Kenya

Nuovi fondi UE per l’emergenza dei rifugiati

KENYA – In occasione della visita nel Paese il 17 e il 18 settembre scorsi, il commissario allo Sviluppo e la cooperazione internazionale dell’Unione Europea, Neven Mimica, ha partecipato a un incontro bilaterale con il presidente Uhuru Kenyatta.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Kenya Free

    Fondi europei per Equity Bank

    KENYA - L'Unione Europea e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno stanziato una cifra pari a 120 milioni di euro a favore di Equity Bank per consentirle aumentare i finanziamenti alle aziende keniane colpite dall'impatto economico causato dall'emergenza sanitaria legata alla pandemia di covid-19.

    A renderlo noto è stata la stessa BEI, precisando che il pacchetto di finanziamenti sosterrà l'accesso ai finanziamenti a condizioni adeguate per le PMI keniane, anche nel settore agricolo, attraverso un prestito di 100 milioni di euro offerto dalla BEI e una sovvenzione di 20 milioni di euro dall'UE.

    In base a quel che viene reso noto, il sostegno rafforzerà ulteriormente la capacità di Equity Bank di valutare, eseguire e monitorare progetti di investimento a più lungo termine nelle catene del valore agricole e sviluppare ulteriormente la fornitura di finanziamenti a lungo termine per l'agricoltura.

    Secondo le informazioni a disposizione, l'agricoltura contribuisce per circa il 51% al PIL del Kenya (26% direttamente e un ulteriore 25% indirettamente), occupando il 60% della forza lavoro e rappresentando il 65% del totale delle esportazioni. [MV]

  • Tanzania Free

    Elettricità per i treni tra Dar es-Salaam e Morogoro

    TANZANIA - La compagnia statale Tanzania Electric Supply Company Limited (Tanesco) produrrà 70 MW di elettricità per alimentare la prima fase della ferrovia a scartamento standard (Sgr) in Tanzania. Lo ha annunciato il ministro dell'Energia, Medard Kalemani, che ha precisato che la costruzione delle linee elettriche tra Kinyerezi, nella regione di Dar es Salaam, e Kingorwira, a Morogoro, è ora completata. “Abbiamo investito 30,7 milioni di dollari nella realizzazione dell'infrastruttura elettrica necessaria per la prima fase della Sgr. Il progetto è realizzato al 100%”, ha assicurato il ministro, precisando che i 70MW saranno immediatamente utilizzati nella Sgr dalla Tanzania Railways Corporation (Trc) per i suoi treni alimentati da elettricità. Kalemani ha peraltro dissipato i timori sul funzionamento dei treni Sgr in caso di interruzione di corrente, affermando che le locomotive importate saranno dotate di sistemi di risparmio energetico integrati per mantenerle cariche per non meno di un'ora: "In primo luogo, le interruzioni di corrente saranno ridotte, ma in secondo luogo, le locomotive funzioneranno in modo tale da essere in grado di mantenersi alimentate per un'ora o due dal momento in cui si verifica un'interruzione di corrente", ha garantito il ministro. [CN]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, previsto incontro tra Egitto e Sudan

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi guiderà sabato prossimo una delegazione di alto livello a Khartoum, in Sudan, dove incontrerà il presidente del Consiglio sovrano di transizione, il generale Abdel Al-Fattah Al-Burhan, per discutere dei rapporti bilaterali e di questi regionali e internazionali di comune interesse. 

    Lo ha annunciato la ministra degli Esteri sudanese, Mariam Al-Saddiq Al-Mahdi, durante una visita al Cairo per un vertice della Lega araba, nel corso della quale è stata ricevuta da al Sisi e ha incontrato l’omologo egiziano Sameh Shoukry.

    Tema centrale degli incontri la controversa diga Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd) in costruzione sul Nilo Azzurro, al confine dell’Etiopia con il Sudan. Secondo quanto riportato dai media egiziani, Sisi ha ribadito “la posizione ferma dell’Egitto sull’inevitabilità di un accordo legalmente vincolante” tra i tre paesi riguardo alle regole di riempimento del bacino e di funzionamento della Gerd, in modo da tutelare in particolare i diritti idrici dei due paesi a valle, ossia Egitto e Sudan.

