Mozambico

Guebuza si dimette dalla guida del Frelimo, subentra Nyusi

MOZAMBICO – Si è dimesso ieri dalla presidenza del partito al potere, Armando Guebuza. L’ex capo dello Stato – che a ottobre non aveva partecipato alle elezioni per il limite dei due mandati – ieri ha presentato le sue dimissioni nel corso dell’ultima giornata della IV sessione ordinaria del Comitato centrale del Fronte della liberazione del Mozambico (Frelimo). Guebuza aveva mantenuto la guida del partito, posizione che – secondo gli ordinamenti interni del Frelimo – lo poneva in una posizione di superiorità anche rispetto al nuovo presidente, il più giovane Filipe Nyusi. Quest’ultimo ieri è stato eletto a sua volta alla guida del Frelimo raccogliendo circa il 98% dei consensi.

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Ultimi articoli della sezione Africa Australe

  • Angola Free

    Idrocarburi, rinviata asta per licenze ma data-room...

    ANGOLA - L’Agenza nazionale per il petrolio e il gas (ANPG), responsabile di supervisionare le attività di esplorazione e produzione di idrocarburi in Angola, ha annunciato la disponibilità dei dati relativi a nove blocchi petroliferi.

    A darne notizia sono i media specializzati, dai quali si apprende che la relativa asta per l’assegnazione delle licenze esplorative sarebbe dovuta partire alla fine di maggio ma che, a causa dell’attuale pandemia di covid-19, si è deciso di rinviare la pubblicazione del bando di gara.

    I blocchi oggetto dell’asta sono situati nel bacino onshore del Basso Congo (CON1, CON5, CON6) e in quello di Kwanza (KON5, KON6, KON8, KON9, KON17 e KON20).

    Le parti interessate a consultare i dati relativi ai bacini sopra menzionati e degli altri disponibili, nonché a partecipare a una presentazione dei dati possono ottenere maggiori informazioni consultando il sito internet del concessionario.

  • MalawiZambia Free

    Studio legale sudafricano prosegue espansione all...

    MALAWI / ZAMBIA - Lo studio legale sudafricano Bowmans, in precedenza noto come Bowman Gilfillan, ha reso noto di espandere le proprie attività anche in Malawi e in Zambia.

    Ad annunciarlo è stato il presidente e socio senior dello studio, Robert Legh, sottolineando come la nuova espansione arrivi a quasi un anno dall’annuncio dell’avvio delle attività in Etiopia e Mauritius.

    Secondo Legh, nonostante le difficoltà e le incertezze legate al contesto caratterizzato dalla pandemia di covid-19, la decisione di espandere le attività dello studio in due nuove giurisdizioni è legata alle opportunità esistenti in Malawi e Zambia, che sono tra i Paesi in Africa sub-sahariana che hanno realizzato i maggiori progressi in termini di semplificazione del clima d’affari secondo la Banca Mondiale.

    In base a quel che è stato reso noto, in Malawi lo studio Bowmans ha stretto un’alleanza formale con lo studio PFI Partnerships (PFI) di Elton Jangale, specializzato in fusioni e acquisizioni.

    In Zambia, invece, è stato aperto un nuovo ufficio registrato con il nome B&M Legal Practitioners.

    Considerato uno dei maggiori cinque studi legali sudafricani, Bowmans è ora presente in otto Paesi del continente: oltre al Sudafrica, anche Etiopia, Kenya, Malawi, Mauritius, Tanzania, Uganda e Zambia. [MV]

  • Botswana Free

    Incentivi per sostenere la ripartenza del turismo

    BOTSWANA – Il presidente Mokgweetsi Masisi ha chiesto al governo di incentivare la ripartenza del settore del turismo in Botswana. Mentre si stanno allentando le restrizioni per contenere la diffusione del nuovo coronavirus, Masisi ha incoraggiato iniziative per stimolare sia il turismo domestico che il turismo internazionale. Favorire investimenti nel settore, rendere il turismo locale più accessibile, fanno parte del percorso verso un’accelerazione nella ripartenza. Un accento particolare sarà dato all’agriturismo. A questo riguardo, il governo rivedrà le regole rendendole più flessibili, e autorizzerà la presenza di animali d’allevamento all’intero delle proprietà, per renderle più attraenti per i visitatori. Prima della pandemia, il turismo in Botswana era in crescita, sulle tracce di un master plan per lo sviluppo . Nel 2018 il settore aveva fatturato 2,7 miliardi di dollari, con una maggioranza di visitatori stranieri. Il Botswana, vasto territorio dell’Africa australe con scarsa popolazione, è apprezzato per le sue bellezze naturalistiche, come i parchi nazionali, il Delta dell’Okavango e il deserto del Kalahari. [CC]
  • Zimbabwe Free

