Camerun

Tre giornate di incontri per partenariato industriale a Douala

CAMERUN – Per tre giorni, dal 20 al 23 ottobre prossimi, si svolgerà la prima edizione delle “Giornate di incontri internazionali e del partenariato industriale”, evento organizzato a Douala con l’obiettivo di favorire la creazione di collaborazioni e partnership tra le imprese africane e italiane al fine di rendere efficaci le PMI locali e media industria nella realizzazione di grandi progetti.

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Ultimi articoli della sezione Africa Centrale

  • R. Centrafricana Free

    Firmati due accordi con AfDB

    REP CENTRAFRICANA - Il governo di Bangui e la Banca Africana di Sviluppo (Afdb) hanno firmato due accordi di sovvenzione per finanziare la modernizzazione dell’aeroporto della capitale e combattere l’insicurezza alimentare in due prefetture nella parte centro-settentrionale del Paese. Lo si apprende da un comunicato della stessa Banca nel quale viene precisato che entrambi gli accordi sono stati siglati dal ministro dell’Economia, della Pianificazione e della Cooperazione della Repubblica Centrafricana, Félix Molou, e dal Country Officer della Afdb, Mamady Souaré. I protocolli d’intesa riguardano, da un lato, il progetto di sostegno alla modernizzazione dell’aeroporto internazionale di Bangui-Mpoko, fase II (Pamab II) e, dall’altro, il progetto di sostegno alla resilienza e alla sicurezza alimentare e nutrizionale nelle prefetture di Kemo e Ouaka (Parsanko). Accogliendo la firma di questi accordi, Mamady Souaré ha detto, riferisce la nota, che gli accordi riflettono “l’eccellente cooperazione” tra la Repubblica Centrafricana e l’Afdb. Il Pamab II, finanziato per 11,44 milioni di dollari, mira a consolidare il ruolo del trasporto aereo nel servire la Repubblica Centrafricana attraverso servizi aeroportuali sicuri, efficienti e di qualità che soddisfino gli standard internazionali. Questa seconda fase completa Pamab I e il progetto di supporto per l’Autorità Nazionale dell’Aviazione Civile. L’intero progetto di modernizzazione dell’aeroporto ha un budget di circa 18,36 milioni di dollari, compresa la controparte nazionale. Le attività selezionate nel quadro di Pamab II riguardano il miglioramento della sicurezza e della qualità degli aeroporti, la facilitazione e la segnaletica, nonché il sostegno al settore dell’aviazione. Il progetto permetterà così di aggiornare il terminal, migliorare il controllo dei passeggeri, la gestione dei bagagli e attrezzare meglio l’area merci. Parsanko, che vale 27,39 milioni di dollari, include il cofinanziamento del fondo multilaterale Global Agricultural Food Security Programme (Gasfp) e sostiene la trasformazione del settore agricolo. Come precisa Afdb nel comunicato, Gasfp dovrebbe stimolare gli investimenti in agricoltura, promuovere il settore privato nazionale e l’occupazione giovanile attraverso l’abbinamento di formazione e occupazione. Promuoverà la nascita di micro, piccole e medie imprese, con l’obiettivo di migliorare l’occupazione dei giovani in questo settore, oltre a sostenere la produzione agro-pastorale e le iniziative comunitarie. Per la produzione di colture, la priorità sarà data ai settori del mais, della manioca, delle arachidi e del risone. L’enfasi sarà posta su pollame, maiali e capre e pecore per la produzione di bestiame. Per permettere alle popolazioni beneficiarie di beneficiare durevolmente del progetto, gli sforzi saranno dedicati all’educazione finanziaria, alla strutturazione e alla professionalizzazione delle unioni di produttori e allo sviluppo dell’imprenditoria rurale, in particolare quella dei giovani e delle donne. Parsanko sosterrà anche la promozione della nutrizione, l’accesso all’acqua e la salute attraverso il sostegno alle mense scolastiche, la costruzione di centri sanitari e di pozzi. [VGM]
  • Camerun Free

