Tunisia

Tunisair annuncia licenziamento di 1000 dipendenti

TUNISIA – Tunisair, la linea aerea di proprietà dello Stato della Tunisia, prevede di licenziare 1.000 dipendenti ovvero oltre il 12 per cento della sua forza lavoro a tempo pieno, come parte dei piani di riforma.

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  • Egitto Free

    Accordi di cooperazione con Berlino su rinnovabili e...

    EGITTO - Hanno un valore economico pari a circa 330 milioni di euro gli accordi di cooperazione siglati tra Egitto e Germania a margine della visita del presidente Abdel Fattah El-Sisi a Berlino in occasione della conferenza di alto livello sul G20 Compact with Africa.

    A segnalarlo sono i media egiziani, dai quali si apprende che gli accordi includono la concessione di prestiti a tasso agevolato nei settori dello sviluppo delle energie rinnovabili, del finanziamento alle piccole e medie imprese e della formazione professionale.

    In particolare, un accordo del valore di 10 milioni di euro riguarda la riabilitazione delle scuole professionali in Egitto.

    Non sono stati tuttavia resi noti maggiori dettagli in merito agli altri accordi firmati.

    “Questi accordi traducono anni di lavoro e cooperazione tra Egitto e Germania”, ha detto la ministra degli Investimenti e della cooperazione internazionale, Sahar Nasr. [MV]

  • Egitto Free

    In forte crescita il commercio con Paesi COMESA

    EGITTO - L’interscambio commerciale tra Egitto e Paesi membri del Mercato comune dell’Africa orientale e australe (COMESA) ha raggiunto nel 2018 un valore pari a 2 miliardi e 952 milioni di dollari, in crescita del 32,2% rispetto all’anno precedente.

    A segnalarlo è l’agenzia statistica egiziana, precisando che le esportazioni dall’Egitto verso gli altri 20 Paesi membri del COMESA sono state pari a un miliardo e 908 milioni di dollari, pari a una crescita del 17,2% su base annua.

    Un balzo del 72,6% rispetto al 2017 è stato invece registrato dalle importazioni egiziane dai Paesi COMESA, che hanno toccato nel 2018 un valore pari a 1,44 miliardi di dollari.

    I dati rappresentano una conferma dell’interessa e dell’impegno del governo del Cairo a favore di una maggiore integrazione economica tra i Paesi del continente. [MV]

  • Libia Free

    La giustizia alternativa come opportunità... - 2

    LIBIA - Il futuro della Libia è ancora incerto. Eppure, anche in un contesto così complicato, nuovi investimenti possono favorire la pacificazione del Paese: ne sono sicuri i rappresentanti del Centro Arbitrale Libico (LCICA) e della Camera Arbitrale di Milano che hanno firmato un accordo di cooperazione durante la “Terza Conferenza Internazionale sull’Arbitrato in Libia” promossa da ISPRAMED.

    Un incontro in occasione del quale gli interventi di tutti i relatori si sono soffermati sulla necessità per il Paese nordafricano, stravolto da guerra e frammentazione politica, di favorire le procedure di giustizia alternativa come arbitrato, conciliazione e mediazione in caso di controversie commerciali.

    “Accordi come quello firmato oggi vanno nella direzione giusta - ha detto Abdul Wahab Shagluf, presidente del LCICA - perché si prefiggono l’obiettivo di creare un clima di fiducia fra i libici e gli operatori economici stranieri, in particolare europei. In assenza di un quadro giuridico chiaro attrarre investimenti è complicato e, se far ripartire l’economia diventa impossibile, anche le prospettive di pace diventano una chimera”.

    A maggior ragione in un Paese come la Libia - che non ha mai ratificato la Convenzione di New York del 1958 per il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze arbitrali straniere, altro punctum dolens evidenziato durante la conferenza promossa da ISPRAMED - ancora oggi afflitto da caos e guerra civile, caratterizzato da scarsa digitalizzazione delle banche, chiusura dei registri delle proprietà commerciali, corruzione endemica e disomogeneità del sistema legale.