    Al via un servizio di taxi elettrici

    ZIMBABWE - Vaya Africa, una società con sede alle Isole Mauritius, creerà una rete di taxi elettrici con l'obiettivo di  promuovere la mobilità sostenibile Zimbabwe. Il servizio è stato sviluppato in collaborazione con l'imprenditore Strive Masiyiwa, presidente e fondatore di Econet Wireless, una società globale di servizi nel comparto delle telecomunicazioni (reti cellulari mobili, rete fisse aziendali, cavi in fibra ottica e servizi satellitari). Vaya Africa ha acquisito una serie di veicoli elettrici Nissan Leaf e ha creato numerose stazioni di ricarica solare. «Questi veicoli non producono CO2 e non generano inquinamento atmosferico. Il nostro obiettivo è rendere incrementare notevolmente il numero di auto elettriche sulla piattaforma Vaya entro i prossimi dieci anni», ha dichiarato Dorothy Zimuto, Ceo di Vaya Mobility. I taxi elettrici messi in circolazione consentiranno a Vaya Africa di risparmiare fino al 40% dei costi di esercizio e di manutenzione ordinaria e del carburante rispetto ai veicoli convenzionali alimentati a combustibili fossili Mentre il servizio viene lanciato in Zimbabwe, Vaya sta perfezionando nuove partnership anche in altri Paesi africani, a cominciare da Kenya, Nigeria, Sudafrica e Zambia. [EC]
  • Zimbabwe Free

    Governo offre più garanzie ai produttori di cannabis

    ZIMBABWE - In Zimbabwe, a chi coltiverà cannabis sarà garantito il 100% della proprietà delle fattorie e delle licenze di produzione: è l'impegno che si è assunto il governo di Harare per attrarre investitori locali e stranieri che vorranno dar vita a piantagioni di canapa. L'offerta è la diretta conseguenza della legalizzazione, approvata nel 2018, della produzione di mbanje (come viene chiamata localmente) a scopi medicinali (l'uso personale come stupefacente è sempre vietato). Lo scorso anno una quarantina di agricoltori locali e 150 stranieri avevano mostrato interesse a entrare nel settore che potrebbe essere molto redditizio. Per favorire lo sviluppo del comparto era necessario un ulteriore passo avanti: la garanzia della proprietà dei terreni e delle licenze. Solo in questo modo i farmer potranno avere la possibilità di investire in tutta sicurezza, utilizzando come garanzia le loro proprietà. «In seguito alla decisione del Consiglio dei ministri e alla riunione di alto livello, sono state apportate modifiche politiche che consentono agli investitori di detenere il 100% della proprietà delle licenze di cannabis medica e delle tenute agricole al fine di migliorare la competitività del settore a livello sia regionale sia globale», ha affermato il ministro della sanità Obadiah Moyo. [EC]  
  • Africa Australe Free

    E-Africa Business Lab: Africa Australe, non solo...

    “E-Africa Business Lab continua”, ha esordito giovedì 28 maggio Alessandra Rainaldi, responsabile del progetto per l’Agenzia Ice, in apertura dei lavori del webinar dedicato all’Africa Australe, ultimo di quattro incontri informativi rivolti alle Pmi italiane, prima dell’inizio dei quattro percorsi settoriali, ciascuno dei quali sarà diviso in tre giornate formative e incentrato su una filiera e due mercati africani (3-4-5 giugno: Agribusiness in Etiopia e Angola; 9-10-11 giugno: Infrastrutture e Costruzioni in Nigeria e Uganda; 16-17-18: Energia in Kenya e Mozambico; 23-24-25: Moda in Ghana e Etiopia). Ma il progetto di ICE Agenzia offrirà anche ai partecipanti, a fine percorso, l'opportunità di arricchire la propria agenda  di contatti operativi da utilizzare alla volta dei mercati subsahariani e prima di tutto di carattere istituzionale: “Il sistema-Italia c’è, è a disposizione e va sfruttato”, ha dichiarato, ancora la Rainaldi a conclusione del suo intervento.

    Ribadendo la necessità di conoscere i contesti locali in un continente caratterizzato da molte realtà diverse ma anche da tante opportunità per il modello imprenditoriale italiano, Mariangela Siciliano, responsabile del programma Education to Export di Sace Simest, partner dell’E-Africa Business Lab, ha evidenziato “la sinergia ideale per affrontare i mercati africani” offerta dal progetto, attraverso la collaborazione di due attori pubblici con Confindustria Assafrica & Mediterraneo, terzo partner dell’iniziativa, allo scopo di conferire un “patrimonio di formazione e conoscenze” alle aziende italiane aderenti. Durante il suo intervento, il direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Pier Luigi D’Agata, ha nuovamente ringraziato Ice e Sace Simest per l’ideazione dell’E-Africa Business Lab e evocato il coinvolgimento dell’Associazione per la regione australe del continente in tre importanti progetti in Angola, Zimbabwe e Congo-Kinshasa, nei settori della formazione professionale, dell’agribusiness, della pesca e dell’industria.