    Il Cairo e Khartoum vorrebbero arrivare all’accordo prima di luglio, quando ci sarà il secondo riempimento del bacino della diga. Nella conferenza stampa tenuta con Shoukry, la ministra sudanese ha rinnovato l’appello all’Etiopia per una ripresa dei negoziati, affermando che il secondo riempimento del bacino “mette a rischio la vita di 20 milioni di cittadini sudanesi”. Da parte sua, Shoukry ha chiesto ad Addis Abeba di dare prova di buona volontà, sottolineando che non si possono sostenere negoziati “senza fine”.

    Egitto e Sudan stanno cercando di dare vita a un meccanismo negoziale sostenuto dall’Unione africana (Ua) che porti alla creazione di un quartetto internazionale, guidato dall’attuale presidente di turno dell’Ua, la Repubblica democratica del Congo, composto da Ua, Unione europea, Stati Uniti e Nazioni Unite.

    Dopo la fallita mediazione della precedente amministrazione di Donald Trump, la scorsa settimana Washington ha fatto sapere di aver avviato una revisione della propria politica sulla Gerd. “Sappiamo che la Gerd è una questione importante per le tre parti – ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price – stiamo rivedendo la nostra politica sulla Gerd e valutando il ruolo che possiamo svolgere per facilitare una soluzione tra le parti”.

    Una volta completata la Gerd sarà la diga più grande del continente africano, con una potenza complessiva di 6.000 MW, su cui Addis Abeba punta per sostenere la crescita economica e sociale del Paese. La diga permetterà anche di fornire energia ai paesi vicini. L’Etiopia ha fatto sapere di recente di aver completato circa il 78% dei lavori, ribadendo che non è sua intenzione nuocere a Sudan ed Egitto.  [SS]

  • AfricaEtiopiaMaroccoTunisia Free

    Italia finanzia tre progetti in Africa con Unido

    AFRICA - L’Italia finanzia tre nuove iniziative di sviluppo che riguardano l’Africa: lo hanno annunciato il Rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, ambasciatore Alessandro Cortese, e il  Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido), il cinese Li Yong. Lo si apprende da un comunicato della stessa Unido. Il progetto, “Operatività e sostenibilità dei parchi agroindustriali integrati (Iaip) in Etiopia”, contribuirà allo sviluppo del settore agroindustriale del Paese e alla creazione di posti di lavoro dignitosi e opportunità economiche nelle zone rurali. Il programma continentale “Opportunità per l’occupazione giovanile in Africa” ​​sviluppato congiuntamente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e Unido, secondo i promotori accelererà gli sforzi nell’area della creazione di posti di lavoro per i giovani africani, in particolare attraverso l’agribusiness e lo sviluppo dell’imprenditorialità. Il terzo progetto, “Politiche industriali per un’economia circolare”, fornirà un programma di formazione dedicato ai responsabili politici di Libano, Marocco e Tunisia per promuovere pratiche di economia circolare. Sarà realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e l’Università degli Studi Roma Tre. Alla firma, l’ambasciatore Cortese ha dichiarato: “La crisi senza precedenti causata dalla pandemia covid-19 sta allontanando il mondo dal percorso previsto dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile . L’Italia resta impegnata a collaborare con Unido al fine di ricostruire e garantire un futuro più equo, inclusivo, sostenibile, resiliente e più verde, anche attraverso la nostra Presidenza del G20 e la co-Presidenza della COP26 “. Li Yong ha osservato che i tre progetti sono la prova che la cooperazione internazionale è fondamentale per affrontare le crisi globali e per accelerare i progressi verso il raggiungimento dell’Agenda 2030, aggiungendo: “Con la continua assistenza del governo italiano, uno dei principali donatori di Unido, l’organizzazione è stata in grado di mantenere il suo mandato e di promuovere uno sviluppo industriale inclusivo e sostenibile, in particolare in questo momento con il progresso dello sviluppo frenato dalla pandemia di covid-19”. [CC]
  • Kenya Free

    A metà strada i lavori della linea ferroviaria...

