Africa

Capo Fmi torna da Mali e Kenya, buone prospettive per il 2014

AFRICA – La situazione economica dei paesi dell’Africa subsahariana dovrebbe migliorare nel 2014, rispetto al 2013, con previsioni di crescita di circa il 6,5%. A ritenerlo è la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi) Christine Lagarde, appena tornata da un viaggio in Kenya e in Mali.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Afcfta e Sostenibilità, ICE organizza due webinar sull...

    AFRICA - Sono due gli incontri online gratuiti che l’Agenzia ICE dedica nei prossimi giorni alle opportunità del mercato africano, e in particolare a quelle legate alla nuova Area di libero commercio continentale (Afcfta) e al concetto di sostenibilità nel business. A riferirlo è la stessa ICE precisando che i due webinar (il primo il 18 maggio e il secondo l’8 giugno) rientrano nell'ambito della seconda edizione del progetto E-ABL - Africa Business Lab  e vengono realizzati in collaborazione con SACE e Confindustria Assafrica & Mediterraneo. Gli incontri sono rivolti alle PMI italiane interessate ad operare sui mercati dell’Africa Sub-Sahariana con una strategia di internazionalizzazione più strutturata. I due webinar vedranno l’intervento di esperti del settore che affronteranno temi chiave per operare nel contesto africano. Il primo webinar - che si terrà il 18 maggio dalle ore 11:00 alle 13:00 e le cui iscrizioni si chiuderanno il 16 maggio - sarà dedicato all’AFCFTA, la più grande area di libero scambio al mondo. Grazie all’intervento di funzionari di ICE e di SACE ma anche di professionisti, verrà introdotto e spiegato l’accordo prima di passare in rassegna (grazie a professionisti di settore) le implicazioni normative, doganali e logistiche, fino alla presentazione di una serie di strumenti utili per seguire l’evoluzione dell’Afcfta e conoscerne protagonisti e regole.  Nel secondo - che si terrà l’8 giugno dalle 11:00 alle 13:00 e le cui iscrizioni si chiuderanno il 6 Giugno -  verrà invece preso in esame il tema della sostenibilità quale vantaggio competitivo per l’internazionalizzazione. In particolare esaminando le nuove linee guida di Banca Mondiale che legano finanziamenti e sostenibilità, le opportunità presenti quest’anno in alcuni paesi specifici (le rinnovabili in Sudafrica e le alternative alla plastica in Rwanda), nonchè le testimonianze di alcune imprese già impegnate in progetti sostenibili in Africa.   Gli incontri si svolgeranno in modalità online e avranno una durata di circa due ore l’uno. I partecipanti potranno porre domande agli esperti attraverso la chat integrata. Per partecipare, è sufficiente compilare la scheda di adesione, presente a questo link: http://www.exportraining.ice.it/it/attivita-e-servizi/lista-corsi/433-africa-business-lab-sessione-di-follow-up.html

    I programmi

    Webinar 18 maggio 2021 , ore:11:00 - 13:00 (iscrizione entro il 16 Maggio) AFCFTA: Comprendere l’Area di libero commercio africana per sfruttarne il potenziale Il webinar proporrà una rassegna delle seguenti tematiche
    • Introduzione all’Afcfta
    • Ghana: L’Afcfta vista dall’Africa, aspettative e timori
    • Afcfta e le implicazioni normative
    • Afcfta e le implicazioni doganali
    • Afcfta: come cambia la logistica
    • Afcfta: strumenti utili
      Webinar 8 giugno 2021 , ore:11:00 - 13:00 (iscrizione entro il 6 giugno) Sostenibilità: internazionalizzazione sostenibile, un obbligo per il futuro Il webinar proporrà una rassegna delle seguenti tematiche
    • Sostenibilità: le linee guida di Banca Mondiale
    • Green New Deal Italiano
    • Sudafrica: energia, l’anno delle rinnovabili
    • Sostenibilità a portata di PMI
    • Il progetto GGGI
    • Testimonianze aziendali
     
