Africa

RomAfrica Film Festival (3): con i documentari una finestra sul continente

Venerdì 15 alle ore 18:30, dopo i documentari sulla musica angolana, sarà la volta del documentario ‘Redemption Song’, della regista Cristina Mantis, che introdurrà la proiezione, vincitore del Premio Rai Cinema al Festival Visioni del Mondo. Si tratta di un lavoro sulle migrazioni assolutamente originale, che non parla solo dell’andata, ma anche del ritorno, e del viaggio e della scoperta come desideri primari. Chiuderà la proiezione incrociandosi con i titoli di coda la performance del musicista Ismaila Mbaye, uno dei più grandi percussionisti in Italia, nato in Senegal, all’Ile de Gorée (l’Isola degli Schiavi, che si vede nel documentario, situata di fronte a Dakar). Seguirà alle ore 20:00, in collaborazione con il Luxor African Film Festival (Laff), partner della manifestazione, la proiezione del film del Rwanda ‘Imbabazi’, sul genocidio ruandese del 1994 e sulla difficile strada del perdono. Opera del regista Joel Karekezi, il film sarà introdotto dalla direttrice del Luxor African Film Festival Azza Elhosseiny.

Il sabato pomeriggio, ultima giornata della rassegna, viene proposto, accanto alla programmazione in sala Deluxe, anche un secondo percorso in sala Kodak.

Alle ore 15:00, in sala Deluxe, la regista Guia Zapponi presenterà il suo lavoro ‘Journey To Mauritania’, documentario sui cambiamenti climatici e i rapporti tra l’uomo e la natura, ma anche un racconto di viaggio nel grande Paese subsahariano. A seguire, nella stessa sala, verranno proiettati due film in collaborazione con il Fespaco: alle ore 16:30, ‘L’oeil du cyclone’, del regista del Burkina Faso Sékou Traoré, che racconta la vicenda di Emma, avvocatessa di successo, incaricata della difesa di un ex bambino soldato ormai diventato adulto macchiatosi di crimini orribili; poi, alle ore 19:00, il film della Costa d’Avorio ‘Et si Dieu n’existait pas?’, di Alain Guikou, pellicola sulla storia di un killer di professione partito alla ricerca dei genitori biologici, dopo la morte dei genitori adottivi, con l’aiuto di una suora che avrà un ruolo importante nella sua vita futura.

La programmazione in sala Kodak inizierà invece alle ore 15:30 con il documentario ‘Frammenti di libertà’ di Alessandro Marinelli e Simona Messina, che introdurranno il loro lavoro, centrato sulle vicende legate a una squadra di calcio, l’Atletico Diritti, formata da immigrati, studenti ed ex detenuti. A seguire verrà presentato il corto ‘Macchi muore due volte’ del regista Raymond Berou. Alle 17:15 è prevista la proiezione dei lavori costituenti la sezione ‘Progetto G2-La seconda generazione’, 5 videoclip e 3 corti a cura di Black Italians, un gruppo di ragazzi e ragazze di diversa origine e occupazione che cooperano per rendere più attivo il ruolo della comunità africana nel nostro Paese. Il progetto nasce per dare visibilità alle seconde generazioni di origine africana e mostrare il frutto della diaspora africana nella sua diversità, una realtà ancora poco condivisa e poco conosciuta. Infine, sempre sabato 16 alle 19:30, in sala Kodak, verranno proposti tre documentari: ‘Sudan Faces’, il risultato di un seminario teorico/pratico per12 sudanesi aspiranti registi coordinati dal regista Francesco Cinquemani, che ne curerà l’introduzione; ‘A piedi nudi’, di Christian Carmosino, sulla rivoluzione d’ottobre in Burkina Faso e la successiva transizione; ‘Devil Comes To Koko’ del regista nigeriano Alfie Nze, che racconta due storie apparentemente scollegate tra loro, cioè la sanguinosa invasione inglese di Benin City del 1897 e lo scandalo dei rifiuti tossici a Koko nel 1987.

