Sudafrica

CNH, New Holland apre succursale per la vendita in Africa australe

SUDAFRICA – New Holland Agriculture, il marchio globale dei veicoli agricoli di CNH Industrial, ha aperto una nuova filiale per la distribuzione diretta a Centurion, in Sudafrica nella provincia di Gauteng.

A darne notizia è l’agenzia di stampa AGI, specificando che la succursale subentra al precedente importatore e consentirà a New Holland di distribuire e supportare direttamente e in forma esclusiva l’intera gamma dei propri prodotti e servizi nei paesi dell’Africa australe, inclusi Botswana, Lesotho, Namibia, Sudafrica e Swaziland.

Attualmente New Holland può contare su 17 concessionari in Africa australe, che assicurano assistenza e servizi post-vendita per trattori e mietitrebbiatrici.

Con la costituzione di questa sede, il marchio punta a espandere ulteriormente il coinvolgimento commerciale diretto nell’area sudafricana, offrendo ai clienti il miglior supporto a 360 gradi nonché la capacità di focalizzarsi sui prodotti più adatti per le proprie specifiche esigenze. [InfoAfrica/AGI]

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    Lo si apprende da una recente comunicazione della Camera delle Miniere della Namibia (CoM), che è responsabile della gestione delle attività minerarie ed esplorative nel paese, nelle quali si afferma che il paese "deve essere chiaro e inequivocabile nella sua ricerca per promuovere la Namibia come fonte preferita e produttore di uranio”.

    La Camera ha anche sottolineato l'integrazione dell'uranio nei piani dell'idrogeno verde della Namibia.

    "L'uranio è stato a lungo trascurato nonostante la sua rilevanza in un futuro senza emissioni di carbonio o di energia verde. L'idrogeno verde è stato individuato esclusivamente come strategia nazionale sulla transizione energetica, ma la conversazione dovrebbe essere ampliata per includere lo sfruttamento dell'uranio, che è una significativo fonte di energia", ha affermato l'organizzazione.

    Il CoM ha inoltre evidenziato la necessità di adottare una politica che acceleri lo sfruttamento della risorsa per attrarre investimenti esteri diretti e creare posti di lavoro tanto necessari nell'industria mineraria.

    La Namibia è il secondo produttore di uranio, ma detiene anche le settima riserve globali di uranio. Il suo Rossing Uranium e Swakop Uranium sono i principali produttori in Namibia e hanno prodotto 6.784 tonnellate di produzione di uranio nel 2021.

    Fino a quattro miniere, tuttavia, sono state poste in cura e manutenzione a causa dei bassi prezzi dell’uranio.

    "Grazie al miglioramento dei prezzi dell'uranio, Paladin Energy si è ora assicurata i finanziamenti per riavviare una miniera entro il 2023, con un LoM (Life of Mine) di 17 anni", ha affermato il CoM.

    Un altro progetto stanziato è il progetto Etango di Bannerman Resources, che potrebbe potenzialmente diventare la seconda miniera di uranio più grande dopo Swakop Uranium a causa della sua ampia base di risorse poco profonde, secondo il CoM.

    Bannerman completerà la fattibilità bancabile del suo progetto Etango-8 in scala ridotta nel settembre 2022 e potrebbe segnalare la costruzione e l'inizio della miniera, ha concluso il CoM. [ES]

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    ZAMBIA - Visiterà oggi il progetto Edu-Care in Zambia la vice ministra degli Esteri italiana Marina Sereni, che sta accompagnando il presidente Sergio Mattarella nel suo viaggio in Africa. Il progetto è portato avanti dall’ong italiana Celim insieme ai partner Africa Call Organization e Association Pope John XXIII.  “In Zambia i giovani con disabilità non godono ancora degli stessi diritti del resto della popolazione a causa di fattori economici, culturali e sociali - spiega Lara Viganò, Programme Coordinator CELIM per l'Africa -. Secondo la Policy Nazionale sulla Disabilità, il tasso di alfabetizzazione e l’accesso all’istruzione primaria sono più bassi per i giovani con difficoltà di apprendimento (67% e 86,8%) rispetto a quelli senza (81,7% e 95%) e vi è un divario del 14,8% nell’accesso a spazi ricreativi e sportivi a favore delle persone senza disabilità. A Lusaka, e Ndola l’esclusione dei minori con disabilità è ancora più critica. Le condizioni di povertà assoluta delle famiglie di provenienza e i costi aggiuntivi legati alla cura dei minori con disabilità aggravano la loro condizione alimentando il circolo vizioso tra disabilità e povertà. L’accesso all’istruzione e ad attività ricreative è ostacolato dalla presenza di barriere architettoniche, bassa preparazione degli insegnanti, materiali didattici e attrezzature sportive inadeguati, dal forte stigma”. Il progetto si rivolge a bambini e giovani con disabilità nei distretti di Lusaka e Ndola promuovendo la loro inclusione. A 479 ragazzi e ragazze sono offerte educazione e attività ricreative inclusive e speciali, opportunità lavorative e migliori diagnosi e trattamenti per autismo ed epilessia. Gli operatori lavorano per rendere più accessibili spazi scolastici e ricreativi, offrono inoltre formazione a docenti e medici, e sensibilizzano imprenditori e comunità per favorire l'integrazione delle persone portatrici di disabilità.
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