Angola

Domani al voto per il rinnovo del Parlamento e del Presidente, ecco i sei partiti in lizza

ANGOLA – Si avvicina alla fine il countdown per le elezioni parlamentari in Angola, dalle quali uscirà il nome del prossimo presidente della repubblica. Nove milioni di elettori sono chiamati domani alle urne per scegliere chi governerà il Paese, tra sei forze politiche.

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    SUDAFRICA - La municipalità di Drakenstein, nel Capo Occidentale, ha reso noto che sta esplorando la possibilità di acquistare energia elettrica da produttori indipendenti (IPP) per mitigare l'impatto negativo dei continui distacchi di carico da parte della compagnia nazionale Eskom. "Il Consiglio ha deciso di indire una gara d'appalto per sollecitare proposte da parte di produttori indipendenti di energia per generare e fornire energia alternativa alla municipalità di Drakenstein", ha dichiarato in un comunicato il sindaco Conrad Poole, riferendo che, in collaborazione con il governo del Capo Occidentale, Drakenstein sta studiando una combinazione di risorse energetiche rinnovabili, come l'energia solare ed eolica, e l'utilizzo di gas al posto dell'elettricità. Il comune ha individuato cinque potenziali progetti eolici e solari con una capacità complessiva di 135 MW, alcuni dei quali sono stati identificati come possibili progetti pilota nell'ambito del programma Municipal Energy Resilience (MER) del Capo Occidentale, che, istituito per facilitare lo sviluppo di progetti idonei alle recenti riforme energetiche del Sudafrica, vedono la partecipazione di sei comuni della Provincia. Il comune di Drakenstein ha inoltre richiesto un finanziamento per l'installazione di pannelli solari sugli edifici comunali. [CN]
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    Mattarella a Maputo celebra i 30 anni della pace, ma a...

    MOZAMBICO - Sono passati 30 anni da quando il 4 ottobre 1992, a Roma, Joaquim Chissano, presidente mozambicano e segretario del Frelimo, e Afonso Dhlakama, leader della Renamo, firmarono un Accordo di pace che metteva fine a 16 anni di guerra civile, con 1 milione di morti e oltre 4 milioni di profughi. La firma concludeva un lungo processo negoziale svoltosi presso la sede della Comunità di Sant'Egidio. E proprio in una delle sedi della Comunità si recherà oggi il capo di Stato italiano Sergio Mattarella, durante la sua visita di Stato in Mozambico. L'allora segretario generale dell'Onu, Boutros-Ghali, parlò di "formula italiana" per descrivere "l'attività pacificatrice" della Comunità, "unica nel suo genere" perché fatta di "tecniche caratterizzate da riservatezza e informalità".  Grazie alla pace, ricorda in un suo articolo l’AGI, iniziava per il Mozambico una stagione nuova, un percorso non semplice e lineare, ma anche una success story, che mostra come uno Stato può lasciarsi alle spalle le gigantesche sofferenze di una guerra civile, per affrontare sfide sempre complesse, ma ampiamente gestibili in un contesto di pace: l'economia, il benessere dei suoi abitanti e i rapporti internazionali nel mondo globalizzato. Sfide che purtroppo si ripresentano a distanza di 30 anni nel nord del Paese, nella provincia di Cabo Delgado, dove gruppi jihadisti stanno sfruttando il disagio sociale portando il conflitto in una zona che per gli enormi giacimenti di gas che ospita sarebbe destinata a diventare il motore dell’economia del Mozambico.  “La pace firmata 30 anni fa a Roma ha legato il Mozambico alla Comunità di Sant’Egidio e soprattutto all’Italia in maniera indissolubile” ha ricordato il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo in un’intervista pubblicata su Oltremare, il magazine della Cooperazione italiana, e rilasciata durante Coopera. “Oggi il problema è molto diverso da quello di 30 anni fa. Prima si trattava di un governo marxista che combatteva contro una guerriglia. Oggi si tratta di gruppi jihadisti che hanno invaso la provincia di Cabo Delgado. Quindi è più difficile una mediazione a livello della comunità internazionale. Come è più difficile stare accanto alla popolazione, portare aiuti in zone in cui non c’è da mangiare. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, non lasciare da sole queste popolazioni”. Allargando lo spettro della sua analisi Impagliazzo va poi oltre. “I problemi in Africa oggi sono molti, derivano da una globalizzazione che ha alcuni aspetti positivi ma molti negativi. Ci troviamo ora in mezzo a una tempesta provocata da vari fattori, il primo dei quali è stato il Covid. Ma non è colpa solo della pandemia. C’è una guerra in Europa, c’è una crisi economica, stiamo tutti vedendo l’aumento dei prezzi, siamo di fronte a Paesi deboli insidiati da colpi di Stato e, in alcune aree, dalla violenza del jihadismo”. Guardando all’Africa, prosegue Impagliazzo, “si è formata una grammatica della rivolta che sta travolgendo alcuni popoli del Sahel e della fascia orientale del continente. Per questi motivi, oggi la cooperazione non può che essere rafforzata. Noi possiamo intervenire per contrastare tutti questi fenomeni di crisi o almeno alcuni di essi e ridare alle popolazioni dei Paesi africani delle nuove possibilità che né i governi (alcuni purtroppo presi da fenomeni di corruzione molto evidenti) né la violenza jihadista garantiscono”. [MS]
  • Angola Free

    Ide al ribasso, c’è l’Italia tra i principali...