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    Cooperazione decentrata, bando della regione Piemonte

    AFRICA - Riguarda il finanziamento di progetti di cooperazione decentrata delle autorità locali piemontesi impegnate nella cooperazione allo sviluppo in Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Niger e Senegal il bando pubblicato dalla Regione Piemonte.

    In particolare, il bando prevede il cofinanziamento di iniziative che contribuiscano a promuovere lo sviluppo locale sostenibile dei contesti territoriali dei Paesi dell’Africa sub-sahariana, migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali e ridurre la povertà, le ineguaglianze e l’insicurezza alimentare.

    Tali iniziative dovranno, inoltre, mirare a facilitare le relazioni tra le comunità partner, piemontesi e africane e a migliorare la percezione del contesto africano e reciprocamente del contesto piemontese, favorendo in particolare un’approfondita conoscenza delle realtà nelle quali si originano i flussi migratori.

    Il bando è aperto alle autorità locali piemontesi (province, città metropolitana, comuni, unioni montane e ogni forma associativa i medesimi soggetti) con scadenza il 31 ottobre 2017. Maggiori informazioni possono essere ottenute consultando il sito internet della regione Piemonte. [MV]
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    Onu, Africa chiede più voce e aiuto contro terrorismi

    AFRICA - Il capo di Stato della Guinea, Alpha Condé, ha chiesto con determinazione maggiore rappresentatività del continente al Consiglio di sicurezza Onu. “Un tempo soggiogata, asservita e malleabile, l’Africa si è svegliata, oggi più che mai decisa a prendere in mano il proprio destino, a diventare l’attore principale del proprio sviluppo e a fare la sua parte nella gestione delle questioni internazionali”, ha dichiarato Condé, intervenuto anche in qualità di presidente dell’Unione Africana.

    Il capo di Stato del Mali, Ibrahim Boubacar Keita (Ibk), ha sollecitato a sua volta il pieno sostegno finanziario dei partner e delle organizzazioni internazionali a favore della forza militare congiunta di lotta al terrorismo islamico, creata nei mesi scorsi da cinque paesi del Sahel. “La forza congiunta è di utilità pubblica e internazionale. La lotta che portiamo avanti nel Sahel è una diga. Se dovesse cedere sarebbe una sfortuna per l’intero mondo civilizzato, che condivide i nostri valori”, ha sottolineato il presidente maliano.

    A margine dell'Assemblea generale, presidenti dei paesi del G5 - di cui fanno parte oltre al Mali, Burkina Faso, Ciad, Niger e Mauritania - hanno incontrato il presidente francese Emmanuel Macron, il capo della diplomazia europea Federica Mogherini, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e per la prima volta un rappresentante statunitense del dipartimento di Sicurezza interna (Homeland Security).

    Sulla questione dei finanziamenti alla forza congiunta anti-terrorismo nel Sahel, dopo mesi di diffidenza, l’amministrazione di Donald Trump sta cominciando a dimostrare interesse e potrebbe contribuire anche economicamente. L’Unione Europea deve ancora sbloccare 50 milioni di euro a favore della forza congiunta nei mesi scorsi. Per renderla operativa sul terreno mancano ancora 515 milioni di dollari. Una conferenza dei donors è in agenda a Bruxelles a dicembre. [AGI / InfoAfrica]
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    I figli delle elite africane ora studiano in Cina

    AFRICA - Al via il nuovo anno accademico in Cina, anche per i circa 50.000 studenti africani che hanno scelto l’Impero di Mezzo per laurearsi. In base ai dati diffusi dal Ministero cinese dell’Istruzione, si registra un vero e proprio boom di studenti africani: gli iscritti in atenei cinesi erano 2757 nel 2005, oggi sono venti volte di più. Mediamente, sempre secondo gli stessi dati ufficiali, il numero di studenti stranieri in Cina cresce del 35% annuo e un giovane su dieci arriva dall’Africa. Un dato che fa della Cina la seconda destinazione preferita degli studenti africani dietro la Francia, Paese storicamente presente nel ‘continente nero’. Una vera e propria corsa verso lo studio nel paese asiatico che in qualche modo va di pari passo con la crescente presenza diplomatica, commerciale ed economica della Cina in Africa, ma non solo. Una delle attrattive maggiori che sta portando ad una vera e proprio ‘fuga dei cervelli’ dai Paesi africani verso le università cinesi è la crescente assegnazione di borse di studio agli studenti stranieri. Al primo posto arrivano quelli africani.

