Tunisia

Parigi aumenta gli aiuti militari a Tunisi

TUNISIA – Sarà quadruplicato l’aiuto militare dalla Francia alla Tunisia: l’accordo è scaturito da una visita a Tunisi del ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, durante un incontro con il suo omologo Farhat Horchani.

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Egitto Free

    Riprendono investimenti su debito pubblico

    EGITTO - Il volume degli investimenti esteri in Egitto nel primo trimestre dell’anno fiscale in corso è ammontato a 29 miliardi di dollari. 

    Lo riportano i media locali citando fonti del governo egiziano. Il portafoglio di investitori stranieri dell’Egitto nei suoi buoni del tesoro e obbligazioni include fondi sovrani e grandi istituzioni finanziarie arabe. 

    Gli investitori stranieri avevano iniziato ad uscire dal mercato del debito pubblico a causa dell’impatto della pandemia sui mercati, ma sono stati attirati indietro quando è tornata una certa stabilità durante il primo trimestre dell’anno fiscale in corso: l’Egitto ha uno dei tassi di interesse più alti al mondo ma, secondo la Banca centrale egiziana, nel 2020 i tassi sono scesi dal 12,25% all’8,25%, rendendolo più attraente per i potenziali investitori.

    Durante il periodo della pandemia, circa 18 miliardi di dollari di investimenti esteri sono usciti dal mercato del debito pubblico egiziano, vedendolo scendere a circa 10 miliardi di dollari. Il picco di investimenti è stato registrato a febbraio 2020, con 27,8 miliardi. [ASB]

  • Marocco Free

    In discussione legge su legalizzazione cannabis

    MAROCCO - Il consiglio dei ministri del Marocco ha iniziato oggi la discussione su un progetto di legge che dovrebbe portare alla legalizzazione della cannabis in tutto il Regno, entro limiti predefiniti. Lo ha annunciato il portavoce del governo marocchino alla stampa e lo riferiscono le agenzie stampa internazionali. Il disegno di legge potrebbe essere approvato la prossima settimana. Secondo quanto è allo studio del governo marocchino la nuova legge dovrebbe consentire la coltivazione, l’esportazione e la vendita interna di cannabis per uso medico e industriale, una decisione che dovrebbe sostenere gli agricoltori impoveriti nelle montagne del Rif in un mercato globale legale in crescita. Dopo che le Nazioni Unite hanno rimosso la cannabis dalla lista delle sostanze stupefacenti il dibattito sulla legalizzazione si è riaperto in Marocco, grazie anche al cambio di posizione del partito islamista moderato Pjd, al governo, alla luce della decisione dell’Onu. Obiettivo della legge è migliorare i redditi degli agricoltori, proteggerli dai trafficanti di droga che ora controllano il commercio di cannabis e ottenere l’accesso al fiorente mercato legale internazionale della droga. Il progetto di legge, visionato dall’agenzia Reuters, prevede la creazione di un’agenzia nazionale per monitorare la produzione, il trasporto e le vendite. Sebbene la coltivazione della cannabis sia attualmente illegale in Marocco questa è stata a lungo tollerata e il Paese nordafricano è oggi tra i primi produttori mondiali, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc). Con la nuova legge l’uso ricreativo della cannabis in Marocco resterebbe comunque vietato. [ASB]
  • Marocco Free

    35 miliardi di scambi commerciali con l’Ue

    MAROCCO - Il valore degli scambi commerciali tra Marocco ed Unione Europea ha raggiunto i 35 miliardi di euro nel 2020. Lo ha comunicato la delegazione dell’Ue a Rabat nel corso di una conferenza stampa ripresa dalle agenzie internazionali. I dati mostrano che la borsa commerciale è composta da 15 miliardi di euro di esportazioni marocchine verso l’Unione europea e 20 miliardi di euro di esportazioni dell’UE in Marocco: il commercio tra le due parti rappresenta oltre il 60% della valuta estera del Marocco. Il valore dei soli scambi commerciali nel settore agricolo nel 2020 ammonta a circa 4,6 miliardi di euro, uno dei pochi settori merceologici che nonostante la crisi dovuta alla pandemia ha mantenuto una crescita costante. Il commercio di prodotti agricoli convertiti rappresenta il 9% del commercio agricolo bilaterale. I dati mostrano che il Marocco è il primo partner commerciale dell’UE nella regione del Mediterraneo meridionale. [ASB]
  • Egitto Free

    Diga sul Nilo, un convegno dell’ambasciata egiziana...

