Capo Verde

Rimandata la fiera internazionale per ambiente ed energia rinnovabile

CAPO VERDE – La prima edizione della Fiera internazionale per l’ambiente e l’energia rinnovabile (Faier 2015) di Capo Verde, prevista inizialmente per questa settimana, è stata rimandata fino alla prima metà del 2016.

(120 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Costa Avorio Free

    Sabato alle urne per le elezioni parlamentari

    COSTA D'AVORIO - Si è conclusa alla mezzanotte di ieri la campagna elettorale per le elezioni parlamentari in programma domani, sabato 6 marzo, in Costa d’Avorio. Fonti di InfoAfrica nella capitale economica, Abidjan, hanno riferito che la campagna elettorale si è svolta a grandi linee nella calma, con alcuni casi isolati di violenze. Tra questi la distruzione di cartelloni promozionali, l’aggressione di un sostenitore di una parte politica, le pressioni su un candidato costretto a fuggire nel dipartimento di Adzope. Se il clima è decisamente meno teso rispetto alle elezioni presidenziali del 30 ottobre scorso, c’è grande vigilanza per il timore che possano scoppiare episodi violenti domani, il giorno del voto, e nei giorni successivi. La grande sfida si gioca tra i candidati del Rassemblement des houphouëtistes pour la démocratie et la paix (Rhdp), la coalizione del presidente Alassane Dramane Ouattara, e quelli dell’alleanza tra il Partito democratico di Costa d’Avorio (Pdci) di Henri Konan Bedie, fuoriuscito dall’Rhdp, e la nuova piattaforma Eds (Insieme per la democrazia e lo sviluppo) filo Laurent Gbagbo, l’ex presidente scagionato dalla Corte penale internazionale ma tuttora in Belgio impossibilitato a tornare. Sebbene Gbagbo non sia potuto rientrare in patria, gli osservatori lo dicono onnipresente in questa campagna elettorale, in cui si dibatte anche molto sul suo eventuale ritorno in tempi rapidi. Altra alleanza in gara, quella che fa capo a Pascal Affi N’Guessan, leader dell’ala del Fronte Patriottico ivoriano (Fpi) dissidente dal resto del partito fondato da Gbagbo. La posta in gioco di queste elezioni parlamentari è altissima. Esattamente un anno fa, il 5 marzo 2020, il presidente Ouattara aveva annunciato che non si sarebbe candidato per un terzo mandato consecutivo alla guida dello Stato “per lasciare i comandi a una nuova generazione”. Decisione poi rovesciata dopo il decesso del suo delfino e candidato alla successione, Amadou Gon Coulibaly. La terza candidatura di Ouattara ha scatenato un’ondata di proteste, episodi di violenza e la ferma condanna da parte dei pesi massimi della politica ivoriana, tra cui Bedie, Gbagbo, N’Guessan e Guillaume Soro. La rielezione di Ouattara, favorita dal boicottaggio e dall’appello alla disobeddienza civile lanciata dagli oppositori, non è stata riconosciuta dagli oppositori, giunti persino a proclamare autonomamente la fine del mandato di Ouattara. Per questo, N’Guessan e altri leader erano finiti in manette. Alle ultime elezioni legislative, nel dicembre 2016, l’Rhdp all’epoca alleato del Pdci aveva conquistato la maggioranza assoluta con 167 seggi. Mantenere una così ampia maggioranza si preannuncia molto difficile, anche se le liste dei candidati filo-Ouattara sono presenti in tutte le circoscrizioni nazionali. C’è in questa campagna un assente di spicco: il primo ministro Hamed Bakayoko, candidato a Seguela, nel nord, in Francia da due settimane per motivi di salute. [CC]
  • Ghana Free

    Glovo offre collaborazione su gestione rifiuti

    GHANA - Glovo, la piattaforma spagnola specializzata in servizi di consegna a richiesta, ha espresso il proprio interesse a collaborare con il governo di Accra per risolvere le sfide legate alla diffusione dei rifiuti di plastica in Ghana.

    A riportarlo sono i media locali, citando la direttrice generale di Glovo in Ghana, Pearlyn Budu, la quale ha riconosciuto che l'industria alimentare è uno dei maggiori contributori ai rifiuti di plastica.

    "Ci piacerebbe avere opportunità dal governo e aiutare a costruire e sostenere le piccole imprese", ha detto Budu, precisando che la società porta già avanti diversi progetti a impatto sociale incentrati sulla gestione dei rifiuti.

    L'obiettivo, secondo quel che viene riportato, è di estendere l'attività anche allo smaltimento dei rifiuti in plastica.

    Glovo è presente in Africa dal 2018 ed è attualmente operativo in cinque Paesi: oltre al Ghana, anche in Marocco, Kenya, Uganda e Costa d'Avorio. [MV]