    Negli ultimi dieci anni il numero di borse di studio concesse ai giovani africani è aumentato più di 300 volte. Porta di accesso a un percorso di studi universitari in Cina sono le ambasciate di Pechino in Africa, presso le quali i giovani interessati sbrigano le pratiche burocratiche, con una certa facilità e celerità. Durante il Forum Cina-Africa del 2015, il governo di Pechino si era impegnato con i partner africani a fornire 30.000 ulteriori borse di studio a studenti del continente giovane entro il 2018. Inoltre, anche il potente Mofcom, il ministero Cinese del Commercio, è incaricato di portare avanti la ‘soft diplomacy’ di Pechino con un ulteriore programma di assegnazione di borse di studio lanciato due anni fa e esclusivamente riservato ai pubblici dipendenti africani.

    Almeno 10.000 di loro sono coinvolti in questa operazione ‘seduzione’ che prevede l’assegnazione di una borsa di 400 euro al mese e altri benefit, tra cui l’alloggio gratuito in residenze universitarie, l’accesso a corsi di lingua non appena arrivano nell'Impero di Mezzo, l'opportunità di seguire un programma universitario su misura per ogni studente e in inglese per uno o due anni, il tempo di imparare il mandarino.

    I fatti indicano che Pechino intende farsi carico anche della formazione delle future elite africane. Eccesso di generosità? Piuttosto una strategia di ampio respiro, in contrapposizione con il modus operandi di molti altri partner storici dell’Africa. Nei rapporti bilaterali e multilaterali con l’Africa, le autorità cinesi hanno più volte dichiarato di voler andare oltre la formula solo commercio e politica della mano tesa, per stringere rapporti tra elite cinesi e africane. [AGI / InfoAfrica]
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    Italia-Africa Business Week (2): focus su energia, Ict,...

    AFRICA / ITALIA - La necessità di intensificare la cooperazione economica e imprenditoriale tra il mercato africano e quello italiano era già stata sottolineata durante la ‘Prima Conferenza Ministeriale Italia-Africa’ organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Concetto, questo ribadito anche nell’African Economic Outlook (AEO) 2017, secondo il quale grazie al dinamismo del settore privato, allo spirito imprenditoriale e alle sue vaste risorse l’Africa può crescere in maniera rapida e inclusiva.

    Nel corso della conferenza stampa, è stato sottolineato come i settori strategici su cui si giocherà la partita nell’immediato futuro, e su cui si concentra questa prima edizione di IABW sono infrastrutture, energie rinnovabili, agricoltura, biomedicale e nuove tecnologie.

    Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, più della metà della crescita della popolazione mondiale da qui al 2050 avverrà in Africa e dopo il 2050 l’Africa sarà l’unica regione del Pianeta a conoscere una forte crescita demografica. Il Continente dovrà dotarsi di nuove strategie di industrializzazione per soddisfare le proprie esigenze derivanti dall’aumento di popolazione.

    La voce dei protagonisti istituzionali – la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Dgcs), la Cassa depositi e prestiti (Cdp) da un lato, l’Unione africana e la West African Development Bank (BOAD) dall’altro – sarà fondamentale per individuare le condizioni commerciali che favoriscano l’accesso al credito e l’arrivo di capitali nel continente ad alto tasso di crescita demografico.

    Non solo investimenti e industrie, ma anche formazione. Mario Molteni, tra le presenze confermate all’evento, è il fondatore di E4impact, iniziativa lanciata nel 2011 da ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società) che offre una formula innovativa di Executive MBA nel continente africano, in partnership con università locali. Sostenere l’impact entrepreneurship in Africa attraverso una grande alleanza con le università del continente significa sviluppare con servizi di formazione e accompagnamento una nuova generazione di imprenditori a forte valenza sociale. E favorire così un co-sviluppo euro-africano a lungo termine.