    L’ambasciata egiziana a Roma, in collaborazione con il Centro piemontese di studi africani (CSA), organizza mercoledì 3 marzo un seminario dal titolo “The Grand Ethiopian Renaissance Dam: an Egyptian Perspective”. 

    Si parlerà della disputa tra Etiopia, Egitto e Sudan sul grande sbarramento sul Nilo azzurro, mirando a presentare il punto di vista egiziano sugli effetti che la diga ha sui modelli di flusso a valle e sul suo impatto complessivo sulla regione.  

    Il programma prevede tra gli altri gli interventi dell’ambasciatore d'Egitto a Roma, Hisham Badr, e del presidente del CSA, Renzo Mario Rosso.

    Il link per seguire il seminario è disponibile cliccando qui.

  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, Khartoum pensa a una mediazione a...

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il governo di Khartoum proporrà all’Unione Africana di formare un gruppo di mediatori, che includa la stessa Unione africana, Unione europea, Stati Uniti e Nazioni Unite, per portare avanti i colloqui, attualmente in fase di stallo, sulla Grande diga del rinascimento (Gerd).

    La proposta, secondo quel che viene riportato dai media sudanesi, sarà presentata alla delegazione dell’Ua in visita oggi a Khartoum, guidata dal congolese Alphonse Ntumba Luaba. La Repubblica democratica del Congo ha recentemente assunto la presidenza dell’Unione Africana.

    “Il governo sudanese spera che il presidente della Rd Congo, Felix Tshisekedi, persuaderà Etiopia ed Egitto ad accettare la mediazione di un quartetto che includa Unione africana, Unione europea e Stati Uniti oltre alle Nazioni Unite”, ha detto un alto funzionario del governo sudanese al Sudan Tribune.

    Il funzionario che ha preferito l’anonimato ha inoltre affermato che l’Unione africana, sotto la presidenza del Sudafrica, non è riuscita a compiere progressi tangibili nei colloqui e non è riuscita a portare l’Etiopia a coordinarsi con il Sudan nella prima fase di riempimento della diga nel luglio 2020.

    Il Sudan chiede una mediazione che possa aiutare a progredire e rompere il processo in stallo. Il governo sudanese, secondo il Sudan Tribune, afferma che dovrebbero essere compiuti rapidi progressi nei colloqui prima dell’inizio della seconda fase di riempimento con 13,5 miliardi di metri cubi di acqua, prevista per il prossimo luglio.

    Prima di arrivare a Khartoum, Luaba ha avuto colloqui sulla Gerd al Cairo con la delegazione del governo egiziano guidata dal ministro degli Esteri, Sameh Soukry. Parlando ai giornalisti dopo l’incontro, il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Hafez, ha detto che il ministro Shukri ha espresso il suo sostegno alla proposta sudanese della mediazione quadripartita.  [EC]

  • Tunisia Free

    Moody’s taglia il rating a B3

    TUNISIA - L'agenzia di rating internazionale Moody’s ha declassato il proprio giudizio sul credito tunisino a B3 in seguito all’indebolimento della capacità del governo, per via della crisi politico-istituzionale, di attuare riforme fiscali e del settore pubblico. Il taglio del rating riflette quindi una governance più debole: “Le riforme sono fondamentali per riequilibrare i conti fiscali tunisini e garantire la sostenibilità del debito in futuro, in un contesto di crescita moderato” si legge in una dichiarazione di Moody’s, che aggiunge che “le riforme sono impegnative, in quanto coinvolgeranno sia la protezione della parte più vulnerabile della popolazione sia il raggiungimento di risultati finanziariamente significativi che aiuteranno il governo a riguadagnare una certa flessibilità fiscale”. Si stima che l’economia della Tunisia si sia contratta dell’8,2% nel 2020, con il conseguente aumento della povertà e della disoccupazione. Si prevede inoltre che il suo deficit fiscale si sia ampliato all’11,5% del suo prodotto interno lordo, ha dichiarato il Fondo Monetario Internazionale a gennaio. Proprio il Fmi ha approvato, nell’aprile 2020, un prestito di emergenza da 745 milioni di dollari per aiutare la Tunisia a mitigare l’impatto della crisi del Covid-19 sulla sua economia.  [ASB]