Africa

Enel, Starace ribadisce impegno su rinnovabili in Africa

AFRICA - Enel è sulla buona strada per rispettare i piani che si era preposta in termine di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Africa. Lo ha detto l’Amministratore Delegato del gruppo energetico italiano, Francesco Starace, intervenendo alla conferenza New York Times Energy for Tomorrow in corso a Parigi, sottolineando come l’obiettivo di creare 5.000 megawatt di energia da rinnovabili è in marcia nonostante i disordini politici in Nord Africa e la mancanza di collegamenti elettrici tra i vari paesi, a sud del Sahara. All'inizio del 2015, Enel aveva annunciato di voler investire nelle rinnovabili africane e nelle reti elettriche, con un obiettivo di 5.000 megawatt (MW) di capacità tra solare ed eolico. A due anni di distanza, Enel ha quasi 1.000 MW di solare ed eolica in costruzione in Sud Africa e 200-300 MW in esercizio, mentre un consorzio guidato dal gruppo italiano Enel sta iniziando a costruire 850 MW di capacità eolica in Marocco dopo aver vinto una gara d'appalto all’inizio del 2016. "Circa 2.000 di questi 5.000 megawatt sono già in esecuzione. Stiamo lavorando sui restanti 3000" ha detto Starace all’agenzia di stampa Reuters a margine della conferenza di Parigi. Starace ha poi aggiunto che Enel sta esplorando un progetto geotermico da 300 MW in Etiopia e uno da 50 MW in Kenya, e nel mese di giugno ha vinto una gara d'appalto per un progetto solare 34 MW in Zambia. Secondo l’Amministratore di Enel che una delle principali sfide per l'elettrificazione dell'Africa è rappresentata dall'instabilità politica in alcune parti del Nord Africa, in particolare Egitto, Libia e Algeria, dove a fronte di un enorme potenziale energetico mancano però le condizioni per investire in progetti energetici. Per quanto riguarda l’Africa Sub-Sahariana Starace ha evidenziato i buoni flussi di investimento in energie rinnovabili, mentre i paesi dell’Africa orientale - in particolare Etiopia, Kenya, Uganda, Zambia e Mozambico – stanno creando il giusto quadro normativo e legale per favorire gli investimenti energetici anche attraverso la definizione di interconnessioni elettriche transfrontaliere. L’AD di Enel ha sottolineato che proprio la mancanza di interconnessioni sta rallentando gli investimenti in Africa occidentale. Secondo Starace in West Africa - fatta eccezione per Nigeria (definito un ambiente troppo difficile in cui operare per Enel) e Senegal e Ghana – la maggior parte dei paesi presenta dei mercati troppo piccoli e isolati per attrarre investimenti significativi.© Riproduzione riservata

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    Start-up agroalimentari, crescono i soliti noti

    AFRICA - Le start-up che stanno rivoluzionando l’agricoltura e l’agroalimentare nel continente africano attirano sempre più investitori, ma la raccolta fondi rimane concentrata in un numero ristretto di Paesi: lo rivela un rapporto pubblicato da AgFunder, fondo di venture capital, in collaborazione con le istituzioni di finanziamento allo sviluppo britanniche e olandesi. La raccolta fondi per le start-up operanti nel campo dell’agrifoodtech in Africa è stata di 482,3 milioni di dollari nel 2021 in forte aumento rispetto ai 185 milioni del 2020, una crescita del 250% da un anno all’altro. Il rapporto specifica che il record registrato nell’ultimo anno porta il totale delle raccolte fondi realizzate dalle start-up che dal 2017 hanno rivoluzionato l’agricoltura e l’industria agroalimentare del continente a 1,1 miliardi di dollari. Il numero annuale di raccolte fondi lanciate dalle start-up africane agroalimentari ha continuato a crescere negli anni, passando da 51 nel 2017, a 99 nel 2020, per poi arrivare a 150 nel 2021. Un totale di 119 agritech e foodtech hanno raccolto fondi nell’ultimo anno ma solo tre Paesi del continente hanno catturato l’87,6% di queste operazioni: lEgitto è il primo Paese africano in questo senso, con 186,1 milioni di dollari distribuiti su 36 deal, ovvero il 38,6% della raccolta totale effettuata. La Nigeria occupa il secondo gradino del podio, con 147,8 milioni di dollari distribuiti su 38 deal (30,6% del finanziamento totale) e poi arriva il Kenya, con una raccolta fondi totale di 88,5 milioni di dollari da 32 accordi (18,4% della raccolta fondi). La più grande raccolta fondi (68 milioni di dollari) è stata realizzata dalla start-up nigeriana TradeDepot, che collega i produttori alimentari con i rivenditori informali. Nel primo semestre del 2022 si è confermato il trend al rialzo della raccolta fondi da parte delle start-up africane operanti nel campo dell’agrifoodtech: 47 start-up hanno raccolto complessivamente oltre 400 milioni di dollari, distribuiti in oltre 50 campagne dal 1 gennaio al 30 giugno di quest’anno. La più grande raccolta fondi del 2022 è stata realizzata per ora da Wasoko, una start-up keniota che offre soluzioni di digitalizzazione ai piccoli distributori agroalimentari e che ha raccolto 125 milioni di dollari da un pool di fondi di venture capital, tra cui Tiger Global e Avenir Growth Capital. [ASB]
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    AFRICA - Oltre 150 investitori africani di primo piano sono già stati confermati per intervenire all'AFSIC 2022, considerato il principale evento incentrato sulla promozione degli investimenti in Africa a svolgersi al di fuori del continente, che si terrà il 10-11 ottobre 2022 a Londra. Durante l’incontro, i relatori illustreranno il crescente slancio degli investimenti globali nei settori pubblici e privati africani, in continua crescita, e metteranno in luce nuove opportunità di crescita in tutto il continente, in particolare nei settori di edilizia, innovazione Fintech, crescita sostenibile, agricoltura ed energia. L’evento si articolerà tra conferenze, panel e sessioni strutturate di networking. Inoltre, ospiterà una serie di vertici di investimento specifici per Paese per presentare le opportunità esistenti alle aziende partecipanti.  L'AFSIC è sponsorizzato dai governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Germania, della Francia e dei Paesi Bassi, nonché da molte aziende e banche d'investimento leader del continente, diventando uno dei più importanti canali di investimento in Africa. Per maggiori informazioni, clicca qui
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    Sar, nasce la prima agenzia di rating africana

