Togo

Il Parlamento adotta leggi su società dell’informazione e commercio elettronico

TOGO – Il Parlamento di Lomé ha adottato per la prima volta un quadro giuridico sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic/Ict). I legislatori hanno infatti votato due leggi importanti in materia: la legge d’orientamento sulla società dell’informazione (Losito) e la legge sulle transazioni elettroniche.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Nigeria Free

    Sì a centrale galleggiante nel Cross River, grandi...

    NIGERIA - Una centrale elettrica galleggiante fornirà energia allo Stato nigeriano di Cross River : il via libera al progetto, già in fase negoziale tra il governo dello Stato federato e la società Monitor Power Solutions, è stato dato dall’authority sul settore elettrico nigeriano, la NERC, che ha autorizzato una licenza per l’installazione di un’unità da 528 megawatt.

    Lo scorso ottobre, la Monitor Power Solutions e il governo locale hanno firmato un accordo sul progetto di centrale a gas, un’iniziativa che necessita un investimento di 600 milioni di dollari. La centrale sarà posizionata sul fiume Calabar e dovrebbe essere in grado di funzionare per 15 anni.

    Durante la cerimonia di consegna della licenza, il vicepresidente della NERC, Sanusi Garba, ha invitato il governatore del Cross River, Ben Ayade, a creare condizioni favorevoli all’investimento privato. “Cross River è ricco di molte risorse naturali che potrebbero far diventare il territorio un attore centrale nel settore energetico” ha detto il responsabile dell’Authority. [CC]
  • Togo Free

    Ancora proteste contro Gnassingbé chiedendo alternanza...

    TOGO - Migliaia di togolesi hanno manifestato per le strade di Lomé chiedendo le dimissioni del capo dello Stato Faure Gnassingbé. Nelle stesse ore, quest’ultimo si trovava in Nigeria, ad Abuja, a presiedere il vertice dei capi di Stato e di governo della Comunità economica dei Paesi dell’Africa occidentale (Ecowas).

    Le proteste non sono nuove, l’opposizione sta infatti periodicamente chiamando a raccolta i propri sostenitori reclamando la fine di una dinastia familiare che regge le sorti del Paese da oltre 50 anni.

    La crisi togolese non era all’ordine del giorno al vertice Ecowas, ma nel comunicato finale l’organizzazione ha espresso “preoccupazione per le persistenti tensioni politiche” e ha auspicato un “dialogo nazionale aperto”.

    L’opposizione togolese contesta in particolare l’impossibilità di un’alternanza al potere e definisce il Togo “una inaccettabile anomalia politica in seno alla regione”. Il governo di Lomé aveva avviato consultazioni con diversi partiti, ma l’opposizione aveva contestato la scelta di limitare le consultazioni alle sole formazioni rappresentate in Parlamento. [MS]
  • Burkina Faso Free

    Al via prima fase dorsale in fibra ottica

    BURKINA FASO - E’ cominciata questa settimana la realizzazione della dorsale in fibra ottica per il sistema di telecomunicazioni in Burkina Faso. Il via ufficiale ai lavori è stato dato dal presidente della Repubblica, Roch Marc Christian Kabore nel dipartimento sudoccidentale di Gaoua, a Bafuji.

    “Il nostro governo è decisamente impegnato per garantire l’interconnessione alle nostre regioni e alle nostre comunità” ha detto il capo dello stato inaugurando il cantiere, affidato alla compagnia cinese Huawei e monitorato dall’azienda francese Tactis.

    Questa prima fase dei lavori ha un costo di circa 76 milioni di euro, finanziati al 60% da un prestito cinese e al 40% da un prestito della banca francese BNP-Paribas, rimborsabili in 15 anni.

