Libia

Respinti attacchi a Ras Lanuf e al-Sidra, ma situazione resta fragile

LIBIA – Diversi depositi di greggio hanno preso fuoco come conseguenza di scontri tra jihadisti dell’Isis e guardie delle installazioni petrolifere ad al-Sidra. La notizia è stata confermata dalla Compagnia nazionale del petrolio (Noc) secondo cui i depositi a fuoco sono quattro.

Ilrappresentante dell’Onu in Libia è partito dagli ultimi sviluppi per chiedere ancora una volta la rapida formazione di un governo di unità nazionale così come pattuito a dicembre da alcuni degli attori della crisi libica riuniti in Marocco.

L’Isis – che controlla da alcuni mesi Sirte – sta cercando di allargare òa sua sfera di influenza e nei giorni scorsi ha saggiato le difese delle installazioni petrolifere di al-Sidra e di Ras Lanuf. I combattimenti – tenuti lunedì e martedì – hanno causato morti da una parte e dall’altra ma il bilancio non è verificabile con fonti indipendenti. Le guardie delle installazioni hanno ricevuto appoggio aereo da parte di Fajr Libia, la coalizione di milizie che controlla Tripoli.

Sui media libici la notizia degli attacchi dell’Isis è stata accompagnata da testimonianze di persone che avrebbero confessato il coinvolgimento in diversi attentati avvenuti a Tripoli e la testimonianza di donne che sarebbero state convertite al jihad attraverso i social network e convinte a trasferirsi a Sirte dove poi avrebbero spostato combattenti jihadisti di varie nazionalità.
La Libia è il paese africano che vanta le più ricche riserve di petrolio, ma la produzione che nel 2011 ammontava a 1,6 milioni di barili al giorno e scesa di un terzo.

© Riproduzione riservata

Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • Egitto Free

    Allo studio nuovi progetti petrolchimici

    EGITTO - Hanno un valore complessivo stimato pari a 19 miliardi di dollari gli 11 nuovi progetti petrolchimici attualmente allo studio presso il ministero del Petrolio egiziano.

    A dirlo è stato il ministro del Petrolio, Tarek El Molla, precisando che si tratta di progetti che potrebbero essere inseriti nella nuova strategia di sviluppo dell’industria petrolchimica nazionale per il periodo tra il 2020 e il 2035.

    In base a quel che viene riportato dai media che ne danno notizia, tra i progetti figurano anche due mega-complessi per la raffinazione degli idrocarburi da realizzare nella Zona economica del canale di Suez e a New Alamein City.

    Secondo quel che ha dichiarato il ministro del Petrolio, i nuovi progetti sono stati scelti sulla base di studi accurati, che tengono in conto l’accessibilità dei siti e la disponibilità delle risorse. [MV]

  • Egitto Free

    A Orascom prima fase del progetto Zed Sheikh Zayed

    EGITTO - Orascom Construction è stata scelta da Ora Developers per la costruzione della prima parte del mega progetto ZED Sheikh Zayed in Egitto. Il master plan del progetto è stato realizzato da Watg International.  Orascom Construction, secondo i termini del contratto, è tenuto a costruire circa 600 unità abitative in questa fase, insieme a un garage a tre piani, un centro commerciale a due livelli e quattro torri di appartamenti di 17 piani. Questa fase iniziale sarà finanziata da Banque Misr a seguito di un accordo di prestito del valore di circa 63 milioni di dollari siglato con Ora Developers. Il progetto ZED Sheikh Zayed sarà realizzato in sei fasi e, una volta completato, comprenderà oltre 4.500 unità abitative e un complesso commerciale amministrativo. Filiale del Gruppo Gemini, Ora Developers è una delle aziende leader nel settore immobiliare in Egitto, ed è nota per progettare e sviluppare residenze di livello alto. [MS]
  • Tunisia Free

    Annunciato investimento in azienda conserve di pomodori

    TUNISIA - Ha un valore pari a 56 milioni di dollari l’investimento annunciato dal fondo pan-africano Development Partners International (DPI) nella Société Industrielle des Conserves Alimentaires (SICAM), principale azienda della trasformazione agro-alimentare in Tunisia specializzata nella lavorazione dei pomodori.

     A segnalarlo sono i media locali, dai quali si apprende che i fondi contribuiranno a rafforzare la posizione della SICAM come leader del mercato tunisino e contribuiranno a sostenere la sua strategia di espansione internazionale focalizzata sull’emergente classe media dei Paesi africani.

    Fondata nel 1969, SICAM è di proprietà del gruppo Bayahi, uno dei principali conglomerati tunisini attivo anche nel settore della produzione agricola e della grande distribuzione organizzata. [MV]

  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, via libera a nuovi negoziati tra le...

