Africa

Cosa consumano i giovani africani, uno studio Ipsos Africap

AFRICA – Sono i cibi e bevande, l’abbigliamento e gli strumenti di comunicazione come Internet e la telefonia, i beni più consumati dai giovani africani. Lo ha messo in evidenza in uno studio l’istituto francese di statistiche Ipsos, il primo del genere, intitolato “Gioventù africana”, focalizzato sui comportamenti di consumo della fascia 14-25 anni in 14 paesi africani sparsi in tutte le regioni del continente.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • AfricaNigeria Free

    Access Bank vuole entrare in altri 8 paesi africani

    NIGERIA - Access Bank, la principale banca nigeriana, vuole rafforzare la sua dimensione panafricana e sta valutando la possibilità di espandersi in otto paesi del continente. Si tratta di Marocco, Algeria, Egitto, Costa d'Avorio, Senegal, Angola, Namibia ed Etiopia. L'informazione si trova in una presentazione inviata per e-mail da Herbert Wigwe, amministratore delegato di Access Bank agli investitori, ed è stata rivelata dall'agenzia Bloomberg. Access Bank è già presente in 12 Paesi africani. Il progetto di espandersi è correlato al desiderio di sfruttare al meglio le possibilità determinate dall'avvio dell'African Continental Free Trade Area (Afcfta), ufficialmente operativa dal 1 ° gennaio. La banca nigeriana intende "attutire le sfide in alcuni mercati, diversificare i profitti e sfruttare le opportunità di crescita nella regione", si legge nella presentazione. Nominata 29a banca più sicura al mondo da Global Finance nel dicembre 2020 per i suoi sforzi per garantire la protezione dei fondi e dei dati dei clienti, Access Bank ha già fatto acquisizioni importanti in tempi recenti. L'acquisizione di Transnational Bank in Kenya nel luglio 2020 e quella di Cavmont Bank in Zambia, conclusa all'inizio di gennaio, confermano l'ambizione del gruppo a investire in tutte le sub-regioni del continente. [SR]
  • Africa Free

    Legale: Baker McKenzie nomina nuovo Direttore...

    AFRICA - Sarà Bruce Schubach il nuovo direttore delle operazioni per l’Africa dello studio legale internazionale Baker McKenzie.

    A riferirlo è lo stesso studio legale con sede a Chicago (Usa) precisando che Schubach, basato in Sudafrica, avrà il compito di espandere le attività in un mercato, quello africano, definito “sempre più competitivo” per il lavoro commerciale in tutto il continente.

    Schubach ricopre già la posizione di Chief Operating Officer per l'Africa e per il momento combinerà i due ruoli, con il supporto dell'ufficio di Johannesburg. Succede a Robin Simmons, che ha lasciato l'azienda.

    Schubach è stato in precedenza amministratore delegato di Tgr Attorneys , prima del quale ha trascorso quasi un decennio con ENSafrica e la sua società legacy Edward Nathan & Friedland, ricoprendo una varietà di ruoli tra cui direttore delle operazioni finanziarie, amministratore delegato e direttore operativo.

    In una dichiarazione, il capo dell’Africa a Baker e McKenzie, Wildu du Plessis, ha sottolineato la crescente domanda dei clienti di avvocati africani da coinvolgere nel loro lavoro nel continente, evidenziando che i tre uffici dello studio nel Continente (Sudafrica, Egitto e Marocco) hanno "fornito consulenza su alcuni dei le transazioni africane più importanti degli ultimi anni”.

  • AfricaEgittoEtiopiaKenyaNigeria Free

    Cdc investirà un miliardo nel continente

    AFRICA - Il gruppo Cdc, istituto britannico per lo sviluppo, sta pianificando investimenti per un miliardo di dollari in Africa nei settori delle infrastrutture e della finanza. Sta inoltre valutando un'offerta per acquisire una licenza di telecomunicazioni in Etiopia. Cdc ha investito 3,7 miliardi di dollari in Africa negli ultimi tre anni, più della metà del capitale dell'istituzione. L’investimento previsto per il 2021 è pari a quello effettuato nel 2020, ha dichiarato in un'intervista l'amministratore delegato Nick O'Donohoe, e si concentrerà prevalentemente in Egitto, Etiopia, Kenya e Nigeria. “Concentreremo i fondi su iniziative legate al contenimento degli effetti dei cambiamenti climatici e sulla tecnologie - ha affermato il ceo - In aggiunta a ciò, continueremo a investire in infrastrutture”. L’impegno di 1 miliardo di dollari rappresenta un segnale di interesse notevole verso l’Africa, che, secondo le stime, dovrebbe aver subito un calo compreso dal 25 al 40 per cento degli investimenti diretti esteri lo scorso anno, secondo un rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, a causa della pandemia e dei prezzi più bassi di petrolio e materie prime. Cdc ha creato una partnership con Vodafone Group Plc e Sumitomo Group per presentare un'offerta per una licenza di telefonia mobile in Etiopia nell’ambito del piano di privatizzazione dell'economia del Paese, ha affermato l’amministratore delegato, confermando un rapporto di Bloomberg News a giugno. Il processo è stato ritardato, ma ora sembra andare avanti, ha detto. La nazione del Corno d'Africa prevede di vendere due nuove licenze e una quota di minoranza dell’azienda di Stato Ethio Telecom, sebbene il processo sia stato rallentato da complessità normative e turbolenze politiche, incluso un conflitto nella regione settentrionale del Tigray. [EC]
  • Africa Free

