Libia

Forum italo-libico: analisi di una relazione ancora complessa – 2

LIBIA – A rendere significativo il Forum di Agrigento è stata poi la significativa presenza di attori bancari e finanziari. C’erano Mario Sabato, direttore generale di Banca UBAE, e Giuseppe Scognamiglio, vice presidente esecutivo di Unicredit. Dal lato libico, c’erano il direttore della sezione bilancio del ministero delle Finanze, Yousef Farag, il sottosegretario dello stesso ministero, Abubaker Ghafal, oltre al ministro dell’Economia Nasir Shaghlan.

Joint-venture è stato uno dei temi e delle parole più ricorrenti. Pronti a riattivare società parcheggiate dopo i fatti seguiti alle rivolte del 2011 sono Iveco e Leonardo (ex Finmeccanica). Giovanni Soccodato, direttore strategie di Leonardo, ha ricordato i progetti di Selex per la disposizione di sistemi per il controllo elettronico del lungo e poroso confine meridionale libico. Di strutture e personale già formato ha parlato Fabio De Serafini, general manager Africa e Medio Oriente di Iveco-Cnh Industrial.

L’Italia, è una delle conclusioni del Forum, può continuare ad essere il partner per eccellenza della Libia, e può avere un ruolo fondamentale nello sviluppo delle infrastrutture e nella ricostruzione del Paese. Ma, come ha detto nella conferenza stampa finale lo stesso Maitig, deve in qualche modo fare dei passi più coraggiosi. Un rischio d’impresa che vedrebbe l’altro piatto della bilancia colmo di progetti nel settore energetico, infrastrutturale, dei trasporti (è stato ricordato il recente accordo per la ricostruzione dell’aeroporto di Mitiga); ma anche la ripresa di forme di cooperazione nel campo della formazione. A garanzia di tutto questo, quel petrolio che ha determinato la ricchezza del Paese e che dopo alti e bassi è tornato a una produzione di un milione di barili.

Così, se parlando dal palco, la vice presidente di Confindustria Licia Mattioli ha auspicato un ritorno all’imprenditoria e ai contratti per abbassare il grado di violenza e il numero di fucili in circolazione, parlando al termine di lavori con ‘InfoAfrica’, Antonio Montanari, vice presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo, ha parlato di “possibilità” su cui riflettere: “E’ un percorso molto difficile – ha detto Montanari – oggi abbiamo avuto una presenza di altissimo livello. Il nostro ministero degli Affari esteri è veramente molto attivo sia con la presenza dell’Ambasciata che tramite il supporto della Direzione Generale Sistema Paese, quindi ci possono essere le condizioni perché almeno i grandi possano partire. I grandi vuol dire far arrivare i piccoli che hanno criticità completamente diverse. E’ una possibilità per le grandi infrastrutture, l’energia, la fornitura di beni e servizi su cui le piccole e medie imprese con le dovute garanzie possono fare molto”. [GB]

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