Africa

L’Africa orientale emerge come hub commerciale continentale

AFRICA – L’Africa orientale sta negli ultimi anni emergendo sempre di più come un hub commerciale capace di rivaleggiare con i due giganti economici del continente, il Sudafrica e la Nigeria.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Conto alla rovescia per il festival del cinema africano...

    Con il lancio di un nuovo sito internet, è cominciato oggi il conto alla rovescia per la 30ma edizione del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina (Fescaaal) che si terrà dal 20 al 28 marzo interamente online: nove giorni di proiezioni, incontri con gli autori, eventi speciali e multidisciplinari ispirati alle culture dei 3 continenti. Organizzato e promosso dal Centro Orientamento Educativo (Coe), “è un anniversario speciale e un traguardo importante per il Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina” fanno sapere gli organizzatori specificando, attraverso un comunicato, che la mission del Festival è promuovere la conoscenza delle cinematografie dei tre continenti per contribuire ad accrescere la diversità culturale dell’offerta cinematografica in Italia, come fattore di sviluppo e fonte di scambio interculturale, innovazione e creatività. La Zebra prismatica, divenuta ormai simbolo del festival, si veste a festa per celebrare i 30 anni di attività e si riconferma come simbolo di una società in continuo cambiamento. Il claim dell’edizione, MiWorld From A to Zebra, sintetizza la vocazione di ricerca del Fescaaal, che dalla sua nascita, nel 1991, porta a Milano e in Italia la vivace scena artistica e culturale dei tre continenti con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Tra i circa 600 film ricevuti quest’anno ne sono stati selezionati 50 che rappresentano “il meglio” delle ultime produzioni da e su Africa, Asia e America Latina, si legge nella nota. Come sempre il Festival si articolerà in 3 sezioni competitive: il Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, con fiction e documentari dai 3 continenti in anteprima nazionale; il Concorso Cortometraggi Africani, con opere di giovani registi dal continente africano; il Concorso Extr’A, riservato a registi italiani – o stranieri residenti in Italia – con film girati in Africa, Asia o America Latina e con uno sguardo sull’attualità italiana. Come si apprende dal comunicato, “cambia la modalità di vivere il Festival, ma assolutamente non la varietà e la qualità dell’offerta culturale”: 9 giorni di proiezioni sulla piattaforma MYmovies.it accompagnati da incontri con gli autori, eventi speciali e di approfondimento come sempre ispirati alle culture dei 3 continenti, il tutto fruibile in digitale. Tutti i film in programma saranno visibili con la sottoscrizione di un abbonamento, i dibattiti e gli eventi saranno ad accesso libero su Zoom e in streaming sui canali social del Fescaaal. Per approfondire visita il sito www.fescaaal.org.
  • Africa Free

    Vaccini covid, fondi dalla Banca Mondiale per 30 Paesi

    AFRICA - La Banca Mondiale sta preparando un finanziamento d’emergenza per aiutare circa 30 Paesi africani ad accedere ai vaccini anti covid-19, mentre il continente lotta per assicurarsi le dosi e iniziare a immunizzare i gruppi vulnerabili. Lo rende noto Reuters, citando fonti di Banca Mondiale e ricordando che solo una manciata di governi africani ha lanciato campagne di vaccinazione di massa, mentre alcuni Paesi nelle parti più ricche del mondo hanno già somministrato milioni di dosi. Molti stati africani fanno affidamento sul programma di condivisione dei vaccini Covax dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). La Banca Mondiale, secondo le stesse fonti, avrebbe progetti di finanziamento preparati per diversi Paesi africani tra cui Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Niger, Mozambico, Tunisia, eSwatini, Ruanda e Senegal. Non è stato rivelato l’ammontare preciso del finanziamento. “I fondi sono disponibili ora, e per la maggior parte dei Paesi africani, il finanziamento sarebbe a fondo perduto o a condizioni altamente agevolate”, ha detto un portavoce della banca a Reuters. L’Africa ha da poco superato i 100.000 morti di covid. [VGM]
  • Africa Free

