Africa

Facebook e Eutelsat portano la banda larga in Africa subsahariana

AFRICA – L’operatore satellitare europeo Eutelsat communications e Facebook hanno annunciato la nascita di un nuovo progetto per portare la banda larga in Africa subsahariana.

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  • Africa Free

    AfCFTA, entro giugno conclusi negoziati su regole di...

    AFRICA - I negoziati in corso tra gli Stati membri dell'Area continentale africana di libero scambio (AfCFTA) per completare le regole di origine dovrebbero concludersi entro giugno di quest'anno.

    A dirlo è stato il capo del Dipartimento sulle regole di origine per i Paesi africani presso il ministero egiziano del Commercio e dell'Industria, Ehab Fathy, precisando che finora sono state finalizzate le regole di origine su oltre l'81% dei prodotti interessati al libero scambio nell'ambito dell'AfCFTA.

    Fathy ha inoltre aggiunto che sono attualmente in fase di negoziazione il restante 18% -19% delle regole di origine, che riguardano alcuni articoli di base su cui non è stato ancora raggiunto un accordo, vale a dire pesce e crostacei, pelle, vestiti, tessuti e automobili.

    Riportando la notizia, i media egiziani ricordano che le merci che saranno oggetto di libero scambio sono state suddivise in tre diversi elenchi, con il primo elenco relativo a merci non sensibili e comprendente il 90% delle voci tariffarie doganali. Per queste merci, i Paesi con economie emergenti ridurranno gradualmente le proprie voci doganali in un arco di cinque anni mentre i Paesi meno sviluppati avranno fino a 10 anni di tempo.

    Il secondo elenco di merci sensibili comprende il 7% delle voci tariffarie doganali ed è rappresentato da quelle merci di cui i Paesi hanno bisogno per proteggere le loro industrie. La graduale riduzione dei dazi doganali avverrà in 10 anni per i paesi in via di sviluppo e in 13 anni per i paesi meno sviluppati.  Il terzo elenco, invece, comprende le merci escluse, che rappresentano il 3% delle voci tariffarie doganali, che verranno riviste ogni cinque anni. [MV]

  • Africa Free

    Spotify guarda al continente, ma ci sono degli outsider

    AFRICA - Spotify, servizio di streaming musicale, ha annunciato che nei prossimi giorni verrà lanciato in altri 39 Paesi del continente africano: a darne notizia è la piattaforma stessa anche attraverso la sua pagina Twitter. Ad ora Spotify in Africa è disponibile solo in Sudafrica e negli stati nordafricani. I Paesi che ne potranno, a breve, usufruire sono: Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Capo Verde, Camerun, Ciad, Comore, Gibuti, Guinea Equatoriale, Eswatini, Gabon, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Kenya, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mauritius, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Ruanda, Sao Tome e Principe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe. Nel frattempo, però, è stato creato nel continente lo Spotify cento per cento africano: si chiama Mdundo e ha sede in Kenya la piattaforma di riproduzione musicale ormai disponibile in tutta Africa per gli ascoltatori e gli artisti del continente. Nata da un progetto del danese Martin Nielsen, Mdundo ha l’ambizione di colmare il vuoto lasciato dalle più note Spotify o Apple Music, fino ad oggi solo parzialmente disponibili. Nielsen ha voluto  creare un’alternativa per l’Africa trascurata dai giganti dello streaming globale. Il servizio è disponibile in tutto il continente, anche se fino a poco tempo fa si concentrava principalmente sulla regione  orientale. “Crediamo che se crei un prodotto abbastanza interessante per gli utenti, questi si allontaneranno dallo streaming illegale e saranno garantiti gli interessi dei titolari dei diritti ” ha spiegato l’imprenditore alla Cnn Business. Secondo la Confederazione internazionale degli autori e dei compositori, i suoi membri africani hanno raccolto solo 72 milioni di euro (88 milioni di dollari) in tasse di licenza musicale durante il 2018, meno dell’1% del totale globale. Mdundo, che significa “ritmo” in swahili, si sta concentrando sul suo modello gratuito, in cui gli utenti scaricano, invece che in streaming, la musica di 80.000 artisti gratuitamente. Prima di ogni traccia viene riprodotto uno spot pubblicitario da cinque a 10 secondi. [VGM
  • AfricaNigerUganda Free

    Progetti ampliamento oleodotti, due paesi africani sul...