    IABW è realizzato in collaborazione con Direzione Generale per la Cooperazione Sviluppo del MAECI. I partner sono Res4Med, Res4Africa, New Cold System, Club Efficience, E4Impact Foundation, Uniafrica. Media Partner: Africa e Affari, InfoAfrica.
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    Italia-Africa Business Week, presentata la prima...

    AFRICA / ITALIA - Per la prima volta in Italia un evento economico interamente dedicato a imprenditori italiani e africani. È questo ‘Italia Africa Business Week - IABW’, in programma a Roma presso Spazio Eventi Tirso (via Tirso 14) martedì 17 e mercoledì 18 ottobre. Una due-giorni di networking, incontri B2B e conferenze con rappresentanti di Paesi africani e del business al fine di favorire nuove opportunità d’affari tra le PMI (piccole e medie imprese) africane e italiane e incentivare l’ingresso dei privati nel tessuto produttivo.

    “L’Africa, con oltre 1 miliardo di abitanti e un incremento medio del 5% annuo, è il continente che più di altri possiede i presupposti per realizzare una crescita sostenibile, grazie a un potenziale in gran parte inespresso e all’utilizzo di nuove tecnologie e di processi produttivi avanzati” ha detto oggi Cléophas Adrien Dioma, direttore di IABW, presentando l’iniziativa nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede di Confindustria a Roma. “Francia e Germania sono già presenti sul territorio da tempo - ha aggiunto Dioma - ora anche l’Italia deve fare di più e deve farlo al più presto”.

    Alla prima edizione di IABW, organizzato dall’Associazione Le Réseau con il patrocinio di Assafrica & Mediterraneo, Assobiomedica, Chiesi Foundation Onlus, Giovani Imprenditori CNA e West African Development Bank (BOAD), sono già più di 40, tra aziende e alti rappresentanti della cooperazione internazionale, i nomi di quanti hanno già confermato la propria partecipazione.

    In primo piano le esperienze dirette di imprenditori di successo. Solo per citarne alcuni, oltre all’italiana Ferrovie dello Stato, ci sarà la VMK con Verone Mankou, salutato come lo ‘Steve Jobs Africano’, il primo a lanciare sul mercato uno smartphone e un tablet concepiti apposta per sfondare nei Paesi a Sud dell’Equatore, o la New Cold System di Madi Sakande, che si è aggiudicato il prestigioso MoneyGram Awards 2016 per miglior imprenditore immigrato. E ancora, si parlerà insieme a Roberto Vigotti, Segretario Generale di RES4Med/RES4Africa, network di aziende operanti nel Mediterraneo e in Africa subsahariana, tra cui Enel Green Power, Enerray, Enertronica, PwC e Terna impegnate a promuovere lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili e l'integrazione delle reti elettriche.
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    NEPAD lancia nuova iniziativa per finanziare...

    AFRICA - Il Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (NEPAD), il programma dell'Unione Africana per lo sviluppo economico del continente, ha lanciato ufficialmente un'iniziativa per mobilitare le risorse finanziarie necessarie a ridurre il deficit infrastrutturale.

    L'iniziativa si inserisce nel quadro nel Programma per lo sviluppo delle infrastrutture in Africa (PIDA) adottato dall'Unione Africana nel 2012, attraverso il quale sono stati individuati più di 400 progetti infrastrutturali interfrontalieri.

    Secondo i dati della Banca Mondiale, il deficit infrastrutturale esistente in Africa richiede investimenti annuali pari a 93 miliardi di dollari (44% per l'energia, 23% per acqua e servizi igienico-sanitari, 20% per i trasporti, 10% per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, 3% per l'irrigazione).

    In base a quel che viene reso noto, però, nel decennio 2004-2013 è stato finanziato però soltanto il 5% dei progetti individuati.

    L'iniziativa della NEPAD, denominata 'Agenda 5%', suggerisce che soltanto un approccio collaborativo tra il settore pubblico e quello privato può risolvere in modo efficiente il deficit infrastrutturale e invita gli investitori istituzionali a incrementare il flusso di finanziamenti diretti alle infrastrutture africane. [MV]