Nigeria

GE conferma interesse in acquisizione concessione ferroviaria

NIGERIA - Il conglomerato statunitense General Electric (GE) ha confermato il "profondo interesse" ad acquisire una concessione in un progetto ferroviario in Nigeria del valore pari a oltre due miliardi di dollari. Secondo una nota di GE inviata ai media internazionali, il gruppo statunitense avrebbe formalmente avviato la procedura per l'acquisizione della concessione per il rinnovamento, la fornitura di materiale rotabile e la gestione di alcune tratte ferroviarie, inclusa la linea tra Port Harcourt e Maiduguri. "In considerazione dell'importanza e degli obiettivi della proposta di, è probabile che l'impegno finanziario richiesto sarà nell'ordine dei due miliardi di dollari o anche di più", ha confermato GE ai media internazionali. Nei giorni scorsi intervenendo all’Africa Summit organizzato a Londra dal Financial Times, l'amministratore delegato di GE Africa, Jay Ireland, aveva annunciato l'intenzione del gruppo di investire almeno 150 milioni di dollari in Nigeria. [MV]© Riproduzione riservata

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    Nuovo codice per proteggere l’ambiente

    COSTA D'AVORIO - Le infrazioni al codice per la protezione dell’ambiente ivoriano saranno punite in maniera più repressiva, mentre sarà implementata una speciale polizia ambientale. È stato deciso nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri ad Abidjan. Il decreto introduce nuovi principi, integrando meccanismi innovativi in termini di conservazione e uso razionale della biodiversità biologica e delle risorse genetiche, della gestione efficiente dei rifiuti, della valutazione di progetti di sviluppo ad alto impatto ambientale, della riduzione del rischio e della gestione delle calamità naturali, ma anche nell’educazione ambientale. Questo codice mira a sviluppare una consapevolezza ecologica delle autorità pubbliche e delle popolazioni. [CC]
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    Primo impianto commerciale solare e a batterie

    SIERRA LEONE - CrossBoundary Energy ha messo in funzione un impianto solare da 236 kWh e un sistema di accumulo a batterie da 389 kWh presso lo stabilimento del promotore di piantagioni forestali Miro Forestry, a Tonkolili, in Sierra Leone. Lo si apprende da un tweet della stessa CrossBoundary. Secondo i media locali, la messa in funzione dello stabilimento segna un ulteriore passo avanti nella sostenibilità del settore forestale del Paese, poiché il sistema di energia rinnovabile sarà in grado di fornire il 25% dell’energia del mulino. Questo ridurrà la sua dipendenza dai combustibili fossili. “I nostri sistemi fotovoltaici completamente finanziati per la Miro Forestry forniscono a questa azienda leader della Sierra Leone energia solare più economica, più pulita e più affidabile senza alcun investimento di capitale iniziale”, ha dichiarato Tessa Lee, responsabile delle politiche energetiche e degli affari normativi di CrossBoundary Energy. CrossBoundary Energy, entrata nel mercato della Sierra Leone nel 2017, sta consolidando ulteriormente la sua presenza nel Paese e in Africa in generale. Nel luglio 2022 l’azienda aveva dichiarato di aver ottenuto un finanziamento di 40 milioni di dollari per sostenere le sue attività in Africa. Questo un mese dopo aver raccolto 25 milioni di dollari attraverso CrossBoundary Energy Access per sviluppare il suo portafoglio di mini-grid solari nel continente. [VGM]
  • Mali Free

    Missione Ecowas a Bamako, nessuna dichiarazione

    MALI - La missione di alto livello della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), giunta ieri a Bamako per negoziare il rilascio di 46 soldati ivoriani detenuti “per aver minato la sicurezza dello Stato”, ha lasciato la capitale maliana senza rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa dopo due fasi di incontri a porte chiuse. La delegazione dell’Africa occidentale era composta da due capi di Stato, Nana Akufo-Addo del Ghana, Adama Barrow del Gambia, Robert Dussey, ministro degli Esteri del Togo, e Goodluck Jonathan, mediatore dell’Ecowas per il Mali. Dai media locali si apprende che capi di Stato si sono prima incontrati a porte chiuse con il presidente della transizione, il colonnello Assimi Goita, per alcuni minuti, prima di estendere la sessione di lavoro all’intera delegazione per due ore. Secondo quanto riportato l’incontro non avrebbe portato a conclusioni o decisioni sul caso dei 46 soldati ivoriani incarcerati a Bamako dallo scorso luglio. I presidenti si sono poi incontrati una seconda volta, senza la delegazione, per un’ora. Quando se ne sono andati, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione o intervista alla stampa. Tuttavia, il presidente ghanese Nana Akufo Addo ha dichiarato ai media: “Abbiamo ancora buone relazioni, tutto qui”. Il ministro degli Affari Esteri togolese ha dichiarato che “non parlo”. Dopo questa visita di qualche ora a Bamako, la missione è stata accompagnata all’aeroporto internazionale dal presidente della transizione del Mali, il colonnello Assimi Goita. L’Ecowas aveva deciso il 22 settembre a New York, a margine della 77ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, di inviare tre capi di Stato a Bamako per fare pressione sulle autorità militari maliane affinché rilasciassero i 46 soldati ivoriani ancora detenuti in Mali. Le autorità maliane avevano arrestato 49 soldati ivoriani il 10 luglio all’aeroporto di Bamako, definendoli “mercenari” e accusandoli di voler minare la “sicurezza” dello Stato. [VGM]
  • Costa Avorio Free

