Africa

La capacità di produzione elettrica delle rinnovabili supera il carbone

AFRICA - La capacità di generare elettricità da fonti rinnovabili a livello globale ha superato per la prima volta il carbone a livello globale: a sostenere che il sorpasso è avvenuto è stata l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea). Secondo un rapporto pubblicato dall’organismo, nell’ultimo anno oltre la metà della nuova energia prodotta è derivata da fonti rinnovabili. In numeri, ogni giorno è stato installato nel mondo mezzo milione di pannelli solari. In Cina, ogni due ore è stata installata una turbina eolica. Benché le rinnovabili rispetto al carbone possano avere rese produttive inferiori (dipendenti dal sole e dalla forza del vento per esempio), gli ultimi sviluppi registrati dalla Iea sono particolarmente significativi perché registrano un netto progresso dell’energia prodotta da fonti verdi. “Siamo testimoni della trasformazione dei mercati energetici globali guidati dalle rinnovabili” ha detto Fatih Birol, direttore esecutivo della Iea. “L’espansione della capacità delle rinnovabili - ha aggiunto - riflette la riduzione dei costi per eolico e solare; riduzioni che sarebbero state impensabili solo cinque anni fa”. Secondo la Iea la riduzione dei costi è destinata a proseguire, a beneficio di solare ed eolico. A crescere sarà anche l’idroelettrico benché a un ritmo inferiore che non in passato. Le rinnovabili stanno giocando un ruolo importante nello sviluppo dell’Africa e di altre regioni in via di sviluppo, riuscendo a fornire energia in contesti dove finora non c’era energia, anche attraverso l’impiego di impianti off-the-grid. [MS]© Riproduzione riservata

Ultimi articoli della sezione Africa

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    Startup africane sulla cresta dell’onda

    AFRICA - Le start-up africane hanno raccolto la cifra record di 3,5 miliardi di dollari di investimenti in capitale di rischio nella prima metà dell’anno in corso, in controtendenza al calo globale di questo tipo di accordi legati alle turbolenze economiche mondiali. Lo mostrano i dati diffusi questa mattina dall’African private equity and venture capital association (Avca), gruppo industriale che promuove gli investimenti privati ​​nel continente. Il finanziamento, raccolto da 300 diverse società, rappresenta una crescita del 133% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: “Questa crescita impressionante nel finanziamento delle start-up, che va contro le tendenze globali di quest’anno, dimostra la profondità delle opportunità e il potenziale che il continente ha da offrire”, ha detto l’Avca. Il settore finanziario ha continuato a dominare lo spazio delle startup africane nella prima metà del 2022, rappresentando il 44% del valore totale dell’operazione. La piattaforma di pagamento Mfs Africa, la società solare M-Kopa e la società di e-commerce Wasoko sono quelle che hanno ottenuto i finanziamenti più consistenti, assicurandosi un totale finanziato compreso tra 75 e 125 milioni di dollari. Il successo di aziende come la nigeriana Paystack, acquisita nel 2020 dalla società di pagamenti statunitense Stripe, o il collega unicorno fintech Flutterwave, ha alimentato l’interesse internazionale per le imprese emergenti del continente. Le start-up si sono riprese dal calo indotto dalla pandemia nel 2020 con un aumento di quasi cinque volte degli investimenti in capitale di rischio nel 2021, sebbene l’Africa attiri ancora una frazione minima dei livelli di finanziamento destinati ai mercati più sviluppati. A livello globale, dopo aver raggiunto livelli record lo scorso anno, il finanziamento del capitale di rischio si è contratto nel secondo trimestre di quest’anno, con America Latina, Europa e nord America tra le realtà più colpite dall’esodo di investitori. Al contrario, i finanziamenti di capitale di rischio in Africa sono aumentati durante il secondo trimestre: il tasso di crescita è stato ridotto di oltre la metà, al 78%, da un aumento del primo trimestre del 171%. [ASB]
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    Pre-Cop27 a Kinshasa, tra dilemmi e avvertimenti

