Kenya

Grande interesse per la zona economica speciale di Mombasa

KENYA – Sono già di più 100 le aziende che hanno manifestato il proprio interesse a stabilirsi nell’annunciata zona economica speciale di Mombasa, che sarà realizzata grazie a un contributo finanziario giapponese.

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  • Kenya Free

    Espansione del porto di Mombasa, in arrivo fondi dal...

    KENYA – Un finanziamento del Giappone del valore di 340 milioni di dollari contribuirà alla seconda fase del progetto d’espansione del porto di Mombasa, il più grande porto dell'Africa Orientale e il principale snodo commerciale della regione.

    “Abbiamo già il finanziamento da parte del governo giapponese. Stiamo adesso nella fase della gara d’appalto, ma la costruzione deve iniziare entro gennaio 2018” ha precisato Catherine Mturi-Wairi, direttrice generale della Kenya Ports Authority (KPA).

    Gli ultimi dati della Kenya Port Authority (KPA) indicano che il traffico merci portuale di Mombasa registra una crescita del 11,9 per cento nei primi sei mesi del 2017. Questa continua crescita, e i rallentamenti nello smistamento delle merci, sono alla base della decisione di provvedere alla costruzione di un secondo terminal container.

    L’agenzia giapponese per la cooperazione sostiene il progetto d’espansione del porto di Mombasa sin dalla sua nascita nel 2012. Con il nuovo terminal container consegnato a settembre scorso, Mombasa è oggi il secondo porto container dell’Africa, dopo Durban, in Sudafrica. La competizione più accesa nella regione è quella con la Tanzania, che sta guadagnando sempre più importanza dal punto di vista delle infrastrutture portuali. [CC]
  • Etiopia Free

    Al via negoziati su nuova legge elettorale

    ETIOPIA - La coalizione di partiti al governo in Etiopia, il Fronte democratico rivoluzionario del popolo etiope (EPRDF), ha proposto ai partiti d’opposizione un nuovo sistema elettorale per favorire una maggiore rappresentanza nel Parlamento di Addis Abeba, oggi composto soltanto da rappresentanti dell’EPRDF.

    A riportarlo è l’agenzia di stampa nazionale ENA, specificando che la proposta prevede un sistema elettorale misto in cui l’assegnazione del 10% dei seggi avverrà su base proporzionale e il restante 90% attraverso una formula maggioritaria in collegi uninominali.

    In base a quel che è stato riferito dai rappresentanti della coalizione di governo, il nuovo sistema rappresenterebbe al meglio le reali condizioni del Paese.

    Secondo i rappresentanti degli 11 partiti d’opposizione coinvolti nei negoziati, invece, il sistema dovrebbe prevedere l’assegnazione del 50% dei seggi su base proporzionale e il restante 50% su base maggioritaria, mentre la formazione del governo dovrebbe essere approvata da due terzi dei rappresentanti parlamentari anziché dalla metà più uno come previsto attualmente.

    La riforma del sistema elettorale è stata uno dei principali argomenti al centro dei colloqui tra governo e opposizione in seguito alle proteste che a ottobre dello scorso anno avevano portato alla dichiarazione dello stato d’emergenza in Etiopia.

    Nonostante la distanza tra le proposte della coalizione al governo e i partiti d’opposizione, le parti hanno convenuto di incontrarsi nuovamente nei prossimi giorni per individuare una possibile mediazione. [MV]
  • Uganda Free

    Energia, azienda francese acquista società sistemi...

    UGANDA - L’azienda energetica francese Engie ha acquisito la proprietà di una società ugandese specializzata nella vendita di kit solari per uso domestico con l’obiettivo di incrementare le proprie attività in Africa sub-sahariana.

    A renderlo noto è stata la stessa società francese, specificando di aver acquisito il controllo dell’ugandese Fenix International ma senza comunicare il valore economico dell’operazione.

    In base a quel che ha dichiarato l’amministratore delegato di Engie, Bruno Bensasson, l’acquisizione di Fenix International consentirà di inserirsi nel mercato domestico, essendo la società ugandese specializzata nella fornitura di kit solari finanziati attraverso pagamenti regolari effettuati tramite i telefoni cellulari degli utenti finali.

    Obiettivo di Engie è espandere nel corso del prossimo anno le attività di Fenix International anche in altri 10 Paesi del continente, in particolare in Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya, Senegal e Zambia.

    Lo scorso anno Engie aveva annunciato una joint-venture con la tanzaniana Off Grid Electric per vendere, sempre attraverso pagamenti con i telefoni cellulari, pannelli solari e batterie in Africa occidentale.[MV]
  • Sudan Free

    Fondi italiani per sicurezza, stabilità e lavoro in...

    SUDAN - E’ pari a un milione di euro il contributo concesso dalla sede di Khartoum dell’Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo (AICS) a favore di un programma per la stabilizzazione e la sicurezza comunitaria in Sudan promosso dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP).

    A renderlo noto è l’Ambasciata d’Italia a Khartoum, specificando che il programma prevede interventi nello stato del Blue Nile e nella zona di Mayo, alle porte di Khartoum, zone altamente sensibili dove la stabilizzazione può essere raggiunta soprattutto attraverso un forte processo d’integrazione interetnica e intertribale.