    Insomma, un Paese che è tutto da ricostruire ma Abdul Wahab Shagluf, in un commento rilasciato a InfoAfrica a margine dell’incontro, si è mostrato ottimista: “Noi del LCICA siamo qui a Milano perché sposiamo in toto gli obiettivi fissati da ISPRAMED, convinti che possano essere una buona base per far ripartire l’economia del Paese”.

    “Sono fiducioso - ha concluso il presidente del Centro Arbitrale Libico - la situazione del Paese migliorerà, a maggior ragione se, come pare, tutte le parti in causa nel conflitto parteciperanno all’incontro previsto a Berlino verso Natale, che avrà come obiettivo quello di trovare un accordo che porti alla fine delle ostilità”. [DF]

  • Libia Free

    La giustizia alternativa come opportunità per attrarre...

    LIBIA - Analizzare la delicata situazione politica, economica e istituzionale in Libia, cercando di guardare al futuro e alla ricostruzione del Paese, a partire dalla valorizzazione delle potenzialità del territorio. Questo il tema di fondo che ha caratterizzato ieri a Milano la ‘Terza Conferenza Internazionale sull’Arbitrato in Libia: nuovi meccanismi a supporto degli investimenti in Libia’.  Organizzata dall’Istituto per la Promozione dell’Arbitrato e della Conciliazione nel Mediterraneo (Ispramed) e dal Centro libico per l’arbitrato commerciale internazionale (LCICA), la Conferenza è stata pensata per promuovere e facilitare i rapporti commerciali tra Italia e Libia, a partire dalla diffusione degli strumenti di ADR, arbitrato e mediazione, che rappresentano un metodo di risoluzione delle controversie commerciali più efficiente, rapido ed economicamente più sostenibile. Nel corso della conferenza, i due Centri Arbitrali di riferimento in Libia e in Italia, rispettivamente LCICA e Camera Arbitrale di Milano (CAM) hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per sviluppare attività congiunte di supporto reciproco e per lo scambio di best practices, a beneficio delle imprese libiche ed italiane. All’iniziativa di Milano erano presenti il ministro dell’Economia libico, Husaen Saleh, il rappresentante dell’Alto Consiglio di Stato della Libia, Nouh A. N Elmalti e i rappresentanti della Libyan Investment Corporation.  “Ispramed – ha dichiarato Stefano Azzali, direttore di Ispramed – ha all’attivo 10 anni di impegno, di energie, tempo e risorse, per promuovere e diffondere l’utilizzo degli strumenti di ADR, come l’arbitrato e la mediazione, nell’area del Mediterraneo. Crediamo fermamente che questi strumenti giuridici siano veri facilitatori e acceleratori di investimenti economici, necessari soprattutto in aree geografiche interessate da situazioni geopolitiche difficili”. Concetti ribaditi da Paolo Sannella, presidente di Ispramed: “È ormai opinione dominante a livello internazionale che il ricorso a strumenti agili e soprattutto consensuali - cioè scelti volontariamente dalle parti - faciliti la ricerca di una soluzione e il mantenimento di un clima pacifico tra gli attori del mondo economico, favorendo ulteriori investimenti, ulteriori scambi e quindi relazioni economiche di interesse crescente tra i partner. L’arbitrato (e ancor di più la mediazione), presupponendo per definizione una procedura di dialogo tra due operatori in conflitto tra di loro, qualunque sia il punto controverso del contratto tra le parti, è già una scelta pacifica. Io - ha concluso Sannella - direi che è l’esempio stesso di come tutti i conflitti potrebbero essere risolti pacificamente, senza ricorrere alle armi. Esiste sempre un punto di intesa nelle controversie”. [MS]
  • Libia Free

