Africa

Sostegno AfDB per sviluppo infrastrutture

AFRICA – La Banca africana per lo sviluppo (AfDB) concederà un dono da 6,5 milioni di euro alla Commissione dell’Unione africana (UA) per lo sviluppo della costruzione di infrastrutture in Africa.

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    AfDB, più collaborazione e più sostegno alla società...

    AFRICA - La società civile sarà maggiormente coinvolta nella progettazione e nel monitoraggio delle iniziative della Banca africana per lo sviluppo (AfDB), che per questo obiettivo, ne rafforzerà le capacità. È quando risulta dall’11° edizione del Forum della società civile, promosso dal dipartimento Genere, donne e società civile della stessa AfDB. Una road-map con le raccomandazioni del forum, svoltosi pochi gironi fa in modalità virtuale, prevede tra l’altro che l’istituzione finanziaria rafforzi la collaborazione per garantire il rispetto delle salvaguardie sociali e ambientali nei propri progetti. Prevede anche un maggiore impegno con le organizzazioni della società civile per la lotta alla corruzione. La banca, inoltre, si è impegnata a sostenere le organizzazioni nel loro lavoro di sensibilizzazione per la promozione dello sviluppo africano e per gli High 5. «Investire e collaborare con la società civile, come partner chiave dello sviluppo, è più che mai essenziale per la Banca. Le azioni comunitarie, le innovazioni locali, erano essenziali mentre rispondevano all’epidemia di ebola in Africa occidentale, ed è la stessa cosa ora con il covid-19» ha sottolineato Maria Mulundi, direttrice dei programmi speciali dell’AfDB. La crisi del covid, ha precisato la responsabile, «può condurre a un cambiamento sistemico: un’opportunità d’intensificare l’innovazione sociale e un programma di sviluppo centrato sulla dimensione umana». [CC]
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    Zone economiche speciali e AfCFTA, un incontro con...

    AFRICA - L'Africa Economic Zones Organization (Aezo) terrà domani il suo quinto incontro annuale in concomitanza con l’AfCFTA Business Forum. Il tema dell’incontro sarà: “Il ruolo delle zone economiche nel sostenere l’attuazione dell’AfCFTA e l’integrazione regionale”.  L’edizione di quest’anno è organizzata in collaborazione con la Commissione dell'Unione africana e la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad) e si concentrerà sull’attuazione dell’Area di libero scambio continentale africana, esplorando le sfide e le opportunità per le Zone economiche speciali (Zes) e il modo in cui queste potrebbero contribuire a generare crescita, promuovere l’integrazione regionale e migliorare il commercio intra-africano.  Si prevede che quasi 500 delegati parteciperanno a questo importante evento in rappresentanza di 68 paesi, comprese 60 zone economiche africane, 30 esperti, oltre a diversi rappresentanti di autorità governative, istituzioni internazionali e organizzazioni pubbliche e private.  L’Aezo riunisce le principali zone e istituzioni economiche africane responsabili dello sviluppo, della gestione e della promozione delle zone economiche nel continente. E’ stata fondata nel 2015 da Tanger Med - che organizza l’incontro di domani - e altre Zone economiche africane.  Per partecipare occorre registrarsi cliccando qui. Cliccando qui si può invece scaricare il programma. [CO]
  • Africa Free

    Un evento dedicato alle tendenze del 2021 in Africa

    AFRICA - Si terrà venerdì 4 dicembre in modalità virtuale Africa21, iniziativa della piattaforma vadoinafrica.com dedicata a inquadrare le tendenze economiche del continente nel prossimo anno oltre che a fare un bilancio di quello che si sta chiedendo.  La demografia è “la ragione per cui imprenditori e professionisti italiani devono cambiare sguardo sull’Africa” afferma il fondatore di vadoinafrica.com Martino Ghielmi, convinto che sia essenziale “superare l’idea del continente senza speranza, di guerre, povertà e malattie” per dedicare invece tempo ed energie a capire come costruire interazioni win-win.  L’evento Africa21, in programma venerdì, si propone di mostrare a imprenditori e professionisti italiani - si legge in una nota - le possibilità di relazione costruttiva con il continente africano creando uno scambio di esperienze e informazioni con chi già lavora in loco. Questo il programma della giornata: Programma 9:00-9:50 - 2020: un anno di transizione / 9:50-10:40 - L’Africa il prossimo anno / 10:40-11:50 - Dinamiche settoriali e testimonianze pratiche / 11:50-12:20 - Eventi e fiere nel 2021 / 12:20-12:55 - Cosa possiamo fare insieme   Per info e iscrizioni: bit.ly/ViA21 info@vadoinafrica.com  +39 340 7259742 (WhatsApp)
  • Africa Free

    Sostegno a soluzioni per cucina pulita

    AFRICA - Sono pari a cinque milioni i fondi approvati dalla Banca africana di sviluppo (AfDB) per fornire soluzioni di cucina pulita, il cosiddetto 'clean cooking', a oltre due milioni di famiglie in tutto il continente.