    EGITTO / ETIOPIA /SUDAN - Il governo del Cairo ha dato il proprio assenso a riprendere i negoziati con Sudan ed Etiopia sul riempimento dell’invaso della controversa diga in costruzione sul fiume Nilo.

    A comunicarlo è stato il ministero degli Esteri egiziano, sottolineando come il raggiungimento di un’intesa tra i tre Paesi è negli interessi dell’Egitto così come del Sudan e dell’Etiopia.

    L’annuncio egiziano arriva in seguito a un incontro virtuale la scorsa settimana tra il primo ministro sudanese Abdallah Hamdok e il suo omologo etiope Abiy Ahmed, dopo che il governo di Addis Abeba aveva rifiutato di aderire ad una proposta di mediazione avanzata dagli Stati Uniti e dalla Banca Mondiale e il successivo invio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di una lettera di protesta formale da parte del Cairo in cui si lamentava l’ostruzionismo di Addis Abeba.

    Quello del riempimento è un tema delicato perché potrebbe ridurre drasticamente la portata del fiume, danneggiando così Egitto e Sudan.

    Per i due Paesi è infatti è inconcepibile iniziare a riempire il bacino senza aver precedentemente firmato un accordo globale con l’Etiopia, che invece vorrebbe avviare tali attività a partire da luglio. Le due nazioni a valle vogliono un’intesa a lungo termine sulla condivisione dei dati dalla diga, sulla sicurezza della diga e sull’impatto sociale e ambientale nei rispettivi Paesi. [MV]

  • Libia Free

    I russi mandano i Mig

    LIBIA - La guerra civile in Libia rischia una pericolosa escalation. All’impegno sempre più massiccio della Turchia a fianco del governo di Tripoli, fa da pendant quello della Russia a fianco del governo di Bengasi. Il ministro dell’Interno del governo di Tripoli, Fathi Bishaga, ha confermato che «almeno otto aerei da caccia russi sono arrivati in Libia dalla Siria», atterrando negli aeroporti controllati dal generale Khalifa Haftar, probabilmente a Tobruk.  Secondo Bishaga, i russi avrebbero spostato dalla Siria sei Mig 29 e due Sukhoi 24, partiti dalla base di Hmeimim e scortati nel volo di trasferimento da due intercettori Su-35. Secondo il ministro, molto probabilmente nel volo di trasferimento gli aerei, per evitare il rifornimento in volo, sarebbero atterrati in un aeroporto egiziano. La notizia fornita da Tripoli sembra essere confermata dal comando dell’esercito di Khalifa Haftar che ha annunciato che l’aeronautica di Bengasi lancerà nelle prossime ore «la  più grande campagna aerea nella storia della Libia». È dall’aprile 2029 che Haftar, sostenuto militarmente da Russia, Emirati arabi uniti ed Egitto, dall’aprile del 2019 assedia Tripoli per provare a far cadere il governo di Fajez al-Serraj e prendere il controllo della capitale. Dopo un lungo stallo, gli scontri sono ripresi nelle scorse settimane. Le milizie della Tripolitania, con l’appoggio logistico della Turchia e il sostegno sul campo di miliziani siriani, hanno respinto le forze di Haftar catturando alcune posizioni strategiche. Da qui il senso di vendetta di Haftar che ha annunciato che i suoi velivoli attaccheranno le postazioni del governo di Tripoli e ha affermato anche che «tutte le postazioni turche e i loro interessi in tutte le città saranno nostro legittimo obiettivo». [Africa Rivista]
  • Algeria Free

    Annunciato mega-progetto costruzione centrali solari

    ALGERIA - Il governo di Algeri ha approvato un piano per lanciare la costruzione di un mega-progetto di centrali fotovoltaiche con capacità di generazione totale pari a 4000 megawatt.

    Ad annunciarlo è stato il primo ministro Abdelaziz Djerad attraverso un comunicato in cui viene precisato che la realizzazione del progetto è prevista tra la fine di quest’anno e il 2024.

    Denominato ‘Tafouk1’, il progetto prevede la costruzione di diversi impianti di generazione fotovoltaica su una superficie complessiva di 64.000 ettari ripartiti in una decina di province.

    Secondo quel che è stato reso noto, il progetto necessiterà di investimenti compresi tra 3,2 e 3,6 miliardi di dollari, favorendo la creazione di 50.000 nuovi posti di lavoro durante le fasi di costruzione delle centrali e altri 2000 per garantire la gestione operativa degli impianti. [MV]