    Operativa entro giugno la centrale elettrica di Mbakaou

    CAMERUN - La mini-centrale idroelettrica camerunese di Mbakaou, nella regione di Adamaoua, avrà una capacità di 1,4 Mw espandibile a 2,8 e sarà consegnata il prossimo mese di giugno. La consegna era prevista per il 2020. Lo annuncia la società francese Ied Invest in un documento ufficiale reso noto il 22 febbraio e ripreso dalla stampa camerunese. Grazie a una rete di media e bassa tensione costruita su circa 40Km la mini centrale idroelettrica di Mbakaou rifornirà otto villaggi nella parte settentrionale del Camerun. Secondo i dati dell’Agenzia per l’elettrificazione rurale (Aer) nel primo anno questa infrastruttura collegherà circa 1900 nuove persone alla rete elettrica nazionale. L’investimento, pari a 5,8 milioni di euro finanziati dall'Agenzia francese di sviluppo (AFD) e dall'Unione europea, porterà anche notevoli risparmi per Eneo, la concessionaria del servizio pubblico di elettricità in Camerun, che fino ad ora ha fornito energia termica ad alcune località di questa parte del Paese. [ASB]
  • R.D. Congo Free

    Allo studio un nuovo piano urbanistico per Goma

    REP DEM CONGO - Le autorità provinciali del Nord Kivu hanno avviato le attività per dotare la città di Goma di un nuovo piano di sviluppo urbanistico.

    A riportarlo sono i media locali, precisando che il progetto si integra con il Programma di sviluppo urbano (PDU) elaborato dal governo di Kinshasa in collaboazione con l'Istituto superiore di architettura e urbanistica (ISAU).

    Secondo le informazioni rese note, Goma è una delle quattro città pilota del progetto finanziato dalla Banca mondiale, insieme a Bukavu, Matadi e Kikwit.

    Muhindo Rodriguez, ministro provinciale del Nord Kivu incaricato dell'urbanistica, ha sottolineato come il nuovo piano per Goma dovrebbe correggere lo sviluppo che ha vissuto la città senza piano urbanistico.

    "Le nostre città sono esistite come occupazioni de facto - ha detto Rodriguez - Alcuni territorio non sono mai stati urbanizzati in precedenza. Le città devono essere urbanizzate a monte in modo che le popolazioni vengano a viverci dopo, ma gli abitanti hanno preceduto l'urbanizzazione”.  [MV]

  • R.D. Congo Free

    Kivu, ribelli Fdlr chiedono inchiesta indipendente

    REP DEM CONGO - “Respingiamo categoricamente le accuse rivolte alle Fdlr, accuse che abbiamo visto circolate in alcuni media, e deploriamo l’atto ignobile commesso da questi criminali. Non sappiamo finora chi siano gli autori, ma quello che sappiamo, è che tutto è accaduto in prossimità di una postazione delle Fardc (le forze armate congolesi, Ndr) nei pressi della frontiera tra Congo e Rwanda”: lo ha detto stamani a InfoAfrica il portavoce delle Forze democratiche per la liberazione del Rwanda, Cure Ngoma, che ha firmato il comunicato con quale, ieri, il gruppo ribelle di origine ruandese ha preso le distanze dall’imboscata costata la vita all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci, e all’autista congolese Mustapha Milambo nel Nord Kivu, a circa 25 km dalla città di Goma, sull’asse verso Rutshuru.

    “Nella zona sono anche presenti in gran numero le forze di difesa ruandesi”, aggiunge Ngoma, riferendosi a truppe regolari dell’esercito di Kigali, che operano, secondo il portavoce ribelle, in connivenza con le Fardc.

    “Chiediamo un’inchiesta indipendente per determinare chi sia all’origine dell’accaduto” ha aggiunto Ngoma.

    Entrate in Repubblica democratica del Congo a ridosso del genocidio ruandese del 1994 contro i tutsi, le Fdlr, all’origine una milizia hutu, sono da anni accusate di violenze e scontri nel fertile e ricco territorio del Nord-Kivu. A InfoAfrica, il loro portavoce sostiene di rivendicare un possibile ritorno in pace in patria – il Rwanda – chiedendo un sostegno da parte della comunità internazionale. 