  • AfricaGhana Free

    Lanciato fondo per proteggere coltivazione di karité

    AFRICA - Il vicepresidente del Ghana, Mahamudu Bawumia, ha lanciato il Parkland Restoration Fund (Prf) come parte degli sforzi in corso per garantire che l'industria del karité in Africa, dal Senegal al Sud Sudan, continui a svolgere la sua parte integrante nella vita delle persone, Si prevede che il Prf raccolga 65,5 milioni di dollari da fonti pubbliche e private per attuare incrementare la coltivazione di alberi di karité e proteggere i parchi esistenti. Il governo del Ghana ha già impegnato 15 milioni di dollari nell'ambito del Ghana Shea Landscape Emission Reduction Project, che ha lo scopo di ripristinare i parchi di karité degradati e migliorare lo stock esistente di alberi economici e multiuso nel paesaggio della savana settentrionale del Ghana. Il progetto, che sarà implementato in un periodo di 7 anni dalla Commissione forestale con il supporto di attori del settore privato dalla Global Shea Alliance e UNDP, sta ricevendo una sovvenzione di 30,1 milioni di dollari dal Green Climate Fund con la Global Shea Alliance che fornisce anche 9,1 milioni di dollari in cofinanziamento. Gli alberi di karité, oltre a fornire il prezioso burro utilizzato nella cosmesi e anche nella cucina, sono anche "formidabili sequestratori di carbonio", ha detto Bawumia. La loro salvaguardia è dunque importante da un punto di vista ambientale oltre che economico. "Hanno tuttavia tempi di crescita piuttosto lunghi, impiegano almeno 20 anni per maturare. Tagliare un albero di karité significa distruggere molti anni di lavoro svolto". Bawumia ha chiesto alla Global Shea Alliance di continuare a coinvolgere e sensibilizzare le parti interessate - comprese le autorità di regolamentazione del governo, i capi locali, i proprietari terrieri, le donne collezionisti, le comunità e il settore privato - per raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati con questo fondo. "Contiamo sul supporto della Global Shea Alliance per fungere da partner strategico della nuova Autorità per lo sviluppo delle colture arboree del Ghana per un profondo coinvolgimento delle parti interessate che aumenterà la condivisione delle conoscenze, la ricerca e lo sviluppo e l'accesso al mercato", ha detto. Global Shea Alliance, un'associazione industriale senza scopo di lucro, che da dieci anni sostiene l'industria del karité in tutto il mondo. Ha 700 membri in 36 paesi. [SR]
  • Africa Free

    Insicurezza alimentare mai così grave, dice rapporto

    AFRICA - Nel 2020 il numero di persone esposte al rischio di insicurezza alimentare acuta e bisognose di urgenti aiuti umanitari e di sostegno alla sussistenza ha raggiunto il dato più alto degli ultimi cinque anni nei Paesi afflitti da crisi alimentari. È quanto emerge dal un rapporto annuale pubblicato dalla Rete mondiale contro le crisi alimentari (Gnafc), un’alleanza tra agenzie delle Nazioni Unite, l’Unione Europea (Ue), organismi governativi e organizzazioni non governative istituita per affrontare congiuntamente il problema delle crisi alimentari. Il duro monito lanciato dal Rapporto Mondiale Sulle Crisi Alimentari 2021 indica che i conflitti, o gli shock economici frequentemente associati alla pandemia covid-19, unitamente agli eventi meteorologici estremi, continuano a gettare milioni di persone nella morsa dell’insicurezza alimentare acuta, un problema che attanaglia diverse nazioni africane. In Africa l’insicurezza alimentare acuta ha colpito vari Paesi in maniera sproporzionata, viene precisato nel rapporto secondo cui, tra le vittime di questo fenomeno nel 2020, si contavano nel continente africano quasi 98 milioni di persone. Altri angoli del pianeta, tuttavia, non sono stati risparmiati: tra i dieci Paesi in cui si sono registrate le peggiori crisi alimentari lo scorso anno si annoverano infatti lo Yemen, l’Afghanistan, la Siria e Haiti. Il rapporto della Rete mondiale contro le crisi alimentari rivela che nel 2020 almeno 155 milioni di persone sono state esposte al rischio di insicurezza alimentare acuta a livelli critici o peggiori (fasi 3-5 dell’Ipc/Ch) in 55 Paesi/territori, un dato che appare in crescita di circa 20 milioni di persone rispetto allo scorso anno e che fa comprendere come l’insicurezza alimentare acuta ha continuato inesorabilmente ad aumentare dal 2017, anno in cui è stata pubblicata la prima edizione del rapporto. Di queste persone, nel 2020 circa 133mila hanno sperimentato il più grave livello di insicurezza alimentare acuta, classificato come Catastrofe (fase 5 dell’Ipc/Ch), nel Burkina Faso, nel Sud Sudan e nello Yemen, dove è stato necessario intervenire con aiuti d’emergenza per evitare morte diffusa e il tracollo dei mezzi di sussistenza. Sempre nel 2020 almeno altri 28 milioni di persone hanno affrontato un livello di insicurezza alimentare acuta classificato come Emergenza (fase 4 dell’Ipc/Ch), molto prossimo alla morte per fame, in 38 paesi/territori, nei quali azioni tempestive hanno permesso di salvare vite e mezzi di sussistenza, impedendo la diffusione di carestie. In un lasso di tempo di cinque anni in cui la rete Gnafc ha pubblicato i suoi rapporti annuali sono stati 39 i Paesi/territori a essere colpiti da crisi alimentari; in questi Paesi, la popolazione che ha sofferto livelli elevati di insicurezza alimentare acuta (fasi 3-5 dell’Ipc/Ch) è cresciuta da 94 a 147 milioni di individui tra il 2016 e il 2020. Come se non bastasse, nei 55 paesi/territori colpiti dalla crisi alimentare esaminati nel rapporto, oltre 75 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni presentavano nel 2020 ritardi nella crescita (sottosviluppo), mentre più di 15 milioni mostravano segni di eccessiva magrezza (denutrizione). Il documento prevede che nel 2021 i conflitti rimarranno la principale determinante delle crisi alimentari. Nelle economie fragili la pandemia da coronavirus e le misure di contenimento ad essa correlate, nonché gli eventi meteorologici estremi, continueranno ad aggravare l’insicurezza alimentare acuta. [VGM]
  • Africa Free