    AFRICA - Le difficoltà di accedere ai fondi per il clima, il rischio di vedere scomparire quasi la metà delle foreste del mondo entro la fine di questo secolo, il dilemma della sopravvivenza delle popolazioni africane mentre si lotta per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici: sono stati alcuni dei temi affrontati durante la conferenza preparatoria alla Cop27, tenutasi a Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo. “Mentre siamo preoccupati di come gestire le emergenze che il cambiamento climatico sta causando nelle regioni più esposte ad esso, sottolineiamo che è ancor più urgente approfondire i cambiamenti strutturali che l’adattamento ai cambiamenti climatici impone alle comunità dei Paesi meno sviluppati, che spesso si trovano prive delle risorse tecnologiche e finanziarie per farlo”, ha osservato Eve Bazaiba, vice primo ministro e ministro dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, nel discorso di apertura. La viceministra ha ricordato che “dobbiamo sfruttare le nostre risorse naturali e trovare pane per i nostri figli, ma ci sono sempre più ostacoli legati alla necessità di ridurre le nostre emissioni. Diversi Paesi africani stanno lottando per fare una scelta tra la sopravvivenza delle loro popolazioni e il controllo delle emissioni di gas serra, mentre il continente è responsabile solo del 4% delle emissioni globali di gas serra. Cosa fare in queste circostanze? Sfruttare le nostre risorse e nutrire i nostri bambini o guardarli e lasciarli morire di fame?” Citata dal sito Zoom Eco, Eve Bazaiba ha dichiarato che la questione dell’accesso ai fondi per il clima da parte dei Paesi forestali, in particolare quelli dei bacini tropicali del pianeta, “rimane un’equazione con molte incognite, mentre le loro foreste forniscono servizi incommensurabili all’umanità”. Va ricordato, la vice-ministra, che qualsiasi investimento nella protezione e conservazione delle foreste non deve mai più essere considerato un aiuto allo sviluppo, ma piuttosto come un investimento nel sistema climatico globale, che in realtà è un bene comune per tutta l’umanità. “Respiriamo tutti la stessa aria e ci immergiamo tutti nella stessa atmosfera. Quindi prendiamocene cura investendo nelle foreste. Pensiamo anche ai guardiani delle foreste perché come tali hanno diritto a un compenso”. In collegamento video, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato un monito: “il caos climatico galoppa, l’azione per il clima è ferma”. Ha avvertito i governi delle principali nazioni che i loro impegni collettivi al G20 sono stati troppo esigui e troppo tardivi. “Siamo in una lotta all’ultimo sangue per la nostra sicurezza oggi e per la nostra sopravvivenza, domani”, ha affermato Guterres. La sua vice segretaria generale, Amina Mohammed, ha avvertito che “tutti gli indicatori climatici puntano nella direzione sbagliata”. [CC]
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    Raccolti 670 milioni in fondo per promuovere...

    AFRICA - La African Export-Import Bank (Afreximbank) ha reso noto di aver raccolto 670 milioni di dollari attraverso il suo Fondo per lo sviluppo delle esportazioni in Africa (FEDA), creato nel 2019 con l’obiettivo di promuovere le esportazioni dal continente e le relazioni commerciali tra i Paesi africani.

    I fondi, secondo quanto riferito da Afreximbank, andranno a promuovere l'industrializzazione, lo sviluppo delle esportazioni a valore aggiunto e il commercio intra-africano. In particolare, 270 milioni di dollari dei 670 milioni di dollari raccolti saranno assegnati al FEDA Direct Equity Fund I, per fornire finanziamenti azionari e quasi azionari alle società in linea con gli obiettivi dell'organizzazione.

    Altri 250 milioni di dollari andranno allo Strategic Initiatives Fund, un fondo di proprietà di Afreximbank creato per implementare investimenti greenfield innovativi e di grande impatto in settori cruciali per l'espansione del commercio intraafricano e lo sviluppo delle esportazioni a valore aggiunto in tutto il continente africano.

    Uno stanziamento è destinato all'istituzione di un fondo di credito privato, Africa Credit Opportunities Fund (ACOF), che disporrà di 125 milioni di dollari in finanziamenti impegnati e investirà in strumenti di prestito.

    La quarta strategia della FEDA è la creazione di un fondo di rischio da 25 milioni di dollari per finanziare società in fase iniziale ad alto impatto in tutta l'Africa utilizzando prestiti azionari, quasi azionari e di rischio.

    "Siamo molto soddisfatti di questa prima chiusura, che è un primo passo per finanziare il divario di equità nel settore commerciale in Africa", ha detto Benedict Oramah, presidente di Afreximbank.

