Egitto

Incrementato programma per stimolare l’economia

EGITTO – Il ministro delle Finanze egiziano, Ahmed Galal, ha annunciato di voler spendere una cifra pari a circa 3,16 miliardi di euro a partire da gennaio per stimolare lo sviluppo dell’economia nazionale.

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    Country Presentation Algeria e incontri B2B con...

    ALGERIA - Si svolge domani, il 25 Novembre 2020 a partire dalle ore 10:00, una “Country Presentation Algeria” organizzata da Confindustria nazionale in collaborazione con la Confédération Algérienne du Patronat Citoyen (CAPC). L'iniziativa, che si terrà sulla Piattaforma virtuale “GO!” , sarà focalizzata sui settori agribusiness, energie rinnovabili, chimico e farmaceutico e prevederà una sessione pomeridiana di incontri B2B.[Fonte: Assafrica]
  • Algeria Free

    Dalla Russia arrivano i Mig

    ALGERIA - L'aeronautica militare algerina ha ricevuto il primo lotto di aerei da combattimento MiG-29 M/M2 dalla Russia. Lo conferma la stampa specializzata di Mosca. I caccia sono stati consegnati smontati e sono in preparazione per i loro primi voli alla base aerea di Oran. I nuovi caccia, identici alla versione egiziana, sostituiranno i MiG-29S operativi nell'Aeronautica Militare algerina. Il venditore di armi statale russo Rosoboronexport ha firmato due contratti con l'Algeria per la consegna di uno squadrone di caccia MiG-29 M/M2 e uno squadrone di Su-30Mka. [EC]  
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    Le forze armate scommettono sull'export

    ALGERIA - Le forze armate stanno progettando di esportare i prodotti realizzati nelle proprie industrie. Ad annunciarlo, nel corso di una riunione che ha riunito i dirigenti degli stabilimenti militari, è stato il capo di stato maggiore Saïd Chengriha. Secondo l'alto ufficiale, in questo contesto di persistente crisi finanziaria e di progressiva riduzione delle riserve valutarie, le forze armate, che negli ultimi 20 anni hanno effettuato ingenti investimenti per avere un fitto tessuto industriale, vogliono quindi scommettere sull'export per generare valuta estera. Queste dichiarazioni rappresentano un cambiamento negli obiettivi inizialmente fissati per questi investimenti. Nei primi anni Duemila, l'avvio di nuovi investimenti nella manifattura industriale erano infatti mirati a ridurre la dipendenza dalle importazioni producendo nelle proprie unità produttive almeno una parte del proprio fabbisogno di armi (pesanti e leggere), veicoli (è stato creato un impianto di assemblaggio dei mezzi della Mercedes Benz), ma anche abbigliamento da combattimento e scarpe militari. Per arrivare a prodotti competitivi sarà necessario far leva sul basso costo delle materie prime e su una manodopera qualificata disponibile localmente. Ma, secondo il capo di stato maggiore, non basta produrre, sarà indispensabile imparare a esportare. Per fare questo, l'Algeria dovrà attivare le sue leve diplomatiche, come fanno tutti i Paesi orientati all'esportazione. Potrebbe inizialmente puntare al mercato africano, sfruttando le buone relazioni che l'Algeria intrattiene con la maggior parte dei paesi di questo continente. [EC]
  • Egitto Free

    Lotta aperta all'abusivismo edilizio

    EGITTO - Il governo ha lanciato una lotta a oltranza contro l'abusivismo edilizio che prevede l'abbattimento di case e palazzi costruiti senza rispettare le norme di legge. Questo provvedimento è determinato da un'emergenza demografica sempre più stringente. L'Egitto ha ormai raggiunto i 100 milioni di abitanti, il 97% dei quali vivono sull'8% del territorio non desertico lungo il fiume Nilo. C'è quindi l'esigenza di preservare al massimo i terreni coltivabili per garantire un minimo di autosufficienza alimentare alla nazione. Negli anni successivi al 2011, quando scoppiò la Primavera araba, a seguito dei disordini e del lassismo delle forze dell'ordine, l'Egitto ha perso 90.000 feddan (37.800 ettari) di terreni agricoli. Su molti di essi sono stati costruiti e venduti immobili illegali. Dopo anni in cui le autorità hanno chiuso un occhio di fronte all'invasione delle terre non desertiche, è stata annunciata una campagna di demolizione e di risanamento urbanistico alla quale seguirà una distribuzione di nuovi alloggi da parte dello Stato. Recentemente, infatti, alcune imprese di proprietà delle forze armate hanno iniziato a mettere in pratica un vastissimo piano infrastrutturale che prevede la costruzione di autostrade, ponti, zone industriali e grandi quartieri abitativi. Un piano che nemmeno la pandemia di coronavirus ha rallentato. [EC]
  • Tunisia Free

    Webinar di RES4Africa su rinnovabili in Tunisia

    TUNISIA - Si svolgerà venerdì 27 novembre il webinar promosso dalla Fondazione RES4Africa su come liberare il pieno potenziale del mercato delle energie rinnovabili in Tunisia.

    Organizzato nell’ambito del programma RES4Med della fondazione che riunisce diversi soggetti europei attivi nel campo delle rinnovabili, l’evento si propone di fornire informazioni utili per investire nel mercato tunisino, fornendo una visione del contesto, degli schemi normativi applicabili ai progetti e di come la Tunisia potrebbe attrarre finanziatori e investitori internazionali.

    Secondo quel che viene reso noto dagli organizzatori dell’evento, il settore energetico tunisino sta affrontando sfide strategiche, economiche, sociali e ambientali nel tentativo di raggiungere l’ambizioso obiettivo di raggiungere 4,7 GW di capacità di generazione di energia rinnovabile installata (pari circa il 30% della potenza del paese) entro il 2030.

    Per maggiori informazioni sul webinar e sulle modalità di registrazioni è possibile consultare la pagina internet dedicata qui.

  • Marocco Free

    Situazione resta tesa al confine con Mauritania

    MAROCCO / SAHARA OCCIDENTALE - Forti tensioni permangono nella contestata area meridionale del Sahara occidentale, al confine con la Mauritania. Le tensioni fanno seguito alla rottura del cessate-il-fuoco decisa il 13 novembre dagli indipendentisti del Fronte Polisario in reazione a una operazione militare marocchina, a sua volta organizzata per ristabilire il traffico commerciale verso la Mauritania interrotto dai sahrawi.  In gioco non c’è solo una striscia di ‘terra di nessuno’ di cinque chilometri, ma secondo diversi osservatori il futuro di un’area che il Marocco considera sua di diritto e strategica per il proprio futuro economico; una visione che si contrappone a quella del Polisario, in lotta per l’indipendenza di questa regione un tempo colonia spagnola, e a quella dell’Algeria che è il principale sostenitore dello stesso Polisario.  Nella località di Guergerat, il luogo di transito testimone di questa contrapposizione, il governo marocchino ha intanto spiegato una forza militare forte di circa 200 mezzi e ha eseguito lavori dell’unica strada che porta in Mauritania completando fino al confine la costruzione del muro di sabbia difensivo che da decenni divide l’area marocchina da quella in cui si muove il Fronte Polisario.  Intanto, il re del Marocco Mohammed VI ha espresso l’intenzione di visitare la Mauritania e ha invitato a sua volta il capo di Stato mauritano Mohamed Ould Cheikh El Ghazouani a visitare io Marocco. [MS]