    AFRICA - Si chiama Sovereign Africa Ratings (Sar) ed è la prima agenzia di rating totalmente africana mai creata. Nata per iniziativa di un gruppo di imprenditori sudafricani, l’agenzia ha pubblicato il suo primo rapporto sulla valutazione del credito sul Sudafrica , classificandolo il paese “BBB” con outlook stabile a lungo termine e “B+” con outlook stabile a breve termine. Il rating di Standard & Poor’s per il Sud Africa è pari a ‘BB-‘ con outlook positivo. Il rating di Fitch è stato riportato l’ultima volta a ‘BB-‘ con un outlook stabile. Moody’s Investor Service ha un rating “Ba2” con outlook negativo sul Sudafrica . Nella sua valutazione, Sar pone l’accento sulla capacità e comprovata esperienza del governo sudafricano di onorare i propri obblighi di debito.  Il modello di rating del credito di Sar comprende 82 variabili, che si traducono anche in determinanti del rischio, inclusi aspetti fiscali, economici, ambientali , di governance, cambiamenti climatici e ricchezza generata dalle risorse naturali . David Mosaka , chief rating officer di Sar, ha evidenziato che nelle sue valutazioni l’agenzia considera le proiezioni, le passività potenziali, la performance storica degli indicatori e le prospettive della spesa pubblica come alcuni dei suoi fattori di differenziazione rispetto ad altre realtà analoghe.  Un altro fattore di differenziazione dell’agenzia è il peso significativo che attribuisce alla ricchezza mineraria come indicatore di performance, in particolare per l’ Africa e le sue ricche risorse minerarie . La presidente della Sar Portia Ravhuhali afferma che l’industria dei rating non vede nuovi entranti nel mercato da più di un secolo. Le tre gigantesche agenzie di rating di Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch esistono rispettivamente dal 1860, 1909 e 1913 e hanno conquistato il 95% del mercato dei rating creditizi. Ravuhali dice che la Sar sarà un catalizzatore del cambiamento nell’economia africana e aiuterà a far ripartire le sue prospettive economiche. Ravhuhali crede che la Sar avrà senza dubbio un impatto sul sistema finanziario africano . “La nostra credibilità è la nostra unica vera valuta. Sar si impegna a procedure di controllo della qualità, metodologie ben studiate e pratiche commerciali etiche “. “La Sar ha un punto di osservazione unico per valutare le economie emergenti, soprattutto perché l’attività informale sul campo non viene spesso presa in considerazione nelle cifre del prodotto interno lordo reale”, spiega, aggiungendo che la Sar darà il dovuto spazio a tutti i tipi di attività economiche che possano avere un significato per i rating del credito e la performance economica, senza pregiudizi di lunga data e prospettive coloniali. Elementi spesso prevalenti con altre agenzie di rating. I vertici di Sar sottolineano come le tre gigantesche agenzie di rating abbiano un controllo eccessivo sulla percezione mondiale della governance dei paesi e che questo di per sé rappresenti un rischio per il mercato finanziario e possa istigare la volatilità del mercato. I fondatori di Sar ribadiscono che la nuova struttura inaugurerà “alcune delle riforme di cui l’industria dei rating moderna ha un disperato bisogno”. [ES]
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    Calcio, soddisfazione per accordo diritti calciatori

