativa per trasparenza...

    GABON - E' stato istituito a Libreville il gruppo di interesse Extractive Industries Transparency Initiative (Eiti) Gabon, con l'obiettivo di favorire la reintegrazione del Paese in questa organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede a Oslo, responsabile della supervisione degli standard per la buona governance delle industrie estrattive di petrolio, gas e risorse minerarie, da cui è stato sospeso nel 2013 per mancanza di trasparenza. Secondo le informazioni, il governo di Libreville dovrebbe fare ufficialmente richiesta di poter essere reintegrato nelll'Eiti nel terzo trimestre di quest'anno. “L'Eiti aiuta ad allineare i flussi del settore estrattivo e il modo in cui questi, una volta valorizzati, possono essere mobilitati per soddisfare i bisogni della popolazione. C'è un nuovo decreto che strutturerà il funzionamento del gruppo multi-stakeholder e, a questo livello, rifletteremo sul piano di lavoro e su tutto ciò che consentirà di costituire il dossier del Gabon per consentire la sua riadesione”, ha dichiarato Léontine Tania Oyouomi Loumbou Bibey, presidente del Gabon Eiti Interest Group, precisando che la riadesione del Gabon è condizionata al raggiungimento di un certo numero di requisiti che ogni componente del gruppo multi-stakeholder deve soddisfare. "Il coinvolgimento della società civile nel processo, anche a livello del consiglio di amministrazione dell'Eiti a Oslo e attraverso la coalizione Publish What You Pay, è molto importante", le ha fatto eco Georges Mpaga, leader della società civile e anche lui membro del Gabon Eiti Interest Group, ricordando che “il ruolo dell’Eiti mira a garantire che i ricavi del settore estrattivo siano gestiti in modo trasparente per il bene comune, che queste entrate servono a combattere le disuguaglianze, a combattere la maledizione delle materie prime, attraverso la ridistribuzione a vantaggio delle popolazioni locali”. [CN]
  • R.D. Congo Free

    Dichiarata ‘legge marziale’ in Nord Kivu e Ituri,...

    REP. DEM. CONGO  - Il presidente Félix Tshisekedi ha dichiarato nella notte la Legge Marziale, ‘etat de siege’ nelle province orientali congolesi del Nord Kivu e dell'Ituri. Lo riferiscono stamani tutti i principali media congolesi, precisando che la dichiarazione dello ‘stato d’assedio’ (dal francese Etat de Siege e paragonabile alla nostra legge marziale) è stata diffusa nella notte per entrare in vigore il 6 maggio e restare valida per un periodo di 30 giorni. Il provvedimento prevede che il presidente nomini governatori e vice governatori militari e di polizia per sostituire le autorità civili che gestiscono queste province. Leggendo le ordinanze ieri notte sulla televisione pubblica, il portavoce del capo dello Stato Kasongo Mwema ha precisato: “Per far fronte alla situazione durante lo stato d'assedio, le autorità civili dei governi provinciali dell'Ituri e del Nord Kivu, quelle delle entità decentralizzate e deconcentrate di dette province saranno sostituite da ufficiali delle forze armate della RDC e / o la polizia nazionale congolese (PNC) designata a questo scopo ”, osserva l'ordine. L'azione dei tribunali civili sarà sostituita da quella dei tribunali militari, informa il documento. Durante questo periodo, si legge nella misura, in nessun caso saranno derogati i seguenti diritti e principi fondamentali: - Il diritto alla vita; - il divieto di tortura e trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti; - Il divieto di schiavitù e servitù; - Il principio di legalità dei reati e delle pene; - Il diritto di difesa e il diritto di ricorso; - Il divieto della reclusione per debiti; - Libertà di pensiero, coscienza e religione. Secondo la stessa ordinanza, le immunità e altri privilegi non si applicano durante lo stato d'assedio nelle province del Nord Kivu e dell'Ituri. Nello stesso periodo saranno sospese anche le assemblee provinciali e le amministrazioni provinciali. Tuttavia, i membri dei governi provinciali sospesi e delle assemblee provinciali continueranno a godere dei loro benefici. Il contesto "L'obiettivo è porre fine rapidamente all'insicurezza che uccide quotidianamente i nostri concittadini in questa parte del paese", ha detto venerdì scorso il portavoce del governo Patrick Muyaya, che aveva preannunciato la misura. Il presidente Tshisekedi ha preso la decisione invocando l'articolo 85 della Costituzione a seguito della situazione di insicurezza che regna in queste due province, in particolare le uccisioni di massa che colpiscono la popolazione civile da diversi anni. Il 26 aprile, il primo ministro Jean-Michel Sama Lukonde, durante l'inaugurazione del suo nuovo governo davanti ai deputati, ha presentato i suoi piani per stabilizzare questa parte del Paese afflitta da violenze commesse per decenni da gruppi armati locali e stranieri. Il capo del governo congolese aveva già accennato alla proclamazione dello stato di emergenza, con la sostituzione dell'amministrazione civile con un'amministrazione militare. Dall'inizio di aprile, diverse manifestazioni hanno scosso le città di Beni e Butembo, nella provincia del Nord Kivu, dove la popolazione si è sollevata contro i ribelli ugandesi delle Forze Democratiche Alleate (ADF) che seminano il terrore in questa regione. Circa 200 persone sono state uccise e altre 40.000 sono state sfollate dalle ADF nella regione quest'anno, ha avvertito l'ONU venerdì 19 marzo. Le ADF hanno contemporaneamente attaccato per diversi mesi la vicina provincia dell'Ituri dove centinaia di civili sono già stati uccisi, mentre diversi altri sono stati costretti a fuggire per paura di essere uccisi. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), si stima che più di 1,6 milioni di persone siano state sfollate nella provincia di Ituri su una popolazione totale di 5,7 milioni e che 2,8 milioni avrebbero bisogno di assistenza di emergenza. Il clima di generale insicurezza e di violenza che si registra in queste due regioni è costato la vita lo scorso febbraio anche all’ex-ambasciatore italiano Luca Attanasio e al carabiniere Vittorio Iacovacci.