    ANGOLA - Sono scesi del 6% gli investimenti diretti esteri (Ide) nel primo trimestre di quest'anno, raggiungendo la quota di 1,5 miliardi di dollari rispetto agli 1,6 miliardi di dollari registrati per lo stesso periodo del 2021, secondo i recenti calcoli della Banca Nazionale dell'Angola (Bna), che osserva che il settore petrolifero continua ad essere la principale attrazione degli investimenti stranieri.  Secondo le statistiche diffuse dalla Bna, gli stranieri hanno investito 1,5 miliardi di dollari nel settore del petrolio e del gas, che rappresenta oltre il 99% degli investimenti esteri, con Stati Uniti, Francia, Italia, Regno Unito e Cina tra i soliti investitori in questo motore dell’economia angolana, mentre solo 500.000 dollari sono stati destinati al settore non petrolifero, con Russia, Portogallo ed Emirati Arabi Uniti tra i principali investitori. La Bna indica inoltre che non solo gli stranieri hanno ridotto il volume degli investimenti ma hanno anche ritirato più denaro dall'Angola, disinvestendo 2,9 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell'anno - il 50% in più rispetto ai deflussi dello stesso periodo -, che hanno causato un saldo negativo di 1,36 miliardi di dollari per il primo trimestre del 2022 Anche gli investimenti degli angolani all'estero sono diminuiti: l'Angola ha investito all'estero 1,4 milioni di dollari nel primo trimestre, rispetto ai 3,2 milioni di dollari investiti nello stesso periodo del 2021, con una riduzione del 55%. Tutti gli investimenti sono stati convogliati nel settore non petrolifero, in linea con la strategia adottata dal Paese dal 2018. L'anno scorso gli investimenti diretti angolani all'estero hanno riguardato soprattutto il settore immobiliare, con l'acquisto di proprietà. [CN]
  • Zambia Free

    Zambeef punta a raddoppiare la produzione, in linea con...

    ZAMBIA - Cento milioni di dollari: questo l’importo che Zambeef, la più grande azienda di prodotti alimentari e agroalimentari dello Zambia, ha previsto di investire nell’ambito di un piano di espansione volto a raddoppiare la sua produzione agricola, costituita principalmente da grano e semi di soia, portandola a 150.000 tonnellate annue. Nel suo comunicato stampa, l'azienda spiega che non solo amplierà le sue varie capacità di produzione della catena del valore, ma produrrà anche un impatto sullo sviluppo dell'economia dello Zambia attraverso la creazione di posti di lavoro, l'aumento delle entrate fiscali e il sostegno alle imprese ausiliarie come i piccoli agricoltori e le piccole e medie imprese. “Questo investimento è una risposta diretta al sostegno del governo al settore privato nell'intraprendere progetti di sviluppo”, si è rallegrato il ministro delle Finanze dello Zambia, Situmbeko Musokotwane, prima di aggiungere: “Il governo è inoltre grato per il tempismo dell'investimento, mentre il mondo è alle prese con un'imminente crisi alimentare. Questo investimento spingerà lo Zambia nel suo cammino verso il raggiungimento dell'obiettivo di essere il paniere alimentare della regione”.  La prevista capacità di produzione di grano ampliata posizionerà Zambeef a contribuire con circa il 20% della produzione annuale totale dello Zambia. Oltre alle migliaia di aziende e coltivatori che sostiene, l’azienda gestisce 236 punti vendita in Zambia, Nigeria e Ghana. La maggior parte delle sue colture sono destinate a mangime per animali e alla macinazione della farina. [CN] 
  • Mozambico Free

    Prima riabilitazione in quasi 50 anni per l’impianto...

    MOZAMBICO - L’impianto idroelettrico di Cahora Bassa ha appena iniziato la riabilitazione dei cinque generatori e della sottostazione della centrale. Lo riferiscono fonti di stampa locali, osservando che in 47 anni dalla sua creazione nel 1975, è la prima volta che questa diga del bacino dello Zambesi viene sottomessa a un intervento di riabilitazione. “I fondi per i lavori di riabilitazione, con risorse proprie di Cahora Bassa, sono già disponibili. In linea di principio, i lavori richiederanno tra cinque e sette anni al massimo”, ha affermato il presidente del consiglio di amministrazione della centrale idroelettrica, Boavida Muhambe. La riabilitazione mira ad aumentare l'affidabilità della produzione di elettricità e della sua trasmissione agli utenti. [CN].
  • MozambicoSudafrica Free

    Nuovo modello operativo ferroviario per aumentare...

    SUDAFRICA/MOZAMBICO - Da 15 a 21 spedizioni ferroviarie di cromo e ferro-cromo a settimana tra la città di Belfast, nella provincia di Mpumalanga, in Sudafrica, e il porto di Maputo, in Mozambico: questo il risultato previsto dal nuovo accordo di cooperazione firmato dalla sudafricana Transnet Freight Rail con la controparte mozambicana, Portos e Caminhos de Ferro de Moçambique (Cfm). L’intesa, che consiste nell’implementare un nuovo modello operativo di spedizioni di cromo e ferro-cromo da Belfast direttamente a Maputo, che non includa più lo scambio di locomotive tra l'origine e la destinazione delle consegne, riducendo così il transito di 12 ore, dovrebbe tradursi con un aumento del volume di oltre 800.000 tonnellate del minerale all'anno. "Il trasporto ferroviario è fondamentale per rafforzare lo sviluppo economico e questa iniziativa consentirà a entrambe le ferrovie di sostenere la ripresa della regione collegando l'Africa al mondo", ha affermato Sizakele Mzimela, Ceo di Transnet Freight Rail, che stima inoltre che l'aumento dell’approvvigionamento ferroviario rimuoverà settimanalmente circa 200 camion dalla strada. Il Sudafrica detiene circa il 70% delle riserve mondiali di cromo. Il Minerals Council South Africa aveva segnalato il cromo come una delle materie prime che perde più opportunità di esportazione a causa delle scarse prestazioni ferroviarie. [CN]