    A renderlo noto è stata la stessa istituzione finanziaria panafricana, precisando che il finanziamento è diretto al fondo SparkPlus e si va a sommare ad altri 10 milioni di euro promessi dalla Commissione Europea.

    Nelle intenzioni dell'Alleanza per il clean cooking, che gestisce il fondo SparkPlus, i finanziamenti consentiranno la partecipazione di altri investitori interessati a fornire soluzioni per la diffusione di tecniche e tecnologie per garantire metodi di cucina più salutari e sostenibili nei confronti dell'ambiente rispetto alla combustione di biomasse.

    Oltre a fornire tecnologie pulite di cottura, si prevede che l'investimento ridurrà le emissioni di carbonio di 15,9 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, riducendo le emissioni derivanti dall'uso di stufe inefficienti e fuochi aperti, oltre a contrastare il degrado delle foreste per il combustibile a legna.

    "Investendo nell'introduzione di soluzioni di cucina pulita a milioni di famiglie, la Banca contribuisce anche all'emancipazione delle donne, alla creazione di posti di lavoro e alla riduzione della deforestazione associata alla produzione di carbone", ha detto Kevin Kariuki, vicepresidente di AfDB per l'energia, il clima e la crescita verde. [MV]

  • Africa Free

    Agribusiness, seminario online su opportunità in...

    AFRICA - Si terrà giovedì prossimo 3 dicembre un seminario online dal titolo “Doing agri-business in Sub-Saharan Africa”.

    A organizzare l'evento, che avrà luogo sulla piattaforma virtuale GO!, è Confindustria in collaborazione con la Fondazione E4Impact con l’obiettivo di approfondire il contesto e le opportunità legate all’agri-business nel continente africano, in particolare nell’area sub-sahariana, e creare occasioni di incontro e conoscenza tra le aziende italiane e africane della filiera agro-alimentare.

    Il programma dell'evento prevede interventi della vice-presidente per l’internazionalizzazione di Confindustria, Barbara Beltrame, della presidente della Fondazione E4Impact Letizia Moratti, dell’amministratore delegato di SACE-SIMEST Pierfrancesco Latini e del vice-direttore per l’Africa Sub-Sahariana del ministero degli Affari esteri Fabrizio Lobasso, nonché del senior project manager per il settore agro-alimentare di Nomisma, Stefano Baldi, che presenterà la ricerca “Agribusiness in Africa e le relazioni commerciali con UE e Italia”.

    Seguiranno approfondimenti sulle attività per il supporto finanziario all’export di SACE-SIMEST nell’Africa sub-sahariana e due focus Paese (Etiopia/Tanzania) da parte del direttore dell’Agenzia ICE di Addis Abeba, Riccardo Zucconi e dell’Ambasciata d’Italia in Tanzania. Chiuderanno i lavori le testimonianze dell’azienda italiana Metalmont, dell’azienda kenyota Lentera Africa e dello studio Andersen Tax&Legal. Al termine del seminario, a partire dalle ore 12:00 e fino alle ore 17:00, si terrà una sessione di incontri bilaterali tra le aziende italiane e le aziende africane registrate nel Marketplace.

    Le aziende interessate a partecipare potranno registrarsi sul sito go.confindustria.it/agribusiness-africa.

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    Codeway: cooperazione ancor più strategica anche a...