    L’iniziativa in particolare mira a rafforzare le capacità di resilienza delle fasce più vulnerabili della popolazione attraverso la realizzazione di servizi, su un arco temporale di 12 mesi, quali il miglioramento della fornitura d’acqua, l’accesso ai servizi sanitari, l’istruzione e l’occupazione giovanile.

    “Creare condizioni migliori per permettere l’accesso dei più giovani al mondo del lavoro non è solo una questione sociale - ha dichiarato l’ambasciatore italiano, Fabrizio Lobasso - L’occupazione giovanile rappresenta uno dei più importanti strumenti politici che il Paese ha a disposizione per contrastare la proliferazione di piaghe come la radicalizzazione, la criminalità e l’immigrazione clandestina”.

    “Il valore aggiunto dell’iniziativa non è solo lo sviluppo del capitale umano - ha concluso l’ambasciatore Lobasso - ma anche la capacita’ di fare rete tra stakeholders locali ed internazionali che agiscono in maniera sinergica per ottenere migliori risultati nel più breve tempo possibile.”
  • Sudan Free

    Italia e Sudan dopo le sanzioni, quali scenari secondo...

    SUDAN - “L’Italia da lungo tempo attira l’attenzione nei vari fora internazionali sul ruolo strategico del Sudan, quale interlocutore cruciale del Corno d’Africa ai fini del mantenimento di stabilità e pacificazione nella regione; la fine delle sanzioni rappresenta un passo importante per Khartoum, sulla strada del consolidamento democratico e del suo reinserimento nelle dinamiche finanziarie internazionali”: così l’ambasciatore d’Italia a Khartoum, Fabrizio Lobasso, ha commentato per i media sudanesi la revoca delle sanzioni statunitensi.

    In un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa statale SUNA, Lobasso ha ricordato le attività delle istituzioni italiane in Sudan, a partire dalla cooperazione allo sviluppo: lotta ai traffici umani e all’immigrazione clandestina, malnutrizione, salute, aiuti umanitari, agricoltura ed emergenza sono alcuni dei temi di collaborazione, con circa 20 milioni di euro investiti per i prossimi tre anni.

    “Non solo aviazione, miniere, telecomunicazioni e ferrovie ma anche agroindustria e risorse animali rappresentano settori trainanti per incrementare i rapporti commerciali italo-sudanesi e possibili investimenti diretti - ha aggiunto l’ambasciatore Lobasso - Il paese è ricco di materie prime e l’expertise italiana è conosciuta e stimata in Sudan da molto tempo: non vedo Paese più titolato dell’Italia per creare solide filiere agroalimentari e sistemi di sostenibilità del ciclo di trasformazione del prodotto animale”.

    Sono ancora eccessive le importazioni sudanesi, secondo l’ambasciatore italiano, con circa 5 miliardi di dollari di deficit di bilancia commerciale, alla luce anche della considerazione che alcuni beni potrebbero essere prodotti localmente a cominciare dalle autovetture.

    “Il mercato finanziario sino ad oggi è stato paralizzato dalle sanzioni, ma l’uscita dal tunnel permetterà alle banche sudanesi di riattivarsi, contribuendo al recupero di credibilità del paese e alla stabilizzazione progressiva di fondamentali macroeconomici oggi ballerini, come ad esempio il tasso di cambio, con la sua attuale incongruenza tra tasso ufficiale e parallelo - continua Lobasso - Pure, al di là delle considerazioni finanziarie, la vera sfida che il Sudan dovrà affrontare, una volta raggiunta una pacificazione stabile, sarà la ricerca di opportunità di occupazione giovanile e la protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili: solo così si potrà fermare l’emorragia di cervelli sudanesi, in costante fuga verso il Golfo, cervelli internazionalmente rinomati per intelligenza, preparazione e capacità di adattamento”.
  • Etiopia Free

    Annunciato sviluppo industriale lungo ferrovia verso...

    ETIOPIA - Il governo etiope intende attirare investimenti esteri e promuovere lo sviluppo di nuove industrie, in particolare del settore manifatturiero, lungo la ferrovia elettrificata che collega Addis Abeba con Gibuti.

    A dirlo è stato il ministro dei Trasporti, Ahmed Shide, specificando che la costruzione in corso dei parchi industriali ad Adama e Dire Dawa, così come il progetto di realizzarne uno ad Ayisha, rientrano nel programma di sviluppo di una cintura industriale lungo il percorso ferroviario.

    Entrambi i parchi industriali di Adama e di Dire Dawa, situati rispettivamente a 99 e 446 chilometri a est della capitale Addis Abeba, sono costruiti dalla China Civil Engineering Construction Company (CCECC) e si trovano sul percorso della ferrovia a scartamento standard diretta verso il porto di Gibuti.

    “I parchi industriali situati lungo la ferrovia saranno un elemento di svolta per entrambi i nostri Paese, Etiopia e Gibuti, e in generale per tutta la regione rafforzando la trasformazione strutturale dell’economia e facilitando la circolazione delle merci - ha detto Shide - La ferrovia non sarà soltanto un’infrastruttura dei trasporti, ma un corridoio capace di favorire gli investimenti nel settore manifatturiero”. [MV]