    Nominata nuova presidente Amref Health Africa in Italia

    AFRICA - Sono state nominate durante il Collegio dei Promotori del 29 aprile 2021 le nuove cariche di rappresentanza di Amref Health Africa in Italia, che vedono Paola Crestani diventare la nuova Presidente dell’organizzazione, succedendo a Mario Raffaelli: ad annunciarlo un comunicato di Amref. “La nomina a Presidente di Amref Italia è per me un grande onore ed una grande responsabilità, che porterò avanti, con il massimo impegno” queste le prime parole della nuova Presidente che mantiene la carica di Presidente Ciai, proprio come segno di un’alleanza forte creatasi tra le due realtà. “Dieci anni fa avevo accettato la Presidenza di Amref perché era l’unica Ong con le radici in Africa” afferma Mario Raffaelli.  “Dieci anni dopo sono ancor più convinto di quella scelta. In questi anni, infatti, Amref ha accompagnato l’evoluzione del continente africano condividendone le difficoltà ed i successi. Come vice-Chairman del Board internazionale ho vissuto lo sviluppo dell’organizzazione a livello internazionale così come la crescita di autorevolezza nel nostro Paese. Oggi lascio la Presidenza effettiva non lascio certo la famiglia di Amref che continuerò a sostenere come Presidente onorario”. Mario Raffaelli, oltre a presidente onorario di Amref Health Africa in Italia, sarà – si legge nella nota – parte del Comitato dei Garanti dell’organizzazione, insieme a Ilaria Borletti Buitoni, Valerio Caracciolo e Tommy Simmons. “Questa nomina arriva a conclusione di un processo di aggregazione tra quattro organizzazioni (Amref, Fratelli dell’Uomo, Ccm, Ciai) molto diverse tra loro. Il fatto che il Collegio dei Promotori di Amref abbia scelto di affidare a me, espressione di una di queste organizzazioni, questa carica, esprime chiaramente la volontà di valorizzare il contributo di ogni singola realtà” afferma Paola Crestani, che prosegue: “Mi conforta sapere di poter affrontare questo impegno affiancata dal Collegio dei Garanti, dal Vicepresidente Alberto Capponi e da tutti i membri del Cda, dal Direttore Guglielmo Micucci e da tutto lo staff.  Da parte mia l’impegno a consolidare l’importante, complesso ed innovativo processo di aggregazione che si è appena concluso e proseguire il cammino di crescita avviato da chi mi ha preceduto con l’obiettivo di garantire il diritto alla salute a sempre più persone.” La nuova rappresentanza di Amref Health Africa in Italia resterà in carica per tre anni e potrà essere rinnovata. Paola Crestani è laureata in scienze statistiche ed economiche presso l’Università degli Studi di Padova, insegnante di scuola superiore (matematica applicata). Da sempre appassionata al tema della tutela dei diritti umani, in particolare di bambini e ragazzi. Dal 1998 è socia e consigliere del Centro Italiano aiuti all’infanzia (Ciai), di cui dal 2011 è presidente. Dal 2007 al 2009 è stata consigliere di Cipsi, Federazione di Ong italiane. Dal 2009 al 2011 Portavoce di Oltre L’Adozione (Ola), coordinamento di enti autorizzati per l’adozione internazionale. Dal 2010 collabora al corso in Politiche per l’infanzia e l’adolescenza del Corso di laurea di istituzioni di diritti umani e per la pace dell’Università di Padova. Dal 2018  al 2020 presidente di LINK2007, Cooperazione in Rete. [VGM]
  • Africa Free

    Area di libero scambio africana in un evento online...