    FEDA ha inoltre annunciato di essere stata scelta per gestire il Fondo di adeguamento per l'Africa Continentale di libero scambio (AfCFTA).

    “Entro il primo trimestre del 2023, questo fondo, una partnership tra il Segretariato AfCFTA e Afreximbank, dovrebbe essere operativo. L'African Continental Free Trade Agreement Fund finanzierà i settori pubblico e commerciale per aiutare nell'attuazione dell'accordo", si legge in parte in una dichiarazione di Afreximbank.

    La FEDA è stata creata nel 2019, ma le operazioni sono iniziate lo scorso anno dopo aver scelto Kigali per ospitare la sua sede permanente. [MV]

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    Annunciata Guided Trade Initiative per Area...

    AFRICA - È nell’ambito dell’inaugurazione dell’African Trade Observatory, organismo che monitorerà la circolazione delle merci nei territori dell’ Area di libera scambio continentale africana (AfCFTA) all'interno di standard preferenziali, che verrà lanciata venerdì 7 ottobre la Guided Trade Initiative. Questo progetto pilota, sorta di anticamera del libero mercato africano che aprirà efficienti corridoi commerciali tra otto Paesi che hanno già cominciato a commerciare nell’AfCFTA, e servirà a testare il business nella più grande area di libero scambio del mondo - una volta pienamente operativa, raggrupperà un totale di 54 Paesi - sarà ufficialmente lanciata dal Segretariato dell'AfCFTA , a margine della decima riunione del Consiglio dei ministri del Commercio. Gli otto Paesi selezionati hanno presentato le rispettive tabelle di smantellamento delle tariffe doganali, nonché gli strumenti commerciali necessari per l'attuazione dell'area di libero scambio. L’African Trade Observatory sarà da parte sua incaricato di monitorare le Norme di Origine adottate nel rispetto del periodo di smantellamento tariffario iniziale, in quanto l'adesione all'AfCFTA presuppone lo smantellamento delle tariffe doganali sul 97% dei prodotti e servizi venduti, in un processo graduale di 13 anni.  Camerun, Egitto, Ghana, Kenya, Mauritius, Rwanda, Tanzania e Tunisia sono stati selezionati per assumere il ruolo di pioniere nel commercio intracontinentale, con scambi tra di loro in un range di 10 prodotti selezionati: piastrelle in ceramica, batterie, prodotti farmaceutici, olio di palma, gomma, avocado, verdure, tè e componenti per condizionatori. La scorsa settimana, la prima spedizione di batterie prodotte in Kenya è arrivata al porto di Tema, in Ghana, segnando il primo degli scambi commerciali tra due Paesi africani, a condizioni e a prezzi preferenziali. [CN]
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    Scambi commerciali con Turchia in costante aumento

