Africa

In netto calo gli investimenti diretti esteri, secondo UNCTAD

AFRICA – Il flusso di investimenti diretti esteri (IDE) verso i Paesi dell’Africa ha registrato nel 2015 un calo percentuale del 31% rispetto all’anno precedente, da 55 a 38 miliardi di dollari, a causa soprattutto del declino dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali.

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  • Africa Free

    Giornata dell’Africa, Presidente Mattarella: ...

    AFRICA - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell'Africa, ha inviato il seguente messaggio: «La Giornata dell’Africa – che quest’anno celebriamo con modalità diverse da quelle consuete ma con pari intensità – mi offre l’opportunità di porgere i più cordiali auguri a quanti partecipano a questa iniziativa, a tutti i membri del Corpo diplomatico africano accreditati a Roma e a quanti quotidianamente si impegnano per rendere sempre più incisivo ed efficace il lavoro dell'Unione Africana. La lungimirante decisione che, 57 anni orsono, portò alla nascita dell’Organizzazione per l’Unità Africana ha trovato da sempre nell’Italia un partner convinto e affidabile. Il nostro Paese sostiene con determinazione il progetto di una sempre maggiore integrazione del continente africano - sia a livello regionale sia sub regionale - e guarda con la massima attenzione alle relazioni con l’Africa nel suo insieme e con ciascuno dei Paesi che ne fanno parte: solo così, infatti, il Mediterraneo potrà essere fedele alla sua vocazione, storica e geografica, di ponte fra i due continenti. Si tratta di un’esigenza avvertita oggi con maggior forza in ragione del diffondersi su scala globale del covid-19, che ha causato la perdita di innumerevoli vite umane e profondamente sconvolto famiglie, comunità e sistemi produttivi. L’Africa, l’Europa e l’Italia sono adesso chiamate a far fronte alle ricadute della pandemia non solo sul piano sanitario ma anche su quello dell’indispensabile riattivazione del tessuto economico che, per avere successo, richiederà un ulteriore approfondimento, tanto in Africa quanto in Europa, dei processi di integrazione. Significativo, in proposito, l’avvio di realizzazione dell’Area Comune di Libero Scambio Africana. Uno sforzo comune che non potrà prescindere da un’attenta, aperta e ponderata riflessione sui valori e sui principi che poniamo a fondamento dei nostri modelli di società, al fine di rendere le nostre comunità più coese e forti. Adottare una prospettiva capace di guardare oltre le contingenze della grave crisi attuale ci permetterà di affrontare con rinnovato spirito di collaborazione – nel quadro dei rapporti fra Unione Africana ed Unione Europea – percorsi di cooperazione internazionale promuovendo la pace, la dignità umana e lo sviluppo sostenibile. In tale spirito, l’Italia continua a sostenere i processi di riconciliazione nazionale e di stabilizzazione intrapresi nel continente africano e ha accolto con favore l’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite per un cessate-il-fuoco globale. Occorre evitare che in contesti già duramente provati dal punto di vista umanitario il perdurare dei conflitti renda ancora più arduo il necessario contrasto all’epidemia. Solo un multilateralismo efficace permetterà alla Comunità Internazionale di definire, nel segno di una concreta solidarietà, una risposta congiunta alle conseguenze economiche e finanziarie della pandemia. Abbiamo presenti le aspettative dell’Unione Africana a tale riguardo e - nel contesto dei fori multilaterali cui partecipiamo e, in particolare, nell’ambito della Presidenza Italiana del G20 nel 2021 - intendiamo offrire il nostro contributo all’individuazione di concrete soluzioni. L’odierna celebrazione, per la quale rinnovo i più cordiali auguri, ci offre dunque l’occasione per tracciare un bilancio e progettare il futuro - grazie a una auspicabile sempre più stretta cooperazione tra Africa, Europa e Italia – superando le difficoltà di questo frangente della nostra comune storia». [Fonte: Presidenza della Repubblica]  
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    Giornata dell'Africa, le iniziative della Farnesina