    AFRICA - Una platea di relatori internazionali per un affrontare un tema considerato decisivo per il futuro del continente: l’Università Bocconi di Milano ospiterà domani una conferenza online dedicata all’area di libero scambio africana (AfCFTA) entrata in vigore all’inizio di quest’anno.  “The African continental free trade area: a game changer?” è il titolo scelto per l’evento e proprio sui punti interrogativi legati all’implementazione dell’AfCFTA saranno dedicati gli interventi in programma. Dopo l’apertura di Stefano Caselli, prorettore per l’internazionalizzazione della Bocconi, si svolgeranno due sessioni di lavoro (al mattino e al pomeriggio) guidate da Roberto Isibor, PhD Candidate della Bocconi. Tra i relatori, della mattina interverranno Regis Simo, senior researcher dell’Università di Witwatersrand (Sudafrica); Emilia Onyema, docente alla Soas di Londra, Namira Negm, direttore affari legali dell’Unione Africana. La sessione pomeridiana sarà dedicata a sfide legali e opportunità dell’AfCFTA: tra i relatori Ijeoma Uju (Templars, Nigeria), Virusha Subban (Baker McKenzie, Sudafrica), Leyou Tameru (I-Arb, Etiopia), Alberto Saravalle (BonelliErede, Italia), Pablo Bentes (Baker McKenzie, Svizzera). I lavori saranno chiusi da Giorgio Sacerdoti, professore emerito della Bocconi. Per approfondire il programma e registrarsi all'evento, cliccare qui.
  • AfricaTunisia Free

    Addio a Beshir Ben Yahmed, fondatore di Jeune Afrique

    AFRICA - Lo storico fondatore della rivista Jeune Afrique, il franco-tunisino Beshir Ben Yahmed, è deceduto ieri all’età di 93 anni. Era ricoverato a Parigi dalla fine di marzo. Il decesso è avvenuto a seguito di una contaminazione da covid-19, si legge sul sito della rivista. Nato a Djerba il 2 aprile 1928, in una Tunisia sotto il protettorato francese, Ben Yahmed era stato ministro nel primo governo della Tunisia indipendente. Appassionato di giornalismo, nel 1956 lanciò il settimanale L’Action e poi, nel 1960, Afrique Action che, un anno dopo, divenne Jeune Afrique. Ben Yahmed optò per la sola carriera giornalistica per essere indipendente dalla politica. Nel 1962 lasciò Tunisi per Roma e successivamente, per Parigi, dove ha tuttora sede il giornale. “Nata per sostenere il movimento di emancipazione dei popoli che, all’alba degli anni ’60, ottenne le indipendenze, Jeune Afrique prese parte attiva a tutte le lotte che da allora hanno scandito la storia del continente: contro i partiti unici,  per la democratizzazione negli anni 1970-1980, per l’indipendenza economica negli anni 1990-2000 e per l’inclusione dell’Africa nella globalizzazione negli anni 2000-2020. Alla fine degli anni 2000, Beshir Ben Yahmed consegnò le redini del gruppo ai suoi figli, Amir e Marwane, nonché al caporedattore François Soudan. Sua moglie Danielle, che ha svolto un ruolo fondamentale al suo fianco nella storia del giornale, aveva in particolare dato vita alla casa editrice del gruppo. Testimone privilegiato di tutti gli sconvolgimenti in Africa e Medio Oriente, osservatore ed editorialista impegnato, Beshir Ben Yahmed ha frequentato nel corso della sua carriera figure chiave del continente: il senegalese Senghor, l’ivoriano Houphouët-Boigny, il marocchino Hassan II, francese Jacques Foccart – di cui ha co-editato le memorie co-editato – e François Mitterrand. Negli anni ’60 si era confrontato con Che Guevara a Cuba, aveva incontrato ad Hanoi, nel bel mezzo della guerra del Vietnam, Ho Chi Minh, e aveva conosciuto l’egiziano Nasser, il ghanese Nkrumah, il congolese Lumumba e l’algerino Ben Bella. La testata piange oggi la scomparsa di “uno degli ultimi grandi testimoni dell’indipendenza dell’Africa e della scomparsa del periodo postcoloniale”. L’uomo fece parte della delegazione tunisina che ha guidò i negoziati con la Francia per l’autonomia interna e poi per l’indipendenza della Tunisia. A capo di Jeune Afrique, dedicò una grande importanza alla gestione economica dell’azienda. [CC]