    AFRICA - Il volume degli scambi commerciali della Turchia con il continente africano dovrebbe raggiungere i 45 miliardi di dollari entro la fine del 2022. Secondo il ministero del Commercio turco, le misure adottate per aumentare le relazioni commerciali e di investimento con i Paesi africani stanno infatti “dando i loro frutti”. L’agenzia turca Anadolu ricorda che nell’ambito degli sforzi di Ankara per diversificare i mercati di esportazione, Etiopia, Sudafrica, Nigeria, Libia ed Egitto sono tra i “Paesi obiettivo” individuati per il periodo 2022-2023. Nel 2022 sono state organizzate 24 fiere nei Paesi africani. Anche una delegazione commerciale generale ha visitato il continente. Lo sviluppo delle relazioni commerciali ed economiche con l’Africa è stato un obiettivo importante della politica commerciale estera del Turkmenistan negli ultimi 20 anni. Nel 2003 il Paese ha lanciato la “Strategia per lo sviluppo delle relazioni commerciali ed economiche con l’Africa”. Ankara ha stabilito contatti bilaterali e multilaterali sempre più frequenti con i Paesi africani. Oltre alle visite ufficiali bilaterali, le relazioni con la regione sono state rafforzate attraverso i vertici del partenariato turco-africano iniziati nel 2008 e i forum economici e commerciali turco-africani organizzati dal 2016. L’ultimo Forum ha visto la partecipazione di 45 Paesi, 4 organizzazioni regionali e 38 partecipanti di alto livello. Inoltre, nel 2018 è stato organizzato a Istanbul il Forum economico e commerciale Turkiye-Ecowas per migliorare le relazioni con la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), di cui fanno parte 15 Paesi dell’Africa occidentale. La Turchia ha ambasciate in 43 Paesi africani, 31 dei quali hanno consulenti commerciali. Sono 37 i Paesi africani con ambasciate turche. Inoltre, Turkish Airlines offre voli diretti per molte destinazioni del continente. Ankara ha concluso accordi di cooperazione commerciale ed economica con 48 Paesi africani, accordi di promozione e protezione reciproca degli investimenti con 32 Paesi, accordi per evitare la doppia imposizione con 16 Paesi e accordi di libero scambio con 5 Paesi (Marocco, Tunisia, Egitto, Mauritius, Sudan). Negli ultimi dieci anni le aziende turche hanno incrementato le loro attività nell’Africa subsahariana. La Turchia è diventata uno dei Paesi con il maggior numero di aziende appaltatrici di quasi tutto il continente. Anadolu precisa che nel 2003, le esportazioni del Turkmenistan verso il continente africano ammontavano a 2,1 miliardi di dollari e la quota del continente sul totale delle esportazioni del Turkmenistan era del 4,5%. Queste esportazioni sono aumentate a 21,2 miliardi di dollari nel 2021. La quota del continente nelle esportazioni turche nel 2021 è salita al 9,4%. Il volume del commercio estero verso il continente è aumentato da 3,7 miliardi di dollari nel 2003 a 29,4 miliardi di dollari nel 2021. Dalla medesima fonte si apprende che nel periodo gennaio-agosto di quest’anno, le esportazioni verso il continente africano sono aumentate del 28,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo 16,7 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono aumentate del 22,8%, raggiungendo 6,3 miliardi di dollari. Il volume totale del commercio estero è stato di 23 miliardi di dollari. L’avanzo commerciale con l’estero è aumentato del 32,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ha raggiunto i 10,4 miliardi di dollari. Le esportazioni di servizi della Turchia e dei Paesi africani, escluso il turismo, sono state di 15,3 miliardi di dollari nel 2013 e raggiungeranno i 21,2 miliardi di dollari nel 2021. A luglio di quest’anno, questo valore era di 14,7 miliardi di dollari. Il volume degli scambi di servizi è stato di 21,5 miliardi di dollari nel 2013, 29,4 miliardi di dollari nel 2021 e 20,1 miliardi di dollari nel luglio di quest’anno. Alla fine dello scorso anno, 88 aziende turche operavano nel continente africano e gli investimenti di queste aziende nel continente africano hanno raggiunto circa 1,7 miliardi di dollari. Nel settore degli appalti, nel continente africano sono stati avviati finora 1777 progetti per un valore di 82,8 miliardi di dollari. Secondo la ripartizione regionale, sono stati intrapresi 56 miliardi di dollari (1330 progetti) in Nord Africa e 26,7 miliardi di dollari (447 progetti) nell’Africa subsahariana. Secono quanto riportato da Anadolu si prevede che le relazioni economiche e commerciali continueranno a crescere nei prossimi anni e che il volume degli scambi con il continente africano supererà appunto i 45 miliardi di dollari entro il 2022. [VGM]
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    Afreximbank lancia il proprio sistema di pagamento

    AFRICA - L’African Export-Import Bank (Afreximbank) ha lanciato ufficialmente il suo servizio di pagamento commerciale, chiamato AfPay. L’informazione è stata resa pubblica dall’istituzione tramite un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito web. Il sistema AfPay mira a consentire alle istituzioni finanziarie africane identificate e ai loro clienti di poter pagare le loro operazioni nel commercio internazionale in conti correnti. Afreximbank spiega di aver sviluppato questo prodotto specificamente per affrontare le sfide bancarie nelle economie africane, a causa del ritiro di molte banche internazionali dal continente. Questa iniziativa di Afreximbank arriva circa cinque mesi dopo l’annuncio della British Standard Chartered Bank di ritirarsi completamente da cinque mercati africani, ovvero Camerun, Gambia, Sierra Leone, Zimbabwe e Angola. La Banca ha inoltre annunciato dismissioni parziali di attività in Costa d’Avorio e Tanzania. [CC]