    Piano d'azione congiunto tra AfDB e Bei

    AFRICA - La Banca africana di sviluppo (AfDB) e la Banca europea per gli investimenti (Bei) hanno firmato ieri un piano d’azione di partenariato comune (Joint Action plan) sottolineando priorità di cooperazione rafforzata e di sviluppo reciproco e una forte enfasi sull'aumento degli investimenti del settore pubblico e privato in Africa.

    Il piano d’azione comune, si legge in una nota della Bei, consente a entrambe le istituzioni di sviluppare una riserva condivisa di progetti finanziabili attorno a temi complementari chiave su cui ciascuna istituzione apporterebbe il proprio valore aggiunto.

    Questi temi sono: azione per il clima e sostenibilità ambientale; investimenti in infrastrutture di qualità su larga scala; infrastruttura e servizi di tecnologia dell'informazione e della comunicazione; inclusione finanziaria con una attenzione alle questioni di genere mirata all'empowerment di ragazze e donne; istruzione e formazione; rafforzamento del settore sanitario.

    La firma dell’intesa è arrivata in un momento in cui la pandemia di covid-19 ha di fatto aumentato il rischio di possibili passi indietro nella lotta alla povertà in tutto il continente africano e sta minacciando mercati e mezzi di sussistenza.

    L'accordo è stato firmato per la Banca africana per lo sviluppo, dal vicepresidente senior ad interim Bajabulile Swazi Tshabalala e da Thomas Östros, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, durante una cerimonia virtuale alla quale hanno partecipato più di 100 stakeholders che si sono collegati da tutta l'Africa e l'Europa. La sessione è stata preceduta da una breve tavola rotonda tra i due membri dell'alta dirigenza e rappresentanti di entrambe le istituzioni.

    "È fondamentale che più banche multinazionali per lo sviluppo e altre istituzioni finanziarie per lo sviluppo si impegnino a una collaborazione più stretta e più forte, come si è visto attraverso questo piano d'azione congiunto tra l'AfDB e la Bei, al fine di supportare in modo più efficiente ed efficace i paesi membri durante questi tempi difficili", ha detto Tshabalala. "La crescita economica sostenibile e la sicurezza nelle regioni che affrontano sfide particolari, come il Sahel e il Corno d'Africa, sono la nostra massima priorità".

    "I partenariati sono fondamentali per l'attività e l'impatto della Bei, e questa partnership con la AfDB è fondamentale per l'Africa” ha detto a sua volta,Thomas Östros. “Il piano d'azione firmato oggi con la Banca africana di sviluppo - ha proseguito il vicepresidente della Bei - dimostra il fermo impegno della Banca europea per gli investimenti, la Banca dell'Ue, a fornire investimenti che fanno davvero la differenza per l'Africa. Rafforzare il nostro lavoro con la Banca africana di sviluppo è una priorità strategica per la Bei e l'Europa. Insieme, la Bei e l'AfDB rafforzeranno la cooperazione e l'impegno con i partner africani per garantire che l'Africa emerga dalle sfide sanitarie, sociali ed economiche di covid-19 verso un 21° secolo ancora più luminoso". [MS]

  • Africa Free

    renewAfrica reitera impegno a sviluppo rinnovabili nel...

    AFRICA - Rafforzare il dialogo con le istituzioni europee e le attività di sensibilizzazione con i partner africani: sono queste le priorità di renewAfrica per l'anno in corso delineate nel corso dell'ultimo comitato direttivo dell'iniziativa creata per promuovere l'uso delle energie rinnovabili come mezzo per rispettare gli impegni previsti dall'accordo di Parigi sul clima. A comunicarlo è stata la fondazione RES4Africa, che ospita il segretariato di renewAfrica, precisando che la riunione ha visto la partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea e della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) al fine di esplorare ulteriori aree di reciproco interesse e possibile collaborazione.

    “Il 2021 è l'anno in cui puntiamo a portare renewAfrica a un nuovo livello - ha detto Roberto Vigotti, segretario generale dell'iniziativa - renewAfrica risponde perfettamente alla necessità di ricostruire meglio e intensificare la collaborazione Africa-Europa. Siamo felici di vedere che l'iniziativa è sempre più riconosciuta e che sempre più soggetti sono impegnati in essa”.

    Lanciata a giugno 2019 a Roma dalla Fondazione RES4Africa, renewAfrica è sostenuta da 27 stakeholder di tutta la catena del valore delle energie rinnovabili in Europa. Il suo scopo è quello di sostenere la creazione di un programma globale europeo per gli investimenti in energie rinnovabili in Africa da promuovere da parte delle istituzioni dell’Unione Europea.