    KENYA - È attualmente completato al 50% il progetto di linea ferroviaria da 24,6 milioni di dollari tra Naivasha-Icd (Inland Container Depot), nella contea di Nakuru, e Longonot, entrambe località della Rift Valley. Lo ha annunciato la Kenya Railways Corporation (Krc), dopo che i lavori sono stati recentemente ispezionati dal direttore del National Development Implementation and Communication Cabinet Committee (Ndiccc), Eugene Wamalwa, nonché dai segretari di gabinetto per il Turismo, Najib Balala, per i Trasporti, James Macharia, e per il Commercio, Betty Maina. “La riabilitazione delle linee ferroviarie nazionali annunciata dal governo mira a migliorare l'accessibilità e la funzionalità, un processo che migliorerà il contributo delle linee alla crescita nazionale”, ha dichiarato il presidente della Krc, Omudho Awitta. L’obiettivo del progetto è di integrare la Standard Gauge Railway (Sgr) e la rete esistente della ferrovia a scartamento metrico (Mgr) per formare una nuova linea ferroviaria continua a scartamento di 24,35 km collegando il deposito di Naivasha a Longonot, contribuendo a facilitare il movimento delle merci dal porto di Mombasa fino al Lago Vittoria, attraverso Kisumu, e a Malaba, nella contea di Busia, al confine occidentale con l'Uganda. Il progetto Naivasha-Longonot prevede anche la costruzione di due nuove stazioni ferroviarie. L'intero progetto di Naivasha Icd-Malaba ha ricevuto 33,8 milioni di dollari dal Tesoro nel bilancio supplementare 2020/21. I lavori della linea tra Longonot e Malaba dovrebbero essere completati entro il 2021. Altri progetti realizzati per migliorare il trasporto ferroviario includono la riabilitazione dei treni pendolari di Nairobi insieme alla messa in servizio delle unità mobili diesel (Dmu) volute dal presidente Uhuru Kenyatta. [CN]
  • Rwanda Free

    Allo studio nuove case per famiglie sfollate a causa...

    RWANDA - Il governo di Kigali sta progettando di costruire case per 14.051 famiglie. Lo ha dichiarato l’Unità di risposta presso il ministero per la Gestione delle Emergenze (Minema) del Rwanda, precisando che l’iniziativa si propone di fornire alloggi in tutto il paese alle famiglie le cui case sono state distrutte da disastri naturali o di trasferirle in zone meno a rischio. "Dobbiamo costruire case per 11.696 famiglie mentre a 2355 famiglie verranno offerti appezzamenti di terreno in zone sicure perché possano costruire case per se stesse", ha detto il direttore de l’Unità di Risposta, Philippe Habinshuti, durante la diffusione virtuale delle previsioni per la stagione delle piogge da marzo a maggio 2021 e la presentazione del bilancio della stagione precedente. Secondo i dati ufficiali, i disastri naturali del 2020 hanno danneggiato almeno 8013 case, 95 scuole, quattro centri sanitari, 151 strade, 102 ponti, 22 luoghi di culto, 26 sistemi di approvvigionamento idrico, 96 linee di trasmissione elettrica, 16 uffici amministrativi, sei mercati, una fabbrica, quasi sei milioni di aree coltivate e 458 ettari di foreste, mentre 290 persone hanno perso la vita, altre 398 hanno riportato ferite e 3491 capi di bestiame sono morti. Secondo il direttore Habinshuti, le perdite avvenute negli scorsi mesi di gennaio e febbraio a causa di forti piogge sono state insolite rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. “Le perdite dovute a catastrofe sono aumentate del 50% rispetto agli ultimi tre anni. Da gennaio a oggi, almeno 34 persone hanno perso la vita mentre 76 sono rimaste ferite. Strade danneggiate, unità abitative, tra gli altri, rappresentano il doppio delle perdite subite durante le ultime piogge torrenziali", ha ancora detto. [CN]