    Ispramed, mediazione e arbitrato per aiutare la pace

    LIBIA - “Gli strumenti di giustizia alternativa sono in grado non solo di promuovere gli investimenti ma anche di facilitare il processo di pace in Libia”: è quanto ha sottolineato Paolo Sannella, Presidente dell’Istituto per la Promozione dell’Arbitrato e della Conciliazione nel Mediterraneo (Ispramed), all’apertura dei lavori della Terza Conferenza Internazionale sull’Arbitrato, sulla Conciliazione e sulla Mediazione per la Soluzione delle Controversie Economiche e Commerciali e per la Promozione degli Investimenti, degli Scambi e dello Sviluppo Economico in Libia, coorganizzata oggi presso la sede della Camera di Commercio di Milano da Ispramed e il Centro Libico per l’Arbitrato Commerciale Internazionale (Lcica). Voluto per la prima volta dal Lcica in sede europea, il terzo incontro di questo ciclo di Conferenze mira a promuovere i meccanismi a disposizione della Libia per sostenere gli investimenti, intesi, ha ricordato Sannella, come “indispensabili fattori di sviluppo economico, di benessere e di progresso sociale”. Tali strumenti di risoluzione delle controversie detti ADR e alternativi a procedure spesso lunghe e costose della giustizia ordinaria possono contribuire sia a “rafforzare la fiducia tra operatori economici e commerciali sia a stimolare più scambi e investimenti”, anche in un contesto difficile come quello libico. Un elemento questo su cui ha insistito anche la vice ministra degli Esteri, Emanuela Del Re, in un messaggio fatto pervenire agli organizzatori: “Favorendo un incontro fra diversi esponenti delle istituzioni e del mondo accademico libico e italiano - ha sottolineato la vice ministra nel suo messaggio - l’iniziativa consentirà di analizzare e approfondire gli interventi necessari al miglioramento delle capacità libiche in materia di mediazione e arbitrato e gli strumenti più utili alla promozione e protezione degli investimenti e degli scambi economici e commerciali”. Particolarmente apprezzabile, secondo la vice ministra, l’obiettivo di promuovere un dialogo con gli operatori libici che malgrado la perdurante fase di conflitto nel Paese, “dimostrano di adoperarsi per la preparazione di istituzioni moderne ed efficaci”. Prima di lasciare la parola al suo omologo Abdulwahab Shagluf, presidente di Lcica, Paolo Sannella ha ricordato che il Centro Libico di Arbitrato e la Camera Arbitrale di Milano firmeranno oggi un accordo per una formazione di qualità agli operatori ADR libici, “a testimonianza della volontà a sud del Mediterraneo di lavorare alla ricostruzione, allo sviluppo ed alla pacificazione della Libia”. [CN]
  • Algeria Free

    Un nuovo AD ai comandi della Sonatrach

    ALGERIA – La Sonatrach, principale azienda di Stato algerina, responsabile delle operazioni relative al determinante settore degli idrocarburi, ha un nuovo amministratore delegato. Kamel-Eddine Chikhi è stato infatti nominato poco dopo il voto della nuova legge sugli Idrocarburi, per prendere il posto di Rachid Hachichi, a sua volta entrato in carica soltanto sette mesi fa, dopo le dimissioni forzate dell’ex presidente della Repubblica, Abdelaziz Bouteflika. Nessuna giustificazione ha accompagnato il comunicato ufficiale della nomina da parte del presidente ad interim, Abdelkader Bensalah. Geologo di formazione, Kamel-Eddine Chikhi era dal 2018 direttore dei partenariati della Sonatrach. Il nuovo AD si è insediato domenica, alla presenza del ministro dell’Energia, Mohamed Arkab, secondo il quale la nuova nomina si inscrive nella “continuità di tutto quello che è stato intrapreso a livello della Sonatrach”. Nel discorso di insediamento, Chikhi, ha sottolineato l’importanza di dedicarsi alle attività di esplorazione e alla ricerca, nonché alla rivalutazione delle riserve già note. Ha anche espresso l’auspicio di sviluppare l’industria petrochimica, dando più spazio alle piccole e medie imprese (Pmi). Il nuovo numero uno del colosso dell’Oil&Gas ha fatto l’elogio della nuova legge sugli idrocarburi passata alla fine della scorsa settimana. Il voto è stato fortemente contestato dalla società civile e dall’opposizione, soprattutto perché approvato da un governo non eletto e non riconosciuto come espressione di una volontà democratica. [CC]