    A Brazzaville forum su obiettivi sviluppo sostenibile

    AFRICA - I Paesi africani possono ancora raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030? Le traiettorie di crescita africane e l’impatto della covid-19 stanno attualmente gettando dubbi sulle capacità di alcune nazioni di raggiungere alcuni traguardi in questo settore. Si è riflettuto su tali scenari nel corso del 7° Forum regionale africano per lo sviluppo sostenibile (Arfsd) che, in corso dal 1° al 4 marzo, si è svolto online e fisicamente a Brazzaville, Repubblica del Congo. L’Arfsd, che si tiene quest’anno con il titolo “Costruire meglio in avanti: verso un’Africa resiliente e green per raggiungere l’Agenda 2030 e l’Agenda 2063”, mira a fare il punto sui progressi compiuti verso l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, Sdg) e dell’Agenda 2063, oltre a facilitare lo scambio di informazioni ed esperienze tra i Paesi e promuovere soluzioni e azioni trasformative che accelerino la loro attuazione. Secondo il rapporto sullo sviluppo sostenibile dell’Africa dell’ Economic Commission for Africa (Eca), l’attuazione degli Sdg e dell’Agenda 2063 in Africa ha affrontato diverse sfide anche prima dell’inizio della crisi del covid-19. Prima della pandemia, spiega Eca, le disparità di reddito erano in aumento in tutta la regione; e mentre la povertà estrema era quasi scomparsa in Nord Africa, più del 50% della popolazione dell’Africa centrale viveva sotto la soglia di povertà estrema. Circa nove persone estremamente povere su dieci nel mondo vivono attualmente in Africa. L’Eca avverte quindi che il covid-19 spingerà altri 5-29 milioni di persone sotto la soglia di povertà estrema. Se l’impatto della pandemia non sarà limitato entro la fine del 2021, altri 59 milioni di persone potrebbero subire lo stesso destino, il che porterebbe il numero totale di africani estremamente poveri a 514 milioni di persone. L’Africa, come emerso nel corso della conferenza, continua a sperimentare disparità nell’accesso universale all’energia, all’elettricità e anche ai combustibili e alle tecnologie pulite per cucinare. Mentre i Paesi africani hanno fatto progressi verso l’obiettivo di riduzione delle emissioni e sono riusciti ad aumentare del 4,5% la percentuale di aree di biodiversità chiave tra il 2010 e il 2020, la regione è rimasta vulnerabile al cambiamento climatico con una capacità di risposta limitata. Inoltre, l’Africa ha perso una media di 3,9 milioni di ettari di foresta all’anno tra il 2010 e il 2020 a causa della crescita della popolazione, della povertà e dell’espansione agricola. Di fronte a queste difficoltà, gli esperti dell’Eca hanno suggerito diverse strategie per accelerare la ripresa africana come: creazione e rafforzamento dei sistemi di protezione sociale per la riduzione sostenibile della povertà, e investimenti in fattori chiave come la salute riproduttiva, la salute mentale, l’accesso all’assistenza sanitaria di base e l’istruzione; il miglioramento dell’ambiente attraverso politiche di estrazione e uso sostenibile delle risorse naturali; l’investimento in tecnologie moderne e digitali per aumentare la produttività e incoraggiare l’innovazione; l’adozione di un approccio incentrato sulle persone quando si affrontano questioni relative alla governance, alla pace e alla sicurezza. Per finanziare questi sforzi, l’Eca ha raccomandato l’uso di un approccio multilaterale coordinato per la riduzione del debito, la ristrutturazione del debito e il finanziamento dello sviluppo, nonché la mobilitazione delle risorse interne. E’ stato inoltre presentato l’Integrated Planning and Reporting Toolkit (Iprt), progettato per aiutare i Paesi africani a facilitare l’integrazione degli Sdg dell’Agenda 2063 nei loro piani di sviluppo nazionali e il monitoraggio della loro attuazione. [VGM]
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    Italia finanzia tre progetti in Africa con Unido

    AFRICA - L’Italia finanzia tre nuove iniziative di sviluppo che riguardano l’Africa: lo hanno annunciato il Rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, ambasciatore Alessandro Cortese, e il  Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido), il cinese Li Yong. Lo si apprende da un comunicato della stessa Unido. Il progetto, “Operatività e sostenibilità dei parchi agroindustriali integrati (Iaip) in Etiopia”, contribuirà allo sviluppo del settore agroindustriale del Paese e alla creazione di posti di lavoro dignitosi e opportunità economiche nelle zone rurali. Il programma continentale “Opportunità per l’occupazione giovanile in Africa” ​​sviluppato congiuntamente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e Unido, secondo i promotori accelererà gli sforzi nell’area della creazione di posti di lavoro per i giovani africani, in particolare attraverso l’agribusiness e lo sviluppo dell’imprenditorialità. Il terzo progetto, “Politiche industriali per un’economia circolare”, fornirà un programma di formazione dedicato ai responsabili politici di Libano, Marocco e Tunisia per promuovere pratiche di economia circolare. Sarà realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e l’Università degli Studi Roma Tre. Alla firma, l’ambasciatore Cortese ha dichiarato: “La crisi senza precedenti causata dalla pandemia covid-19 sta allontanando il mondo dal percorso previsto dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile . L’Italia resta impegnata a collaborare con Unido al fine di ricostruire e garantire un futuro più equo, inclusivo, sostenibile, resiliente e più verde, anche attraverso la nostra Presidenza del G20 e la co-Presidenza della COP26 “. Li Yong ha osservato che i tre progetti sono la prova che la cooperazione internazionale è fondamentale per affrontare le crisi globali e per accelerare i progressi verso il raggiungimento dell’Agenda 2030, aggiungendo: “Con la continua assistenza del governo italiano, uno dei principali donatori di Unido, l’organizzazione è stata in grado di mantenere il suo mandato e di promuovere uno sviluppo industriale inclusivo e sostenibile, in particolare in questo momento con il progresso dello sviluppo frenato dalla pandemia di covid-19”. [CC]
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    Un portale per facilitare accesso a informazioni...