    UGANDA/NIGER - Dietro solo agli Stati Uniti nei progetti di ampliamento delle condotte di trasporto del petrolio, il Niger e l’Uganda guidano la classifica mondiale dei lavori previsti entro il 2024 per l’estensione della trasmissione degli oleodotti. E' quel che emerge dal rapporto di GlobalData intitolato “Global Crude Oil Pipelines Industry Outlook to 2024 - Capacity and Capital Expenditure Outlook with Details of All Operating and Planned Crude Oil Pipelines”, da cui si apprende che la lunghezza totale degli oleodotti di greggio nel mondo dovrebbe superare i 17.000 km entro i prossimi tre anni.  Se tra i paesi studiati nel rapporto pubblicato dall’azienda leader di servizi di informazione nelle più grandi industrie del mondo, gli Stati Uniti continuano a dominare la classifica mondiale dell’espansione degli oleodotti di petrolio greggio, rappresentando quasi un quarto dell’ampliamento totale delle condotte entro il 2024, GlobalData rileva in Niger la seconda più lunga estensione di trasmissione di greggio a livello globale, con l'11,8% delle aggiunte di lunghezza previste entro i prossimi tre anni. Secondo il rapporto, solo due gasdotti inizieranno le operazioni durante il periodo preso in considerazione nel paese dell’Africa Occidentale, con le condotte tra il Niger e il Benin che rappresenteranno quasi tutte le estensioni con 1950 km: l'oleodotto dovrebbe entrare in funzione proprio nel 2024 e trasporterà il greggio dal giacimento di produzione di Agadem, in Niger, al terminal di Port-Seme, in Benin. Dopo Stati Uniti e Niger, l'Uganda occupa il terzo posto con una quota mondiale dell'8,3%, attraverso l’East African Crude Oil (Eacop), che rappresenta da solo la totalità delle condotte che verranno aggiunte nel paese della regione orientale del continente. L’Eacop è lungo 1443 km e anche esso dovrebbe entrare in funzione nel 2024. Come per la trasmissione di petrolio tra il Niger e il Benin, si tratta di un oleodotto transnazionale che trasporta greggio dall'Uganda al porto di Tanga, in Tanzania. [CN]
  • Africa Free

    JP Morgan lancia propria istituzione finanziaria per lo...

    La multinazionale americana di servizi finanziari J.P. Morgan ha annunciato la creazione di J.P. Morgan Development Finance Institution (JPM DFI), uno strumento specificatamente dedicato ad attirare nuovi capitali per finanziare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite nelle economie emergenti.

    A comunicarlo è stata la stessa J.P. Morgan, precisando che il nuovo strumento è stato creato in accordo con le principali istituzioni internazionali di finanziamento per lo sviluppo e che per il suo funzionamento sono stati definiti criteri basati su regole per aiutare a identificare attività e opportunità di investimento che generino ritorni sia finanziari che di sviluppo.

    "Definendo le transazioni idonee e anticipando il loro impatto, possiamo aiutare ad attrarre i tanto necessari investimenti privati nei paesi in via di sviluppo - ha detto Daniel Pinto, co-presidente e amministratore delegato di J.P. Morgan Chase  - Il nostro obiettivo è aumentare il coinvolgimento con i clienti e gli investitori interessati a finanziare operazioni e progetti critici nei mercati emergenti".

    In base a quel che è stato reso noto, JPM DFI utilizzerà la scala e le risorse globali di J.P. Morgan per espandere i suoi sforzi nel finanziamento allo sviluppo e mobilitare capitali privati verso progetti a sostegno dei mercati emergenti, canalizzando finanziamenti e consulenza strategica a clienti del settore pubblico e privato che promuovono lo sviluppo economico e sociale nei paesi idonei a prendere in prestito dalla Banca mondiale nell'ambito dei gruppi di prestito riservati ai Paesi emergenti.