    Varate linee guide per gestione rifiuti plastica

    COSTA D'AVORIO - La Costa d’Avorio avrà un manuale che stabilisce le principali linee guida per la politica di gestione dei rifiuti di plastica, che pone le basi per un processo normativo e dà la priorità ai metodi di trattamento da utilizzare. A renderlo noto ad Abidjan Gustave Bédi, coordinatore del progetto sulla “Gestione razionale degli inquinanti organici persistenti non intenzionali e degli eteri di bifenile polibromurati per ridurre le emissioni dell’industria settore dei rifiuti”. Questo workshop, che ha riunito diversi esponenti delle istituzioni e delle autorità, ha permesso di analizzare e validare le relative direttive tecniche che saranno contenute nel manuale “futuro”. Questi includono l’uso di apparecchiature industriali che contengono plastica (veicoli, radio, televisori) e lo smistamento dei rifiuti domestici. Ogni anno nel mondo vengono prodotti più di 460 milioni di tonnellate di plastica e oltre 350 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Secondo le stime dell’Unicef in Costa d’Avorio vengono prodotte tra le 40.000 e le 100.000 tonnellate di rifiuti di plastica all’anno, di cui solo il 5-20% viene riciclato, il resto viene gettato nelle strade e discarica illegale o bruciato all’aperto. [GT]
  • Senegal Free

    Finanziamento da Riad per strada costiera

    SENEGAL - Il Fondo saudita per lo Sviluppo (Sfd) finanzierà con 63 milioni di dollari la prima fase del progetto di costruzione della strada costiera Dakar – Tivaouane – Saint-Louis, che collegherà la capitale del Senegal alla seconda città più importante del Paese per una lunghezza di 200 chilometri. E’ quanto riporta l’agenzia di stampa saudita Spa. L’accordo è stato firmato dall’amministratore delegato del Fondo, Khalid bin Abdulaziz Al-Falih, e dal ministro dell’Economia, della Pianificazione e della Cooperazione del Senegal, Olimata Sarr, nel corso di una visita a Dakar di una delegazione saudita guidata dal ministro degli Investimenti Khalid Al-Fakih. L’intesa prevede la realizzazione di un’autostrada a due corsie, larga 25,6 metri e lunga 12 chilometri. [SS]
  • Ghana Free

    Impegno per raggiungere obiettivo emissioni zero entro...

    GHANA - Il vicepresidente ghanese Mahamudu Bawumia ha dichiarato che il Paese è impegnato a raggiungere l'obiettivo di azzerare le proprie emissioni nette di carbonio entro il 2070.

    Bawumia ha manifestato l'impegno del governo di Accra in occasione del suo discorso d'apertura della Conferenza internazionale sul petrolio del Ghana, precisando tuttavia che "riteniamo che un equilibrio debba essere raggiunto e mantenuto nel contesto delle nostre esigenze socioeconomiche e ambientali", ha affermato.

    "Come Paese, siamo  impegnati a raggiungere zero emissioni nette di carbonio entro il 2070. Ma dovremo anche adottare misure per accelerare la produzione e l'utilizzo delle nostre riserve di petrolio e gas per lo sviluppo economico", ha affermato il vicepresidente.

    "I combustibili fossili, in particolare il gas naturale, continueranno a far parte del mix energetico del Ghana nel breve termine", ha aggiunto.

    Bawumia ha segnalato che la transizione energetica potrebbe comportare sfide, inclusa una minore domanda nel settore petrolifero a valle, esortando pertanto gli attori economici che operano nel settore a concentrarsi sull'innovazione e sulla diversificazione per prosperare e mitigare l'impatto della transizione. [MV]