    AFRICA - A causa della pandemia Covid-19, quest'anno l’odierna celebrazione della Giornata dell'Africa 2020, sarà caratterizzata da un innovativo formato digitale, con un contenuto artistico-culturale dedicato al Continente africano. Su impulso della Vice Ministra Emanuela Del Re, d’intesa con il Ministro Luigi Di Maio, la Farnesina ha progettato una maratona virtuale per marcare l'anniversario della nascita dell’Organizzazione dell’Unità Africana (oggi Unione Africana) ed altresì l'amicizia e la solidarietà fra Africa e Italia di fronte all'emergenza sanitaria.   Il programma della Giornata prevede il caricamento sul canale YouTube della Farnesina di un video in cui sono raccolti circa 50 contributi di artisti africani ed italiani, tra i quali possono essere menzionati Niccolò Fabi, Tommy Kuti, Kandy Guira, i Mezzotono e Baba Sissoko. I video musicali saranno intervallati da brevi interventi di personalità politiche finalizzati a sottolineare l'importanza delle relazioni storiche tra Italia e Africa. Tra questi interventi politici sono previsti messaggi di auguri del Ministro Di Maio, della Vice Ministra Del Re, della Ministra degli Esteri sudafricana Pandor (attualmente il Sudafrica è il Presidente di turno dell’Unione Africana), della Vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed, del Presidente della Somalia, Mohamed Abdullahi Mohamed Farmajo, del Vice Presidente della Commissione dell'Unione Africana, Kwesi Quartey e della Segretaria Esecutiva di UNECA, Vera Songwe.   L’iniziativa verrà valorizzata sul canale Facebook ministeriale, oltre che sul sito della Farnesina.   L'iniziativa descritta ha già riscosso un forte interesse sia tra le Ambasciate dei Paesi Africani accreditate in Italia che hanno contribuito con video di artisti del proprio Paese, sia tra le Organizzazioni Internazionali e gli enti della società civile impegnati nelle tematiche del Continente. UNECA, ICCROM, AICS, Università Somala, Auditorium Parco della Musica, Fondazione Aurora, Scuola di Musica Sylvestro Ganassi ed Italia-Africa Business Week hanno assicurato il sostegno all'iniziativa. Parallelamente alla video-maratona, verrà allestita una mostra fotografica virtuale dedicata all'Africa, nella quale saranno inclusi alcuni scatti di fotografi italiani che – in collaborazione con le Ambasciate e gli Istituti Italiani di Cultura dell’area – hanno realizzato mostre nel 2019 o avevano esposizioni programmate per quest’anno. Le fotografie selezionate saranno fruibili sul sito e sul canale Instagram della Farnesina e accompagneranno il video celebrativo durante la stessa giornata del 25 maggio.[Fonte: Farnesina]
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    1960, l'anno dell'Africa: una videoconferenza con...

    AFRICA - Il 1960 passa alla storia come “l’anno dell’Africa”: dopo tante lotte e sofferenze, decine di milioni di africani conquistano l’indipendenza e si liberano dell’occupazione coloniale. In quell’anno ben diciassette nazioni del continente africano entrano a far parte a pieno titolo della comunità internazionale. Diciassette nuovi stati sovrani avviano una stagione di grandi ambizioni e progetti di sviluppo politico, economico e sociale. Sono passati esattamente a sessant’anni da quella memorabile pagina della storia, impregnata di passioni e di sogni di riscatto. Com’è cambiata l’Africa? Qual è il bilancio della decolonizzazione e delle indipendenze? Cosa ha funzionato e cosa è andato storto? Quali progressi sono stati fatti e quali problemi restano irrisolti? Sono le domande che animeranno la videoconferenza “1960 – L’anno dell’Africa”, organizzata dal bimestrale Africa e dal mensile Africa e Affari, lunedì 25 Maggio, in concomitanza con la Giornata dell’Africa, dalle ore 17.30 alle 19.30. La partecipazione è gratuita per gli abbonati iscritti ad Africa Social Club di Africa rivista e per gli abbonati ad Africa e Affari. È per tutti possibile partecipare all’evento, fino all’esaurimento dei posti disponibili, acquistando il biglietto a 10 € attraverso il sito di Africa e Affari. Programma 17.30 – Collegamento tecnico alla piattaforma Zoom 17.35 – Saluti e introduzione a cura di Marco Trovato, direttore editoriale di Africa rivista, e di Massimo Zaurrini, direttore responsabile di Africa e Affari 17.45 – Interventi: Maria Dulce Araújo Évora, giornalista di Radio Vaticana Uoldelul Chelati Dirar, docente di Storia e istituzioni dell’Africa presso l’Università di Macerata. Cristiana Fiamingo, docente di Storia e istituzioni dell’Africa presso l’Università degli Studi di Milano. Mario Giro, docente di relazioni internazionali, già viceministro degli Affari Esteri Giuseppe Mistretta, direttore Africa sub-sahariana presso il Ministero degli Affari Esteri Martin Nkafu Nkemkia, docente di Storia della filosofia africana presso la Pontificia Università Lateranense Samia Nkrumah (videocontributo), politica ghanese, figlia di Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana indipendente Jean Leonard Touadi, presidente del Centro Relazioni con l’Africa della Società Geografica Italiana 19.00-19.30 – Dibattito aperto al pubblico  
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    Tecnologie italiane e Unido contro il covid... (2), la...