    AFRICA - C’è grande soddisfazione in Africa per la firma del primo Accordo Globale del Lavoro (Gla) che copre le condizioni di lavoro e i diritti dei calciatori professionisti. Molti media sportivi del continente hanno dato la notizia della firma dell’intesa, sottolineando come questa costituisca una cornice preziosa per la tutela dei professionisti del settore sia nelle loro attività in territorio africano sia nei campiionati internazionali. L’accordo crea un nuovo quadro di contrattazione internazionale tra il World Leagues Forum (Wlf), associazione che rappresenta 44 leghe calcistiche professionistiche nazionali che comprendono circa 1.100 club, e Fefpro, che rappresenta oltre 60.000 calciatori professionisti come dipendenti nell’industria calcistica internazionale, attraverso 66 sindacati nazionali dei giocatori in Africa, Americhe, Asia, Europa e Oceania. Alla cerimonia della firma ha assistito il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), Guy Ryder, il quale ha sottolineato che “il calcio ha il potere di ispirare e unire persone di tutte le nazionalità e ceti sociali, indipendentemente dal sesso e dall’etnia. I calciatori devono essere tutelati dai principi e dai diritti fondamentali sul lavoro”. La Gla stabilisce degli standard concordati collettivamente, con la convinzione che questi miglioreranno i rapporti di lavoro nel calcio professionistico e contribuiranno alla sua fattibilità e crescita. L’accordo fornirà una piattaforma per discutere le regole per proteggere la salute e la sicurezza dei giocatori e l’impegno a migliorare la rappresentanza e il coinvolgimento delle leghe nazionali, dei club membri e dei sindacati dei giocatori. L’accordo riconosce anche la necessità di una maggiore rappresentanza e considerazione per il calcio femminile, comprese le questioni relative alle competizioni nazionali, ai club e ai giocatori. Le trattative possono riguardare anche questioni come standard occupazionali, gestione delle commozioni cerebrali, misure per contrastare la discriminazione e il razzismo online e offline e altre forme di abuso. [ES]
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    Città, comuni africani e scandinavi a confronto

    AFRICA - I rappresentanti di 11 città africane hanno iniziato una visita in due città scandinave per conoscere le soluzioni incentrate sulle persone per la pianificazione e lo sviluppo urbano, nell’ambito di un viaggio promosso dal Fondo per lo sviluppo urbano e municipale della Banca africana di sviluppo. Al viaggio di 4 giorni a Copenaghen e Malmö, in Svezia, partecipano funzionari di Marrakech (Marocco), Biserta e Tunisi (Tunisia), Dodoma (Tanzania), Antananarivo (Madagascar), Libreville (Gabon), Bangui (Repubblica Centrafricana), Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Nairobi (Kenya), Kanifing (Gambia) e Douala (Camerun). Le città sono tutte partner del Fondo. Ole Stubdrup, project manager del Fondo per lo sviluppo urbano e municipale e coordinatore della visita, ha viaggiato con i funzionari delle città. Ha detto che i comuni africani e quelli del Nord Europa affrontano problemi analoghi, anche se apparentemente distanti. “Questa visita dovrebbe essere una fonte di ispirazione per i partecipanti e favorire idee per investimenti specifici nelle infrastrutture urbane”, ha dichiarato. [MS]
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    Nuova rotta marittima con la Cina

    AFRICA - Il porto di libero scambio di Hainan, in Cina, ha lanciato ufficialmente una rotta di trasporto di trasporto oceanico verso l’Africa. Si tratta della terza rotta oceanica intercontinentale aperta dal porto dal 2020. Aperta e gestita da Cosco Shipping Lines, la rotta prevede ora la partenza di due navi portacontainer ogni due settimane. Copre le principali città della Cina, come Shanghai, Ningbo e Xiamen, nonché Paesi asiatici e africani come Singapore, Sri Lanka, Malesia, Ghana, Nigeria e Costa d’Avorio. Chen Li, Direttore generale del Dipartimento Operazioni commerciali di Hainan Port and Shipping Holdings Co, ha detto che la Cina è determinata a trasformare Hainan in un’importante porta d’accesso all’Asia-Pacifico e all’Oceano Indiano: “Nel 2020 abbiamo aperto la rotta intercontinentale da Yangpu all’Australia, per facilitare il commercio con il Pacifico meridionale e le aree di transito circostanti. Ora, l’apertura di questa rotta verso l’Africa estenderà ulteriormente la nostra rete di servizi verso l’Oceano Indiano”. [MS]