    A guidare la nuova creazione di J.P. Morgan è Faheen Allibhoy, manager esperta e professionista degli investimenti con una profonda esperienza nei mercati emergenti e nella finanza per lo sviluppo che in precedenza ha già ricoperto l'incarico di responsabile per i Paesi dell'Africa occidentale della Società finanziaria internazionale (IFC) del gruppo della Banca mondiale. [MV]

  • Africa Free

    Verso creazione fondo continentale per infrastrutture

    AFRICA - L'Unione Africana sta istituendo un fondo per finanziare la costruzione di strade, ferrovie e centrali elettriche tanto necessarie nel continente.

    A dirlo è stato Raila Odinga, Alto Rappresentante dell'Unione Africana per lo sviluppo delle infrastrutture, sottolineando come lo strumento consentirà di rivolgersi a nuove fonti di denaro per il finanziamento dei progetti evitando al tempo stesso di aumentare ancora i livelli di debito già alti di molti Paesi africani.

    "L'Africa è affamata finanziariamente per quanto riguarda la necessità di sviluppare nuove infrastrutture", ha detto Odinga precisando che l'Unione Africana si rivolgerà a fondi sovrani, assicurazioni e fondi pensione dei suoi Paesi membri per invitarli a partecipare con almeno il 5% dei rispettivi capitali per costituire il nuovo strumento finanziario.

    Secondo le informazioni rese note, attualmente sono in corso i colloqui per l'istituzione del nuovo strumento e gli esperti dell'AU stanno creando la struttura legale e finanziaria per il fondo per le infrastrutture, che sarà amministrato dalla neo costituita Agenzia per lo sviluppo dell'Unione Africana.

    "Stiamo cercando di pensare fuori dagli schemi", ha spiegato Odinga evidenziando la necessità di risolvere il deficit infrastrutturale continentale per garantire il pieno dispiegamento delle opportunità offerte dall'entrata in vigore dell'Area di libero scambio continentale africano (AfCFTA). [MV]

  • Africa Free

    Siglato memorandum per finanziare industria...

    AFRICA - La African Export Import Bank (Afreximbank) ha siglato un memorandum d'intesa con l'Associazione africana dei produttori automobilistici (AAAM) per finanziare e promuovere lo sviluppo dell'industria dell'automotive nel continente africano.

    "La firma di questo partenariato strategico con AAAM faciliterà l'attuazione del programma automobilistico della banca, che mira a catalizzare lo sviluppo dell'industria automotive in Africa mentre il continente rafforza i legami  commerciali regionali grazie all'Area continentale africana di libero scambio (AfCFTA)", ha detto il presidente di Afreximbank,  Benedict Oramah.

    In base ai termini del memorandum, Afreximbank e AAAM lavoreranno insieme per favorire l'emersione di catene di valore regionali con un'attenzione particolare sulla produzione a valore aggiunto, creata attraverso collaborazioni con gruppi industriali globali, fornitori e partner locali.

    Tra le prime attività previste, la realizzazione di uno studio per mappare potenziali catene del valore automobilistico regionali nel continente in cluster economici regionali, al fine di consentire la produzione di componenti automobilistici per la fornitura agli assemblatori.

    Per sostenere l'emergere dell'industria automobilistica africana, Afreximbank e AAAM collaboreranno anche per fornire finanziamenti agli operatori del settore lungo la catena del valore automobilistico.

    I potenziali interventi includono, tra gli altri, linee di credito, finanziamenti diretti, finanziamenti di progetti, finanziamenti della catena di approvvigionamento, garanzie e finanziamenti tramite capitale proprio.

    Altre aree coperte dal protocollo d'intesa includono la collaborazione con l'Unione africana e l'Organizzazione africana per la standardizzazione per armonizzare gli standard automobilistici in tutto il continente e lo sviluppo di un programma di formazione focalizzato sull'automotive per il settore pubblico e privato. [MV]