  • Africa Free

    Tre anni di Alleanza Sahel, il bilancio dei promotori

    AFRICA - Il rapporto sui tre anni di vita dell’Alleanza Sahel, piattaforma di operazione internazionale per la stabilizzazione e lo sviluppo del Sahel, nata nel 2017 su impulso della Francia, della Germania e dell’Unione europea (Ue), è stato presentato ieri dai protagonisti dell’iniziativa, durante una conferenza virtuale.

    L’iniziativa coinvolge ora 13 partner allo sviluppo, multilaterali e bilaterali. Il suo obiettivo principale è sostenere i paesi del G5 Sahel per fornire una risposta coordinata, comune, appropriata ed efficace alle sfide che devono affrontare. Sulla carta, l’Alleanza Sahel promette di finanziare 800 progetti a favore delle popolazioni, per un importo complessivo di 11,6 miliardi di euro.

    Il panel della conferenza ha riunito ieri relatori di alto livello, tra cui rappresentanti il presidente del consiglio dei ministri del G5 Sahel, Ousmane Mamoudou Kane, diversi ministri della Mauritania, ma anche la ministra spagnola degli Esteri dell’Ue e della Cooperazione  Arancha Gonzales Laya, il direttore della presidenza del Sahel della Fondazione per gli studi e la ricerca sullo sviluppo internazionale, Tertuis Zongo, il rappresentante speciale dell’Ue per il Sahel e il segretario esecutivo del G5 Sahel, Maman Sidikou.

    Ousmane Mamoudou Kane ha dichiarato che “il G5 Sahel accoglie con favore i significativi progressi già compiuti nel quadro del partenariato dell’Alleanza Sahel e rimane fiducioso sulle sue promettenti prospettive, grazie alla rilevanza degli orientamenti e degli obiettivi definiti dalla sua presidenza”. In merito ai risultati raggiunti durante la presidenza mauritana nel campo della leadership politica e diplomatica nonché nel campo dello sviluppo, Kane ha ricordato l’organizzazione di diversi incontri internazionali a livello di capi di Stato e più di dieci riunioni ministeriali. “Questi incontri ci hanno permesso, in particolare, di portare avanti un intenso appello alla cancellazione del debito dei Paesi del G5 Sahel (Mauritania, Mali, Burkina Faso, Ciad e Niger, Ndr) per contrastare l’impatto della crisi sanitaria del covid-19 attraverso un maggiore sostegno in termini di sviluppo”.

    Sulla moratoria del servizio del debito, avviata dal G20 per affrontare gli effetti economici e sociali della pandemia covid-19, Kane ha sottolineato che rimarrà insufficiente, finché questo “fardello” non sarà risolto una volta per tutte.

    “Nell’ultimo anno, il G5 Sahel ha adottato un quadro per un impegno politico rafforzato, con il lancio dell’Integrated Priority Action Framework (Capi) e il lancio della coalizione per il Sahel”, ha aggiunto Kane, precisando che il G5 Sahel ha perseguito tre obiettivi nel campo della resilienza e delle infrastrutture: “migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più vulnerabili; empowerment delle popolazioni in aree insicure; rafforzamento dell’integrazione regionale”.

    Riferendosi alle iniziative di successo, il Presidente del Consiglio dei Ministri del G5 Sahel, ha citato, nell’ambito dell’Alleanza Sahel e del G5 Sahel, l’avvio di 18 progetti su 21, del programma di sviluppo di emergenza (Pdu) nei settori prioritari della resilienza, dell’acqua e della coesione sociale. Nell’ambito del Capi, il rafforzamento dei sistemi alimentari e nutrizionali delle popolazioni vulnerabili. Questa azione ha ricevuto un finanziamento dalla Banca africana per lo sviluppo (Afdb) per la lotta contro il covid-19 di 21,9 milioni di dollari.

    “Stiamo valutando il lancio di un’altra operazione per supportare la resilienza dei giovani imprenditori con un finanziamento aggiuntivo di 4musd”, ha precisato Kane.

    Sarebbe a buon punto il progetto di sviluppo territoriale integrato (Pati), nella zona centrale con un finanziamento di 16 milioni di euro da parte dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale e del Sahel. Il progetto di emergenza e sviluppo rurale nel Sahel, attualmente in fase di avvio, beneficia di un finanziamento dall’Ifad di 180 milioni di dollari per i paesi del G5 Sahel e il Senegal. Prosegue l’integrazione regionale con l’attuazione dell’accordo per l’eliminazione delle tariffe di roaming, il finanziamento da parte di Badea e Fades di progetti di tratti stradali e la finalizzazione dello studio di fattibilità del progetto ferroviario”.

    Tra le aspettative espresse dalla presidenza di turno mauritana,  la rimozione di tutti gli ostacoli organizzativi e amministrativi per accelerare l’attuazione dei progetti di sviluppo essenziali per la sopravvivenza quotidiana delle popolazioni, in particolare delle popolazioni rurali, che sono molto vulnerabili nel Sahel. [CC]