    AFRICA - E' stato ufficialmente lanciato il nuovo portale online eTradeHubs che si propone come sportello unico per ottenere informazioni commerciali e doganali.

    Lo strumento, promosso dalla Camera di commercio internazionale (ICC) in collaborazione con West Blue Consulting, United Parcel Services (UPS) e Trade Law Center (TRALAC) offre attualmente informazioni su Ghana, Kenya, Nigeria, Sudafrica e Zambia, ma ambisce a espandersi in una prima fase a tutti gli altri Paesi dell'Africa occidentale e progressivamente al resto del continente.

    Secondo quel che viene reso noto, il portale si propone come strumento fondamentale per imprenditori e commercianti interessati a  importare materie prime o esportare prodotti finiti, ricevendo informazioni sui dazi doganali e sulla documentazione necessaria, senza la necessità di visitare più agenzie di regolamentazioni e altre entità.

    Per approfondire è possibile visitare il portale al sito internet www.etradehubs.com. 

  • Africa Free

    Conferenza sul futuro della salute africana

    AFRICA - E' in programma, tra una settimana, la conferenza sul futuro della salute africana: l’Africa Health Agenda International Conference (Ahaic2021) che si terrà, in versione virtuale, dall’8 al 10 marzo. All’evento sono previsti interventi di Capi di Stato di tutto il continente africano, la cui partecipazione sarà confermata nelle prossime settimane, nonché della Dott.ssa Matshidiso Moeti, Direttrice dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Africa, e di un’ampia selezione di massimi esperti in merito di sanità pubblica. Gli obiettivi chiave dell’Ahaic 2021 – organizzata da Amref Health Africa, Africa Cdc, Ifpma, Roche e Takedasono – sono riaffermare gli impegni per promuovere lo slancio per un’azione tangibile e collettiva verso la copertura sanitaria universale (Uhc), condividere le più recenti ricerche, conoscenze e dati per lo sviluppo di soluzioni e politiche volte a fronteggiare le sfide sanitarie più urgenti, e avviare partnership e attività significative ed intersettoriali, per creare un cambiamento duraturo. Tantissimi, infatti, i temi che verranno analizzati; dal vaccino anti-covid, al ruolo della tecnologia, ai cambiamenti climatici, all’importanza di una leadership sanitaria nazionale e globale onnicomprensiva ed inclusiva, anzitutto per sesso, fino al raggiungimento della copertura sanitaria universale entro il 2030. Nell’ambito della tecnologia, per esempio, l’assunto che ne sottolineerà l’importanza all’interno delle discussioni che si terranno, è che quest’ultima sta trasformando la totalità della sfera sanitaria. Secondo recenti studi, meno del 50% della popolazione africana ha accesso a strutture sanitarie avanzate, ma l’innovazione tecnologica sta trasformando la diagnostica sanitaria, il trattamento, la raccolta dei dati e l’esperienza dell’utente in Africa. Inoltre, secondo l’Oms, la pandemia da covid ha galvanizzato lo sviluppo di oltre 120 innovazioni tecnologiche sanitarie che sono state sperimentate o adottate nel continente, comprese le tecnologie di sorveglianza, tracciamento dei contatti, impegno della comunità, prevenzione e controllo, e molto altro. Ulteriori discussioni che si terranno nel corso dell’Ahaic saranno incentrate sulla leadership africana per il raggiungimento dell’Uhc entro il 2030, nonostante l’impatto senza precedenti di una pandemia globale sui fragili sistemi sanitari del continente. L’obiettivo è adottare un approccio globale alla sicurezza sanitaria e rafforzare i meccanismi di responsabilità per garantire la salute a tutti. L’Health Agenda International Conference, con oltre 1.000 partecipanti previsti, vedrà gli interventi di un’ampia selezione di alcuni dei massimi esperti in merito di sanità pubblica. Tra questi, la Dott.ssa Matshidiso Moeti, direttrice dell’ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Africa, il Dr. John N. Nkengasong, virologo camerunese e direttore dell’Africa Centers for Disease Control and Prevention; il Prof. Francis Omaswa, direttore esecutivo dell’African Center for Global Health and Social Transformation (Achest); il Prof. Edwine Barasa, direttore del programma di Nairobi presso il KEMRI-Wellcome Trust Research Program e capo dell’Health Economics Research Unit (Heru); la Dott.ssa Shakira Choonara, ambasciatrice della Gioventù dell’Unione Africana, operatrice di sanità pubblica e ambasciatrice dell’Operazione Smile per il Sudafrica; la Dott.ssa Anastacia Tomson, medico e attivista per i diritti sanitari LGBT. Per registrarsi, visitare il sito www.ahaic.org. [VGM]