    Moderatore dell’incontro, Massimo Zaurrini, direttore di InfoAfrica/Africa e Affari, ha poi introdotto il topic dell’incontro e precisato che nonostante l’impatto del Covid, la riduzione dei prezzi del settore minerario - in una regione a forte vocazione mineraria, oil&gas, diamanti e oro in primis -, il tasso di crescita più basso del continente e le gravi ripercussioni causate dai cambiamenti climatici, l’Africa Australe si presenta come l’area più stabile, caratterizzata da un’integrazione regionale in seno alla Sadc (Comunità di sviluppo dell'Africa Australe) seconda solo all’Africa Orientale, dalla presenza di servizi finanziari avanzati (in particolar modo per il Sudafrica e Mauritius) e da ottime prospettive e potenzialità nelle filiere delle energie rinnovabili, del turismo, dell’agricoltura, della pesca e del gas naturale con la recente scoperta delle immense riserve del Mozambico.

    Durante l’outlook sui rischi e le opportunità individuati per la regione, Ivano Gioia dell’Ufficio Studi Sace ha indicato che l’export italiano in Africa Australe era ammontato a 2,5 miliardi di euro nel 2019 - di cui quasi un terzo rappresentato dalla sola meccanica strumentale - sottolineando in particolare un calo del 31,5% per i beni intermedi in Sudafrica, compensato da un eccezionale +431% registrato in Zambia per commesse concluse nel campo dell'aeronautica. Partendo dalla disamina di tre Paesi della regione, Gioia ha sottolineato il rimbalzo previsto per il Sudafrica dopo la forte recessione del prossimo anno, i 3,7 miliardi di dollari sbloccati nel 2019 dal Fmi nell’ambito di un programma per la diversificazione dell’economia dell’Angola, il cui Pil è ancora troppo correlato all’andamento dei prezzi del petrolio, e il prossimo ingresso del Mozambico nella cerchia dei maggiori produttori e esportatori di gas naturale del mondo, attraverso progetti che vedono anche il coinvolgimento di imprese italiane.

    Dall'ufficio regionale di Luanda, la direttrice di ICE,  Maria Elisabetta Merlino ha d’altra parte specificato le potenzialità offerte dall’Angola, inclusi settori proponendo un ampio margine alle aziende di piccole dimensioni. Dopo aver evocato i recenti emendamenti alla Legge sugli investimenti privati varati dal governo ma anche sui fondi pubblici stanziati in vari settori, la Merlino ha posto l’accento sull’emergenza crescente di una classe media che determina trasformazioni nei consumi interni e nuove opportunità nel turismo, nell’agroalimentare - tra cui il vino -, nella moda e nell’arredamento.

    Il direttore Ice di Maputo, Gianni Loreti, ha poi ricordato le altissime prospettive attese sul medio periodo in Mozambico per l’imminente sfruttamento delle nuove risorse di gas naturale, con previsioni di crescita all’8,6% per il 2023 e addirittura all’11% per il 2024. Loreti ha anche ricordato l’opportunità offerta dagli Accordi di Partenariato Economico (Ape) per il libero scambio tra l'Ue e la Sadc che esonerano di imposte le importazioni provenienti dall’Africa Australe e di diritti doganali il 74% dell’export europeo in quei Paesi.

    Ricchi di indicazioni utili gli interventi delle testimonianze aziendali, che hanno sollecitato le imprese interessate ai mercati africani a fare sistema, ad adeguare i propri prodotti alle esigenze e ai contesti locali, a mostrarsi flessibili, a investire in progetti di medio e lungo termini ma anche soprattutto a allestire uno showroom o aprire una sede in loco. In questo incontro sono state tre le testimonianze di aziende attive nella regione: la Sunchem, con Sergio Tommasini, la MA AG, per la quale è intervenuta Serena Ruggeri, spiegando come anche una piccola azienda italiana attiva nel settore dei macchinari per l’agricoltura possa lavorare sui mercati africani, e infine quella di Simone Santi, presidente di Leonardo Group & Ccmi, azienda attiva in Mozambico in vari settori dall’Oil & Gas all’immobiliare e all’agroalimentare, passando per le rinnovabili.

    L’ultima parte dell'incontro è stata dedicata alle domande dei partecipanti , post agli  esperti che hanno risposto in modo esauriente a molti interrogativi sulla regione, tra cui l’impennata del terrorismo islamista, i progetti per l’acquacoltura e la pesca, le prospettive per il tessile o ancora il funzionamento del sistema bancario.

    In considerazione del successo riscosso dell’E-Africa Business Lab che ha raggiunto quasi 300 iscrizioni, l’ICE Agenzia ha annunciato che è in cantiere, per il prossimo anno,  una seconda edizione dell’iniziativa. [CN]