    AFRICA - Quale sarà il futuro della cooperazione dopo l’epidemia che sta cambiando i paradigmi economici e sociali del mondo intero? Questo l’interrogativo cui è stata dedicata la tavola rotonda di apertura e trasversale a tutti i panel di Codeway 2020, la manifestazione ideata e organizzata da Fiera Roma, dedicata alla cooperazione internazionale allo sviluppo. Come nelle intenzioni all’origine del progetto, Codeway è stata per tre giorni la casa di tutti gli attori della cooperazione, pubblici e privati, che hanno condiviso visioni, competenze e necessità. Nelle tavole rotonde che si sono svolte in forma completamente digitale, come previsto dall’emergenza sanitaria, esponenti istituzionali, protagonisti della ricerca, rappresentanti di ong e membri del tessuto sociale e imprenditoriale si sono succeduti esprimendo tutti una preoccupazione condivisa: che si possa sacrificare il concetto stesso di cooperazione verso i Paesi terzi perché si è concentrati a salvare e ricostruire le economie nazionali. Mentre, come è emerso da tutti i tavoli, la cooperazione, oltre ad aiutare a migliorare le condizioni economiche di altri Paesi, può allo stesso tempo dare respiro alle aziende nazionali, tanto più in un frangente in cui molte di loro si vedono precluse altre possibilità per via della crisi. A sottolineare come la pandemia di Covid-19 stia avendo un impatto profondo in tutto il mondo, non solo sulla salute ma anche sull’economia e il benessere di miliardi di persone, è stata la viceministra agli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Emanuela Del Re, che ha sottolineato come “bisogna impegnarsi per trasformare questa crisi in un’opportunità per una ripresa equa e sostenibile”. Secondo la viceministra, è possibile dare una risposta a una “crisi multi-dimensionale senza precedenti, che ha portato a un aumento delle persone in stato di povertà assoluta - +71 milioni rispetto all’inizio del 2020 -, ha ulteriormente incrementato il numero di persone esposte a insicurezza alimentare (erano 265 milioni prima della pandemia), ha causato l’interruzione di interi cicli scolastici e messo a rischio disoccupazione almeno 1,7 miliardi di lavoratori, svelando le vulnerabilità dei nostri modelli di sviluppo”. E questa risposta passa per “strumenti innovativi per finanziare la ripresa e lo sviluppo, trovando un equilibrio complessivo tra politiche fiscali, economiche e sociali” e incoraggiando la collaborazione tra “governi, privati e organismi della società civile”. Per la viceministra “la cornice universale di riferimento per quello che chiamiamo la ‘migliore ripresa’, il ‘recover better’, di cui si parla molto nel quadro delle Nazioni Unite e in altri fori internazionali” restano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. I tavoli della tre giorni di lavoro hanno toccato temi di stringente attualità: l’energia pulita, sicura ed economica come pietra angolare dello sviluppo sostenibile e il focus sull’accesso all’energia in Africa condotto dalla Fondazione RES4Africa; una riflessione sulle politiche urbane, ambito in cui – ha sottolineato il sottosegretario di Stato per il Ministero dell’ambiente Roberto Morassut – “negli ultimi decenni abbiamo perso terreno e servono nuovi paradigmi che consentano di gestire l’incremento della popolazione delle città in un’ottica di consumo di suolo zero”; una sfida, quella di trovare modelli di urbanizzazione sostenibile, resa ancora più urgente da un “virus che – ha illustrato Elena Granata del Politecnico di Milano - si è rivelato l’urbanista che ha imposto alle nostre città cambiamenti radicali”; i cambiamenti climatici come dato da integrare al 100% nelle strategie di sviluppo, come ha evidenziato Samel Freije-Rodriguez, lead economist di Banca Mondiale; l’agribusiness quale tema chiave per gestire una crisi che si abbatte rovinosamente sull’Africa, dove, ha commentato Piero Sunzini, direttore della ong Tamat, “bisogna sviluppare modelli economici che garantiscano reddito alle popolazioni e soprattutto ai giovani, primi candidati alle migrazioni, creando lavoro e stimolando la produzione alimentare”; settore sanitario e possibilità di affrontare il Covid contando su un’alleanza tra settore profit e non profit sono infine gli argomenti protagonisti dell’ultimo panel (oggi alle 14.30). “Dall’anno prossimo – ha commentato in chiusura Pietro Piccinetti, amministratore unico e direttore generale di Fiera Roma - Codeway tornerà a essere una fiera in carne e ossa e vogliamo che diventi sempre più una casa attrattiva per il settore in tutta la sua interezza e varietà, un appuntamento che promuova uno scambio proficuo tra pubblico e privato. Sempre nell’ottica di mettere il sistema fiere a servizio delle istituzioni, abbiamo avanzato la proposta di istituire un tavolo permanente tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice, Simest, Sace e Aefi – Associazione Esposizioni e Fiere Italiane. Uno strumento – ha concluso Piccinetti - per promuovere l’organizzazione di Fiere nei Paesi emergenti, con un meccanismo vincente per tutti, dal momento che le fiere sono tra i più validi strumenti a sostegno di internazionalizzazione ed export e un fondamentale volano di sviluppo economico e sociale”. [CO]