    La dorsale (backbone) lunga 2000 k, si connetterà al West Africa Interconnection Project e a un’altra linea in fibra ottica realizzata nell’ambito del progetto Cloud. Alla fine della prima fase, che dovrebbe essere completata fra un anno, 3000 km di fibra ottica scorreranno in Burkina Faso. [CC]
  • Niger Free

    Materiale militare dal Pentagono per la lotta a Boko...

    NIGER- Le forze armate del Niger hanno ricevuto materiale militare inviato dagli Stati Uniti per un valore di 18 milioni di dollari. Si tratta di un dono destinato alla lotta al terrorismo e in particolare al gruppo nigeriano Boko Haram.

    Il materiale bellico – veicoli, materiale di protezione personale, materiale di trasmissione - è stato destinato alla base militare della regione sudorientale di Diffa, regione più volte presa di mira da attacchi di Boko Haram negli ultimi anni.

    L’amministrazione di Washington, nelle scorse settimane, si era detta pronta a contribuire al sostegno alla forza panafricana G5 Sahel contro il terrorismo nella regione, ma di volerlo fare su base bilaterale con i governi che partecipano alla missione.

    Truppe statunitensi – circa 800 uomini secondo alcune fonti – operano in Niger, diventato un alleato del Pentagono nella lotta al terrorismo internazionale. La loro presenza – che si aggiunge alle basi francesi di Niamey e Madama, e alla base delle forze tedesche - non ha tuttavia impedito, finora, ai gruppi terroristi gihadisti e ai trafficanti in ogni genere di continuare a controllare parti del territorio e di compiere attacchi letali. Lo scorso 4 ottobre, 4 soldati americani e 4 soldati nigerini sono rimasti uccisi in un attacco a Tongo Tongo, nella regione di Tillaberi, vicino al confine col Mali.[CC]
  • Senegal Free

    Rinviato il processo al sindaco di Dakar

    SENEGAL - E’ stato rinviato al 3 gennaio 2018 il processo al sindaco di Dakar, Khalifa Sall, che si doveva aprire ieri 14 dicembre nella capitale.

    Durante una breve udienza di 30 minuti, i magistrati hanno annunciato il rinvio accettando una richiesta degli avvocati della Difesa sulla mancata costituzione di alcuni avvocati per motivi di tempo.

    Insieme a 7 coimputati, Khalifa Sall è accusato di malversazione, frodi, falsi e appropriazione indebita di denaro pubblico.

    Il sindaco di Dakar, in carcere dallo scorso maggio, e i suoi simpatizzanti denunciano un processo politico che mira a far uscire dalla scena un potenziale avversario dell’attuale presidente Macky Sall. [CC]
  • Mali Free

    Allarme delle agenzie umanitarie sulla sicurezza

    MALI – Circa il 22% della popolazione del Mali, ovvero 4 milioni di persone, saranno in situazione di bisogno umanitario nel 2018: a lanciare l’allarme su uno scenario che torna a deteriorarsi nel Paese del Sahel è l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha), in procinto di pubblicare un rapporto aggiornato sulla situazione.

    “A causa della scarsa presenza dello Stato e dell’assenza di progressi in materia di sviluppo sostenibile nel centro e nel nord del Mali, i bisogni umanitari persistono. Per questo motivo gli operatori umanitari hanno continuato a giocare un ruolo di primo piano per rispondere ai bisogni dei più vulnerabili” sottolineava di recente il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres.

    Negli ultimi mesi è aumentato il numero di sfollati, oggi circa 55.400, e si contano 140.900 profughi maliani in Burkina Faso, in Mauritania e in Niger, soprattutto a causa di una recrudescenza di violenze nelle regioni di Kidal, di Menaka e di violenze intercomunitarie nella regione di Mopti.

    Anche gli operatori umanitari sono regolarmente presi di mira dalla violenza: tra luglio e settembre 2017, l’Onu ha contato 43 incidenti a carattere soprattutto criminale nei confronti del personale umanitario.

    Sulla carta, un accordo di pace e di riconciliazione è stato firmato due anni fa.[CC]