Africa

Migrazioni (2), Gentiloni: “Sui fenomeni migratori serve un’Europa unita”

“Il tema Africa-migrazioni è tra i temi della nostra strategia estera. Siamo al centro del Mediterraneo e quindi al centro del rapporto tra Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa: una posizione geografica difficile in questi tempi ma che ci pone anche al centro di un’area che ha le maggiori opportunità di crescita nei prossimi decenni”, l’ha detto il Ministro italiano degli Affari Esteri Gentiloni intervenendo oggi a Roma alla conferenza ‘Migrazioni e relazioni internazionali. L’Agenda Italia-Africa’.

Il ministro ha fornito i dati sui flussi migratori nel 2015 ricordando che l’Italia ha accolto oltre 153.000 migranti arrivati via mare, il 60% dei quali di origine sub-sahariana, e ha aggiunto che a livello europeo questa cifra sale a un milione.

“Questo fenomeno – ha detto ancora Gentiloni – non può ‘essere risolto’… in realtà l’alternativa a disposizione è tra subire o provare a gestire il fenomeno. Un’Europa che abbia lungimiranza e coraggio di prendere in mano questa situazione è un’Europa che potrà gestire e governare un fenomeno di lunga durata”.

Gentiloni ha in particolare fatto riferimento ai trend demografici che vedranno la popolazione europea ridursi a 750 milioni di abitanti entro il 2050 e quella africana crescere nello stesso periodo e a superare di due miliardi. Per questi motivi ha definito ormai anacronistiche le normative europee attuali auspicandone un ammodernamento: “Sono norme pensate 25 anni fa per affrontare i flussi migratori dall’Est Europa” ma che vanno in contrasto con la difesa della libera circolazione delle persone assicurata dal Trattato di Schengen.

Gentiloni ha concluso parlando della necessità di uno sforzo comune europeo sottolineando i passi in avanti compiuti dall’Africa negli ultimi due decenni e invitando a parlare di migrazioni e Africa tenendo sempre presente una dimensione positiva.

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    Il prossimo 11 giugno l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane organizza - in collaborazione con la Commissione Europea, la Banca europea per gli investimenti e Cassa Depositi e Prestiti - un webinar dedicato al Piano europeo per gli investimenti esterni (EIP) con focus sull’Africa.

    A segnalarlo è stata la stessa Agenzia ICE, precisando che il webinar ha l'obiettivo di fornire informazioni sugli strumenti finanziari attivati dall’EIP con particolare riguardo a progetti di investimento in Africa, e sul ruolo svolto da soggetti bancari e/o finanziari nazionali in questo ambito.

    Al webinar è previsto l’intervento come relatori di rappresentanti della Commissione Europea, della Banca europea per gli Investimenti e di Cassa Depositi e Prestiti, che illustreranno gli strumenti finanziari disponibili, con particolare riferimento alle attività di investimento in Africa, e le modalità per accedervi.

    Sarà inoltre prevista una sessione speciale di domande & risposte, in occasione della quale i partecipanti potranno approfondire specifiche richieste di approfondimento interagendo direttamente con i relatori.

    La partecipazione al webinar è gratuita, previa registrazione entro il 9 giugno, e sarà realizzata con il supporto della piattaforma ZOOM. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata sul sito dell’Agenzia ICE.

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    L’anno in cui “l’Africa prese la parola”

    In occasione della Giornata dell’Africa - celebrata in tutto il mondo il 25 maggio -, il mensile Africa e Affari e il bimestrale Africa si sono uniti ieri per organizzare una videoconferenza dal titolo “Africa 1960”, per commemorare il sessantennio dell’ “anno dell’Africa”, come viene spesso descritto il 1960, quando il continente e la comunità internazionale videro la nascita 17 nuovi Stati sovrani.

    Con la moderazione di Marco Trovato, direttore editoriale di Africa, e Massimo Zaurrini, direttore responsabile di Africa e Affari, i lavori hanno visto gli interventi di eminenti esperti del continente, tra cui Giuseppe Mistretta, direttore Africa Sub-Sahariana presso il Ministero degli Esteri, Jean Leonard Touadi,  presidente del Centro relazioni con l'Africa, Mario Giro, ex-viceministro degli Esteri, Martin Nkafu, docente di Storia della filosofia africana presso la Pontificia Università Lateranense, Cristiana Fiamingo, docente di Storia e istituzioni dell’Africa dell’Università degli Studi di Milano, e Uoldelul Chelati Dirar, docente di Storia e istituzioni dell’Africa presso l’Università di Macerata.

    Ripercorrendo le tappe del “tortuoso” percorso del panafricanismo, dalla Guerra Fredda tra i due blocchi russo e statunitense alle complesse esperienze di collettivizzazione delle terre, dalla nascita dell’Organizzazione dell’Unità Africana nel 1963 (futura Unione Africana) alle nuove forme di colonialismo che si possono osservare oggigiorno in un continente che è diventato la porta d’accesso verso l’Europa sulla nuova Via della Seta cinese, i relatori hanno elencato le tante sfide che attendevano quei nuovi giovani Stati, chiamati già allora a gestire forti fenomeni di crescita demografica e urbanizzazione, a far convivere i diritti moderni con le società tradizionali e a formare a governare le popolazioni la nuova classe dirigente, finora formata come semplice strumento ausiliario al servizio dei regimi coloniali.

    A qualche mese dalla prossima ed effettiva entrata in vigore ufficiale dell’Area africana di libero scambio continentale (AfCFTA), i relatori hanno evidenziato le performance economiche e il livello di integrazione regionale ormai raggiunti da un’Africa, a volte ancora in cerca di propri modelli specifici.

    Dopo aver segnalato - pandemia covid-19 permettendo - che questo anno si svolgerà il sesto Summit dei capi di Stato e di governo tra Unione Africana e Unione Europea, l’ambasciatore della delegazione UE in Rwanda, Nicola Bellomo, è intervenuto direttamente durante i lavori per ricordare il contributo dato dall’Europa, primo partner commerciale del continente, a prescindere dal possibile “ritorno sul più vasto piano delle relazioni geopolitiche”.

    Grande la partecipazione del pubblico intervenuto alla video-conferenza, ponendo domande ai relatori e alimentando un dibattito denso di spunti e stimoli di approfondimento.

    La conferenza “Africa 1960” ha inaugurato una settimana di appuntamenti dedicata al continente e ricca di eventi e iniziative in Italia, sottolineando in questo modo il rinnovato interesse del nostro Paese per la regione. [CN]