    AFRICA - “Le aziende italiane sono state colpite duramente dal lockdown, con una significativa perdita economica” sottolinea Diana Battaggia, direttore di Unido Itpo Italy. “Tuttavia hanno compreso come dietro ogni sfida vi sia anche un’opportunità”. Partendo da questo assunto, Unido ha collegato le competenze industriali italiane, riadattate per rispondere all’emergenza covid-19, a quello che è il suo mandato di supporto al settore privato e di promozione dello sviluppo industriale nei Paesi in via di sviluppo.  Con questa precisa architettura di scopi, agli inizi di aprile Unido ha gettato le basi di un vero e proprio ponte di collaborazione e cooperazione nella forma di una piattaforma denominata ‘Italian Technologies respond to covid-19’. La piattaforma si presenta come una vetrina di tecnologie messe in campo da quelle imprese, startup e makers di varie regioni italiane che hanno scelto l’innovazione come risposta all’emergenza pandemica: dalle stampanti 3D per la realizzazione di mascherine o valvole per respiratori, ai droni che garantiscono il trasporto sicuro di materiale biologico.  “La piattaforma intende raccogliere gli sforzi creativi del settore privato italiano, con l’intento di promuoverli anche nei Paesi in via di sviluppo e facilitare il percorso per la costruzione di sistemi produttivi più resilienti a shock pandemici” spiega Diana Battaggia. In poche parole, l’iniziativa di Unido si muove in un’ottica di co-sviluppo, con la piattaforma che promuove le best practices individuate nel mondo dell’industria e della ricerca italiane favorendo nuove opportunità di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, che a loro volta hanno l’opportunità di conoscere le tecnologie più innovative replicabili nei rispettivi contesti.  Ne è consapevole Alessio Lorusso, amministratore delegato di Roboze, impresa italiana di Bari coinvolta anch’essa nel progetto. Sviluppatori e produttori di proprie stampanti 3D che stanno trovando applicazione in vari ambiti (dall’industria aerospaziale a quella automobilistica passando per l’energia), nel picco dell’epidemia in Italia, a Roboze non ci pensano su due volte: “Abbiamo bloccato nel nostro stabilimento tutte le macchine che stavamo producendo e che dovevano essere spedite ai clienti, chiedendo loro di pazientare, utilizzandole invece per produrre componenti da inviare a ospedali, protezione civile e tutti coloro che ne facessero richiesta. Abbiamo convertito l’uso delle nostre macchine: invece che farle usare ad altri, le abbiamo usate noi, supportando in prima battuta l’Italia e dando poi una mano ad altri Paesi in difficoltà” racconta Lorusso. Ora, con la situazione che sembra essere tornata più sotto controllo in Italia, Unido, sottolinea Lorusso, ha aperto di fatto una finestra di opportunità per progetti che possono vedere protagoniste le stampanti 3D in Paesi in via di sviluppo: “Possiamo infatti inviare le nostre macchine all’interno di container in giro per il mondo e pronte all’uso in luoghi anche remoti, dove avere un pezzo di ricambio o più semplicemente una valvola in tempi rapidi può essere questione di vita o di morte”. [GB]
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    Tecnologie italiane e Unido contro il covid-19, la...