  • Guinea Free

    Forum su impatto dell’estrazione mineraria

    GUINEA - Si è svolta a Conakry la terza edizione del Forum nazionale sui diritti delle comunità confinanti con le aree minerarie della Guinea, meglio noto con l’acronimo Focomines, riunendo per due giorni delegazioni di comunità locali, del ministero delle Miniere, del ministero dell’Ambiente, attori della società civile e rappresentanti delle società minerarie. Organizzato dall’ong Action Mines Guinée in collaborazione con Osiwa, il Focomines ha lo scopo di aiutare la Guinea a tradurre il suo potenziale minerario in ricchezza per la propria gente. Sono attese le raccomandazioni volte a migliorare le riforme in corso in Guinea, per azioni concrete e una pianificazione molto più precisa. Come ricorda la testata Guinée Matin, in Guinea, l’estrazione mineraria provoca gravi danni ambientali e inquinamento idrico. Sono enormi i nelle aree minerarie, in particolare a Boké, nel nordovest, dove la copertura vegetale viene decimata a un ritmo frenetico. La bauxite è la principale risorsa mineraria della Guinea, e Boké ospita una decina di società estrattive. Il  livello di sviluppo socio economico e umano nella regione è tuttavia molto basso. Presente al forum, Mamadouba Tawel Camara, sindaco del comune urbano di Boké, ha chiesto un “risarcimento” delle popolazioni da parte delle compagnie minerarie. “Abbiamo anche problemi con la distruzione delle nostre strade – ha detto –  e conseguenze sull’agricoltura: a causa della la polvere sulle piante al momento della fotosintesi o al momento della fioritura, la nostra produzione a Boké e in tutte le aree minerarie è diminuita”. Aboubacar Kourouma, Direttore Generale dell’Ufficio Strategia di Sviluppo presso il Ministero delle Miniere, ha invece presentato progressi compiuti negli ultimi anni nel settore minerario sostenendo che vanno a beneficio dei guineani. Lo scorso dicembre, InfoAfrica riferiva di un rapporto intitolato “Dalla banana alla bauxite” pubblicato dall’Iniziativa Lieferkettengesetz, associazione tedesca di organizzazioni della società civile e per la difesa dei diritti umani, secondo la quale la banca tedesca Ing DiBa, avendo partecipato al finanziamento dell’espansione di una miniera di bauxite nella regione di Boké, è co-responsabile di espropriazione e reinsediamento forzato di popolazioni, foreste distrutte, corsi d’acqua contaminati, terre inquinate e danni alla salute. Parte dei numerosi finanziatori del progetto di espansione della miniera nella regione di Boké, includono tra gli altri l’International Finance Corporation della Banca Mondiale o varie banche commerciali come Société Générale, Bnp Paribas, Crédit Agricole o Natixis. In Guinea è anche in corso lo sviluppo del mega progetto di Simandou, nel sud-est, in base a un recente accordo tra il governo di Conakry e un consorzio internazionale. Simandou è considerato il più grande deposito noto di ferro, con oltre 2 miliardi tonnellate di minerale di alta qualità. [CC]
  • Togo Free

    Un centro multimediale per il liceo di Kara

    TOGO - Il ministero togolese dell'Istruzione primaria, secondaria, tecnica e artigianale fornirà al liceo scientifico di Kara un centro multimediale nonché un pensionato per studenti. Il progetto è stato affidato a Nad Btp, società di costruzioni togolese. Nad Btp è il vincitore di questo contratto che, riferiscono fonti di stampa togolese, si allinea alla transizione digitale avviata dal governo nel sistema educativo, nonché alla sua ambizione di fornire alloggi per gli studenti delle scuole superiori. L’investimento previsto per il progetto è di oltre 750.000 euro. [MS]
  • Africa Occidentale Free

    Progetto AfDB per inclusione finanziaria donne

    AFR OCCIDENTALE - Il Consiglio di amministrazione della Banca africana di sviluppo (AfDB) ha finanziato un progetto per sviluppare l’inclusione finanziaria delle donne, i servizi e le infrastrutture di pagamento digitale e l’identità digitale

    Il progetto – secondo quanto riportato da varie fonti di stampa – viene finanziato con una sovvenzione di oltre 320 mila dollari all’Agenzia monetaria dell’Africa occidentale, sarà sviluppato in un periodo di tre anni ed interesserà potenzialmente 350 milioni di persone in tutte le 15 nazioni Ecowas: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Capo Verde, Ghana, Guinea, Gambia, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo. 

    La sovvenzione sarà erogata attraverso l’Africa Digital Financial Inclusion Facility. Il progetto ha l’obiettivo di aumentare del 35% la partecipazione delle donne alle operazioni del mercato finanziario digitale nella regione, che ha una disparità di genere più elevata rispetto ad altre parti del continente, come si riflette nel suo indice di sviluppo di genere di 0,825 rispetto alla media africana di 0,871. [GT]

  • Nigeria Free

    Paradosso deficit produzione ittica

    NIGERIA - Un deficit di 2,5 milioni di tonnellate di pesce, una situazione che potrebbe aver messo a repentaglio l’assunzione di proteine tra i nigeriani: è il paradosso della Nigeria, il più grande produttore di pesce in Africa che tuttavia non riesce a far fronte al fabbisogno interno. 

    Lo ha rivelato il ministro dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, Alhaji Sabo Nanono, nel corso di un seminario organizzato a Lagos dal Norwegian Seafood Council.

    Il ministro ha affermato che la produzione totale di pesce in Nigeria è di circa 1,123 milioni di tonnellate mentre il consumo annuale è di circa 3,6 milioni tonnellate: “Dobbiamo prendere coscienza dell’importanza di importare proteine e altri nutrienti economici e convenienti per la popolazione nigeriana (…) per colmare il divario della nostra domanda e offerta interna” ha dichiarato Nanono.

    Un settore, quello ittico, che rappresenta un’opportunità per le aziende che operano nella catena di valore: “La Nigeria è il maggior produttore di pesce gatto in Africa. Tuttavia, la lavorazione di questo importante prodotto ittico rimane limitata” ha detto ancora il ministro nigeriano, ricordando anche la necessità di sviluppo della cultura delle gabbie marine per la produzione di pesce, della pesca d’altura di tonno e dell’inscatolamento. [ASB]