    “Chiediamo alla comunità internazionale di aiutarci a rientrare con dignità nel nostro Paese natale, a influenzare il regime di Kigali. L’est del Congo non è il nostro Paese. Il nostro Paese è il Rwanda”. Sono 27 anni circa che Ngoma si trova in Congo. Alla domanda su quanti siano i membri dell’Fdlr, il portavoce non ha voluto fornire un numero.

    La reazione dell’Fdlr ha a sua volta suscitato rabbia nell’opinione pubblica, che ricorda quanto il conflitto con questa e altre milizie armate nell’est del Congo sia causa di sofferenze tra i civili e di ostacoli alla pace e allo sviluppo. [CC]

  • R.D. Congo Free

    Kivu, ribelli Fdlr negano responsabilità attacco...

    REP DEM CONGO - “Le Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda, in acronimo Fdlr, condannano con tutte le proprie forze il vile assassinio dell’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo e del suo autista e smentiscono categoricamente le parole delle autorità congolesi che le accusano di essere gli autori ancor prima di una seria indagine sulla questione”. Inizia così un comunicato stampa delle stesse Fdlr pervenuto questa mattina ad InfoAfrica nel quale il gruppo, su cui ieri le autorità congolesi avevano subito puntato il dito, afferma “di non essere stato coinvolto nell’attacco”.

    Nella nota, le Fdlr  chiedono “alle autorità congolesi e alla Monusco di fare piena luce sulle responsabilità di questo vile assassinio invece di ricorrere ad accuse affrettate”.

    Nel comunicato le Fdlr sostengono che il convoglio dell’ambasciatore è stato attaccato in un’area nota come “tre antenne “vicino a Goma al confine con il Rwanda “non lontano da una posizione Fardc (esercito congolese, ndr) e di soldati dell’esercito ruandese”.

    Secondo la nota delle Fdlr giunta ad InfoAfrica/AGI, “le responsabilità di questo spregevole assassinio sono da ricercare nelle fila di questi due eserciti e dei loro sponsor che hanno stabilito un un’alleanza innaturale per perpetuare il saccheggio dell’Est del Congo”.

    E’ bene evidenziare che lo scambio di accuse riflette il clima di forte tensione politica esistente tra le Fdlr da un lato e Kinshasa e l’esercito ruandese dall’altro.

    Le Fdlr, in conclusione della nota, “porgono le loro condoglianze alle famiglie dei defunti, al governo e agli Italiani, e assicurano loro tutta la loro simpatia e vicinanza”.

  • Repubblica Congo Free

    Avviati i lavori di una seconda raffineria di petrolio

    REPUBBLICA DEL CONGO - Sono stati avviati lo scorso fine settimana nei pressi di Pointe-Noire, nel Sud del paese, sull’Oceano Atlantico, i lavori di costruzione della seconda raffineria di petrolio della Repubblica del Congo alla presenza del capo di Stato, Denis Sassou N’Guesso. Si tratta di un progetto strutturato da un accordo di investimento concluso nel 2020 tra il governo congolese e il gruppo cinese Beijing Fortune Dingheng Investment Co Ltd. Secondo fonti di stampa locali, la Raffineria Petrolchimica Atlantica, frutto di un contratto di 600 milioni di dollari, sarà costruita su 240 ettari a Fouta, sulla strada di confine con l'enclave angolana della Cabinda e dovrà essere consegnata nel 2023. L’impianto avrà una capacità di 2,5 milioni di tonnellate all'anno, e, secondo il ministro degli Idrocarburi, Jean-Marc Thystère Tchicaya, questa capacità potrà anche essere aumentata se necessario. "La raffineria produrrà benzina per auto e aviazione, gas di petrolio liquefatto, diesel, lubrificanti, bitume e cherosene", ha inoltre precisato Thystère Tchicaya. L’altra raffineria del Congo, la Congolaise de raffinage (Coraf), operativa da quasi 40 anni, non funziona più a pieno regime e adempie solo per 1,2 milioni di tonnellate all'anno al fabbisogno del paese. [CN]