    AFRICA - Fare di necessità virtù. Forse si potrebbe usare questo ben noto detto per raccontare sinteticamente quanto è successo lo scorso marzo negli ospedali di Brescia, quando il covid cominciava a menare terribili fendenti mettendo a nudo i buchi nel frattempo lasciati dai vari lockdown che in giro per il mondo fermavano le produzioni, i commerci e le filiere. Una vera tempesta che costringendo un po’ tutti ai ripari aveva l’effetto di determinare un’insufficienza di pezzi di ricambio, valvole e respiratori necessari per far fronte alla folla di persone che assiepava gli ospedali e aveva bisogno con urgenza di cure e ossigeno.  È in questo frangente - come racconta in un suo articolo il numero di questo mese di Oltremare, il magazine dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo - che Isinnova, società di Brescia attiva nel campo della ricerca industriale, riceve dall’ospedale di Chiari tramite il giornale locale la richiesta di realizzare con la stampa 3D la valvola Venturi, una valvola particolare che la struttura sanitaria non aveva più a disposizione e che è un componente fondamentale nei respiratori. “La società che produce questo tipo di valvola era stata inondata di richieste e non sarebbe riuscita a fornire i pezzi in tempi rapidi, ma intanto c’era da agire, c’erano vite da salvare e così in un giorno siamo riusciti a progettare e replicare il componente fornendolo all’ospedale” racconta Lorenzo Abeni, senior consultant di Isinnova.  La valvola Venturi è stata soltanto la prima tappa di un rapido processo che ha visto Isinnova ancora protagonista nel sostegno alla lotta contro il covid-19 e non soltanto a Brescia. Pochi giorni dopo, anche a seguito della grande attenzione suscitata da quel primo esperimento riuscito, è un medico ed ex primario dell’ospedale di Gardone Val Trompia, Renato Favero, ad avere un’altra intuizione e a proporla a Isinnova: perché non usare le maschere di snorkeling e modificarle per ottenere respiratori Cpap d’emergenza? “La maschera Cpap - prosegue Abeni - permette l’insufflazione di ossigeno nei pazienti covid-19 ed è fondamentale perché consente la riapertura degli alveoli polmonari collassati a causa del covid. Il grande utilizzo che se ne stava facendo in ospedale stava portando a una grave carenza di questo dispositivo, ma è giunta l’idea e abbiamo progettato il raccordo Charlotte. Con questo sistema, una maschera da snorkeling viene collegata a un respiratore e si riesce così a fornire ossigeno al paziente. Abbiamo fatto delle prove con dei volontari e il dispositivo si è dimostrato perfettamente funzionante”.  Nel picco dell’emergenza, in Italia, sono stati circa 40 gli ospedali che hanno utilizzato questa formula e molte richieste sono arrivate da oltre confine (Marocco, Tunisia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti) perché si era vicini a una saturazione di richieste; nel momento culminante almeno 100.000 maschere di snorkeling sono state modificate e inviate lì dove il prodotto ufficiale non era disponibile. È a questo punto che a Isinnova parte un progetto che incontra subito l’interesse dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido) e in particolare l’ufficio italiano, Unido Itpo Italy. “Ci arrivavano le richieste da Paesi in via di sviluppo e abbiamo allora ideato un kit per consentire loro di stampare direttamente i pezzi di cui avevano bisogno piuttosto che spedirli noi dall’Italia in un momento, tra l’altro, in cui tutto era bloccato. Il progetto, chiamato ISI 3D, ha visto già il coinvolgimento di diverse Ong, prevede la creazione di una piattaforma online (per caricare tutorial e altre informazioni) ed è legato a una raccolta di crowdfunding che servirà a pagare le spese dell’operazione; in questo modo invieremo in Paesi in via di sviluppo kit di stampa che potranno essere utilizzati per stampare componenti per respiratori in situazioni di emergenza”. Terminata l’emergenza, le stampanti potranno essere utilizzate per stampare anche altro, come ingranaggi e componenti di vario tipo. [SEGUE]
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    Approvati fondi per contrastare sciami di locuste

    AFRICA - Sono pari a 500 milioni di dollari i fondi approvati dalla Banca Mondiale per aiutare i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente a contrastare gli sciami di locuste che stanno minacciando la sicurezza alimentare di milioni di persone.

    Ad annunciare il finanziamento d’emergenza è stata la stessa istituzione finanziaria multilaterale, precisando che i fondi saranno utilizzare per fornire assistenza immediata ad agricoltori, pastori, famiglie rurali povere e vulnerabili con l’obiettivo di superare una delle peggiori invasioni di locuste degli ultimi decenni.

    Denominato Programma di risposta d’emergenza alle locuste (ELRP), l’iniziativa fornirà un supporto immediato alle famiglie colpite attraverso il sostegno alle reti di sicurezza sociale oltre che prevedere investimenti per recuperare nel medio termine nei Paesi interessati i sistemi di produzione agricola e zootecnica e i mezzi di sussistenza rurali.

    Secondo quel che viene reso noto, durante la fase iniziale del programma i primi Paesi a essere finanziati saranno Gibuti, Etiopia, Kenya e Uganda, con un pacchetto complessivo di 160 milioni di dollari. [MV]